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mercoledì 16 febbraio 2022

L'attesa riforma della Curia. La Congregazione per la Dottrina della fede si sdoppia

Dal Vaticano giunge notizia dell'emanazione del Motu proprio "Fidem servare", datato 11 febbraio 2022, con cui Bergoglio modifica la struttura interna della Congregazione per la Dottrina della Fede. Una riforma della Curia romana annunciata da tempo e il cui provvedimento istitutivo, la Costituzione apostolica in sostituzione della Pastor Bonus del 1988 sarà chiamata, forse, Praedicate Evangelium.
Quello che un tempo era il Sant’Uffizio - e prim'ancora Santa Inquisizione - aveva ricevuto la denominazione Congregazione per la Dottrina della Fede con la riforma voluta da papa Paolo VI, che poneva l'accento sulla correzione piuttosto che sulla condanna, sull'onda del conciliare vietato vietare. Ora sarà oggetto di una riforma strutturale che ne ricomporrà l'organigramma.
Si tratta di un organismo la cui primaria importanza è comunque innegabile, tanto che un tempo era presieduto direttamente dal pontefice. Ora, invece, Fidem servare imprime mutamenti profondi innanzitutto con la suddivisione del dicastero in due Sezioni:
  • una dottrinale, che si occuperà delle materie riguardanti la promozione e la tutela della dottrina della fede e della morale alla quale sarà affidato anche «il compito di studiare le questioni relative agli Ordinariati personali istituiti mediante la Costituzione Apostolica Anglicanorum Coetibus». Inoltre vi «afferisce l’Ufficio Matrimoniale, che è stato istituito per esaminare, sia in linea di diritto che di fatto, quanto concerne il “privilegium fidei”».
    Un punto saliente decreta: «La Sezione Dottrinale ... inoltre, favorisce gli studi volti a far crescere l’intelligenza e la trasmissione della fede al servizio dell’evangelizzazione, perché la sua luce sia criterio per comprendere il significato dell’esistenza, soprattutto di fronte alle domande poste dal progresso delle scienze e dallo sviluppo della società». Con l'aria che tira desta perplessità quel favorire gli studi nel senso dei parametri su cui calibrare la riflessione scientifica, nonché le tematiche meritevoli di approfondimenti in vista dell’evangelizzazione. Le preoccupazioni sono giustificate dagli attuali orientamenti del Vaticano evidenziati anche da iniziative e frequentazioni rintracciabili in questo indice e negli altri che vi sono correlati sia in tema di ambientalismo che delle più diffuse teorie socio-antropologiche.
  • l’altra disciplinare, che si occuperà dei reati “gravi”, come i casi di abuso sessuale, e dovrà “predisporre ed elaborare le procedure previste dalle norme canoniche affinché la Congregazione, nelle sue diverse istanze (Prefetto, Segretario, Promotore di Giustizia, Congresso, Ordinario Sessione, Collegio per l'esame dei ricorsi in materia di delicta graviora), possa «promuovere una corretta amministrazione della giustizia». Inoltre promuoverà «opportune iniziative di formazione che la Congregazione offre agli Ordinari e agli operatori del diritto, per favorire una retta comprensione e applicazione delle norme canoniche relative al proprio ambito di competenza».
Ogni sezione avrà un proprio Segretario col compito di collaborare col prefetto. La candidatura maggiormente quotata, per la successione di mons. Ladaria prossimo al pensionamento, è quella di mons, Charles Scicluna, dal 2015 presidente del Collegio per l’esame dei ricorsi alla Sessione Ordinaria della Congregazione per la dottrina della fede.
Leggiamo su LifeSiteNews che sotto l'arcivescovo Scicluna - che ha prestato il suo personale sostegno alle unioni civili omosessuali come "servizio alla dignità di queste persone" [qui] - la Chiesa cattolica di Malta si è allontanata dall'autentico insegnamento cattolico. Scicluna si è inoltre premurato di sovrintendere l'approvazione da parte dei vescovi maltesi della Santa Comunione per i cattolici divorziati risposati civilmente se sono "in pace con Dio" [vedi]. 
Ricordiamo una espressione del compianto Card. Caffarra (uno dei quattro cardinali dei Dubia): «Una Chiesa con poca attenzione alla dottrina non è più pastorale, è solo più ignorante».

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