La scorsa settimana ampi settori dell’opinione pubblica spagnola e latino-americana hanno espresso in modo molto marcato la loro critica all’atteggiamento di papa Francesco che, in occasione del secondo centenario dell’indipendenza del Messico, ha chiesto perdono per i crimini commessi dalla Chiesa durante il periodo della conquista e dell’evangelizzazione del Nuovo Mondo.
In numerose occasioni abbiamo parlato dell’assurdità di chiedere perdono per presunti peccati commessi da altri e, inoltre, per presunti “peccati sociali”, che non si capisce cosa siano. Ed è giusto ricordare che chi ha dato il via a questa moda tanto applaudita è stato Giovanni Paolo II. La verità è che la Spagna ha portato fede e civiltà in America, a costo di enormi sacrifici, salvando dal dominio delle Tenebre milioni di persone sottomesse a schiavitù, immerse nella barbarie e in culti idolatrici che richiedevano sacrifici umani. Riguardo a questa realtà il pontefice non ha detto una sola parola. Ha fatto solo riferimento agli abusi e agli eccessi che certamente sono esistiti, così come esistono in tutte le opere umane.






