mercoledì 31 agosto 2022

Washington, Arlington. Pellegrinaggio Summorum Pontificum pro-Messa tradizionale

Oltre che registrarlo come cronaca di rilievo, possiamo unirci spiritualmente recitando il Santo Rosario con le stesse intenzioni. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successivi.

Annuncio importante lanciato da Peter Kwasniewski: 
Un evento importante è stato programmato nella capitale degli Stati Uniti per sabato 17 settembre 2022, alle ore 9.00. Il Pellegrinaggio Nazionale Summorum Pontificum per il restauro della Messa Tradizionale in latino inizierà presso la Cattedrale di San Thomas More, Arlingto n, VA, e terminerà alla Cattedrale di San Matteo Apostolo, Washington, DC, una distanza di circa 5 miglia (durata prevista 2 ore). 
La data è stata scelta sia perché sabato 17 settembre 2022 è il sabato più vicino al 15° anniversario dall'entrata in vigore del Summorum Pontificum, il motu proprio di Papa Benedetto XVI che ha liberalizzato la Messa Tradizionale in latino per ogni Cetus Cattolico di rito tradizionale, e perché le restrizioni nelle due diocesi entrano in vigore a settembre (l'8 per Arlington, il 21 per DC). In risposta alle crudeli e ingiuste restrizioni imposte alla celebrazione dell'usus antiquior nell'arcidiocesi di Washington e nella diocesi di Arlington, nonché in molti altri luoghi del mondo, andremo in pellegrinaggio in un atto pubblico di dolore per la distruzione del patrimonio liturgico occidentale, e a sostegno del suo pieno ed immediato restauro.
Il sito è https://www.tlmpilgrimage.com/ e c'è anche un evento Facebook e una pagina Twitter. Rendiamolo un enorme pellegrinaggio con quante più centinaia o anche migliaia di fedeli possibili: è un'occasione perfetta per dimostrare che esistiamo e non arretreremo a prescindere da tali decreti antipastorali.

Esclusivo. Brandmüller in concistoro: il papa vuole chiudere la bocca ai cardinali

Lunedì 29 e martedì 30 agosto, tutti i cardinali, elettori e non, in tutto 206 prelati, si sono incontrati a porte chiuse attorno a Francesco. Tema ufficiale: la “riforma della Curia”, il cui testo è stato pubblicato il 19 marzo scorso. Ma diverse fonti indicavano che sarebbe stato anche una sorta di bilancio del pontificato e di individuazione di personalità eminenti. Sta di fatto tuttavia che Francesco, innamorato dello spirito sinodale, diffida degli incontri del collegio cardinalizio, tant'è che dopo una sola esperienza nel 2015, si è ben guardato, da allora, dal convocare il suo Senato. Qui - qui due interessanti articoli sulla riforma della Curia e possibili evoluzioni a partire dalle avvisaglie attuali. Per definir meglio il contesto.

Esclusivo. Brandmüller in concistoro: 
il papa vuole chiudere la bocca ai cardinali

(s.m.) Queste sopra sono alcune righe autografe dell’intervento preparato dal cardinale Walter Brandmüller per il concistoro del 29 e 30 agosto, che non gli è stato consentito di pronunciare, pubblicato integralmente in questa pagina di Settimo Cielo.
Il concistoro vedeva riuniti i cardinali con papa Francesco. Era a porte chiuse, ma soprattutto è stato scomposto, per volere del papa, in gruppi linguistici, impedendo con ciò un dialogo diretto e tra tutti, come era in effetti avvenuto nell’ormai lontano febbraio del 2014, nell’ultimo concistoro in piena regola convocato da Francesco, in vista del sinodo sulla famiglia e sulla “vexata quaestio” della comunione ai divorziati risposati, concistoro rivelatosi talmente franco nel criticare l’impostazione voluta dal papa da indurlo a cancellare da lì in avanti convocazioni dei cardinali altrettanto libere e aperte all’ascolto.

Il transumanar di Dante agli antipodi del moderno transumanesimo

Riprendo da Tempi il testo integrale della relazione “Suggerimenti del Paradiso dantesco all’uomo di oggi” tenuta in versione ridotta da monsignor Massimo Camisasca mercoledì 24 agosto al Meeting di Rimini durante l’incontro “Le parole di Dante al nostro presente”. Qui l'indice degli articoli sul transumanesimo.

Il transumanar di Dante
agli antipodi del moderno transumanesimo
Nella fede mistica e carnale del sommo poeta l’unico vero antidoto alla pretesa contemporanea di “migliorare” l’uomo, di fatto annientandolo. L’intervento integrale di Camisasca al Meeting
Introduzione
Italo Calvino ha scritto che i classici sono i libri che hanno qualcosa da dire ad ogni epoca della storia. Che cosa ha da dire il Paradiso della Commedia dantesca al nostro tempo? Vorrei raccogliere alcune possibili risposte a questa domanda.

Nella terza Cantica non viviamo semplicemente un cammino; realizziamo propriamente un’ascensione. Questo richiede da parte nostra una purificazione dello sguardo, del cuore e della ragione. Non per nulla l’accesso al Paradiso avviene per il sommo poeta solo dopo aver percorso il Purgatorio e aver liberato il suo cuore da ogni impurità.

Si dice che, a differenza dell’Inferno e del Purgatorio, il Paradiso dantesco sia più difficile nella lettura, meno accessibile. Si adduce come ragione il fatto che, mentre la materia trattata nelle prime due cantiche è qualcosa di cui l’uomo fa in qualche modo esperienza, l’oggetto del Paradiso sarebbe invece lontano, nebuloso, non avrebbe appigli nell’esperienza comune di ogni giorno.

Il cardinale Roche definisce “protestanti” i cattolici tradizionali

Qui l'indice degli articoli precedenti.
Leggo su Infovaticana che, appena nominato cardinale nel recente concistoro, Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha approfittato di un'intervista per attaccare ancora una volta i suoi nemici prediletti, i fedeli seguaci del rito tradizionale.
In un'intervista alla Radio Vaticana, Roche ha censurato i seguaci della Messa tradizionale per il loro "opporsi ostinatamente" a quanto "ha decretato la Chiesa", "il che è molto grave". Roche ha detto che "alla fine le persone [in Vaticano] devono chiedersi: sono davvero cattolico o sono piuttosto protestante?"
È paradossale che il nuovo cardinale accusi di protestantesimo i seguaci del rito che per secoli ha alimentato la fede dei santi, quando è noto che uno degli obiettivi dell'artefice del Novus Ordo, il cardinale Annibale Bugnini, era rendere la Messa un rito più simile a quello della Cena delle Chiese riformate, al punto da circondarsi di protestanti come consiglieri.
Per il resto, la gerarchia vaticana si è mostrata in questi anni straordinariamente vicina alle Chiese riformate, arrivando a definire l'eresiarca Lutero un "testimone del Vangelo", tanto che è sconcertante sentirne il termine "Protestante" come critica sulla bocca di uno degli uomini più vicini al Papa. Roche insiste sul fatto che se si rifiutano le "disposizioni" di un Concilio "ci si mette ai margini, ai margini della Chiesa, si sta diventando più protestanti che cattolici".

martedì 30 agosto 2022

Il Silenzio si fa preghiera.

1Re 19,12: Dio è nel "mormorio di un vento leggero” o, più esattamente, nella "voce di un silenzio sottile" (qol demamah daqqah). In cui si compendiano tutte le parole che scaturiscono dalla Parola, Verbo e fatto creatore insieme. O meglio, generatore, quando nella vita sacramentale e nell'Adorazione, accogliamo il Figlio nell'immagine già pensata nel nostro Battesimo.
Il testamento spirituale sul Dono del silenzio
di Madre Annamaria Canopi

Chiediamo al Signore il dono del silenzio esso ci apre la porta della santità per entrare in paradiso

Il silenzio diventa forza per portare la prova.
Il lamentarsi, il discutere, il parlare delle difficoltà
fa invece diminuire le forze.

Di fronte alle prove personali,
prima di ribellarsi,
prima di ragionare sulla situazione,
bisogna mettersi in silenzio,
attendere umilmente che Dio ci manifesti il suo disegno,
credendo di essere sempre
e ancor più nelle sue mani.

Agostino e Bergoglio

Tra i miei amici è uno dei commentatori che apprezzo e che amo condividere. Di seguito il suo testo.

Ieri si festeggiava Sant’Agostino d’ippona (334-430),  uno dei più grandi pensatori della cultura occidentale, nonché uno dei maggiori Padri e dottori della Chiesa. È il più grande filosofo della storia  cristiano, e probabilmente colui che ha affrontato più profondamente - tanto da pensatore che da mistico - il problema del Male.  

Per questi motivi oggi è un pensatore decisivo tanto per comprendere il mondo attuale, quanto per comprendere la crisi della Chiesa. 

Che cosa ha fatto infatti la Chiesa degli ultimi sessant’anni se non prendere il pensiero del dottore di Ippona e ribaltarlo completamente? Non c’è un solo aspetto del suo pensiero dal quale – senza peraltro mai ovviamente rivendicarlo – il clero conciliare e modernista non si sia disfatto per affermare l’esatto contrario.

Mons. Viganò / 'Agere sequitur esse'. La visione “teologica” del Great Reset

Trascrizione in italiano del testo della Conferenza « Agere sequitur esse » : la visione « teologica » del Great Reset – tenuta da mons. Viganò per l'edizione di quest'anno dell'Università d'estate di Civitas – e delle sue risposte alle domande dei partecipanti. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Agere sequitur esse
La visione “teologica” del Great Reset

Université d’Été – Civitas
14 agosto 2022

QUANDO l’essere umano agisce, per prima cosa ha uno scopo. La sua azione, ciò che compie rappresenta un mezzo ordinato a un fine, che può essere moralmente buono o cattivo. L’azione è atto della volontà, e nasce dal pensiero, che è atto dell’intelletto. 
Quel che facciamo, insomma, è determinato da chi siamo (l’insieme delle nostre facoltà: memoria, intelligenza e volontà): la scolastica riassume perfettamente questo concetto in tre parole: agere sequitur esse.
Nessuno agisce senza scopo, e anche quanto avviene sotto i nostri occhi da ormai più di due anni è la conseguenza di un insieme di cause concomitanti che presuppongono un pensiero iniziale, un principio informatore, per così dire. E quando ci accorgiamo che le ragioni che ci vengono date per giustificare le azioni intraprese non hanno alcuna ragionevolezza, significa che queste ragioni sono dei pretesti, dei falsi motivi che servono a nascondere una verità inconfessabile.

lunedì 29 agosto 2022

Card. Burke. “Dobbiamo tornare alla santa Tradizione”. Resta e combatti

Riprendiamo nella nostra traduzione da Infocatolica le recenti esortazioni del Card. Burke tratte da un'intervista al Tagespost. Una delle poche voci della resistenza senza diserzioni. Cose già dette in più occasioni, ma repetita juvant. E, poi, per chi leggesse solo ora.

“Dobbiamo tornare alla santa Tradizione”
Resta e combatti
Cardinale Burke
Il cardinale americano Raymond Leo Burke consiglia vivamente ai credenti delusi di non lasciare la Chiesa. Afferma che «i fedeli hanno il diritto e il dovere di far conoscere le loro preoccupazioni sulla Chiesa. I fedeli devono esercitare questo diritto - sancito dal diritto canonico - apertamente»
La giornalista tedesca Regina Einig ha intervistato per Die Tagespost il cardinale Burke in occasione delle recenti notizie riguardanti l'abbandono della Chiesa cattolica nel suo Paese ora che si è di fronte al nuovo record di 360mila persone che l'hanno lasciata nel 2021.

Eminenza, in Germania molti cattolici lasciano la Chiesa cattolica come se fosse un ente pubblico. Anche i cattolici fedeli alla Chiesa stanno pensando di lasciarla per non sostenere con le tasse progetti che non riescono a conciliare con la loro coscienza. Quali sono le sue valutazioni?
I cattolici devono testimoniare la verità della fede. Nella tradizione della Chiesa, un Sinodo è un modo per capire come difendere e promuovere la fede cattolica, non per creare un'altra Chiesa e un'altra fede. Credo che questi buoni cattolici - per quanto doloroso possa essere - debbano rimanere nelle loro parrocchie e lottare per le verità di fede.

Torre di Babele - Mons. Williamson

Qui l'indice degli articoli sul transumanesimo.
DCCLXXXVIII #788, 20 agosto, 2022
Torre di Babele

Caro padre Lang, tu sei un cane da pastore,
Che custodisce coraggiosamente le pecore di Dio!

Don Peter Lang è un altro coraggioso sacerdote della Fraternità San Pio X, che pensa con chiarezza e che scrive pubblicamente dell’ineludibile dimensione religiosa degli orrori secolari che stanno dominando il mondo che ci circonda. Invece di nascondere la testa nella sabbia, sta informando il suo gregge della mortale minaccia che sta mettendo in pericolo la loro salvezza eterna. Il suo articolo intitolato “L’Ultima Torre di Babele” è gia stato riassunto in questi “Commenti” il 26 di febbraio, 2022, ma il contenuto e tanto importante che si riassume di nuovo quaggiù. Per l’articolo originale in tedesco, si veda https://respicestellam.org/wp-content/uploads/2022/08/The-Ultimate-Tower-of-Babel.pdf

«Cristiani sotto attacco negli Usa: perché Biden non fa nulla?»

Nell’immaginario di molti, le persecuzioni e i crimini d’odio contro i fedeli cristiani sono un fenomeno sì attuale ma geograficamente remoto, che interessa Paesi e Continenti lontani rispetto all’Occidente. Sfortunatamente, non è così. Lo dimostrano il caso del Canada – dove in un solo anno gli atti di cristianofobia sono aumentati del 260% -, quello dell’Europa – in Francia vengono ormai prese di mira pure le librerie cattoliche – e, soprattutto, quello degli Stati Uniti.

Sì, perché da quando, a maggio, è trapelata la notizia, poi confermata dal verdetto emesso a giugno, del rovesciamento della sentenza abortista Roe v. Wade del 1973 da parte della Corte Suprema, è partita un’ondata di crimini mai vista. Lo dicono i numeri, che parlando di oltre 130 casi di vandalismo; nello specifico, se ne sono contati 69 contro le chiese cattoliche e pochi meno – 64 – contro le organizzazioni pro life e di assistenza alla gravidanza difficile o indesiderata.

Due cardinali e uno storico accusano papa Francesco di tradire il Concilio

Riprendo da Settimo Cielo. Nel Post Scriptum un significativo intervento di don Mauro Gagliardi, che sottolinea la differenza della potestà di governo del vescovo di curia rispetto a quello di diocesi. Rimane incerto se questa distinzione sia fatta propria dalla riforma “Praedicate Evangelium”. 
A partire da qui e qui, alcuni precedenti.

C’è un punto, nella riforma della curia su cui i cardinali sono chiamati a discutere nel concistoro del 29 e 30 agosto, che “colpisce al cuore il Concilio Vaticano II e costituisce un punto dirimente per il futuro della Chiesa”. A levare così alto l’allarme è Alberto Melloni, storico della Chiesa marcatamente progressista e coautore della più monumentale storia del Vaticano II finora pubblicata. Ma non è il solo. Due cardinali di prima grandezza e ferrati in teologia come il tedesco Walter Kasper e il canadese Marc Ouellet, neppure loro classificabili tra i conservatori, hanno anch’essi richiamato l’attenzione sul pericolo di rovesciare una delle conquiste del Concilio Vaticano II.
Il punto in questione è là dove la “Praedicate Evangelium”, la costituzione apostolica firmata da papa Francesco che ha riformato la curia ed è entrata in vigore la scorsa Pentecoste, stabilisce che “qualunque fedele può presiedere un dicastero o un organismo” curiali, se appena il papa gliene conferisce la potestà.

domenica 28 agosto 2022

Mons. Roche riceve la berretta cardinalizia: compenso (anti)liturgico

Promozione per meriti (anti)liturgici. [vedi a partire da qui]
Curiosamente l'annunzio della elevazione di Roche alla porpora fu dato lo scorso 29 maggio, memoria per i modernisti di "san" Paolo VI, anti-liturgo supremo. (Fonte)

Leggo che Lunedì e martedì prossimi, tutti i cardinali, elettori e non, in tutto 206 prelati, si incontreranno a porte chiuse attorno a Francesco. Il tema ufficiale è quello della “riforma della Curia”, il cui testo è stato pubblicato il 19 marzo scorso. Ma diverse fonti indicano che sarà anche una sorta di bilancio del pontificato e di individuazione di personalità eminenti. Francesco, tuttavia innamorato dello spirito sinodale, diffida di questo tipo di incontri. Dopo una sola esperienza nel 2015, si è ben guardato dal convocare il suo Senato da allora.
Qui un interessante articolo sulla riforma della Curia e possibili evoluzioni a partire dalle avvisaglie attuali.
Ed ecco la solita rappresentazione dei 'due papi'. Precedenti qui - qui - qui - qui - qui - qui.
Questo pomeriggio, al termine del Concistoro, Papa Francesco e i nuovi Cardinali sono andati in visita al Monastero Mater Ecclesiae per incontrare il Papa emerito, Benedetto XVI, per un breve saluto. Dopo aver ricevuto la sua benedizione, insieme a quella del Papa, e aver pregato insieme il Salve Regina, i nuovi Cardinali si sono recati al Palazzo Apostolico o all’Aula Paolo VI per le visite di cortesia. (Vatican Media)

Domenica XII dopo la Pentecoste (“Deus, in adiutorium”)

Le parole dell' Introito della Messa di oggi formano la preghiera introduttiva alle Ore dei Breviari romani, ambrosiani e monastici, recitata mentre si fa il segno della Croce.  Ad esclusione del Triduo Pasquale e nell’Ufficio dei Defunti.  Secondo la tradizione è stata introdotta nell'ufficio monastico da san Benedetto da Norcia, fortemente influenzato dagli scritti di san Giovanni Cassiano. San Gregorio Magno l'ha estesa a tutte le chiese romane. Nell'immagine: il Buon Samaritano della parabola evangelica di oggi (miniatura dal Codex purpureus rossanensis sec. VI). Secondo un'interpretazione allegorica, il samaritano è Cristo, l'uomo mezzo morto è l'umanità caduta, e la locanda è la Santa Madre Chiesa, LA Catholica, luogo di rifugio e di guarigione, di salvezza. Abbandonare la Chiesa, turbati dalla terribile crisi che stiamo attraversando, esporrebbe al rischio della morte spirituale...
Domenica XII dopo la Pentecoste
(“Deus, in adiutorium”)

Intróitus
Ps. 69, 2-3
- Deus, in adiutórium meum inténde: Dómine, ad adiuvándum me festína: confundántur et revereántur inimíci mei, qui quǽrunt ánimam meam.
Ps. 69, 4
- Avertántur retrórsum, et erubéscant: qui cógitant mihi mala. Glória Patri…
Ps. 69, 2-3
- Deus, in adiutórium meum inténde…
Introito
Sal. 69, 2-3
- O Dio, vieni in mio aiuto: o Signore, affrettati ad aiutarmi: siano confusi e svergognati i miei nemici, che attentano alla mia vita.
Sal. 69, 4
- Vadano delusi e scornati coloro che tramano contro di me. Gloria al Padre…
Sal. 69, 2-3
- O Dio, vieni in mio aiuto…

Messa
L'Introito inizia con il magnifico versetto del Salmo 69: O Dio vieni in mio aiuto; Signore, affrettati a soccorrermi! Nella sua decima Conferenza, Cassiano mostra come questo grido dell'anima si addica a tutti gli stati e risponda a tutti i sentimenti (Collat. 10,10). Durando di Mende lo applica nella presente circostanza a Giobbe, poiché le lezioni dell'Ufficio della notte tratte dal Libro in cui sono narrate le sue prove combinano talvolta, benché di rado, con questa Domenica (Razionale 6,126). Ruperto vi vede di preferenza gli accenti del sordomuto la cui misteriosa guarigione formava otto giorni fa l'oggetto delle nostre meditazioni. "Il genere umano nella persona dei nostri progenitori - egli dice - era divenuto sordo per ascoltare i comandamenti del Creatore, e muto per cantare le sue lodi; il primo moto della sua lingua sciolta dal Signore è per invocare Dio" (Dei Divini Uffici 12,12). È pure ogni mattina il primo slancio della Chiesa, come la sua prima parola ad ognuna delle Ore del giorno e della notte.

sabato 27 agosto 2022

Mons. Viganò a proposito delle scandalose affermazioni di Vincenzo Paglia sulla Legge 194

Le uscite di mons. Paglia non dovrebbero stupire più nessun cattolico. Il suo afflato modernista, misericordiosamente aperto al mondo e chiuso alla Verità, supera ogni immaginazione ed è il più efficace emblema dell'eresia annidata saldamente nella Chiesa sino ai più alti vertici. A partire da qui precedenti sulla PAV. Ma non tace mons. Viganò. Qui l'indice dei suoi interventi precedenti e correlati.

Dichiarazione

a proposito delle scandalose affermazioni
di Vincenzo Paglia sulla Legge 194


Il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Vincenzo Paglia, nel corso di un’intervista concessa a RaiTre il 26 Agosto (qui), ha definito la infame Legge 194 sull’aborto «un pilastro della nostra vita sociale», scandalizzando milioni di Cattolici italiani fedeli al Magistero e ancora memori delle parole di fuoco di Giovanni Paolo II contro quell’orribile crimine che in Italia ha sacrificato sull’altare dell’egoismo e dell’ideologia anticristica liberale oltre sei milioni di creature innocenti.

Il giusto sdegno del corpo ecclesiale dinanzi alle affermazioni del Presidente di un’Accademia voluta da Giovanni Paolo II proprio per contrastare l’aborto si accompagna al plauso dei fautori della «salute riproduttiva» e della «interruzione di gravidanza», sempre pronti ad accusare la Chiesa di ingerenza quando parla con la voce di Cristo, ma ad elogiarla non appena i suoi peggiori esponenti si prostituiscono al pensiero unico e fanno proprie le disumane istanze del neomalthusianesimo.

Il Patriarca Kirill non incontrerà papa Francesco in Kazakistan

Il patriarca della chiesa ortodossa russa Kirill non andrà al congresso di leader religiosi1 in Kazakistan a settembre, a cui invece è prevista la partecipazione di papa Francesco [vedi]. Dal Vaticano non sono arrivate proposte ufficiali su una nuova data e un nuovo luogo per l'incontro tra il Pontefice e il patriarca Kirill, aggiungendo che tale incontro dovrebbe essere un evento separato, e non svolgersi "a margine" di un forum. - Fonte
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1. In realtà si tratta del VII Congress of Leaders of World and Traditional Religions al quale Bergoglio si riduce a partecipare come uno sciamano qualsiasi in tema, con quanto ha sottoscritto ad Abu Dhabi [vedi], mentre evidentemente il Patriarca Kirill prudentemente vi si sottrae. Del resto questi sono gli obiettivi del Congresso.

Una lezione di accoglienza verso i fedeli tradizionalisti

Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successivi.
Vedi qui precedente.
Sono convinto che se la Chiesa vuole prosperare nell'epoca presente, non può esitare ad abbracciare e sostenere i cattolici tradizionali, le liturgie tradizionali e i valori morali tradizionali. “Non conformatevi a questo secolo”, ammoniva san Paolo ai seguaci di Cristo. (Rm 12:2)

Shia LaBeouf si converte al cattolicesimo grazie alla sua esperienza per recitare la parte di "Padre Pio".

Una testimonianza edificante. L'incontro con la Verità, lascia sempre il segno...
Leggo su FoxNews che l'attore Shia LaBeouf ha dichiarato di essersi convertito al cattolicesimo durante le riprese del film su "Padre Pio" di imminente uscita ed essere diventato membro della Chiesa Cattolica Romana.
Lo ha rivelato in un'intervista di circa 90 minuti col vescovo Robert Barron.
La sua prima esperienza ecclesiale risale al suo soggiorno in un monastero di frati francescani cappuccini per comprendere meglio la mistica del Santo del Gargano.
LaBeouf ha dichiarato che questo progetto ha coinciso col punto più oscuro della sua vita dopo una serie di scandali pubblici. Era stato attratto dalla spiritualità e si era unito a vari gruppi religiosi per trovare un significato, combattendo pensieri di impotenza e suicidio, ricordando: "Avevo una pistola sul tavolo. Ma avevo anche un profondo desiderio di resistere".
L'aver trovato fede lo ha colto di sorpresa, dal momento che durante la produzione del film le sue priorità erano focalizzate sulla sua carriera, non su Dio.
LaBeouf ha detto che la Messa cattolica tradizionale - celebrata in latino - è stata fondamentale sia per la sua conversione che per la sua interpretazione di Padre Pio.

venerdì 26 agosto 2022

Risposta ad Andrea Cionci. 1/ Confutazione dell'elogio dello scisma - 2/ Giuda, apostolo e diavolo

Risposta ad Andrea Cionci
di Don Curzio Nitoglia
25 agosto 2022

Andrea Cionci in un’intervista fatta da Marco Cosmo - il 26 marzo 2021 - sul suo canale “Il decimo toro”, intitolata “Chiesa di Cristo o dell’Anticristo?” (https://youtu.be/8vUHRzKxQ4W), asseriva che per riparare agli errori di Bergoglio occorresse fare un scisma.
Inoltre in un articolo del 24 agosto 2022 - sul quotidiano Libero - Cionci, citando un mio articolo, contesta l’asserzione che Giuda fosse Apostolo e diavolo.
Nel presente articolo confuto le teorie di Cionci sia sull’elogio dello scisma (prima parte) sia sul fatto che non fosse possibile essere assieme Apostolo e diavolo (seconda parte).

Prima parte
Confutazione dell’errore di Cionci:
l’elogio dello scisma


Certamente è necessario a) correggere nei termini giusti l’errore ereticale del modernismo di Bergoglio; tuttavia non lo si deve ne può fare b) illecitamente, mediante la via dello scisma, che è anch’essa gravemente peccaminosa e dunque non può essere seguita.

Infatti, “error non corrigitur per errorem / un errore non si corregge con un altro errore”; perciò, se occorre evitare α) l’eresia (il modernismo di Bergoglio), che nega direttamente una Verità divinamente rivelata, proposta a credere come tale dalla Chiesa (S. TOMMASO D’AQUINO, S. Th., II-II, q. 11; Catechismo di San Pio X, n. 127: “Gli eretici sono i Battezzati che si ostinano a non credere qualche Verità rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio i Protestanti”); bisogna evitare anche β) lo scisma, che rompe il vincolo giuridico o di carità e di unione con la Chiesa di Cristo (S. TOMMASO D’AQUINO, S. Th., II-II, q. 39; Catechismo di San Pio X, n. 129: “Gli scismatici sono i Battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi Pastori e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino nessuna Verità di fede”).

Ucraina: il capo di Amnesty International si dimette.

Qui l'indice degli articoli sulla guerra in Ucraina.
Oksana Pokalchuk, dal 2017 direttrice esecutiva della sezione ucraina di Amnesty International, si è dimessa venerdì u.s. dopo aver pubblicato un rapporto in cui si afferma che le forze ucraine installano le loro basi militari nei quartieri residenziali. Fatto di cui, al contrario dei catalizzatori di bufale mediatici, ho parlato qui fin dall’inizio del conflitto.

Sicuramente la signora Pokalchuk lo sapeva da mesi. Si vede che dopo tanti morti innocenti, col silenzio di Amnesty International e dei media occidentali, la Pokalchuk si è sentita la coscienza inondata del sangue di centinaia, se non migliaia, di compatrioti innocenti. “Credo che qualsiasi lavoro per il bene della società – ha dichiarato – debba essere fatto tenendo conto del contesto locale e pensando alle conseguenze. Soprattutto, sono convinta che le nostre indagini debbano essere fatte in modo approfondito e tenendo conto delle persone, la cui vita spesso dipende direttamente dalle parole e dalle azioni delle organizzazioni internazionali”.

Oscuramento della centralità della Passione redentrice. 2/5

Riprendiamo la seconda parte di cinque [qui la Prima: Il primato dell'adorazione] della critica di José A. Ureta a Desiderio Desideravi. Qui l'indice degli articoli correlati. Anch'io avevo annotato a suo tempo [vedi] l'enfasi postconciliare posta sul una nuova concezione del 'Mistero pasquale' centrata sulla Resurrezione, collegata anche alla trasformazione dell'Offertorio.

Il mistero pasquale come centro della celebrazione 

Nell'enciclica Mediator Dei, Pio XII sottolinea la centralità della Passione nella vita di Nostro Signore Gesù Cristo e nella nostra redenzione (i grassetti di seguito sono tutti nostri): 
«La sacra Liturgia, poi, ci propone tutto Cristo, nei vari aspetti della sua vita: il Cristo, cioè, che è Verbo dell'Eterno Padre, che nasce dalla Vergine Madre di Dio, che ci insegna la verità, che sana gli infermi, che consola gli afflitti, che soffre, che muore; che, infine, risorge trionfando sulla morte, che, regnando nella gloria del cielo, ci invia lo Spirito Paraclito, che vive sempre nella sua Chiesa: «Gesù Cristo ieri ed oggi: Egli è anche nei secoli». E inoltre non ce lo presenta soltanto come un esempio da imitare, ma anche come un maestro da ascoltare, un pastore da seguire, come mediatore della nostra salvezza, principio della nostra santità, e Mistico Capo di cui siamo membra, viventi della sua stessa vita.
«E siccome i suoi acerbi dolori costituiscono il mistero principale da cui proviene la nostra salvezza, è secondo le esigenze della fede cattolica porre ciò nella sua massima luce, poiché esso è come il centro del culto divino, essendone il Sacrificio Eucaristico la quotidiana rappresentazione e rinnovazione, ed essendo tutti i Sacramenti congiunti con strettissimo vincolo alla Croce» (203-204).

giovedì 25 agosto 2022

Nicaragua, i cattolici «disobbediscono» e tengono la processione

 Centinaia di fedeli in strada per Nostra Signora della Misericordia sfidano, per la fede, la repressione del regime. Precedenti qui - qui - qui.


Nicaragua, i cattolici «disobbediscono» e tengono la processione

Un corteo composto da centinaia di fedeli e membri del clero, accompagnati da una banda di ottoni, seguono pregando un’immagine della Madonna, e nello specifico di Nostra Signora della Misericordia, snodandosi per le vie cittadine, per concludere il corteo con la Santa Messa.
Un quadretto, questo, se vogliamo in qualche modo ormai desueto – in relazione alla disaffezione crescente alla pratica religiosa-, o che sa di nostalgico – nel suo richiamare un tempo in cui la manifestazione anche pubblica della fede era un tassello normale del vivere sociale -, ma in fondo non strano. Non troppo, quantomeno. Se non ci fosse un “ma”, e non di poco conto: il fatto sommariamente descritto, come riporta Catholic News Agency, si è svolto nella mattinata di domenica 21 agosto nella diocesi di León, in Nicaragua, quindi in un contesto che vede ormai da mesi il susseguirsi di atti di repressione contro esponenti e fedeli della Chiesa cattolica, portati avanti da parte del regime dittatoriale di Daniel Ortega.

Messaggio di monsignor Carlo Maria Viganò nel XXV anniversario di LifeSite News

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati
Ad multos annos.
Messaggio di monsignor Carlo Maria Viganò 
nel XXV anniversario di LifeSite News

Cari Amici di LifeSite News,
sembra siano passati pochi anni da quando un gruppo di Cattolici dell’America del Nord, animati dal desiderio di difendere la Verità, ha iniziato la grande avventura che oggi, cinque lustri più tardi, si è rivelata un’opera provvidenziale e di grande successo. Un’opera provvidenziale, ossia benedetta dalla Provvidenza, perché necessaria a fronteggiare la congerie di errori e menzogne che ammorbano il mondo tanto nelle questioni sociali e politiche quanto in quelle religiose e spirituali.

Parliamo quindi di “buona stampa”, usando un’espressione tipicamente cattolica oggi deliberatamente dimenticata. Parlavano di buona stampa san Giovanni Bosco e il beato Giacomo Alberione, consapevoli del potere dei media tanto nel diffondere il bene quanto nel propagandare il male. «Scacciamo la stampa cattiva perché essa è un flagello peggiore della peste, della fame, della guerra», diceva il fondatore della Pia Società San Paolo, oggi emblematicamente ribattezzata San Paolo Holding. Ma scacciare la «stampa cattiva», oggi, è molto più complesso di un tempo, perché viviamo in un paradosso in cui gli errori e le menzogne contro la Verità rivelata sono diffusi e promossi dai media sedicenti cattolici, da quella che dovrebbe essere la “buona stampa”. D’altra parte, è difficile sperare che la stampa cattolica non faccia propaganda all’ecumenismo irenista massonico o al paganesimo idolatra, quando è lo stesso Bergoglio a imporlo “magisterialmente” come nuova dottrina alla quale tutti devono conformarsi.

Le trame oscure del capitalismo filantropico. Un libro interessante di Nicoletta Dentico

Qui l'indice degli articoli sulla ealtà distopica e correlati.
Il volume: “Ricchi e buoni?” (Edizioni Emi) di Nicoletta Dentico, anche se pubblicato nel 2020, mantiene integro il suo valore, non solo dovuto alla ricchezza di dati in esso contenuti, ma per l’analisi di quelle che nel sottotitolo vengono chiamate le trame oscure del filantrocapitalismo. Sin dalla prefazione, infatti, dell’indiana Vandana Shisa, viene messo a fuoco il tema fondamentale del libro, ossia la filantropia (dei ricchi) che dirotta la democrazia e colonizza la vita: “L’economia globale poggia sul progetto di colonizzazione…i giganti digitali (Big Tech) hanno costruito la “mens nullius” per impossessarsi delle nostre menti e delle nostre vite”. Il libro non rappresenta solo una denuncia forte al sistema globalista, ma propone una visione alternativa fondata sulla giusta azione e sul corretto stile di vita. L’egemonia culturale, finanziaria e politica del filantrocapitalismo non solo viene smascherata nelle sue reali intenzioni (colonialismo filantropico) ma viene posta sotto osservazione per il carattere manipolatorio in essa contenuto.

mercoledì 24 agosto 2022

La grande apostasia. Consigli per la resistenza

Ancora una volta un sacerdote che scrive sotto lo pseudonimo di P. Tommaso di Giovanni ci offre una lettura teologica della grande apostasia non più eludibile, offrendoci anche esortazioni per restarci dentro consapevolmente e, responsabilmente, resistendo. La Chiesa, anche se la sua visibilità si riducesse ad un falcetto di luna, ad un pusillus grex, è e resta sempre LA Chiesa, corpo mistico di Cristo che se ne serve anche se non possiamo vederne gli effetti. E noi confidiamo e ci affidiamo  saldi nel suo insegnamento perenne e nella Speranza, che non è ottimismo, ma dono di grazia.

La grande apostasia
consigli per la resistenza

In un recente contributo (La Chiesa, madre e maestra)1, tra le altre cose affermavo che, «di fatto, accettare Bergoglio con la sua nuova chiesa significa accettare quel relativismo verso il quale il Papa Benedetto XVI con tanta insistenza e forza ci ha messo in guardia e che gli costa la persecuzione del mondo con i suoi media che, guarda caso, ora osannano Francesco».

Come esempio ho citato le considerazioni di mons. Schneider a proposito del cambiamento del catechismo a riguardo della pena di morte.
«Non c’è dubbio - così scrive il vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana - che un futuro successore di papa Francesco o un futuro Concilio Ecumenico correggeranno questo drastico cambiamento dell’insegnamento costante della Chiesa».2
E argomentavo facendo notare che, «mettendo da parte il fatto che sarebbero oramai parecchie le cose da correggere, ci sarebbe da chiedersi se una tale soluzione al problema non nasconda di fatto un modo di pensare relativista. In questa prospettiva, infatti, la verità insegnata dalla Chiesa cambierebbe a seconda di chi sia il Papa. E allora perché un domani un altro Papa o Concilio Ecumenico non potrebbe legittimamente cambiarla di nuovo?». Ora, a breve distanza da quelle riflessioni, mi rendo conto che la situazione reale è ben peggiore.

Papa Francesco, il Concistoro come prova per il Conclave?

Nella nostra traduzione da MondayVatican un interessante articolo sulla riforma della Curia e possibili evoluzioni a partire dalle avvisaglie attuali. Precedenti su Praedicate Evangelium e implicazioni, a partire da qui. Qui l'indice degli articoli sul clericalismo politicante di Bergoglio et alia.

Per quanto ne sappiamo, non ci saranno discorsi, interventi programmati o relazioni durante il Concistoro straordinario che papa Francesco ha convocato per il 29 e 30 agosto p.v. Ci sarà invece una relazione di monsignor Marco Mellino, segretario del Consiglio cardinalizio, già presentata. È il testo tratto da un convegno alla Pontificia Università Lateranense e, soprattutto, è il testo tratto dalla criticata relazione di Mellino nell'ultimo incontro interdicasteriale [qui].

Il rapporto riguarda la riforma della Curia e come deve evolversi. Dopodiché, i cardinali dovrebbero essere organizzati in gruppi linguistici, come al Sinodo, discutere tra di loro, e poi lasciare tutto alla relazione dei relatori, che trarranno le conclusioni.

martedì 23 agosto 2022

XI Pellegrinaggio internazionale Populus Summorum Pontificum (Roma, 28 - 30 ottobre)

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Si avvicinano i giorni dell'XI Pellegrinaggio internazionale Populus Summorum Pontificum (Roma, 28 - 30 ottobre) – in occasione del quale i coetus fidelium di tutto il mondo si ritrovano a Roma per testimoniare il loro amore per la liturgia tradizionale e, in processione ad Petri sedem, la loro fedeltà alla Santa Chiesa Cattolica.
Il Coetus internationalis Summorum Pontificum (CISP), che organizza il pellegrinaggio a livello internazionale, ha pubblicato la locandina con il programma ufficiale, che riportiamo di seguito.

XI Pellegrinaggio Populus Summorum Pontificum
Roma, 28 - 30 ottobre 2022


Venerdì 28 ottobre
- ore 17:30 - Vespri nella Basilica collegiata di Santa Maria ad Martyres (Pantheon)

Sabato 29 ottobre
- ore 9:30 - Adorazione eucaristica nella Basilica minore dei Santi Celso e Giuliano
- ore 10:30 - Processione verso l’Arcibasilica patriarcale maggiore di San Pietro in Vaticano
- ore 11:30 - Santa Messa all’Altare della Cattedra di San Pietro

Domenica 30 ottobre
- ore 11:00 - Santa Messa presso la Chiesa parrocchiale della Santissima Trinità dei Pellegrini

Dopo la morte di Jozef Tomko / Che fine ha fatto l’inchiesta dei tre cardinali?

L’omosessualità attiva, spiega Janet Smith, (qui) non è l’unica condotta immorale che vede protagonisti esponenti del clero. C’è anche l’uso di sostanze, c’è l’amore per il lusso, c’è l’avidità, c’è il clericalismo, ma “sradicare le reti omosessuali sarebbe di grande importanza per liberare la Chiesa dai sacerdoti immorali”. La vicenda MacCarrick ha dimostrato che la lobby gay opera senza tregua da lungo tempo e che le reti omosessuali sono in grado di condizionare le scelte della gerarchia, attraverso protezioni reciproche e avanzamenti di carriera.
Partendo da questa conclusione di una citazione più estesa sul dilagare del potere delle lobbies gay nella Chiesa, in questo articolo del 2018, esprimevo le considerazioni che seguono:

Ricordate la durezza dei media e i reiterati attacchi nei confronti di Benedetto XVI nonostante sia stato il primo a prendere seri provvedimenti sul disgustoso fenomeno? E avete presente l'inchiesta dei tre saggi da lui promossa sull'esito della quale tremavano in molti ma le cui conclusioni non poté rendere pubbliche perché sopravvenne l'abdicazione? Tuttavia il rapporto consegnatogli proprio in quei giorni è stato messo nelle mani del successore e nessuno lo ha più richiamato né si sa che fine abbia fatto.
Così ne parlava padre Lombardi dalla sala stampa del Vaticano il 25 febbraio 2013:
“Resta segreto il Rapporto dei tre cardinali su Vatileaks. Il Papa lo consegnerà al suo successore. Il Santo Padre ha ricevuto in Udienza questa mattina i Sig.ri Cardinali Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, della Commissione Cardinalizia d`indagine sulla fuga di notizie riservate, accompagnati dal Segretario, P. Luigi Martignani, O.F.M. Cap. A conclusione dell`incarico, Sua Santità ha voluto ringraziarli per il proficuo lavoro svolto, esprimendo soddisfazione per gli esiti dell`indagine. Essa, infatti, ha consentito di rilevare, accanto a limiti e imperfezioni propri della componente umana di ogni istituzione, la generosità, rettitudine e dedizione di quanti lavorano nella Santa Sede a servizio della missione affidata da Cristo al Romano Pontefice. Il Santo Padre ha deciso che gli atti dell`indagine, del cui contenuto solo Sua Santità è a conoscenza, rimangano a disposizione unicamente del nuovo Pontefice”.
L'immagine supra documenta la consegna delle carte da parte di Benedetto XVI al successore. Ebbene, ne avete per caso più sentito parlare?

lunedì 22 agosto 2022

Grillo su "papi bambini", Messe scandalose e tradizionalisti incurabili

Normalmente non ho il tempo di seguire le continue esternazioni di Grillo; ma recentemente ho avuto modo di documentarmi attraverso una serie di articoli di Peter Kwasniewski. Infatti il mio interesse è in genere focalizzato sulle riflessioni di commentatori del suo calibro che, al pari di lui, potete trovare numerosi in questo indice. E dunque è nella nostra traduzione da OnePeterFive che riprendo il seguito di questo articolo che mostra con ulteriore evidenza, attraverso un frustrante tentativo di dialogo, come sia ormai insormontabile il solco tra la Tradizione e la chiesa vaticansecondista. E per questo li pubblico in sequenza. Siamo nell'ordine dei deliri divenuti supposta e imposta normalità...

Grillo su "papi bambini",
Messe scandalose e tradizionalisti incurabili


Performance drammatica de
"I vestiti nuovi dell'Imperatore" di HC Andersen.
Il mio articolo della scorsa settimana [qui] ha analizzato un post rivelatore sul blog dell'influente professore di liturgia di Sant'Anselmo Andrea Grillo, il cui lavoro ha avuto una grande influenza sulla Traditionis Custodes. Infatti, egli fa fatica a frenare il suo entusiasmo per il suo frutto, che potremmo soprannominare “TC”. Per il primo compleanno di TC, come per raccontargli una fantasiosa favola della buonanotte, il professore ha voluto raccontare come un meraviglioso diktat papale è venuto in esistenza. ( Le citazioni nei paragrafi che seguono sono tratte direttamente dall'articolo originale del Prof. Grillo, “ Il papa bambino e il primo compleanno di Traditionis custodes”, come tutte le risposte di Grillo alla fine. Chi potrebbe ipotizzare che ci stiamo inventando queste cose dovrebbero dare un'occhiata all'originale italiano: è tutto lì.)

L'abito immaginario
La premessa della favola della buonanotte era molto semplice: il Summorum Pontificum, con la sua assurda pretesa di due forme del rito romano, non era altro che l'abito immaginario in cui una Chiesa vana - guidata da un papa presuntuoso, teologicamente rozzo, semplicemente banale - si era ammantata per quattordici anni. In effetti, per anni, "fino al 2021", una pletora di chierici adulatori - "per non essere esclusi dalle dinamiche del potere" - avevano tenuto la bocca chiusa sulla nudità del re ed erano diventati "fedeli ammiratori" della "doppia forma” (Ordinaria(Straordinaria). Questa ridicola baggianata era diventata persino un "requisito per la promozione all'episcopato" e un "requisito per la formazione nei seminari". Naturalmente, nel 2021, la Chiesa era ormai piena di vescovi e cardinali che celebravano la forma superata, e ogni singolo prete carrierista correva ad imparare il latino e tutte quelle frivole rubriche: essi erano stati fin troppo favoriti, e particolarmente durante gli otto anni precedenti!

Il teologo del papa contro la Messa antica mostra le sue carte a favore della contraccezione

Nella nostra traduzione da Onepeterfive abbiamo l'ennesimo esplicito riscontro del fatto che i due riti rivelano una diversa teologia ed ecclesiologia ed emerge con sempre maggiore evidenza il solco dottrinale tra i nemici della Messa antica e la Tradizione perenne. Pubblico in sequenza questo ed un successivo articolo di Peter Kwasniewski, entrambi molto significativi al riguardo. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e seguenti.

Il teologo del papa contro la Messa antica mostra le sue carte a favore della contraccezione

Papa Francesco ama dire “tutto è connesso”. I tradizionalisti hanno detto la stessa cosa negli ultimi sei decenni.

Abbiamo a lungo sottolineato che coloro che hanno trasformato la liturgia cattolica sulla carta, in pratica stavano anche intrattenendo novità dottrinali, stranezze e, a volte, anche eresie. Al contrario, una liturgia radicalmente cambiata ha portato all'indebolimento e alla perdita della fede in un certo numero di dottrine centrali del cattolicesimo, o che la perdita del rispetto per Dio è legata alla deriva morale in ogni sfera della vita. Non è difficile, dopotutto, vedere che la lex orandi, la lex credendi e la lex vivendi stanno e cadono insieme.

Il nome di Andrea Grillo ha assunto importanza negli ultimi anni. Tra i liturgisti italiani è stato il critico più esplici to del Summorum Pontificum e il più fervente sostenitore della Traditionis Custodes. Sebbene abbia negato di aver avuto unm ruolo nella stesura di quest'ultimo documento, le sue idee - a volte nella formulazione letterale - sono facilmente reperibili nel motu proprio così come nei suoi documenti di accompagnamento e di attuazione.

domenica 21 agosto 2022

Parole profetiche di papa San Pio X

Oggi il calendario "Novus Ordo" celebra la memoria liturgica di San Pio X, il grande Papa che tra l'altro scrisse la Pascendi Dominici Gregis contro  gli "errori del modernismo"; ma il calendario tradizionale "Vetus Ordo", lo ricorda il 3 settembre... 
"Sapienza e fecondità sono presenti nelle sue sedici encicliche, documenti sentiti, partecipati, vissuti e supportati da una Fede adamantina che esige di essere applicata. In esse si coglie la gioia della Buona Novella dell’uomo di Dio che dai tetti annuncia la rivelazione del Salvatore a tutte le genti e trasmette un unico insegnamento, quello di Gesù Cristo, a dispetto di chi vorrebbe silenziarlo, oppure profanarlo, oppure cambiarne il significato a proprio piacimento." (Cristina Siccardi).

Parole profetiche di papa San Pio X

"Ma sono ancora più strane, nello stesso tempo spaventose e rattristanti, l'audacia e la leggerezza di spirito di uomini che si dicono cattolici, che sognano di rifare la società in simili condizioni e di stabilire sulla terra, al di sopra della Chiesa cattolica, "il regno della giustizia e dell'amore", con operai venuti da ogni parte, di tutte le religioni oppure senza religione, con o senza credenze, purché dimentichino quanto li divide, le loro convinzioni religiose e filosofiche, e mettano in comune quanto li unisce, un 'generoso idealismo' e forze morali prese "dove possono". Quando si pensa a tutto quanto è necessario in forze, in scienza, in virtù soprannaturali per istituire la città cristiana, e alle sofferenze di milioni di martiri, e alle illuminazioni dei Padri e dei Dottori della Chiesa, e alla dedizione di tutti gli eroi della carità, e a una potente gerarchia nata dal Cielo, e ai fiumi di grazia divina, e il tutto edificato, collegato, compenetrato dalla Vita e dallo Spirito di Gesù Cristo, la Sapienza di Dio, il Verbo fatto uomo; quando si pensa, diciamo, a tutto questo, si è spaventati nel vedere nuovi apostoli intestardirsi a fare di meglio mettendo in comune un vago idealismo e virtù civiche. Che cosa produrranno? Che cosa sta per uscire da questa collaborazione? Una costruzione puramente verbale e chimerica, in cui si vedranno luccicare alla rinfusa e in una confusione seducente le parole di libertà, di giustizia, di fraternità e di amore, di uguaglianza e di umana esaltazione, il tutto basato su una dignità umana male intesa. Si tratterà di un'agitazione tumultuosa, sterile per il fine proposto e che avvantaggerà gli agitatori delle masse meno utopisti (....).

Domenica XI dopo la Pentecoste (Deus in loco)

Nella nota aggiunta, troviamo l'Angelus di Benedetto XVI sul miracolo del Sordomuto meditato questa Domenica. Emerge la distinzione tra l'apertura delle orecchie e della bocca, importante per parlare e quindi comunicare; ma ancor più importante è l'apertura dell'uomo interiore, del cuore. Un conto è ascoltare le parole della Messa - che rendono presenti i misteri che significano -  e archiviarle. Un altro conto è tendere le orecchie del cuore per accoglierle. Un conto è dare le conseguenti risposte, quelle personali, come una routine. Un altro è farlo aperti alla grazia, nello spirito del sacerdozio battesimale suggellato in noi, che diventa vita, per veder sempre più rivelata l'immagine del Figlio diletto impressa dal Padre al momento del Battesimo e che rappresenta la vocazione peculiare di ognuno.

Domenica XI dopo la Pentecoste 

Questa Domenica, l'undicesima di san Matteo, prende il suo nome presso i Greci dalla parabola del re che impone la resa dei conti ai suoi servi (Mt 18,23-35). Viene chiamata in Occidente la Domenica del Sordomuto[1], da quando il Vangelo del Fariseo è stato spostato a otto giorni prima. La messa attuale conserva ancora tuttavia - sarà facile costatarlo - parecchi ricordi dell'antica disposizione. Negli anni in cui la Pasqua si avvicina maggiormente al 21 marzo, la lettura dei libri dei Re continua fino a questa settimana, che non sorpassa mai. È la malattia di Ezechia e la guarigione miracolosa ottenuta dalle preghiere del santo re che formano allora l'argomento delle prime lezioni dell'Ufficio della notte (4Re, 20).

Introitus
Ps. 67, 6-7 et 36
- Deus in loco sancto suo: Deus qui inhabitáre facit unánimes in domo: ipse dabit virtútem, et fortitúdinem plebi suæ.
Ps. 67, 2
- Exsúrgat, Deus, et dissipéntur inimíci eius: et fúgiant, qui odérunt eum, a fácie eius. Glória Patri…
Ps. 67, 6-7 et 36
- Deus in loco sancto suo,…

Oratio
Omnípotens sempitérne Deus, qui abundántia pietátis tuæ, et mérita súpplicum excédis et vota: effúnde super nos misericórdiam tuam: ut, dimíttas quæ consciéntia métuit, et adiícias quod orátio non præsúmit. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen.
Introito
Sal. 67, 6-7 e 36
- Dio abita nel luogo santo: Dio che fa abitare nella sua casa coloro che hanno lo stesso spirito: Egli darà al suo popolo virtú e potenza.
Sal. 67, 2
- Sorga Iddio, e siano dispersi i suoi nemici: fuggano dal suo cospetto quanti lo odiano . Gloria al Padre…
Sal. 67, 6-7 e 36
- Dio abita nel luogo santo,…

Preghiamo
O Dio onnipotente ed eterno che, per l’abbondanza della tua pietà, sopravanzi i meriti e i desideri di coloro che Ti invocano, effondi su di noi la tua misericordia, perdonando ciò che la coscienza teme e concedendo quanto la preghiera non osa sperare. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. - Amen.

sabato 20 agosto 2022

Anche davanti alla nunziatura di Washington si protesta a suon di rosari

Anche loro non si arrendono! Ci uniamo spiritualmente con il nostro Rosario ai manifestanti di Washington. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e seguenti. 

Da due settimane davanti alla nunziatura di Washington si protesta a suon di rosari (il 6 agosto è stato il secondo sabato consecutivo, seguendo un’analoga iniziativa francese davanti alla nunziatura di Parigi vedi). Come in altre diocesi statunitensi, anche qui un decreto del cardinal Gregory ha annunciato a partire da settembre restrizioni alla celebrazione della liturgia tradizionale, tra cui il divieto per Natale e Pasqua e l’immancabile obiettivo di “rieducare” tutti all’unica forma liturgica ammessa, ovvero quella riformata.

Le disposizioni americane sembrano concretizzare l’intento della Santa Sede, radicalmente mutato rispetto ai due pontificati precedenti, ma identico a quello di cinquant’anni fa: adoperarsi affinché la liturgia tradizionale sparisca dalla faccia della terra. Ci provarono allora, quasi sul punto di riuscirci, ma quell’«introibo ad altare Dei» che ha continuato a riemergere come un fiume carsico appare più ostinato di chi vorrebbe sopprimerlo.

giovedì 18 agosto 2022

Il primato dell’Adorazione (1/5)

Nella trattazione di cui riprendiamo intanto la prima parte José Antonio Ureta illustra l'ennesima constatazione di come ormai sia chiaro che la visione della liturgia di Desiderio Desideravi è unilaterale e, quel che è peggio, con evidenti deviazioni dottrinali... Ciò che viene sottolineato, con adeguati dettagli dal raffronto diretto tra la Mediator Dei di Pio XII e la Sacrosanctum concilium, è l'imporsi delle teorie e delle preferenze dei liturgisti moderni, in luogo della dottrina tradizionale della Chiesa... Potremo estrarre gli elementi salienti dalla sintesi della trattazione intera, non appena ne disporremo. In ogni caso, alla fine, "Dobbiamo porci una domanda scomoda: queste due forme rituali molto diverse corrispondono alla stessa Fede?". A questa domanda e su tutti gli altri aspetti ho già risposto anni fa, in una trattazione estesa che mette a confronto i due Riti antico e riformato, comprendente anche i prodromi della TC e seguenti, nel mio libro [qui] e in diversi articoli rintracciabili in questo indice

Il primato dell’Adorazione (1/5)

La necessità di un esame accurato
Negli ambienti tradizionalisti, i commenti all'Esortazione apostolica Desiderio Desideravi si sono finora limitati a deplorare la reiterazione della tesi che la Messa di Paolo VI sia l'unica forma del rito romano e a negare che il nuovo Ordinario della Messa sia una traduzione fedele dei desideri di riforma espressi dai Padri conciliari nella Costituzione Sacrosantum Concilium.

Nessuna critica teologica ai principi sviluppati da Papa Francesco nella sua meditazione sulla liturgia è giunta tra le mie mani (o, piuttosto, nello schermo del mio computer). Noto anche con preoccupazione che alcuni articoli, pur condannando i due difetti di Desiderio Desideravi sopra citati, lasciano intendere che se i suoi principi e alcuni commenti del Papa fossero messi in pratica nelle parrocchie, il risultato sarebbe positivo. «In effetti, gran parte delle raccomandazioni liturgiche di Papa Francesco potrebbero essere lette come una bandiera di battaglia per il tradizionalismo liturgico», scrive un importante leader tradizionalista, che aggiunge, dopo aver citato alcune parti dell'esortazione sulla ricchezza del linguaggio simbolico: «Se i responsabili liturgici diocesani prendessero sul serio queste affermazioni, assisteremmo a una trasformazione universale della liturgia cattolica in senso tradizionale» [1]. I sacerdoti della diocesi di Versailles che celebrano nelle due forme del rito romano [sulle due forme vedi] e che animano il Fatherblog hanno affermato, da parte loro, che «molti elementi della lettera hanno in comune elementi che non sono specifici del messale del 1962 o del messale del 1970», per concludere che «il meglio del messale di San Pio V troverà naturalmente il suo posto nell'approfondimento liturgico richiesto dal Santo Padre» [2]. Il cappellano della Messa tradizionale che frequento regolarmente (appartenente a una comunità Ecclesia Dei) sembra essere dello stesso parere, poiché alla fine di una recente predica ha suggerito di trascurare l'avversione per il paragrafo 31 di Desiderio Desideravi e di approfittare delle vacanze estive europee per nutrirsi spiritualmente leggendo il documento papale.

mercoledì 17 agosto 2022

Nicaragua, il governo vieta le processioni. E i cattolici vanno a messa a centinaia

Precedenti qui - qui.
La messa agli arresti domiciliari, giorni fa, del vescovo delle diocesi di Matagalpa ed Estelí, monsignor Rolando Álvarez – effettuata su indicazione di Rosario Murillo, da 5 anni la vicepresidente nonché moglie del dittatore del Nicaragua, Daniel Ortega – è stata solo l’inizio. Nel Paese dell’America centrale è infatti in corso una escalation anticattolica e antireligiosa che si fa sempre più violenta, ma che non ha avuto certo avuto inizio in queste ore.

Come infatti ricordato dal Washington Post, già all’inizio di questo mese in Nicaragua sono state chiuse sette stazioni radiofoniche appartenenti alla Chiesa cattolica; e tutto lascia intendere – a maggior ragione dopo che la conferenza episcopale nicaraguense ha rotto il silenzio a seguito dell’arresto Álvarez («se uno di noi soffre, tutti soffriamo con lui») – che le tensioni non potranno che inasprirsi, a danno della libertà religiosa.