venerdì 4 novembre 2022

"Dio lo vuole ancora vivo...". La testimonianza su Ratzinger e la Chiesa

Indice degli articoli sulle occasioni in cui Joseph Ratzinger, uscendo dal silenzio prefigurato dal 'recinto di Pietro', non ha fatto mancare la sua voce in questo quasi decennio successivo alla sua storica rinuncia.

Il biografo Peter Seewald ha raccontato il recente incontro con il papa emerito in Vaticano. Ed ha svelato la sua sofferenza per la Chiesa
Più di nove anni fa, rinunciando all'esercizio del ministero petrino, Benedetto XVI aveva detto che le sue forze non erano più adatte per quel ruolo anche a causa dell'età avanzata. Oggi, novantacinquenne, il papa emerito è fisicamente debolissimo ma, come testimoniano tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di incontrarlo anche recentemente, continua ad avere una mente lucidissima. E continua ad interessarsi della vita della Chiesa perché, come specificò nell'ultima udienza del suo pontificato, con la scelta della rinuncia non ha abbandonato la croce.

«Tanti oggi restano colpiti dal mistero della fede nella liturgia»

Notizie che rinfrancano. E il risveglio della Tradizione attraverso la Santa Liturgia dei secoli è trasversale... Qui l'indice degli articoli sulla questione liturgica dopo Traditionis Custodes e successivi.

«Tanti oggi restano colpiti dal mistero della fede nella liturgia»

C’era una volta il Nord Europa laicissimo e secolarizzato…Chissà se un giorno si potrà raccontare così, quanto sta accadendo in Paesi dalla fama quasi atea eppure oggi, incredibile ma vero, testimoni di una rifioritura e di un rinnovato interesse verso la fede cattolica e verso la sua liturgia più tradizionale. Lo testimonia una lunga intervista rilasciata al National Catholic Register da monsignor Erik Varden, vescovo di grande interesse già per la sua storia: cistercense, convertito al cattolicesimo dal luteranesimo, è a capo della diocesi norvegese di Trodheim.

giovedì 3 novembre 2022

“Abbattete quella statua”. Ora la Francia fa la battaglia ai santi cristiani

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica, di cui la cancel culture è uno dei nefandi aspetti.
“Abbattete quella statua”.
Ora la Francia fa la battaglia ai santi cristiani


Prosegue la battaglia politica e giudiziaria per salvare la statua di Saint-Michel, il santo patrono dei paracadutisti. Era lo scorso dicembre quando l’associazione giacobina la Libre Pensée ottenne dal tribunale amministrativo di Nantes il benestare per abbattere entro sei mesi la statua di Saint-Michel (“San Michele e il drago”) inaugurata nell’ottobre 2018 nella piazza antistante la Chiesa di Saint-Michel del comune di Les Sables-d’Olonne, in Vandea, nella Francia occidentale. 
I giudici dettero ragione al’associazione sulla base della legge del 1905 sui rapporti fra Chiesa e Stato la quale “si oppone all’installazione, nello spazio pubblico, di un segno o di un emblema che esprima il riconoscimento di un culto o che indichi una preferenza religiosa” come ricorda la sentenza. Il 16 settembre scorso la Corte di appello di Nantes ha confermato la sentenza del Tribunale: il sindaco Moreau ha ora sei mesi di tempo per rimuovere dalla piazza del paese la statua di San Michele. Ma i cittadini protestano e vogliono andare fino in fondo per salvare la statua dalle barbarie della cancel culture laicista.

mercoledì 2 novembre 2022

Abortisti in Vaticano e prolife al Governo. Cosa sta succedendo?

E non è neppure una novità qui. Altri precedenti significativi a partire da qui.
Ha creato scalpore, e una raffica di polemiche, la nomina dell’economista italoamericana Mariana Mazzucato, di cui sono note le posizioni “pro choice“, o meglio pro-aborto, come membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita [vedi]. La nomina di Papa Francesco è avvenuta su indicazione di monsignor Vincenzo Paglia, attuale presidente dell’accademia nonché gran cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia.

L’arrivo della Mazzucato in Vaticano ha creato turbamento e scandalo tra i cattolici che si chiedono il perché di tale decisione di fronte alla chiara posizione dell’economista riguardo la vita. L’istituto vaticano fu infatti eretto da papa san Giovanni Paolo II nel 1994 per la difesa della vita umana, una mission in aperto contrasto con le posizioni abortiste del nuovo membro. Secondo lo statuto gli “Accademici Pontifici sono scelti, senza alcuna discriminazione religiosa, fra le personalità ecclesiastiche, religiose e laiche appartenenti a diverse nazionalità e che rappresentano le discipline attinenti alla vita” (Vitae Mysterium, art 4) e “vengono nominati dal Santo Padre sulla base della loro serietà professionale, della loro competenza e del loro inequivocabile servizio al diritto alla vita di ogni persona umana” (art. 3).

martedì 1 novembre 2022

1 Novembre Festa di Tutti i Santi

1 Novembre Festa di Tutti i Santi
{Antiphona ex Proprio Sanctorum}
Ángeli, * Archángeli, Throni et Dominatiónes, Principátus et Potestátes, Virtútes cælórum, Chérubim atque Séraphim, Patriárchæ et Prophétæ, sancti legis Doctóres, Apóstoli, omnes Christi Mártyres, sancti Confessóres, Vírgines Dómini, Anachorítæ, Sanctíque omnes, intercédite pro nobis.
{Antifona dal Proprio dei Santi}
Angeli, * Arcangeli, Troni e Dominazioni, Principati e Potestà, Virtù dei cieli, Cherubini e Serafini, Patriarchi e Profeti, santi Dottori della legge, Apostoli e Martiri tutti di Cristo, santi Confessori, Vergini del Signore, Anacoreti, Santi tutti, intercedete per noi.

La festa della Chiesa trionfante.
Vidi una grande moltitudine, che nessuno poteva contare, d’ogni nazione, d’ogni tribù, d’ogni lingua e stavano davanti al trono vestiti di bianco, con la palma in mano e cantavano con voce potente: Gloria al nostro Dio  (Apoc. 7, 9-10). Il tempo è cessato e l’umanità si rivela agli occhi del profeta di Pathmos. La vita di battaglia e di sofferenza della terra (Giob. 7, 1) un giorno terminerà e l’umanità, per molto tempo smarrita, andrà ad accrescere i cori degli spiriti celesti, indeboliti già dalla rivolta di Satana, e si unirà nella riconoscenza ai redenti dell’Agnello e gli Angeli grideranno con noi: Ringraziamento, onore, potenza, per sempre al nostro Dio! (Apoc. 7, 11-14).
E sarà la fine, come dice l’Apostolo (I Cor. 15, 24), la fine della morte e della sofferenza, la fine della storia e delle sue rivoluzioni, ormai esaurite. Soltanto l’eterno nemico, respinto nell’abisso con tutti i suoi partigiani, esisterà per confessare la sua eterna sconfitta. Il Figlio dell’uomo, liberatore del mondo, avrà riconsegnato l’impero a Dio, suo Padre e, termine supremo di tutta la creazione e di tutta la redenzione, Dio sarà tutto in tutti (ibid. 24-28)

Ma il popolo ama il disordine?

Indice articoli sulla società distopica. 
Ma il popolo ama il disordine?

La vicenda del rave party ripropone la questione estremamente seria dell’idea di società che si coltiva. Senza girarci intorno: i rave (o come vogliono chiamarli alcuni: “free party”) sono l’emblema della nostra società, nella quale regna il degrado sotto le mille forme che la decomposizione sociale produce. Perché, inutile negarlo, i rave sono una forma degradata di socialità, sono l’espressione di una relazionalità alienata, in cui i corpi e le menti sono martellati da musica techno sparata a tutti i decibel possibili e frastornati da sostanze che ne alterano del tutto l’equilibrio psichico producendo nei più quel moto ondivago che tende alla frattura.

Ora, con tutti gli sforzi che io possa fare, mi è davvero difficile pensare che il “free party” sia un atto implicitamente politico, che nell’occupazione di capannoni abbandonati vi sia la critica della società industriale, che la durata di più giorni addirittura attacchi la distinzione tra momento del lavoro e dell’intrattenimento, rifiutando così il controllo del tempo e il fatto che ci possa divertire solo per poche ore. Come fa invece il “Manifesto”, che si compiace di sfoggiare una capacità di lettura pregna di sociologismo “alternativo” anni ‘70. Mi è davvero molto ma molto difficile intravedere nelle facce sfatte, nelle gambe cadenti e nelle parole smozzicate neanche l’abbozzo di un atto implicitamente politico. Ciò che vi vedo, purtroppo, è l’annientamento della capacità di esprimere una qualsivoglia critica del mondo del quale si è figli; il rispondere col degrado al degrado, con la dissoluzione alla dissoluzione, col nichilismo al nichilismo. 

In Novembre il ricordo dei santi e dei defunti

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In Novembre il ricordo dei santi e dei defunti

I primi due giorni di novembre sono uno dei più cari momenti di festa della Cristianità, che si rivolge con rinnovata fiducia all’intercessione dei Santi del Paradiso e commemora il dolce ricordo dei cari defunti.

La “conquista del Pantheon”
Il mese di novembre è caratterizzato da due antiche festività che risalgono entrambe all’Alto Medioevo: Ognissanti e la commemorazione dei defunti.
Fin dal IV secolo le diverse Chiese orientali erano solite celebrare una festa dedicata a tutti i martiri collettivamente. L’istituzione in Occidente di tale ricorrenza si fa risalire di solito al pontificato di Bonifacio IV (608-615), il quale ottenne dall’Imperatore Foca, come pegno dei buoni rapporti allora ristabiliti fra il Papato e Costantinopoli, il dono per la comunità cristiana del Pantheon, da lungo tempo abbandonato e chiuso.

Il 13 maggio di un anno che probabilmente va identificato nel 609 il Papa riunì il clero e il popolo romani di fronte al vetusto edificio e fece affiggere una croce ai battenti guarniti di rame, ordinando poi che le porte fossero spalancate: «Nell’alta Rotonda – scrive lo storico tedesco della Roma medievale Ferdinand Gregorovius – si intonarono per la prima volta i canti dei preti cristiani che sfilavano in processione, mentre il papa aspergeva d’acqua santa le spoglie pareti marmoree, prive ormai di ogni traccia di paganesimo», dopo che il pontefice aveva fatto seppellire interi carri di reliquie provenienti dalle catacombe sotto la Confessione della nuova chiesa, «e alle note del Gloria, che la grande volta restituiva in echi sonori, la fantasia dei Romani vide alzarsi in volo schiere di demonî atterriti, che cercavano di uscire nell’aria libera attraverso l’apertura della cupola. E quei diavoli erano tanti, quante erano state le divinità pagane che avevano abitato nel tempio, considerato fin d’allora dai Romani una vera e propria sede infernale».