lunedì 31 luglio 2023

Il perdono di Assisi. «Non anni, ma anime!»

Testo che giova riprendere ogni anno; per vivere "Il perdono di Assisi" (1-2 agosto). Chi può approfitti!

Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.
La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”.

Agonia della mistica nell'attuale congiuntura ecclesiale

Più volte abbiamo sottolineato come, all'origine dell'attuale crisi nella Chiesa, ci sia l'accantonamento della metafisica, sostituita dal positivismo e dagli esiti nichilisti delle filosofie materialiste e dunque dall'antropocentrismo modernista, confluito nel Vaticano II e innestato nella sua pastorale, con la sua visuale ancorata allo storicismo. L'articolo ripreso di seguito (non recente ma di perenne attualità) ne analizza gli aspetti e le implicazioni più significative.

Agonia della mistica nell'attuale congiuntura ecclesiale
di Innocenzo Colosio

Queste pagine non vogliono essere una vera e propria dissertazione, ma piuttosto un appassionato grido d'allarme: la Mistica cristiana nell'ambito della Chiesa cattolica sta correndo un gravissimo pericolo di morte.
Ovviamente non intendiamo parlare delle vere e proprie grazie mistiche segretamente infuse dallo Spirito Santo nelle anime, perché esse sfuggono ad ogni controllo di carattere culturale.
Il nostro esame verte invece esclusivamente sulla Mistica dal rigoroso punto di vista socio-culturale; cioè si tratta di indagare sul posto che la Mistica occupa oggi nell'insegnamento della Chiesa, nel la predicazione, nella direzione delle anime, nella pubblicistica in tutto il suo arco. In concreto, si tratta di sapere: oggi l'ideale mistico come è studiato, considerato, valutato, perseguito? Ma, prima di tutto, per ideale mistico, che cosa intendiamo di preciso?

domenica 30 luglio 2023

L'Africa nella mortale tenaglia della secolarizzazione e della jihad islamica

Qui l'indice degli articoli su il filoislamismo.
Africa alla deriva tra secolarizzazione e Islam
di Mauro Faverzani
I cristiani vengono esclusi dalle cariche governative, non possono costruire chiese, le loro donne vengono costrette a sposare uomini musulmani, mentre i sacerdoti vengono spesso sequestrati
Mentre l'Europa affonda nei propri vizi ed in una silenziosa, sciagurata forma di apostasia, gran parte dell'Africa è ormai nelle mani o della dilagante secolarizzazione oppure della jihad, infiltratasi nel Continente sia con la violenza, in allarmante aumento negli ultimi anni, sia alleandosi con reti criminali organizzate e con bande autoctone con interessi regionali, inserendosi così in conflitti e divisioni già in atto, sia sfruttando povertà, corruzione, anarchia, analfabetismo, disoccupazione ed altre criticità sociali, particolarmente diffuse.
Tra le regioni, ove più tristemente è presente la jihad, figurano quelle del Sahel (che comprende Burkina Faso, Mali, Niger, Nigeria e Camerun e che conta già 7.899 morti pari al 40% del totale delle vittime), il bacino del lago Ciad, la Somalia ed il Mozambico.
I cristiani vengono esclusi dalle cariche governative, non possono costruire chiese, né cappelle, le loro donne vengono costrette ad indossare l'hijab ed a sposare uomini musulmani, mentre i sacerdoti vengono spesso sequestrati.

La virilità: uno sguardo cattolico su un commento molto opportuno

La crisi epocale che viviamo, delegittimato il Padre, eliminata la complementarietà di maschile e femminile, mostra una evidente svirilizzazione che informa tutti gli ambiti del nostro essere-nel-mondo. Nonostante la presa di coscienza di chi conserva ancora spirito critico e il senso del reale strettamente connesso alla retta fede. Precedenti : Demonizzazione della virilità che mette in pericolo i ragazzi di questa generazione e di quelle che verranno qui - La discontinuità: cioè la devirilizzazione della Liturgia e del sacerdozio nel Novus Ordo Missae qui - "Queering" La Chiesa qui - Cavalieri del Santo Sepolcro, via la spada dal rito d’investitura. Il cardinale: «Discrimina le donne» qui.

La virilità: uno sguardo cattolico su un commento molto opportuno  
di John Horvat

Molti uomini vivono la loro vita evitando le responsabilità, il lavoro e gli sforzi. Molti non hanno idea dello scopo della loro vita e di dove vogliono andare. Altri indietreggiano di fronte a una cultura che interpreta come odioso e oppressivo qualsiasi movimento di sviluppo di carattere o di leadership maschile. A tutte queste figure maschili manca un ingrediente vitale: la virilità. Ne hanno urgentemente bisogno.

Finalmente qualcuno parla
La virilità non è solo avere i cromosomi giusti. Il senatore Josh Hawley (Repubblicano-Missouri) ne delinea le caratteristiche nel suo nuovo libro, Manhood: The Masculine Virtues America Needs (Le virtù virili di cui l’America ha bisogno). Leggendo questo libro si tira un sospiro di sollievo perché finalmente qualcuno dice ciò che va detto: la virilità è buona, necessaria e realizzabile.

Domenica IX dopo Pentecoste Messa “Ecce, Deus”

Domenica IX dopo Pentecoste

Messa “Ecce, Deus
 
Ho un vecchio Messalino del 1958, intitolato "Sacrificium nostrum".  Prima di ogni Messa - e di ogni momento topico della celebrazione - reca scritte che aiutano a viverla con maggiore partecipazione. Riprendo qui, prima di completare con i testi successivi, la scritta che precede la Santa Messa di oggi, Domenica IX dopo Pentecoste. Giudicatene voi la pertinenza con la temperie che stiamo vivendo e sulla condizione umana di ogni tempo. Meditiamo e preghiamo,

Il castigo della colpa
I castighi e le calamità pubbliche sono causati dalla inosservanza della legge divina: questo l'insegnamento della liturgia odierna. Quando gli Ebrei rinnegarono il loro Dio, preoccupati solo di «mangiare bere e... divertirsi», furono colpiti dal castigo; pestilenza, fame, guerra, distruzione (Epistola - Vangelo). Raccogliamo la lezione. Anche in fondo al male dei nostri tempi c'è il peccato come ultima causa, sebbene non ci si pensi. Purifichiamoci, e viviamo secondo i precetti del Signore (Offertorio): allora ci sarà amico e protettore (Introito, Graduale) ed avremo portato il miglior contributo alla pace sociale. Guardate con particolare attenzione il Vangelo e il commento: Le lacrime di Gesù sulla città che s'era scelta... Ma è la fine che attende tutti i nemici della Chiesa di tutti i tempi.

sabato 29 luglio 2023

Italia: i cattolici sono in calo e non conoscono più la loro fede

La "Nuova Pentecoste".
Italia: i cattolici sono in calo 
e non conoscono più la loro fede

Chiesa della Martorana a Palermo. L'Italia trabocca di splendide chiese vuote Il cristianesimo è diventato chiaramente una minoranza in Italia. Lo rivela una nuova maxi-indagine demografica realizzata dal mensile Il Timone in collaborazione con Euromedia Research, sotto la direzione della dottoressa Alessandra Ghisleri.

Non solo i cattolici praticanti sono pochi di numero, ma una gran parte di essi ignora gli elementi più rudimentali della loro fede.

L’avvento dell’egemonia anti-culturale

Indice degli articoli sulla realtà distopica.
L’avvento dell’egemonia anti-culturale
di Marcello Veneziani

È uscito sulla rivista cattolica Vita e pensiero, in contraddittorio con Giuseppe Vacca, presidente dell’Istituto Gramsci di altri interlocutori, una mia riflessione sull’egemonia culturale, che sintetizza e aggiorna scritti precedenti. Ve la proponiamo.
Ma chi detiene oggi l’egemonia culturale nel nostro Paese, e più in generale nel mondo occidentale? È in corso una sostituzione ideologica e pratica e da parte di chi? In cosa consiste oggi l’egemonia culturale?
Tre domande così giustificherebbero un saggio dalle dimensioni di un libro e una ricerca molto articolata. Proviamo invece a rispondere sinteticamente sul tema. Partiamo dal riferimento storico che chiarisce il perimetro in cui ci muoviamo.

venerdì 28 luglio 2023

“Solo la religione può creare il vincolo sociale”. Parole di Leone XIII

Riprendo il testo che segue dell'Osservatorio Card. Van Thuân, all'avanguardia per i contenuti sulla dottrina sociale della Chiesa. Usando il motore di ricerca interno (vedi colonna di destra della versione Web del blog)  potete trovare molti precedenti interessanti.

“Solo la religione può creare il vincolo sociale”. Parole di Leone XIII

Pubblichiamo il paragrafo conclusivo dell’articolo di Marco Nardone “Diuturnum illud, 1881. Origine dell’autorità civile” da noi pubblicato nel fascicolo 2/2023 del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dedicato a “Il progetto sociale di Leone XIII a 120 anni dalla morte (1903-2023). Vedi e acquista qui il fascicolo.

Alcune osservazioni conclusive
Citata nella Gaudium et spes (n. 36) e ripresa nei suoi punti essenziali dal catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1898-1903), la Diuturnum illud rimane un caposaldo della Dottrina sociale della Chiesa quanto al fondamento dell’autorità civile. Di essa, tuttavia, il Magistero successivo al Concilio Vaticano II ha lasciato sullo sfondo il motivo del nesso tra quel fondamento e la vera religione, preferendo insistere sulla libertà religiosa e sulla collaborazione tra i due poteri. Ha ribadito, è vero, ed esemplarmente con Benedetto XVI, la necessità di legare l’autorità umana all’autorità divina, in quanto l’ordine morale, dal quale essa trae la propria legittimità e la stessa virtù di obbligare, non si regge che in Dio. Per Leone XIII, però, ordine morale, Dio e religione sono strettamente connessi, tanto che egli volle chiarire proprio questo punto nella prima parte dell’enciclica Au milieu des sollicitudes, espressamente scritta, l’anno successivo (1892), a completamento della Diuturnum Illud.

La messa di “La Croix”, una messa di un'altra “fede”?

Precedenti su La Croix qui - qui. E sul riconoscimento esplicito di "altra fede": qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successive restrizioni.

La messa di “La Croix”, una messa di un'altra “fede”?

Risposta alle negazioni dottrinali diffuse dal giornale La Croix.

In due articoli di questo giornale, il 10 febbraio 2022 e il 12 luglio 2023, una coppia di cattolici impegnati, Aline e Alain Weidert, condividono un'osservazione molto giudiziosa. La religione di cui la Messa tradizionale è il principale atto di culto potrebbe effettivamente non essere la stessa della Nuova Messa; è la "messa di un'altra fede", magari non celebrata in nome dello stesso Dio!

La riflessione parte dalla moltiplicazione delle messe private, giustificata dalla molteplice applicazione dei meriti della Croce alle anime dei defunti. Arriva poi alla dottrina della Messa come sacrificio espiatorio. Si tratta di un'intuizione perfetta, con poche sfumature, e se si tiene conto della caricatura polemica [1]. Dovremmo essere grati al signore e alla signora Weidert per aver posto il problema sul piano della dottrina. Contrariamente a quanto spesso abbiamo sentito, la scelta della Messa antica non è questione di carisma o di sensibilità, di "attaccamento positivo" che evita di formulare ragioni, ma piuttosto di fede.

giovedì 27 luglio 2023

Il previsto fallimento del motu proprio Traditionis custodes: riflessioni nel suo secondo anniversario

La lettera numero 948 pubblicata da Paix Liturgique il 24 luglio 2023 fa il bilancio – positivo – del motu proprio Traditionis custodes a due anni dalla sua pubblicazione. Riprendo si seguito, in forma narrativa, nella nostra traduzione, il testo dell'intervista ad un amico legato alla Tradizione. 
Ma siamo davvero sicuri che TC sia fallito? In molte diocesi in cui soprattutto i sacerdoti non hanno opposto resistenza, la Messa tradizionale, di fatto, non c'è più. In diverse diocesi statunitensi, ad esempio, scadrà nel 2024 il termine del prolungamento di due anni a suo tempo concesso da diversi vescovi, con l'intento di assuefare i fedeli al NO. Il fallimento – nel senso che il documento è stato reso inefficace, ammesso che il Vaticano non intervenga – riguarda alcune sacche di ferma resistenza di sacerdoti e fedeli. Il dato positivo è che lo scalpore suscitato da un provvedimento così drastico e insolitamente duro, ma soprattutto discriminante in un contesto di inclusione ad oltranza, ha favorito un più diffuso interesse o anche curiosità nei confronti della messa antica non conosciuta dai più,  specialmente dalle nuove generazioni; il che alla fine, in diversi casi, si è inaspettatamente tradotto in convinta frequentazione... Resta solo da continuare a resistere, pregare e sperare. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successive restrizioni.

Il previsto fallimento del motu proprio Traditionis custodes:
riflessioni nel suo secondo anniversario
 
 
In occasione del secondo anniversario dell’iniquo motu proprio Traditionis custodes, pubblicato il 18 luglio 2021, Paix Liturgique ha intervistato un vecchio conoscente: Louis Renaudin, ritenendo che le sue riflessioni ci aiutino a guardare a giorni migliori.

Louis Renaudin parla subito del fallimento del motu proprio Traditionis custodes sotto diversi aspetti.  Ma innanzitutto sottolinea il vizio di fondo di questa impresa: com'è potuto accadere che  coloro che l’hanno lanciata con la motivazione di «promuovere la concordia e l'unità nella Chiesa» abbiano deliberatamente riacceso la guerra civile che il motu proprio Summorum Pontificum aveva parzialmente spento?
Nel testo stesso del motu proprio Traditionis custodes (e nella lettera che lo accompagna), papa Francesco afferma che, per giustificare la sua decisione, si basa sui risultati del sondaggio [quiqui] condotto nel 2020 tra i Vescovi della Chiesa latina, il cui scopo era quello di verificare la loro valutazione degli effetti nelle rispettive Diocesi del motu proprio Summorum Pontificum promulgato da Papa Benedetto XVI nel 2007 (1). Ora, i risultati di questo sondaggio sono l’opposto di quello che dicono.

I predicatori della fratellanza universale: lupi travestiti da agnelli

Nella nostra traduzione da Riposte Catholique nuove riflessioni sul caso delle claustrali di Pontcallec perseguitate da chi predica la fratellanza universale... Ne abbiamo parlato qui.

I predicatori della fratellanza universale: lupi travestiti da agnelli

A proposito di Pontcallec – dove chi è chiamato in causa risponde con comunicati stampa che esplicitano tutto ciò che non possono affrontare direttamente – ma anche delle persecuzioni lanciate da chi predica la fraternità universale [qui - qui], il dottor Labriolle ha scritto un nuovo editoriale nelle colonne di Paix Liturgique :

“Avvicinandosi all'isola delle Sirene, Ulisse chiede ai suoi compagni di mettere della cera nelle orecchie per sfuggire alla seduzione mortale dei canti di queste strane creature. Lui però, su consiglio della maga Circe, si dispensa da questa precauzione perché vuole godere di questi suoni estatici. Ma non pretende di dominarne l'irresistibile effetto, e si fa legare all'albero della sua barca. Sa che la morte, inesorabilmente, attende gli incauti. Hybris abbandona la Sapienza. L'astuto Odisseo è a sangue caldo, ma saggio. Più di Dedalo, e lui stesso più di suo figlio Icaro. Odisseo  tornerà a Itaca sano e salvo.

mercoledì 26 luglio 2023

Educazione come maieutica

Dalle segnalazioni dei lettori. Oltre agli interessanti spunti del testo che sgue, consideriamo che la vera Conoscenza è rapporto intimo e profondo con Dio ed è uno dei doni dello Spirito Santo... Quanto a Van Gogh, come ogni genio, è riuscito a sublimare nelle sue opere la propria sofferenza, il proprio vissuto esistenziale (che racchiude in sé aspetti di gioia, di malinconia, di solitudine, etc) nelle opere che crea. E tale opera a sua volta diventa uno specchio nel quale gli uomini si riconoscono, rintracciano cioè i propri dolori, le gioie, le tristezze, le passioni che li lacerano ma che non saprebbero esprimere. Emozioni a cui non sanno dar voce, l’artista riesce ad esprimerle. Ecco perché l’uomo ha sempre bisogno dell’arte.

Educazione come maieutica

Un giorno ho fatto visita a una mia amica che stava mostrando ai bimbi della sua classe La notte stellata di Van Gogh. Ma invece di parlare della vita di Van Gogh, dei colori che aveva usato, del perché lo aveva fatto, chiese semplicemente: «come vi sembra? A cosa vi fa pensare?» Ricordo che un bambino disse che gli sembrava una «coperta ricamata di stelle», un altro disse che era come «guardare qualcosa quando si sogna», perché se ci fate caso nei dipinti di Van Gogh i colori così brillanti che ti tolgono il fiato, ma i contorni delle figure sono sfumati, proprio come nei sogni. Infine una bambina disse una cosa che non dimenticherò mai: «quello è Dio». Perché «Dio è nelle stelle, ti guarda dall’alto». Al che un bambino le rispose che quello non poteva essere Dio, perché Dio stava sopra le stelle e poi, come contagiati da quelle parole, tutti i bambini incominciarono a parlare tra loro di come potesse essere Dio, il cielo, l’universo.

Israele: gli ebrei fondamentalisti combattono fisicamente i cristiani

Per GPII e Benedetto XVI erano fratelli maggiori, per Bergoglio fratelli tutti [qui]. Vedi qui circa la questione delle alleanze parallele. Precedenti qui - qui - qui - qui.

Israele: gli ebrei fondamentalisti 
combattono fisicamente i cristiani

Il logo del movimento Lehava 
I cristiani e gli ebrei messianici affrontano una crescente ostilità da parte degli ebrei fondamentalisti ultraortodossi in Israele. Di recente, attivisti delle organizzazioni Lehava e Yad Leahim hanno tentato di impedire fisicamente alle persone di partecipare a un'assemblea di ebrei messianici a Gerusalemme.

Le organizzazioni Lehava – che significa "fiamma" – e Yad Leahim si oppongono alla presenza cristiana e al "proselitismo" in Israele.

martedì 25 luglio 2023

Cambiamenti climatici. Caldo estremo: “troppi catastrofismi senza senso”

Poche efficaci parole suscitate dai nuovi dogmi della pseudo-scienza al servizio della tecnocrazia. Di seguito un articolo tratto da Meteoweb: Caldo estremo: “troppi catastrofismi senza senso”. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
Riscaldamento
Fa caldo? Sì, certo, siamo a luglio.
Fa mediamente un po' più caldo del passato? Sì.
Esiste il riscaldamento climatico? Certamente, è un dato oggettivo. Innegabile.
Dipende dalla CO2? Forse sì, forse no, forse in parte. Non vi sono certezze assolute. Checchè ne dica la scienza di regime.
Tutti sanno infatti che dopo il Mille, quando non vi erano emissioni,  vi fu un riscaldamento climatico non molto diverso da questo, tanto è vero che a Londra si coltivava la vite, cosa che dopo la piccola glaciazione del Trecento non fu più possibile.
Bisogna quindi darsi da fare e ridurre drasticamente le emissioni di CO2 in Europa, che sono solo il 10% di quelle totali del pianeta? No, ovviamente, se questo significa pagare un prezzo troppo alto. Per il 10% del totale non ne vale la pena.
Ma lo dice la scienza, ripetono  in coro gli eco-terroristi che scrivono sui giornali e appaiono in tv. 
Cioè lo dicono gli  scienziati, coloro che, senza uno straccio di prova certa, sostengono anche, apoditticamente, che deriviamo dalla scimmia. Eppoi non tutti: Carlo Rubbia e Antonio Zichichi (non esattamente gli ultimi arrivati)  affermano che non possiamo essere certi che il riscaldamento sia dovuto a cause antropiche, cioè umane.

Francia: pellegrinaggio da Parigi a Chartres, una risposta a Traditionis custodes

La prima parte mostra le ambiguità presenti dietro la grande affluenza di pellegrini; la seconda prende in considerazione i mezzi per porre fine alla guerra liturgica. Precedenti qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e successive restrizioni.

Francia: pellegrinaggio da Parigi a Chartres,
una risposta a Traditionis custodes

Il pellegrinaggio da Parigi a Chartres, la cui cappellania è assicurata dai sacerdoti della Fraternità San Pietro, ha riunito 16.000 partecipanti per la Pentecoste 2023. Questo eccezionale afflusso è stato presentato dagli organizzatori come una splendida risposta al Motu proprio Traditionis custodes (16 luglio, 2021) che riduce fortemente la possibilità di celebrare la Messa tridentina.
l 25 maggio, ancor prima della partenza, Michael Matt, l'editore di The Remnant, che guida il gruppo di pellegrini americani, ha dichiarato a Edward Pentin: "Il fatto che quest'anno il pellegrinaggio abbia raggiunto la sua massima capacità non è che una sorprendente testimonianza della popolarità della Messa in latino tra i giovani cattolici".

Ha spiegato alle autorità romane: "Speriamo sinceramente che il Vaticano veda in questo evento un'espressione non controversa e gioiosa della giovinezza, della vitalità e del potere unificante della Messa in latino".

lunedì 24 luglio 2023

Saint-Germain-en-Laye: cambiamenti al rientro dalle vacanze estive?

Riproduco in forma narrativa, nella nostra traduzione da Riposte Catholique, l'intervista al responsabile della messa “ fuori le mura ” di Saint Germain en Laye riguardante i cambiamenti d'orario della Messa presso i Francescani [vedi] dopo la pausa estiva. Potete trovare molti dettagli sull'emblematica vicenda da noi puntualmente registrati in diretta : qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sull'attuale persecuzione della Liturgia dei secoli.

Saint-Germain-en-Laye: 
cambiamenti al rientro dalle vacanze estive?

Apprendiamo dagli annunci della messa “ fuori le mura ” di Saint Germain en Laye che, al rientro, sono nell'aria cambiamenti di orario per la messa tradizionale “ ufficiale ” presso i francescani [qui]. Quella fuori le mura, davanti alla cappella dell'ospedale, rimane nello stesso luogo e alla stessa ora [qui]...
La notizia si intreccia col fatto che la locale comunità ucraina, seppur piuttosto modesta, gode ancora a luglio dalla sua messa domenicale celebrata alle 9 nella cappella dei francescani. Quindi per loro - e questo con l'aria che tira è abbastanza normale...- non c'è alcuna soppressione estiva del culto.
Mentre per la Messa tradizionale corre voce che, secondo padre l'Hirondel, parroco di Saint-Germain, è possibile che al rientro vengano annunciati cambiamenti d'orario: positivi se la messa presso i francescani fosse anticipata alle 11:00 (attualmente si celebra alle 11:30). 
Ci sono invece segnali diversi che suggerirebbero che la messa tradizionale verrebbe anticipata alle 9:00 o alle 9:30; il che ne toglierebbe il carattere di messa a orario familiare. Sarebbe ora che finisca ogni battibecco, il cui unico scopo è quello di aizzare le comunità le une contro le altre... 
Il buon senso vorrebbe che, fin dal rientro dalle vacanze estive, si celebrasse la messa nella cappella Saint-Louis del vecchio ospedale; una scelta che avrebbe il duplice effetto di lasciar tranquilli gli ucraini e potrebbe far sperare che la messa "Fuori le mura" scompaia in un movimento di pace, carità e riconciliazione.
______________________________
A I U T A T E, anche con poco,
l'impegno di Chiesa e Post-concilio per le traduzioni
IBAN - Maria Guarini
IT66Z0200805134000103529621
Codice BIC SWIFT : UNCRITM1731

L’irrilevanza politica dei cattolici è anche figlia del cattolicesimo democratico

L’irrilevanza politica dei cattolici è anche figlia del cattolicesimo democratico

Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana, ha sentito il dovere di tornare sulla «irrilevanza del cattolico in politica» [qui]. Ci è tornato con un intervento estivo su La Repubblica, specificando che c’è «una rapida dissoluzione» non del cattolico in generale, ma del «cattolicesimo democratico», che «non si è mai veramente risollevato».

A Di Donna, infatti, premono le sorti del solo cattolicesimo democratico – l’unico su cui valga la pena di scribacchiare qualcosa al sole di luglio. E le uniche grandi stagioni «cattoliche» sono quelle inaugurate da Dossetti, Moro, Sturzo, De Gasperi, La Pira, Maritain e Mounier. Con la chiusa memorabile della presidenza Mattarella.

Raccogliete prima la zizzania... per bruciarla

Raccogliete prima la zizzania... per bruciarla
di Giacomo Biffi

Da dove viene la zizzania? (Mt 13,27). Da dove è venuta questa erbaccia maligna e soffocatrice che infesta il campo di Dio? È una delle domande più serie e decisive, e siamo tutti costretti a formularla quando ci poniamo di fronte al mistero dell'esistenza: o neghiamo l'evidenza della zizzania, cioè del male (ed è un'impresa disperata), o ci interroghiamo circa la sua provenienza. Sulle labbra dei contadini della parabola l'interpellanza sembra esprimere non solo stupore, ma anche delusione e quasi una specie di rabbia. Sembra anzi marcata da un accento di velato rimprovero verso il padrone, che in fin dei conti è il primo responsabile della coltivazione: "Non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove dunque viene la zizzania?". Dobbiamo dire però che quei contadini almeno una fortuna ce l'hanno, ed è di avere un padrone con cui lamentarsi: è già una consolazione prendersela con qualcuno. A chi ritenesse che il campo non sia di nessuno e ogni accadimento sia in esso del tutto casuale, non sarebbe consentito neppure di protestare o di fare domande, per assenza di destinatari responsabili. Se non esiste un proprietario del campo con un suo programma operativo, se tutto nell'universo è fortuito, allora, pur avvertendo ancora i morsi del male, non siamo più autorizzati né a lagnarci né a enunciare problemi, perché in quel caso non si dà spazio per nessuna verità e quindi per nessuna ricerca. Dove si prende per buona l'ipotesi del caso e dell'assenza di un "Signore" dell'universo (ed è l'ipotesi degli atei), non può sorgere alcuna plausibile investigazione: bisogna rassegnarsi all'esistenza enigmatica della malvagità e all'assurdo della condizione umana. Deve essere tremenda la condizione degli atei, e proprio per questo: per il fatto di non poter riconoscere di fronte a sé nessun interlocutore adeguato. Un ateo vero e coerente è in realtà il più sfortunato degli uomini: si priva perfino della soddisfazione di protestare con qualcuno e di bestemmiare con una certa coerenza.

domenica 23 luglio 2023

VIII domenica dopo Pentecoste: “Sì, signore!”: Abba, il Padre a cui si deve obbedienza

Nella nostra traduzione da OnePeterFive una bella meditazione di Fr. John Zuhlsdorf di cui far tesoro. Molto ci giova sentir sviscerare e ripetere verità conosciute. Meditate e riaccolte, esse ci donano luci sempre nuove e più profonde. Possono apparire a prima vista come sfumature; ma, a ben vedere, si rivelano come sostanziali! Vedi qui anche il testo per questa domenica da noi ripreso da mons. Guéranger.

VIII domenica dopo Pentecoste: “Sì, signore!”

Questa domenica, l'ottava dopo Pentecoste, ci porta un'Epistola o prima lettura del Vetus Ordo, la Messa tradizionale in latino, dalla Lettera ai Romani 8, 12-17 dell'Apostolo delle genti.

Abbiamo già visto alcuni contesti di Romani nelle celebrazioni precedenti [qui - qui]. Abbiamo già esaminato una significativa sequela tematica di queste domeniche dai paramenti verdi mentre ci addentriamo nel tempo dopo la Pentecoste. L'Epistola tratta da Romani 6 di domenica scorsa ha presentato il contrasto tra la schiavitù al peccato e la schiavitù a Dio; i due tipi di schiavitù non sono affatto la stessa cosa. Anche l'Epistola di questa domenica presenta un contrasto: la vita secondo la carne o secondo lo spirito.

Domenica ottava dopo la Pentecoste

Domenica ottava dopo la Pentecoste

Intróitus
Ps.47,10-11 - Suscépimus, Deus, misericórdiam tuam in médio templi tui: secúndum nomen tuum, Deus, ita et laus tua in fines terrae: iustítia plena est déxtera tua.
Ps. 47, 2 - Magnus Dóminus, et laudábilis nimis: in civitáte Dei nostri, in monte sancto eius. Glória Patri... Ps.47,10-11 - Suscépimus, Deus,...
Introito
Sal. 47, 10-11 - Abbiamo ricevuto, o Dio, la tua misericordia nel tuo tempio; la tua lode, come si conviene al tuo nome, si stende fino alle estremità della terra: la tua destra è piena di giustizia. Sal. 47, 2 - Grande è il Signore, e degnissimo di lode nella sua città e nel suo santo monte. Gloria al Padre… Sal. 47, 10-11 - Abbiamo ricevuto, o Dio...

All'ufficio.
Questa Domenica veniva chiamata, nel medioevo, sesta e ultima Domenica dopo la Natività degli Apostoli o festa di san Pietro, negli anni in cui la Pasqua toccava il suo punto estremo in aprile. Essa non era invece che la prima della serie domenicale cosi denominata quando la Pasqua seguiva immediatamente all'equinozio di primavera.
Abbiamo visto che a motivo dello stesso moto così variabile impresso a tutta l'ultima parte del ciclo liturgico dalla data di Pasqua, questa settimana poteva essere già la seconda della lettura dei libri Sapienziali, benché il più delle volte vi si debba continuare ancora quella dei libri dei Re. In quest'ultimo caso, è l'antico tempio innalzato da Salomone alla gloria di Dio che attira oggi l'attenzione della santa Chiesa; e i canti della Messa sono allora in perfetta armonia con le lezioni dell'Ufficio della notte.

sabato 22 luglio 2023

Il discorso di san Giovanni da Capestrano che mise in fuga Maometto II

Il 22 luglio 1456, rotto l'assedio, i crociati di san Giovanni da Capestrano, frate minore e inquisitore, uscirono da Belgrado e misero in fuga Maometto II e i suoi soldati. Di seguito il discorso del santo condottiero.

Il discorso di san Giovanni da Capestrano che mise in fuga Maometto II
a cura di Giuliano Zoroddu

Caduta Costantinopoli il 29 maggio 1453, il famelico Sultano Maometto II si preparava ad attaccare il Regno d’Ungheria. Si mosse quindi contro Belgrado e, il 4 luglio 1456, la cinse d’assedio con un esercito di quasi centomila uomini. Nonostante ciò l’esercito cristiano, guidato dai tre Giovanni – san Giovanni da Capestrano (1386-1456), Giovanni Hunyadi reggente d’Ungheria (1407-1456) e il Cardinal Legato Giovanni di Carvajal (1399/1400-1469) – il 22 luglio mise in fuga Maometto II e i suoi soldati. E fu proprio san Giovanni da Capestrano, la spada in una mano e il crocifisso nell’altra, a infervorare un esercito raccogliticcio inculcando loro il valore spirituale della loro guerra con un discorso infuocato.

venerdì 21 luglio 2023

Francoforte: tutti accolti in chiesa tranne i cattolici

Qui l'indice degli articoli sul Sinodo sulla sinodalità-
Francoforte: tutti accolti in chiesa tranne i cattolici

All’esterno della chiesa dei francescani a Francoforte sul Meno un cartello dallo sfondo arcobaleno recita: “Accogliamo tutte le taglie, tutti i colori, tutte le culture, tutti i sessi, tutte le credenze, tutte le religioni, tutte le età, tutti i tipi, tutte le persone”.
Incoraggiati da una tale disposizione all’“accoglienza”, un gruppo di ragazzi ha iniziato a distribuire una rispettosa Lettera aperta della TFP tedesca a mons. Georg Bätzing, vescovo di Limburg (che comprende Francoforte), sollevando alcune questioni dottrinali riguardanti il Synodaler Weg, cioè il Cammino sinodale tedesco.
Aprite cielo! In un batter d’occhio, un furioso frate francescano è venuto fuori e, con tanto di dito minaccioso, li ha costretti ad andarsene. Inutile ogni appello al dialogo. “Non c’è accoglienza per voi!”, ripeteva. Più recentemente, il Vicario generale di Lussemburgo, mons. Patrick Muller, in nome dell’arcivescovo Cardinale Jean Claude Hollerich, ha proibito la distribuzione nelle chiese diocesane della Lettera aperta della TFP tedesca.
Se questa è un’avvisaglia della “Chiesa sinodale” che stanno cercando di costruire, Dio abbia misericordia dei fedeli! - Fonte

Rivolte in Francia, nelle banlieue l'odio di islamici sussidiati

Ringrazio Alexandre del Valle che mi segnala questa sua recente intervista che riprendo di seguito. Precedenti interessanti qui - qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo e sul filoislamismo

Rivolte in Francia, nelle banlieue l'odio di islamici sussidiati
Alexandre Del Valle, politologo italo-francese, sulla natura della rivolta delle banlieue francesi. Non si tratta di gente povera, ma di famiglie sussidiate dallo Stato, islamici che non si riconoscono nella Francia, aizzati dalla cultura anti-occidentale. 
«Fidatevi, meglio non provocarci perché diventiamo una razza di m**da, più di quello che potete pensare e soprattutto se parlate di religione sappiate che ogni musulmano per la sua fede e il suo Dio è pronto a morire», è così che il rapper marocchino BabyGang - che esercita la sua professione in Italia - s’è rivolto al ministro Salvini nel commentare la settimana di disordini in Francia.

Il cantante marocchino ha offerto una diagnosi abbastanza approfondita di chi sono i ragazzi che hanno saccheggiato il Paese. E che corrisponde a quanto emerge dai rapporti degli analisti. Oltre il 30% degli arrestati sono minorenni. Non temono la polizia, né la giustizia: sanno che non gli succederà nulla per via della giovane età. La custodia è l’equivalente di una medaglia di coraggio che attaccheranno ai pantaloni della tuta.

giovedì 20 luglio 2023

Intervento di Mons. Viganò per il convegno di Bornholm, Danimarca, organizzato dal Medical Doctors for Covid Ethics International

Intervento di Mons. Viganò per il convegno di Bornholm, Danimarca, organizzato dal Medical Doctors for Covid Ethics International. Qui l'indice dei precedenti e correlati. Il video è stato subito censurato da You Tube; ma poi la censura è stata tolta.

Mons. Carlo Maria Viganò per il
Convegno di Bornholm, Danimarca,
organizzato dal Medical Doctors for Covid Ethics International.

CARI AMICI, permettetemi di ringraziare gli organizzatori di questo convegno e di rivolgere un saluto a tutti i partecipanti. La vostra presenza e la condivisione dell’allarme per il colpo di stato globale – assieme a molti altri gruppi e movimenti in tutto il mondo – devono essere per tutti noi motivo di grande consolazione, perché significa che l’assalto al quale stiamo assistendo trova un’opposizione ferma e determinata che non è disposta a lasciarsi imporre il piano criminale dei servi del World Economic Forum.

Avete avuto modo di ascoltare altri interventi, in cui vi è stato spiegato in modo esauriente come questo colpo di stato sia stato ordito nel tempo, chi ne sono gli autori e quali sono gli scopi che essi si prefiggono. Io stesso, nel corso di questi ultimi tre anni, ho più volte denunciato l’uso strumentale della farsa pandemica e della vaccinazione di massa come esperimento di ingegneria sociale, tramite il quale non solo patologizzare la popolazione mondiale dopo averne sterminata una parte, ma anche creare le premesse per un controllo capillare di ogni attività umana. Questo controllo serve a rendere possibile il credito sociale, già in vigore nella dittatura comunista cinese: tramite questo sistema i cittadini sono sottoposti ad una valutazione del loro comportamento “virtuoso”, venendo premiati o puniti a seconda della loro obbedienza. E questo, come sappiamo, può avvenire solo dove ogni persona sia tracciabile in tutte le sue azioni, ivi compresi i pagamenti e le transazioni finanziarie. Poco importa che i premi e le punizioni riguardino il rispetto dei lockdown, l’aver ricevuto il cosiddetto “vaccino”, la manifestazione del proprio pensiero sui social o il presunto impatto di anidride carbonica dei nostri consumi: il controllore vuole poterci costringere con mezzi coercitivi ad obbedire ai suoi ordini, a prescindere dal fatto che ciò che ci chiede sia ragionevole o giustificato.

mercoledì 19 luglio 2023

19 luglio 1943. Mille tonnellate di bombe su Roma

Quando Pio XII abbracciò Roma
Il mio carissimo amico Massimo Valentini ha vergato uno scritto —ad memoriam del bombardamento di Roma — che riporto di seguito, dopo il toccante ricordo di Aloisius. Io ne ho un ricordo indelebile nonostante fossi piccolissima. Ho ancora nelle orecchie il  rombo cupo degli aerei e negli occhi l'immagine di mia nonna che ci aveva raccolti a dire le preghiere a ridosso del muro portante della nostra casa dello Stradone (via San Giovanni in Laterano)... 
Il ricordo di Aloisius : “Mia madre aveva cinque anni, mia nonna fece a tempo a nasconderla in un sottoscala insieme ad uno dei suoi 4 fratelli. Caddero le bombe, mia nonna morì con i figlioli piccoli tra le braccia e così fu sepolta, mio nonno morì mentre cercava di raggiungerla davanti al portone del palazzo. Estrassero mia madre e mio zio semisepolti fino al collo. Un altro zio di 8/9 anni, fu salvato da una signora che lo conosceva, che lo fermò mentre correva verso casa, e una scheggia lo ferì. Un altro zio, 15 anni, si trovava in via Tiburtina e tornò scavalcando cadaveri, per poi trovare casa distrutta e i genitori morti. Stavano fuori Roma, ai Castelli, ma credettero alla falsa informazione che Roma sarebbe stata risparmiata, e vi tornarono per morirvi. Nel dopo guerra, lo zio ferito sposò una tedesca e in Germania mia madre conobbe un americano, un soldato che sganciò le bombe su San Lorenzo: si trovarono al tavolo insieme, ma mia madre non odiò né lui né gli americani, era la guerra. Una delle tante storie terribili di quel periodo, ma grazie al Signore quella bambina estratta dalle macerie semisepolta divenne mia madre. Domanda: a cosa servì quella strage di popolazione civile? Fu necessaria a sconfiggere i tedeschi, che ormai avevano i giorni contati? A parte la stazione ferroviaria limitrofa, qual'era l'obiettivo militare, se non la popolazione civile? Complimenti carissimo dr Valentini, per la bella ricostruzione e l'occasione di ricordare quelle vittime innocenti (mio nonno non volle nemmeno prendere la tessera fascista e per questo perse il lavoro) 

Mille tonnellate di bombe su Roma

Avevo intenzione di fare un video per gli ottanta anni dal primo bombardamento di Roma. Ho lasciato perdere per non usare le riprese dell’Istituto Luce o altri spezzoni cinematografici sotto copyright. Pubblico il testo che ho fatto per la voce narrante, e alcune foto che aiutano a conoscere meglio l’Apocalisse che venne scaraventata sulla nostra città.
Ottanta anni fa, nell’estate del 1943, la guerra scendeva brutalmente sull’Italia.
Quadrimotori carichi di bombe partivano dall’Inghilterra e martoriavano Torino, Milano, Genova, e tante città dell’Italia settentrionale.
Dal Nord Africa decollavano i bombardieri americani che mettevano a ferro e fuoco le città dell’Italia centrale e meridionale.
Mai Roma.
Lo strazio accadeva dal novembre del 1942
Un insieme di ragioni storiche, politiche e diplomatiche sembravano salvaguardare la Città Eterna.
Ma purtroppo non era così.

REDO VITAM ÆTERNAM I novissimi nella vita del sacerdote ESERCIZI SPIRITUALI TRADIZIONALI


CREDO VITAM ÆTERNAM
I novissimi nella vita del sacerdote
ESERCIZI SPIRITUALI TRADIZIONALI
riservato a: Sacerdoti, Diaconi, Religiosi, Seminaristi,
Giovani in ricerca vocazionale, Laici (uomini)
«Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita […]. In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte» (Benedetto XVI, Lettera, 6 febbraio 2022)

“In nomine adulterii”: osservazioni sul nominalismo morale di Mons. Víctor Manuel Fernández

Precedenti qui - qui - qui.

“In nomine adulterii”: osservazioni sul nominalismo morale di Mons. Víctor Manuel Fernández
di don Alfredo Morselli 

L’occasione di questo scritto mi è data dalla recente nomina di Sua Ecc.za Mons. Víctor Manuel Fernández a Prefetto del Dicastero per la dottrina della fede. È noto come egli abbia contribuito alla stesura della contestata esortazione apostolica Amoris laetitia [1]; la sua nomina ha provocato sgomento in molti ambienti cattolici (basta fare una ricerca in rete per trovare articoli di blog che non solo mettono in discussione le affermazioni del neo-prefetto nel campo della teologia morale, ma anche la sua presunta copertura di sacerdoti implicati in scandali sessuali[2]).

Ho ricevuto da un amico, anch’egli sgomento, l’invito ad ascoltare un’omelia del nostro Presule, tenuta durante la S. Messa da lui celebrata presso la Cattedrale di La Plata, il 5 marzo 2023[3].

E in effetti ho potuto constatare come detta omelia contiene affermazioni devastanti per la morale naturale e cattolica: traduco dal minuto 24:43.

martedì 18 luglio 2023

Vescovo Strickland: dare la vita per le proprie pecore

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine apprendiamo dalle appassionate espressioni di Kevin Wells la testimonianza edificante che rischia di essere l'unica o una delle poche del vescovo texano Strickland. Tutti i vescovi dovrebbero leggere questo articolo e interrogare la loro coscienza davanti al Signore. Potete trovare interessanti precedenti qui - qui - qui.

Vescovo Strickland: dare la vita per le proprie pecore 
Kevin Wells
Come Cristo, il vescovo Strickland sa che il dovere di un pastore è diventare, senza esitazione, una vittima per le sue pecore.
Ieri. quando il vescovo più solo d'America ha stiracchiato le braccia e si è alzato dal letto nell'oscurità che precede l'alba nel profondo Est del Texas, il branzino sonnecchiava sul fondo del lago Bellwood e le mandrie nelle praterie erano immobili prima che i raggi del sole iniziassero a trafiggere il loro pellame. 
I cassieri di Dollar Tree su Broadway Avenue e i camerieri di Happy's Fish House e Stanley's Famous Barbecue dormivano ancora quando il vescovo Strickland ha guardato il suo cellulare e vi ha visto le "sue" parole. Stava lasciando la “setta bergogliana” e la chiesa cattolica, portando con sé tutto Tyler. Un gruppo che afferma di essere "I vescovi del Patriarcato cattolico bizantino" lo ha compilato, attribuito al vescovo e ha lanciato un Tweet
Nel caldo torrido dell'estate del Texas, quando i pini smettono di crescere e i proprietari di ranch accasciati si rilassano nel loro lavoro, il vescovo di Tyler ha smesso di cercare il fresco dell'ombra. Che ci si creda o meno, in realtà è arrivato ad abbracciare il destino del deserto della sua vita, anche se ciò lo porta alla rovina. Mentre si preparava il caffè, ha inviato un tweet, spiegando che il "messaggio inventato e scurrile" non proveniva da lui.

La lode e il canto a Dio, spiegati da san Tommaso

Ringrazio Massimo Scapin che mi segnala il suo testo che segue, che ci dà l'occasione di ricordare il centenario della canonizzazione di Tommaso d’Aquino. Il 18 luglio 1323 il "Doctor angelicus", è elevato alla gloria degli altari da Papa Giovanni XXII (sarà poi proclamato Dottore della Chiesa da Papa San Pio V, nel 1567).

La lode e il canto a Dio, spiegati da san Tommaso
Massimo Scapin
Ricorre oggi il settimo centenario della canonizzazione di Tommaso d’Aquino. Il quale nel suo capolavoro, la Summa Theologiæ, dedicò due articoli alla musica in rapporto a Dio, rispondendo a obiezioni comuni
Si compie oggi il settimo centenario da quando quel fedele servitore della verità che risponde al nome di Tommaso d’Aquino († 1274) fu iscritto nell’albo dei Santi. Avvenne il 18 luglio 1323 ad opera di Papa Giovanni XXII († 1334), che, dopo aver predicato intorno al Salmo 85 e aver cantato il Veni Creator e prima di cantare Te Deum, In medio Ecclesiæ e Os iusti, canonizzò san Tommaso nella Cattedrale Metropolitana di Notre-Dame des Doms in Avignone (L. V. GERULAITIS, The Canonization of Saint Thomas Aquinas, Vivarium 5, 1967, p. 41). Già parlando ai Cardinali in Concistoro, aveva onorato sia le virtù, sia la dottrina di Tommaso: «Egli illuminò la Chiesa di Dio più di qualunque altro Dottore; e ricava maggior profitto chi studia per un anno solo nei libri di lui, che chi segua per tutto il corso della sua vita gl’insegnamenti degli altri». Parole che fanno eco a quelle di Papa Alessandro IV († 1261), che scriveva al santo vivente: «Al diletto figlio Tommaso d’Aquino, uomo eccellente per nobiltà di natali e onestà di costumi, che per grazia di Dio si acquistò un vero tesoro di coscienza e dottrina» (cfr. PIO XI, Studiorum Ducem, 1923).

lunedì 17 luglio 2023

Una precisazione sul 'Commonitorium' citato a sproposito da Bergoglio

Bergoglio ha parlato di tradizione in maniera ineccepibile, citando San Vincenzo di Lerins,  quando l'ha definita una "realtà viva". Poi, invece, ha ripetutamente richiamato la "felice formulazione" del lerinense, secondo cui la dottrina cristiana è "consolidata dagli anni, ampliata dal tempo, [e] raffinata dall'età". Ma oltre alla frase dilatetur tempore ("ingrandisce nel tempo"), San Vincenzo utilizza anche la suggestiva frase res amplificetur in se ("la cosa cresce in sé"). Sostiene quindi che ci sono due tipi di cambiamento: uno legittimo, un profectus, che è un anticipo, una crescita omogenea nel tempo (es. un bambino che diventa adulto). E uno improprio, che è una deformazione perniciosa, chiamata permutatio. Si tratta di un cambiamento nell'essenza stessa di qualcuno o qualcosa [vedi]. Una distinzione ignorata ma ineludibile per identificare un vero profectus fidei. così carente nell'insegnamento attuale. Queste le ragioni del testo che segue.

Una precisazione sul 'Commonitorium
oggi spesso citato a sproposito

Una modesta nota, che potrà sembrare un po’ pignola ma che in realtà vorrebbe esprimere una questione fondamentale.

Negli ultimi anni, di fronte alle proposte di riforma e di cambiamenti (anche radicali) nella Chiesa, si è spesso citato un passo – oramai celeberrimo – del Commonitorium di san Vincenzo di Lérins. Questo testo sarebbe la prova che fin dall’antichità si era aperti alle novità e che, quindi, anche quelle proposte oggi sono del tutto normali e lecite.

Il problema è che chiunque abbia letto il Commonitorio nella sua integralità sa benissimo che il testo veicola invece l’idea opposta, talvolta in modo martellante: è un inno – se così si può dire – alla Tradizione della Chiesa, ad un’interpretazione patristica della Scrittura, al rispetto dei Concili Ecumenici dell’antichità e, in generale, di ciò che nella Chiesa è stato trasmesso sin dalle origini. Il passo che si cita spesso (Comm., XXIII) riguardo allo sviluppo dottrinale è un inciso che il santo introduce per evitare l’idea di totale staticità della dottrina che potrebbe ingenerarsi dalla lettura della sua opera. In altri termini, poiché il Lerinense è così martellante su Scrittura Tradizione, Padri, rispetto dell’antichità e sospetto delle novità, ritiene utile precisare che un qualche tipo di crescita dottrinale è possibile.

Il nuovo apostolato collegherà i sacerdoti 'cancellati' con le comunità sparse della Messa antica

Nelle nostra traduzione da LifeSiteNews apprendiamo che acquista concretezza il nuovo apostolato che collega i gruppi stabili di cattolici con sacerdoti disposti a provvedere ai loro bisogni spirituali. Si parla degli Stati Uniti ma, nella temperie attuale, la questione è di evidente interesse generale. Ricordo la recente iniziativa di mons. Viganò [qui] di fondare l'associazione Exurge Domine in aiuto di sacerdoti e religiosi perseguitati dalla gerarchia attuale, i cosiddetti sacerdoti cancellati [qui] Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis Custodes e successive restrizioni. 

Il nuovo apostolato collegherà i sacerdoti 'cancellati'
con le comunità sparse della Messa antica

Protect Our Priests, un'organizzazione cattolica senza scopo di lucro, ha lanciato un nuovo apostolato dedicato a collegare gruppi stabili di cattolici negli Stati Uniti con sacerdoti disposti a provvedere ai loro bisogni spirituali.

Secondo l'organizzazione, sono circa 2.200 i sacerdoti che sono stati cancellati dai loro vescovi solo negli Stati Uniti, e sono il binomio perfetto per le comunità private delle loro messe diocesane tradizionali.

"Attualmente ci sono più di 300 sedi diocesane della messa tradizionale in latino che rischiano di essere cancellate dai vescovi", ha affermato l'ingegnere James Michael Francis Komaniecki, presidente e amministratore delegato di Protect Our Priests. Komaniecki ha affermato che l'organizzazione sta attualmente lavorando con i cattolici del Maryland, dell'Illinois e del Sud Dakota per creare cappelle private insieme ai sacerdoti per servire i fedeli.

sabato 15 luglio 2023

Dall’Arcivescovo Aguer ai sacerdoti «cancellati»

Un grande Arcivescovo. Uno dei pochi... Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successive restrizioni.

Dall’Arcivescovo Aguer ai sacerdoti «cancellati»

“Cancellati”. Mi dicono che vengono chiamati così, con questo orrendo aggettivo che ho usato nel titolo di questa lettera. In spagnolo corretto cancelar significa annullare, eliminare dalla memoria, abolire, abrogare. Onestamente, non avevo mai sentito che fosse successo fino ad ora. Mi permetto, allora, un’interpretazione.

Il generale Juan Domingo Perón, tre volte presidente dell’Argentina, coniò una formula che esprime non solo ciò che egli stesso fece, con un cinismo difficile da eguagliare, durante i suoi accidentati periodi di governo, ma anche un comportamento profondamente umano, ancestrale (caratteristico dell’“uomo vecchio”, secondo l’apostolo Paolo), osservato in diversi regimi politici.
La formula recita: Per gli amici, tutto; ai nemici, neanche la giustizia.
E’ sorprendente: il peronismo, che ha sempre cercato di usare la religione, è riuscito a lasciare il segno nella Chiesa cattolica. Sebbene risulti odioso ricordarlo dopo tanto tempo, non dobbiamo dimenticare l’incendio (giugno 1955) delle chiese più antiche e belle di Buenos Aires e la distruzione, con il fuoco che ha bruciato la curia ecclesiastica, dell’archivio storico, o di buona parte di esso, che raccoglieva documenti del XVII secolo. Fu la polizia di regime a commettere quell’aberrazione, con l’ammiccante approvazione, ovviamente, di Perón.

mercoledì 12 luglio 2023

Perché i cattolici cresciuti nel Novus Ordo migrano verso la Messa tradizionale?

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la testimonianza di un fedele sul suo ritorno alla Fede, grazie alla Santa Messa tradizionale. Qui indice dei precedenti su Traditionis custodes e successive restrizioni.

Perché i cattolici cresciuti nel Novus Ordo 
migrano verso la Messa tradizionale?

Molti di coloro che sono cresciuti nell'era pre-Vaticano II non riescono a capire perché chi è nato, ad esempio, dopo il 1970 possa essere attratto dalla Messa latina tradizionale. Dopotutto, ragionano, chi vorrebbe tornare ai giorni in cui il sacerdote "voltava le spalle al popolo" e "borbottava in una lingua morta", in cui solo "poche donne anziane" si recavano alla Comunione e la maggior parte dell'assemblea "sognava ad occhi aperti" mentre queste stesse donne anziane recitavano i loro Rosari? Ricordo ancora di aver ascoltato queste argomentazioni quando, a metà degli anni Novanta, sedicenne, frequentavo i corsi di iniziazione cristiana nella parrocchia di St. Albert a North Tonawanda, N.Y.
"Ti piace il latino, eh?", mi disse il mio istruttore, il diacono Brick, con un'espressione indecifrabile quando gli dissi che preferivo la Messa in latino. Il diacono Brick e altri della sua generazione non riuscivano a capire come un giovane cattolico potesse voler tornare a un passato che pensavano di aver sepolto per sempre.

martedì 11 luglio 2023

Le Giornate della Gioventù ormai serviranno solo per celebrare la diversità e l'inclusione: nuovi mantra e nuovi idoli, ecclesiali e secolari

Segnalazioni dei lettori. Ditemi voi se questa è ancora La Catholica, la Chiesa di Cristo Signore! Da non credere, ma purtroppo è tutto vero. Assume sempre più concretezza la grande incongruenza – se non mistificazione – di confondere l'evangelizzazione con un malinteso concetto di proselitismo, che resta sempre e comunque una proposta e non una imposizione come si vorrebbe far credere! Qui l'indice degli articoli su 'Fratelli tutti'

Secondo mons. Américo Aguiar, vescovo ausiliare di Lisbona – responsabile dell'imminente Giornata Mondiale della Gioventù, e uno dei nuovi cardinali di Santa Madre Chiesa annunciati ieri da Papa Francesco – , i giovani non vanno avvicinati e le giornate della gioventù non vanno organizzate per avvicinarli a Cristo. 
clicca per ingrandire
Esse servono solo per riunirsi e – qui sta la novità – celebrare la diversità e l'inclusione: nuovi mantra e nuovi idoli, ecclesiali e secolari, moderni, in nulla diversi dagli idoli pagani. Fatte così, e non erano state pensate così, le Giornate della Gioventù sono inutili, questo cristianesimo è falso e, peggio ancora, questi uomini di Chiesa più che inutili sono dannosi... 
Il vescovo Aguiar illustra perfettamente l'indifferentismo e l'eresia o l'apostasia dilaganti nella Chiesa oggi. Che fine ha fatto il Grande Mandato di Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20 insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (cfr Mt 28:16-20); per il quale innumerevoli missionari hanno subìto il martirio? Pura rigidità. O indietrismo... La "diversità" regna sovrana.
Infatti, per il cardinale designato, l'obiettivo è permettere a ogni giovane di dire: «'Io la penso diversamente, organizzo la mia vita in modo diverso, ma siamo fratelli e andiamo insieme per costruire il futuro'. Questo è il messaggio principale che il Papa vuole dare ai giovani in questo incontro con il Cristo vivente [!? -ndr].
Non vogliamo convertire i giovani a Cristo o alla Chiesa cattolica o cose del genere, vogliamo che sia normale che un giovane cristiano cattolico dica e testimoni chi è o che un giovane musulmano, ebreo, o di un'altra religione non abbia problemi a dire chi è e a testimoniarlo, e che un giovane senza religione si senta benvenuto così che non debba sentirsi strano perché la pensa in modo diverso».