mercoledì 31 marzo 2021

L'eversiva proibizione delle Messe private in San Pietro legittima gli abusi delle altre Basiliche e chiese dell’orbe

Incisivo intervento dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò dopo quelli di 5 cardinali dei quali trovate i link nel testo che segue. Indice dei precedenti scritti di mons. Carlo Maria Viganò insieme a interventi ad essi correlati.

EXIVIT DE TEMPLO
A proposito della scandalosa proibizione delle Ss. Messe private
nella Basilica di San Pietro in Vaticano


Jesus autem abscondit se, et exivit de templo.
Gv 8,59
Il 12 Marzo scorso, con una ordinanza senza firma, senza numero di protocollo e senza destinatario, la Prima Sezione della Segreteria di Stato ha vietato la celebrazione delle Messe private nella Basilica di San Pietro in Vaticano, a decorrere dalla Prima Domenica di Passione [qui - qui]. Nei giorni successivi i Cardinali Raymond L. Burke [qui], Gerhard L. Müller [qui], Walter Brandmüller [qui], Robert Sarah [qui] e Giuseppe Zen [qui] hanno espresso il proprio motivato sconcerto per questa decisione, che per la forma irrituale nella quale è stata redatta lascia intuire un ordine esplicito di Jorge Mario Bergoglio.

La dottrina cattolica ci insegna quale sia il valore della Santa Messa, quale la gloria resa alla Santissima Trinità, quale la potenza del Santo Sacrificio per i vivi e per i defunti. Sappiamo parimenti che il valore e l’efficacia della Santa Messa non dipendono dal numero dei fedeli che vi assistono né dalla dignità del celebrante, ma dalla reiterazione in forma incruenta dello stesso Sacrificio della Croce per opera del sacerdote celebrante, il quale agisce in persona Christi e a nome di tutta la Santa Chiesa: suscipiat Dominus sacrificium de manibus tuis, ad laudem et gloriam nominis sui; ad utilitatem quoque nostram totiusque Ecclesiae suae sanctae.

Quaresima 2021 - Mercoledì Santo

"Caifa, sacerdote ebraico, stracciò le sue proprie vesti; mentre i soldati gentili conservarono intatta la veste di Gesù sul Calvario. Ciò significa che il sacerdozio di Cristo, figurato nella sua veste inconsutile, sarebbe restato perpetuamente intatto presso i popoli pagani divenuti cristiani, mentre rimaneva scosso e abolito per sempre presso il popolo ebraico" (San Girolamo)

La dissacrazione

Terza tappa della Passione del Signore.
La identifichiamo nel momento in cui nel tribunale del sommo Sacerdote, una delle guardie presenti osò schiaffeggiarlo rimproverandolo per avere risposto male a chi lo aveva interrogato. E fu l’unica volta quando Egli rivendicò la sua sapienza a confronto con la stoltezza umana. Disse: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?”.
Ci sembra di poter cogliere in questo episodio il momento più increscioso ed assurdo della passione di Gesù nella ribellione e nella opposizione della classe profetica e sacerdotale.
Gesù, fin da piccolo, si era presentato nel Tempio ed aveva dato prova della sua sapienza. In quel momento i “dottori” del Tempio lo avevano accolto ed ammirato. Aveva dato prova di preferire la casa di Dio per annunziare la sua dottrina.
Ma i custodi della legge e della autentica verità derivante da Dio non lo accettarono e si unirono a Giuda pattuendo il prezzo del tradimento. L’apostolo Giovanni, anche dopo molti anni da quella condanna, amaramente scriveva: “Venne fra la sua gente ma questi non l’accolsero”.
L’uomo è più incline a crearsi i “vitelli d’oro”, le immaginarie divinità o a coltivare strani riti, anche assurdi, a differenza dell’amore verso il vero culto che Gesù, il Figlio di Dio, ha consegnato agli uomini, attraverso i Suoi...
I veri adoratori”, aveva detto Gesù, “adorano Dio in spirito e verità”. Ed aveva messo in guardia la gente dall’imitare i comportamenti contro Dio, esortandoli a praticare la sua legge. Nuovi riti, nuove ideologie imperversano. La efferata dissacrazione contro Cristo, sta travolgendo ogni realtà umana. Occorre, con amore, toccare Gesù, il Sacerdote della nuova alleanza.
Credo in Te, Signore Gesù, perché Tu solo sei Via, Verità e Vita.
(Cammino quaresimale tratto da “Sulle tue orme Gesù di Nazareth“ di don Nicola Giordano – Edizioni Viverein)

martedì 30 marzo 2021

Il cardinale Müller reagisce al divieto delle messe private a San Pietro

La controversia si è accentuata da quando il Segretario di Stato ha imposto il divieto di celebrare messe private in San Pietro a Roma, trasformando ulteriormente la Basilica Vaticana in un museo senz'anima. [qui - qui]. Ha reagito anche il cardinale Ludwig Müller, già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. E ora i cardinali sono 5. Il card. Ioseph Zen che non esita a parlare di mani sacrileghe! [qui]; il card. Robert Sarah che chiede [qui] di eliminare il divieto; ìl card. Walter Brandmüller sul Tagespost [qui]; il card. Raymond Leo Burke [qui]. LifeSiteNews ha organizzato una petizione. Chi è interessato a firmarla : qui

Il 13 marzo 2021, FSSPX.Attualità ha fatto eco alle nuove direttive liturgiche della prima sezione della Segreteria di Stato, vietando qualsiasi celebrazione privata nella Basilica Vaticana e relegando la messa tradizionale sull'altare della piccola cappella Clementina.

Edward Pentin, per il National Catholic Register, ha visitato il sito il 22 marzo per scoprire che gli altari laterali della Basilica di San Pietro sono ora deserti.

In Vaticano, viene addirittura confidato al giornalista che la direttiva - notificata direttamente, e insolitamente, dalla Segreteria di Stato al personale della basilica - è stata "imposta unilateralmente e senza alcuna consultazione".

Card. Joseph Zen Ze-kiun - Lettera aperta al Cardinale Sarah

E ora i cardinali sono 5. Il card. Ioseph Zen non esita a parlare di mani sacrileghe! Abbiamo pubblicato qui la richiesta del card. Robert Sarah di eliminare il divieto di celebrare messe individuali in San Pietro di cui alla strana nota della Segreteria di Stato [qui - qui]. Abbiamo già esaminato le osservazioni del card. Walter Brandmüller sul Tagespost [qui] che fanno seguito al comunicato del card. Raymond Leo Burke qui. Analogamente si è espresso anche il card. Gerhard L. Müller.
LifeSiteNews ha organizzato una petizione. Chi è interessato a firmarla : qui
Precedenti sul card. Zen e la questione Sino/Vaticana [qui]

A Sua Eminenza
Card. Robert Sarah

Cara Eminenza,
Dolore ed indignazione invadono il mio cuore a sentire certe incredibili notizie: hanno proibito le messe private in S. Pietro!?
Se non fosse per le restrizioni imposte dal Coronavirus io prenderei il primo volo per venire a Roma e mettermi in ginocchio davanti alla porta di Santa Marta finché il Santo Padre faccia ritirare quell’editto.
Era la cosa che più fortificava la mia fede ogni volta che venivo a Roma: alle sette precise si entra in sagrestia (incontravo quasi sempre il sant’uomo, l’Arcivescovo e poi Cardinale Paolo Sardi), un giovane prete si fa avanti e mi aiuta a vestire i paramenti, poi mi portano ad un altare (in Basilica o nelle grotte non fa differenza per me, siamo nella Basilica di San Pietro!). Penso che sono state le messe che, in vita mia, ho celebrato con più fervore e commozione, qualche volta con le lacrime pregando per i nostri martiri viventi in Cina (ora abbandonati e spinti nel seno della chiesa scismatica dalla “Santa Sede” [così si presentava quel documento del giugno 2020 senza firme e senza la revisione della Congregazione per la Dottrina]).
È momento di ridimensionare lo strapotere della Segreteria di Stato. Via le mani sacrileghe dalla casa comune di tutti i fedeli del mondo! Si accontentino di giuocare la diplomazia mondana con il padre della menzogna. Facciano pure della Segreteria di Stato “un covo di ladri”, Ma lascino in pace il devoto popolo di Dio! “Era notte!” (Giovanni 13:30)
suo fratello
Giuseppe Zen, SDB - Fonte

lunedì 29 marzo 2021

Il cardinale Sarah chiede al papa di ritirare il divieto delle messe “individuali” in San Pietro

Riprendo da Settimo cielo le osservazioni del card. Robert Sarah riguardo alla strana nota della Segreteria di Stato che proibisce le messe individuali nella basilica di San Pietro [qui - qui]. Abbiamo già esaminato quelle del card. Walter Brandmüller sul Tagespost [qui] che fanno seguito al comunicato del card. Burke qui. Analogamente si è espresso anche il card. Gerhard L. Müller.
LifeSiteNews ha organizzato una petizione. Chi è interessato a firmarla : qui

Osservazioni sulle nuove norme
per le Messe in San Pietro 
Robert Card. Sarah 

Vorrei spontaneamente aggiungere la mia voce a quella dei cardinali Raymond L. Burke, Gerhard L. Müller e Walter Brandmüller, i quali hanno già espresso il proprio pensiero riguardo alla disposizione emanata il 12 marzo scorso dalla segreteria di Stato vaticana, che proibisce la celebrazione individuale dell’Eucaristia sugli altari laterali della basilica di San Pietro.
I menzionati confratelli cardinali hanno già rilevato parecchie problematiche legate al testo della segreteria di Stato.
Il cardinale Burke ha messo in evidenza, da eccellente canonista qual è, i notevoli problemi giuridici, oltre a fornire altre utili considerazioni.
Il cardinale Müller ha ugualmente rimarcato un certo difetto di competenza, ossia di autorità, da parte della segreteria di Stato nell’emanare la decisione in parola. Sua Eminenza, che è un celebre teologo, ha fatto anche qualche rapido ma sostanzioso cenno ad alcune questioni teologiche rilevanti.

Ancora una volta Bergoglio nega “Maria Corredentrice”

L'immagine è del 2018, ripresa nella Basilica di Santa Maria Maggiore, in occasione della Messa per la Festa della Traslazione dell’Icona della Salus Populi Romani, molto cara al popolo romano, appena restaurata nei laboratori dei Musei vaticani.
Purtroppo questa immagine edificante di un momento di devozione in una splendida cornice fa  a pugni con il frequente uso di espressioni più consone ai nemici della gloria mariana.
Del resto non è un caso che la fronda dei Conciliaristi abbia espunto la dichiarazione di Maria Santissima “Mediatrice, Corredentrice e Avvocata”. Di fatto - e lo abbiamo comprovato in molte occasioni - Bergoglio rappresenta il culmine delle conseguenze nefaste dell'applicazione, travestita da aggiornamento, di tutte le variazioni subdolamente inserite nei documenti del Vaticano II.
Di seguito riprendo e contesto l'ultimo oltraggio alla Vergine: le parole puntualizzatrici su Maria Corredentrice pronunciate da Bergoglio nell'udienza generale del 24 marzo scorso. Ultimo di una lunga serie.

Una diminutio non nuova 
Ultimo di una lunga serie, dato che possiamo attingere ad un nutrito florilegio già stigmatizzato in diretta (vedi link di seguito). Purtroppo abbiamo dovuto registrare diverse mancanze di rispetto o, peggio, veri e propri oltraggi a partire da quel terribile 8 dicembre 2015 [qui - qui]. Lo scorso anno è stato abolito il tradizionale omaggio alla statua in Piazza di Spagna [qui - qui]. Che dire poi del fatto che dal 2015 è stata cancellata L'Assunta come solennità? Ovviamente non dichiaratamente ma attraverso la prassi eliminandola dalle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice sul sito della Santa Sede. Per non parlare del culmine di ogni nefandezza: la Pachamama al posto della Guadalupana per di più a pochi metri dalla tomba di Pietro [qui - qui - qui]...

domenica 28 marzo 2021

Le monache di Qara riscoprono l'icona araba con la preghiera contro le epidemie invocata per la peste del 14° secolo

La preghiera è in calce.
Una storia straordinaria

Nel villaggio di Qara, in Siria, le suore dell'Unità di Antiochia hanno pregato per la fine della pandemia di coronavirus con la stessa preghiera che la regina Santa Isabella e le Clarisse di Coimbra invocarono per la fine della peste nel XIV secolo in Portogallo. E con successo, secondo la religiosa Maria Lúcia Ferreira, meglio conosciuta come suor Myri e che appartiene a quella congregazione religiosa.
È una storia quasi improbabile ma è accaduta. Recentemente, un viaggiatore - un viaggiatore raro in questi tempi di pandemia - è apparso con diverse icone, una delle quali si trova alla Temple Gallery di Londra.
Cercava l'occhio esperto di Madre Agnès de La Croix, superiora del Monastero di Mar Yacub, che si è dedicata per anni al restauro delle icone da quando ha iniziato la sua vita religiosa nel Carmelo di Harissa, in Libano, e fino a l'inizio della guerra in Siria.
La sua conoscenza in questo settore è rinomata e la sua parola è sufficiente per aiutare a rispondere a domande, identificare simboli, tradurre parole o semplicemente per chiarire l'autenticità dei pezzi. E la Madre Superiora, dopo aver analizzato l'icona custodita nel museo londinese, ha scoperto un incredibile legame con la regina Santa Isabel.

sabato 27 marzo 2021

Reazioni al “Responsum” dell’ex Sant’Uffizio 15 marzo. L'approvazione di Bergoglio è più formale che fattuale?

La Santa Sede, con il Responsum della Dottrina della fede datato 22 febbraio - festa della Cattedra di San Pietro - pubblicato il 15 marzo, ha chiarito che non è consentita la benedizione delle coppie omosessuali. 
Due le firme in calce, quella del prefetto della Congregazione, il cardinale gesuita Luis Ladaria (nominato nel 2017 in sostituzione del cardinale Gerhard Ludwig Müller) e quella del segretario della stessa, mons. Giacomo Morandi.
Una tempistica attendibilmente rapportabile agli esiti del “percorso sinodale” in Germania e a quei vescovi che ammettono la benedizione.
Passaggio importante da ricordare:
“La Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso nel senso sopra inteso. Il Sommo Pontefice Francesco, nel corso di un’udienza concessa al sottoscritto segretario di questa Congregazione, è stato informato e ha dato il suo assenso alla pubblicazione del suddetto responsum ad dubium, con annessa Nota esplicativa”.
Doppiamente importante perché proprio da domenica scorsa, anche per via di alcune frasi pronunciate prima dell’Angelus, pullulano indiscrezioni secondo cui Bergoglio sarebbe propenso ad una presa di distanza dalle affermazioni del Responsum.  Risulta degli articoli di due autorevoli giornalisti, molto accreditati a Santa Marta, Elisabetta Piqué1 e Gerard O’Connell2 [qui].

venerdì 26 marzo 2021

Brandmüller sulle Messe in San Pietro: usurpazione, lettera non valida

Riprendo da Stilum Curiae le dichiarazioni del cardinale Walter Brandmüller sul Tagespost riguardo alla strana nota della Segreteria di Stato che proibisce le messe individuali nella basilica di San Pietro. Fa seguito al comunicato del card. Burke qui. Altri precedenti qui - qui.

Un ordine della Segreteria di Stato vaticana, divenuto noto anche ai media, decreta che un solo sacerdote non può più celebrare la Santa Messa nella Basilica di San Pietro, ma deve partecipare a una concelebrazione. C’è stupore generale, incomprensione e fastidio per questo in Vaticano.

Tuttavia, la suddetta lettera solleva alcune domande sulla sua forma e sul suo contenuto. Il fatto che la lettera non abbia né un numero di protocollo né una firma, ma solo il timbro della Segreteria di Stato insieme alla sigla del sostituto, suscita attenzione, anche dubbi. Soprattutto perché la Segreteria di Stato non ha competenza giuridica per la Basilica di San Pietro. Si tratta piuttosto del Capitolo di San Pietro, presieduto dal Cardinale Arciprete.

È quindi più che strano che i canonici del Capitolo non siano nominati come mittente, ma come destinatari di una lettera il cui oggetto rientra nella giurisdizione del Capitolo, e il nome dell’arciprete, il cardinale Gambetti, non sia nemmeno menzionato. In parole povere, si tratta di un caso di usurpazione di autorità o di violazione di diritti da parte di chiunque. Le ordinazioni riguardanti il servizio divino in San Pietro, invece, sono discusse e decise dal capitolo.

C’è un vescovo ad Alcalá de Henares.

L'articolo del vescovo Reig Pla che denunciava sia la legge sull'eutanasia recentemente approvata, sia altre leggi inique arrivate in Spagna grazie alla democrazia e alla Costituzione, ha provocato una rabbiosa reazione da parte della sinistra.

I socialisti esigono le scuse dal vescovo per aver definito la Spagna «campo di sterminio». Lui rilancia
C’è un vescovo ad Alcalá de Henares. Riprendendo la famosa frase attribuita a Bertolt Brecht – «ci sarà pure un giudice a Berlino!» – si potrebbe commentare così il coraggio con cui monsignor Juan Antonio Reig Pla, vescovo appunto di Alcalá de Henares – comune spagnolo di 200.000 abitanti nella comunità autonoma di Madrid -, ha deciso di denunciare la nuova legislazione eutanasica del suo Paese. Sì, perché la settimana scorsa mons. Reig Pla c’era andato giù molto duro, accusando «le forze laiciste unite alle forze politiche favorevoli alla relativizzazione culturale, morale e religiosa» d’aver trasformato «la Spagna in un “campo di sterminio”».

Dopo la sua visita in Iraq, l’attacco dell’Isis al papa, “idolatra” e “crociato”

L'articolo che segue dà conto di un durissimo attacco contro Bergoglio, a causa della sua visita in Iraq (ne abbiamo parlato: qui - qui - qui), da parte di un giornale legato all’Isis. L’esperto di Islam Robert Spencer spiega che le conseguenze del viaggio rischiano di essere ben diverse da quelle auspicate dal papa. Chi conosce l'Islam può davvero meravigliarsi?

Dopo la sua visita in Iraq, l’attacco dell’Isis al papa, “idolatra” e “crociato”

Lo Stato islamico (Isis) sta minacciando nuovi attacchi alle chiese irachene dopo la visita di papa Francesco, con un ultimatum nel quale si afferma che i jihadisti “rimuoveranno le croci molto presto” come hanno già fatto “la prima volta, con Il permesso di Allah”.

In un durissimo editoriale del suo settimanale arabo, Al-Naba, il gruppo terroristico più temuto del mondo interpreta le aperture interreligiose di Francesco in Iraq come una “crociata” per “rimuovere la sharia di Allah da questa terra, stabilire al suo posto una religione politeista e sollevare la sua croce profana sulle rovine di Mosul”.

Church Militant ha ottenuto una copia dell’articolo e ne ha commissionato una traduzione in inglese. L’editoriale è intitolato Messages of the Christian Idolator-Tyrant [Taghut al-Nasara al-Baba] on His Visit to Iraq, ed è uscito su Al-Naba l’11 marzo.

giovedì 25 marzo 2021

Viganò. Pandemia: ampio excursus su inquietanti elementi di cospirazione criminale a livello globale

Testo originale italiano di una lettera nella quale l'Arcivescovo Carlo Maria Viganò condensa buona parte di un suo prossimo intervento predisposto per un imminente evento. Interventi precedenti e correlati qui.

Questa Lettera riflette in larga parte l’intervento che darò ai partecipanti al prossimo summit “Truth Over Fear: Covid-19, the Vaccine, and the Great Reset”, organizzato da Patrick Coffin, che si terrà tra il 30 Aprile e il 1° Maggio 2021. Questo evento importantissimo vede la partecipazione di oltre venti dei più importanti medici, ricercatori e avvocati del mondo e fornirà un approccio scientifico e di buon senso alla pseudopandemia. Tutte le persone hanno diritto al consenso informato. La registrazione online al summit può essere effettuata qui: www.restoretheculture.com
“La Verità oltre la paura:
Covid-19, il vaccino, e il Great Reset”

Ecce nova facio omnia Ap 21, 5

Quanto abbiamo appreso sin ora a proposito della pseudopandemia, ci dà il quadro di una realtà inquietante e di un’ancor più inquietante cospirazione criminale, ordita da menti traviate. Questa realtà, tuttavia, non viene presa in considerazione da quanti, ipnotizzati dall’indottrinamento mediatico, si ostinano a considerare una grave influenza stagionale come un flagello pandemico, inefficaci le cure conosciute e miracolosi i cosiddetti vaccini dichiaratamente inutili e dannosi.

mercoledì 24 marzo 2021

24 marzo. In onore di San Gabriele Arcangelo

Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l'Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della Santissima Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.
Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc 1,19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l'Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza. (dom Prosper Guéranger qui).

Bernardo di Chiaravalle
Lodi della Vergine Madre

L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret, ad una vergine promessa sposa ad un uomo della casa di David, di nome Giuseppe, e il nome della vergine era Maria ecc. (Lc 1, 26-27).

1. Perché mai l’Evangelista ha voluto indicare tante cose con il loro nome in questo passo? Credo che l’abbia fatto perché noi non trascurassimo nulla di quanto egli con tanta diligenza si è studiato di raccontare. Nomina infatti il Nunzio che viene inviato e il Signore da cui fu mandato, la Vergine alla quale è mandato, e anche lo Sposo della Vergine, la discendenza di entrambi, la loro città e la loro regione. E questo perché? Pensi forse che siano indicazioni superflue? No, certamente. Se infatti non cade una foglia senza una ragione, né cade sulla terra un passero all’insaputa del Padre celeste, potrei io forse pensare che dalla bocca del santo Evangelista sia uscita una parola superflua, specialmente nel racconto della storia sacra del Verbo (incarnato)? Non lo penso. Tutte quelle parole infatti sono piene di profondi misteri e spandono una celeste soavità, a condizione che uno le mediti con diligenza e sappia succhiare il miele dalla roccia (Dt 32, 13). In verità, in quel giorno i monti hanno stillato dolcezza, e i colli fecero scorrere latte e miele (G13, 18; Es 3, 8) quando dall’alto dei cieli stillava la rugiada e le nubi piovevano il giusto e la terra si apriva, germogliando con letizia il Salvatore (Is 45, 8; 35, 2); quando, manifestando il Signore la sua benignità, e dando la nostra terra il suo frutto, su quel monte eccelso, pingue e ferace, la misericordia e la verità si incontrarono, la giustizia e la pace si baciarono (Sal 84, 13. 11; 67, 16).

La Chiesa e la tirannia delle leggi o le leggi delle tirannie - don Claude Barthe

La candidatura del cattolico Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti, continuando questi a difendere il diritto all’aborto, ha diviso la Chiesa: un sacerdote gli ha rifiutato la Comunione in una chiesa del Carolina del Sud; il nuovo cardinale di Washington, Wilton Gregory, ha al contrario affermato ch’egli non rifiuterebbe a Biden l’eucarestia; da parte sua, monsignor Charles J. Chaput, arcivescovo emerito di Philadelphia, ha pubblicamente reputato che gli atti di Joe Biden dimostrino come egli non sia in comunione con la Chiesa.

È chiaro come il problema più immediato per la Chiesa, nelle democrazie moderne, sia quello delle leggi tiranniche, siano esse criminali o solamente ingiuste. Ma, al di là del rifiuto delle leggi tiranniche, si pone ad essa ed agli uomini di questo tempo il problema più generale della vita all’interno della tirannia. A questo proposito, la Chiesa e solo la Chiesa può oggi far risplendere la verità, «come una lampada in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno» (II Pt 1, 19).

La liturgia tradizionale - Intervista a don Eric Iborra

Effetti salutari della Santa Messa di sempre. Per chi ci leggesse solo ora e volesse approfondire alcuni aspetti essenziali delle variazioni operate dalla Messa riformata di Paolo VI [qui]. Vi si evidenziano gli elementi che sfatano la leggenda delle “due forme dell’unico Rito”, nel quale la forma è sostanza. Ho inserito. nel testo, altre ad alcuni link per l'approfondimento, alcune brevi chiose al discorso di un sacerdote che coglie e apprezza molti aspetti salienti del Rito antico ma lo fa con la chiave di lettura della sua formazione conciliare.

Com’è avvenuta la sua scoperta della forma extraordinaria del rito romano?

Semplicemente per obbedienza al mio arcivescovo! Nel 2007, il cardinale Vingt-Trois mi ha nominato vicario della parrocchia Saint-Eugène, ben nota nel mondo tradizionale. Avvisato a Pasqua, ho potuto imparare l’usus antiquior dai monaci dell’Abbazia di Triors. Devo dire che mi sono subito sintonizzato! Mi ci è voluta una settimana di esercizio per poter dire la mia prima Messa letta, dopo 18 anni di ordinazione in cui stavo già praticando, in privato, la versione originale del Messale del 1969! Per alcuni anni ho continuato a utilizzare, per la mia personale preghiera, la Liturgia horarum, che ho praticato sin dai miei anni di seminario a Roma. Prima di passare al Breviario del 1960, dal mio ingresso a Saint-Eugène...

Cosa pensa, in quanto sacerdote, di questa forma liturgica, come espressione della Fede?

Durante il mio apprendistato a Triors, sono rimasto colpito dalla precisione dei riti, che racchiudendo il celebrante – ma anche la comunità – nelle sue rubriche, fanno meglio comprendere, all’uno e agli altri, la grandezza del mistero che si sta compiendo all’altare. Ciò significa che la liturgia non è prodotta, ma è ricevuta, e questo al termine di un’evoluzione omogenea che sottolinea la sua fondamentale antichità. È il mistero della tradizione liturgica. I riti che circondano l’attualizzazione del sacrificio unico di Cristo da parte del sacerdote (cfr. Lettera agli Ebrei) evidenziano in particolare la presenza reale nelle oblate. Un richiamo alla fede, a ogni genuflessione!

martedì 23 marzo 2021

Carlo Maria Viganò / Meditazione in preparazione della Pasqua

Testi precedenti e correlati qui.

Si iniquitates observaveris, Domine:
Domine, quis substinebit? PS 129, 3
Mors et vita duello
conflixere mirando.
Lo scorso anno, con una decisione tanto incomprensibile quanto sciagurata, per la prima volta nell’era cristiana, la Gerarchia cattolica ha limitato la celebrazione della Pasqua, assecondando la narrazione mainstream della pandemia. Molti fedeli, costretti a misure di confinamento dimostratesi inutili se non controproducenti, hanno potuto unirsi spiritualmente al Santo Sacrificio, assistendo alle funzioni tramite il computer. Un anno dopo nulla è cambiato rispetto ad allora, e ci sentiamo ancora ripetere che dovremo prepararci ad un ulteriore lockdown per consentire alla popolazione di essere sottoposta ad un siero genico sperimentale, imposto dalla lobby farmaceutica nonostante non se ne conoscano gli effetti collaterali a lungo termine. In molte nazioni si inizia a vietarne l’uso, davanti alle morti sospette che seguono la sua inoculazione; eppure, nonostante la martellante campagna di terrorismo dei media, le cure si dimostrano efficaci e in grado di ridurre drasticamente i ricoveri e, conseguentemente, anche i decessi.

lunedì 22 marzo 2021

Un diktat crudele e (molto) anomalo: sul divieto delle messe nella Basilica Vaticana

Nella nostra traduzione da Catholic World Report torniamo sull'anomalo divieto delle Sante Messe nella Basilica Vaticana pubblicato qui; Comunicato del card. Burke qui. Ora ne parla un articolo di George Weigel, scrittore, giornalista e biografo di Giovanni Paolo II. L'arbitrario divieto viola, insieme, l'unità l'universalità e l'accoglienza de La Catholica...
Ieri mattina si sono celebrate le ultime messe private (con o senza fedeli) presso gli altari laterali della Basilica di San Pietro a Roma, dopo un decreto della Segreteria di Stato Vaticana che le vieta da oggi. 
Questa Tradizione è sopravvissuta per secoli. Preghiamo affinché si riprenda nella Cattedra di San Pietro la possibilità di offrire queste Messe per la maggior Gloria di Dio.

Nell'immagine a lato:
La celebrazione del Rito Romano antico
all'altare di San Michele Arcangelo, 21 marzo 2021

Un diktat crudele e (molto) anomalo: sul divieto delle messe nella Basilica Vaticana

Una settimana dopo la pubblicazione di una bizzarra istruzione (successivamente affissa sulla porta della sacrestia della basilica) che vieta le Messe mattutine presso gli altari laterali dell’Arcibasilica Papale di San Pietro in Vaticano, restano interrogativi sulle origini di questo ukase (atto perentorio e assolutistico -ndT), sui suoi vizi formali [qui], sui suoi curiosi destinatari, sulla sua legalità, e sulla sua intenzione – nonostante numerose richieste all’Ufficio Stampa del Vaticano e alla Prima Sezione della Segreteria di Stato del Vaticano, sulla cui carta intestata il decreto è stato stampato.

Cattolici e protestanti tedeschi perseguono l'intercomunione nonostante le obiezioni del Vaticano

Nella nostra traduzione da CatholicNewsAgency riprendiamo la notizia che in Germania cattolici e protestanti annunciano che procederanno con l’intercomunione in un evento previsto per il prossimo mese di maggio, nonostante le obiezioni del Vaticano. Sull'intercomunione vedi - Sulla promozione di un ordinamento liturgico comune qui - qui - qui.

Cattolici e protestanti in Germania hanno annunciato che procederanno con l’intercomunione in un evento previsto per il prossimo mese di maggio, nonostante le obiezioni del Vaticano.
In un comunicato stampa del 16 marzo, gli organizzatori del terzo Congresso Ecumenico della Chiesa (ÖKT) a Francoforte hanno detto di aver pianificato per il 15 maggio un invito ai cristiani a partecipare alle celebrazioni “in molte chiese” nella città e in tutta la Germania.
Secondo CNA Deutsch, partner di CNA per le notizie in lingua tedesca, si sono espressi nei seguenti termini: “I cristiani di tutte le denominazioni questa sera hanno l’opportunità di venire ed entrare, di conoscere diverse tradizioni e – seguendo la propria coscienza – di celebrare la memoria vivente di Gesù Cristo.”
“Da Francoforte deve partire il segnale di continuare a cercare l’unione ecumenica, nella vita quotidiana e nella visita reciproca delle congregazioni”.

domenica 21 marzo 2021

21 marzo: San Benedetto da Norcia… Il significato pieno dell’ “ora et labora” - Benedetto Abate e Confessore di dom Guéranger

Precedenti: sulla Regola di San Benedetto e la rinascita della civiltà qui; sulla spiritualità monastica qui; sulla Stabilitas loci qui; sui monaci di Norcia eterni costruttori tra le macerie del mondo qui; un libro: Monaci nel mondo monaci nel cuore qui
L’ozio è nemico dell’anima; e quindi i fratelli devono in alcune determinate ore occuparsi nel lavoro manuale, e in altre ore, anch’esse ben fissate, nello studio delle cose divine
Così dice san Benedetto da Norcia nella sua Regola (XLIII, 1). D’altronde questo Santo è ricordato per il famoso ora et labora che si traduce semplicemente con prega e lavora.
È questa, però, una traduzione che traduce sì (scusate il gioco di parole), ma che non rende effettivamente l’idea di cosa volesse davvero dire san Benedetto e soprattutto dell’enorme portata innovativa di questa affermazione.
Pregare e lavorare sembra, infatti, una cosa scontata. Chi può sorprendersi del fatto che un santo inviti a i propri monaci e, al di là dei monaci, i cristiani in generale a pregare e lavorare?
Invece l’affermazione è totalmente nuova e lo si capisce dalla parola latina labor. Questo, il labor, per i latini non era il semplice lavoro, che loro solitamente definivano negotium da nec-otium, cioè non-ozio, bensì un certo tipo di lavoro, quello manuale, il lavoro fisico; per intenderci: quello che fa sudare.
Ebbene, nel mondo antico questo labor, cioè il lavoro fisico, era destinato solo agli schiavi, perché poco onorevole. San Benedetto, invece, che fa? Non solo dice che il monaco deve lavorare, cioè deve lavorare manualmente, ma va oltre, dice che questo lavoro fisico deve accompagnare la preghiera e che, accompagnando la preghiera, in un certo qual modo si fa esso stesso preghiera.
È per questo che san Benedetto è il padre della civiltà occidentale.

venerdì 19 marzo 2021

La scala misteriosa costruita da San Giuseppe - don Elia

In onore di San Giuseppe, ripropongo l'articolo che segue: don Elia, La scala del cielo.
Nella città di Santa Fe, nel New Mexico, da quasi un secolo e mezzo si ammira un prodigio di falegnameria che attira ogni anno un quarto di milione di visitatori. La cappella di Loreto fu eretta nella seconda metà del XIX secolo per un gruppo di religiose francesi giunte sul luogo per aprirvi un collegio femminile. Una volta terminata la costruzione, ci si accorse però con disappunto che l’architetto (lo stesso che aveva progettato la cattedrale) aveva omesso un passaggio per accedere alla cantoria. Dopo una vana ricerca di soluzioni, la comunità decise di affidarsi a san Giuseppe con una novena. L’ultimo giorno, ecco presentarsi un uomo anziano, accompagnato da un asinello, che propone di costruire una scala in legno. I suoi soli attrezzi, una sega, un martello e una squadra. In capo a sei mesi, una magnifica scala a chiocciola era pronta e lo sconosciuto sparì senza chiedere un soldo e senza lasciare traccia di sé.

I vescovi USA contro il vaccino Johnson & Johnson

Il discorso sui vaccini va affrontato non solo sul piano teologico-morale ma anche su quello scientifico oltre che socio-antropologico. Non convinta, per diversi motivi, dalle molteplici visuali in circolazione, mi sto documentano su fonti accreditate per elaborare un'analisi tanto articolata quanto equilibrata che tenga conto dei vari ambiti e implicazioni plurime.  Spero completarla quanto prima. 
Precedenti qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui.

Cresce il fronte del “no” al nuovo vaccino anti covid-19 Johnson & Johnson. A parlare ora è la diocesi di Bismarck, che definisce il vaccino «moralmente compromesso e quindi inaccettabile per i cattolici», confermando la linea dura dell’arcidiocesi di New Orleans. 
Ma non si tratta di casi isolati: anche il presidente del Comitato per la dottrina della Conferenza episcopale statunitense riapre il dibattito «sull'ammissibilità morale dell'uso di vaccini sviluppati, testati e / o prodotti con l'aiuto di linee cellulari derivate dall'aborto». 
Il 2 marzo 2021 la diocesi di Bismarck ha pubblicato un comunicato nel quale afferma: «Il vaccino recentemente approvato (FDA 2-27-2021) prodotto da Janssen / Johnson & Johnson ha utilizzato linee cellulari derivate dall'aborto nella progettazione, sviluppo, produzione e test di laboratorio».

giovedì 18 marzo 2021

Bergoglio rivisita la “salvezza del mondo” e promuove il “nuovo ordine mondiale” dei suoi desideri

Nella nostra traduzione dal blog di Jeanne Smith, un assaggio de «Dio e il mondo che verrà» un mondo che non sarà più come prima. Lo dice Papa Francesco a La Stampa, che propone alcuni brani del nuovo libro-intervista, in una conversazione con Domenico Agasso, vaticanista del quotidiano. «La via per la salvezza dell'umanità passa attraverso il ripensamento di un nuovo modello di sviluppo», afferma Bergoglio che auspica una «svolta economica verso il verde».
Siamo purtroppo al culmine dell'ormai consolidata visione orizzontale antropocentrica che ha espunto il soprannaturale e sostituito alla conversione a Dio quella ecologica... L'abbiamo stigmatizzata in più occasioni; ma questo è un ulteriore tassello verso la dissoluzione ormai inesorabilmente velocior. Il nostro aiuto è solo nel Signore e nel nostro permanere nella fedeltà...

Papa Francesco rivisita la “salvezza del mondo”
e promuove il “nuovo ordine mondiale” dei suoi desideri
Non si saprebbe dare un'approvazione più esplicita ai concetti, alle aspettative e ai desideri del nuovo ordine mondiale promossi dai partigiani di un globalismo che non ha (più) niente del complotto, anche se sopra le nostre teste esistono visioni vicine o concorrenti di questo globalismo. Papa Francesco, in un libro-intervista col giornalista Domenico Agasso appena uscito in Italia, Dio e il mondo che verrà, presenta la sua visione del mondo “post-COVID”. I richiami alla terminologia dei sostenitori del Great Reset - il "Grande Reset" propagandato dall'ONU, dal World Economic Forum, dal Principe Carlo e pochi altri - sono molto numerosi, a giudicare dall'estratto tradotto dall'italiano pubblicato ieri dal VaticanNews nella sua edizione inglese [edizione italiana qui -ndT].

mercoledì 17 marzo 2021

Mons. Philippe Bordeyne, nuovo presidente dell'Istituto Giovanni Paolo II per il matrimonio e la famiglia, è favorevole alla contraccezione e un ardente difensore di “Amoris laetitia”

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews apprendiamo che il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia avrà un nuovo presidente: Mons. Philippe Bordeyne. Un tassello in più nello sfaldamento delle strutture ecclesiali e dell'insegnamento costante della Chiesa.
Sulle trasformazioni dell'Istituto sotto il nuovo pontificato, che hanno suscitato molto scalpore, vedi: [quiqui - qui precedente qui; sul card. Paglia qui e sulla PAV qui - qui - qui - qui]
Sul nuovo presidente estraggo da un precedente articolo [qui]: “Monsignor Philippe Bordeyne, rettore dell’Istituto cattolico di Parigi, nel suo Une philosophie de l’homme capable: le pape François et Paul Ricoeur, legge Francesco e il suo Magistero rintracciandovi una consistente eredità ricoeuriana, in particolare in sede antropologico/morale. Il padre gesuita Juan Carlos Scannone, uno dei “maestri” della teologia del pueblo, dedica pagine intense al parallelo tra l’azione in papa Francesco e la filosofia dell’azione di Blondel collocando il pensiero-azione bergogliano dentro l’eredità blondeliana, se pur reinterpretata originalmente da Francesco”.

Mons. Philippe Bordeyne, nuovo presidente dell'Istituto Giovanni Paolo II per il matrimonio e la famiglia, è favorevole alla contraccezione e un ardente difensore di “Amoris laetitia

Il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia avrà un nuovo presidente da settembre: Mons. Philippe Bordeyne, attualmente rettore dell’Institut catholique de Paris, sostenitore di Amoris laetitia, detrattore dell'Humanae vitae e difensore almeno indiretto di un approccio più accogliente nei confronti delle coppie omosessuali. La sua nomina è stata presentata in poche parole nella versione inglese del quotidiano non ufficiale dell'episcopato francese, La Croix International : “Mons. Philippe Bordeyne è stato scelto per proseguire la riforma dell'istituto creato dal defunto Papa polacco nel 1981 per promuovere il matrimonio tradizionale e la vita familiare.”

Due papi, un solo papa, nessun papa … certezza morale e non metafisica - don Curzio Nitoglia

Vedi la raccolta degli articoli sui '2 papi'. 

Contra factum non valet argumentum / nessun ragionamento ha valore, se contraddice fatto reale”

Il filosofo, Zenone di Elea (489-431 a. C.), insegnava - paradossalmente[1]  e sofisticamente - che 1°) “il movimento non è reale, ma è solo apparente”; 2°) “la realtà è immobile”; 3°) “uno stadio o una piazza non è mai interamente percorribile, perché lo spazio è divisibile all’infinito” (sono i famosi “paradossi di Zenone”[2]); ora - continuava, argomentando questa volta rettamente - “l’infinito non è mai raggiungibile, altrimenti non sarebbe in/finito, ma sarebbe finito”; quindi (concludeva ricadendo nel paradosso, senza fare le opportune distinzioni), “non si può mai arrivare da un punto di partenza a un punto di arrivo”.

Quando Zenone espose la sua teoria paradossale, racconta Diogene Laerzio (180-240 d. C.), nel suo lavoro fondamentale per la storia della filosofia greca antica: Vite dei filosofi (VIII, 57; IX, 25), lo stava ascoltando un semplice uomo della strada, che, pur non essendo un filosofo, tuttavia aveva il buon senso e l’uso della retta ragione; egli, perciò, si alzò - si recò al punto iniziale della piazza in cui lui stava seduto e nella quale Zenone stava parlando - e, camminando, arrivò realmente e fisicamente, passo dopo passo, al punto estremo della medesima piazza, quindi disse a Zenone: «Io non sono un filosofo come te, non so spiegare con termini scientifici la realtà o il fatto che tu neghi però, “contro il fatto che io sia arrivato realmente da un estremo all’altro di questa piazza, non c’è nessun argomento che tenga, tantomeno il tuo…”»; quindi Zenone dovette tacere e se ne andò scornato …

lunedì 15 marzo 2021

“Ex solo patre” ed “ex patre filioque”. Due costituzioni teologico-politiche di due grandi spazi

Riportiamo la lezione tenuta da Andrea Sandri nel contesto dell’Università dell’Estate 2019 della Fondazione Lepanto a Subiaco e poi pubblicata da Fides Catholica. Rivista di apologetica teologica (Anno XV, 1-2020). Il testo, oltre a costituire un tentativo di ricostruzione di un dogma anche sotto la prospettiva della teologia politica, vuole essere una giustificazione dell’Occidente nel momento della sua crisi probabilmente più profonda.

Descrivere la “Cristianità di Bisanzio e dell’Europa orientale” (1), la storia e gli ordinamenti di un Impero che nasce, secondo un’interpretazione diffusa, nel 395 (2), dopo la morte di Teodosio, con la divisione definitiva dell’Impero Romano, e si conclude con la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi il 29 maggio 1453, è un compito immenso.

D’altro canto, mentre l’espressione “Bisanzio”, con il suo aggettivo “bizantino”, indica un fenomeno complessivamente omogeneo, l’“Europa orientale” non è più che un nomen della geografia sotto il quale sono sussunte realtà che, dal punto di vista che qui più interessa, si scompongono ulteriormente in “Occidente” e in “Oriente”: così Zagabria e Belgrado, come Leopoli e Kiev, rappresentano realtà linguisticamente ed etnicamente omogenee, ma difficilmente riducibili a un’unica essenza o qualità, quella dell’essere “Europa orientale”.

domenica 14 marzo 2021

Raymond Leo Cardinal Burke. Dichiarazione sull’Offerta della Santa Messa nella Basilica Papale di San Pietro

Il card. Raymond Leo Burke ha espresso una dura e articolata condanna delle disposizioni contenute dall'Istruzione vaticana riguardante la soppressione delle SS Messe individuali a San Pietro e “autorizzazione” solo per le SS. Messe in rito antico da celebrarsi solo nelle grotte vaticane
Lo annunciavo [qui] nella traduzione da Rorate Caeli. Ne avevamo avuto notizia anche da Edward Pentin che l'ha pubblicata nel suo blog sul National Catolich Register. Di seguito pubblico il testo originale ripreso dal sito del Cardinale [qui]. 
Da notare l'accuratezza con cui l'ex Prefetto della Segnatura Apostolica si esprime ufficialmente con tutta autorevolezza sui vizi sia di forma che di contenuto del documento e l'esortazione a fedeli e sacerdoti dell'intero orbe cattolico di far sentire le loro voci.

Nell'immagine a lato: Pentin su Twitter 

Dichiarazione sull’Offerta della Santa Messa
nella Basilica Papale di San Pietro

13 marzo 2021

Il 12 marzo 2021, la Prima Sezione (Affari Generali) della Segreteria di Stato di Papa Francesco ha pubblicato un documento contenente alcune disposizioni riguardanti l’offerta della Santa Messa nella Basilica Papale di San Pietro in Vaticano. Il documento è indirizzato al Commissario Straordinario della Fabbrica di San Pietro, Istituto Canonico preposto alla cura della Basilica Papale, ai Canonici del Capitolo Vaticano, e al Servizio per le Celebrazioni Liturgiche della Basilica. Sia la forma che il contenuto del documento sostengono giustamente le preoccupazioni più profonde dei fedeli e, soprattutto, dei sacerdoti. Le preoccupazioni riguardano non solo la Basilica Papale di San Pietro, ma la Chiesa universale, in quanto la Basilica Papale di San Pietro è, in modo particolare, la casa spirituale di tutti i cattolici e, come tale, dovrebbe essere un modello della disciplina liturgica per le Chiese particolari.

Per quanto riguarda la forma del documento, ci sono diverse preoccupazioni.
  1. Si tratta di un documento non firmato della Prima Sezione della Segreteria di Stato, senza numero di protocollo, che legifera sull’aspetto più sacro della vita della Chiesa, l’offerta della Santa Messa. Porta il sigillo della Prima Sezione con le iniziali. Sebbene il documento appaia autentico, cioè non contraffatto, non si può ritenere che sia un documento contenente una legislazione valida per la Sacra Liturgia.

sabato 13 marzo 2021

Effetto Francesco: la fine del Rito Romano antico nella Basilica di San Pietro

Sono ancora troppo indignata, ma ancor più addolorata per commentare! Le disposizioni potrebbero riguardare solo la Quaresima? Rorate mi pare che lo escluda...

clicca per ingrandire
La Messa tradizionale veniva celebrata nascostamente, fuori dalla vista, nella cripta della Basilica Vaticana (la Cappella Ungherese) dai giorni del motu proprio Ecclesia Dei fino al Summorum Pontificum.

Per effetto del motu proprio Summorum Pontificum del 2007, che riconosce che la Messa tradizionale non è mai stata abrogata (numquam abrogata e mai potrebbe esserlo), sono molti i sacerdoti che celebrano nei diversi altari laterali della Basilica utilizzando il Messale del 1962. Ed il Rito Romano antico veniva celebrato quotidianamente in due degli altari maggiori della Basilica, in particolare l'Altare del Beato Papa Innocenzo XI [e in quello di San Michele Arcangelo ndT].

Ahimè, è arrivato il nuovo Ordine della Segreteria di Stato che ha abolito tutte le messe celebrate privatamente nella parte superiore del corpo della Basilica (comprese le messe del Novus Ordo, peraltro molto numerose), e ha stabilito che tutte le messe celebrate nella Basilica dovranno essere (naturalmente Novus Ordo) concelebrazioni liturgicamente "animate" da "lettori" e "cantori"...

E la Messa latina è stata ancora una volta relegata nelle Catacombe: può essere celebrata solo (non da un sacerdote in regola, ma esclusivamente dai cosiddetti "sacerdoti autorizzati") in orari prestabiliti (ore 7, 7:30, 8, 9) nella Cappella Clementina della cripta vaticana. Sì, ci odiano davvero. Sì, ci vogliono tutti moti e vogliono farci sparire. Sì, se potessero, ci spazzerebbero via dalla faccia della terra.

L'unica consolazione è che la Cappella Clementina, minuscola, soffocante e priva di finestre, è il luogo più speciale dell'intera Basilica, è qui che è collocata la teca principale che custodisce le Reliquie dello stesso Principe degli Apostoli.

Chi di noi ha avuto il privilegio di prender parte alla messa in latino nella parte superiore della Basilica ne conserverà il ricordo per tutta la vita! Grazie a tutti i sacerdoti che vi abbiamo incontrato. -  Fonte
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

Viganò: BXVI Soffriva di Sindrome di Stoccolma verso Bertone e Gänswein

Indice degli interventi precedenti e correlati.
Intervista a Radio Spada
di S. E. Mons. Carlo Maria Viganò 

RS: Buongiorno Eccellenza, La ringraziamo per il dialogo che intratterremo. Partiamo da Galleria neovaticana, il libro di Marco Tosatti di cui Lei ha scritto la prefazione. Ci permetta di raccontarLe un aneddoto: non era passata che qualche ora dall’annuncio dell’invio in stampa che già su Twitter si manifestava un profilo con un sondaggio – basandosi solo sulla copertina e sul titolo, evidentemente – per chiedere quanto fosse evangelico stampare un volume dedicato a scabrose accuse e a fatti non sempre edificanti. Cosa risponderebbe a questa obiezione?

CMV: Mi sia qui permesso di ricordare che Benedetto XVI nei mesi che precedettero la sua decisione di assumere il titolo singolare di “papa emerito”, istituì una Commissione cardinalizia, presieduta dal Cardinale Herranz, e composta dai Cardinali Tomko e De Giorgi, con l’incarico di svolgere un’accurata indagine concernente le notizie riservate diffuse da Vatileaks. In quell’occasione, dovetti insistere con il Cardinale Herranz perché potessi deporre, atteso che non era sua intenzione interrogarmi nonostante fossi coinvolto in prima persona come autore dei documenti riservati destinati al Pontefice, che erano stati trafugati e consegnati alla stampa. Consegnai loro un corposo dossier in cui rendevo conto di tutte le disfunzioni e della rete di corruzione di cui ero venuto a conoscenza e che ebbi a fronteggiare come Segretario Generale del Governatorato. Accompagnai quel dossier con una lettera, in cui tra l’altro scrissi: “Sono molto addolorato per il grave danno procurato alla Chiesa e alla Santa Sede dalla fuga di tanti documenti riservati… Se vi sono dei responsabili per tali atti inconsulti, ben più grave è la colpa di chi si è reso responsabile di tanta corruzione e degrado morale nella Santa Sede e nello Stato della Città del Vaticano, e quella di alcuni cardinali, prelati e laici che, pur sapendo, hanno preferito convivere con tanta sporcizia, addormentando le loro coscienze pur di compiacere al superiore potente e far carriera. Spero che almeno questa Commissione Cardinalizia, per amore alla Chiesa, sia fedele al Santo Padre e faccia tutta la pulizia necessaria da Lui voluta e non permetta che questa Sua iniziativa sia ancora una volta insabbiata… Numerosi sono stati i giornalisti di vari paesi che hanno cercato di contattarmi… Sono stato zitto, per amore alla Chiesa e al Santo Padre. La forza della verità deve sgorgare dall’interno della Chiesa e non dai media… Prego per Voi Cardinali, perché abbiate il coraggio di dire la verità al Santo Padre; e prego per il Santo Padre, perché abbia la forza di far sì che essa venga alla luce nella Chiesa.”

venerdì 12 marzo 2021

Il papa in Iraq. Evento Abramitico: fratellanza dei popoli contro Dio non solo ontologicamente impossibile, ma teologicamente blasfema

Leggo su Stilum Curiae un articolo di Korazym.org che mi era stato segnalato e avrei volentieri ignorato; ma la visibilità del blog di Tosatti non me lo consente. Quindi di seguito cerco di ripristinare una corretta e soprattutto completa informazione con l'accento sugli elementi prioritari da prendere in considerazione, che restano sommersi dall'enfasi sull'assenza degli ebrei e degli yazidi e falsati dalla parte preliminare e conclusiva dell'articolo: Il Papa a Ur. Ma Non c’erano né Ebrei né Yazidi
Cerco di procedere con ordine partendo dalle mie motivazioni. Nell'articolo lì citato : Niente Gesù all'evento "Abramitico" del papa [qui] miravo all'essenziale e alla circostanza dell'assenza degli ebrei - diversamente dall'enfasi di Korazym - accennavo come dato marginale rispetto alla gravità dell'accaduto, riguardante piuttosto la falsificazione della nostra fede e la conseguente minaccia per la salus animarum
Per questo mi ero limitata a mettere quest'assenza tra parentesi traducendo e soffermandomi solo sulla parte dell'articolo di Church Militant concernente il succo del discorso: l'incontro interreligioso di Ur all'insegna della Fratellanza spuria di Fratelli tutti [qui] e della Dichiarazione di Abu Dhabi [qui]. 

Nell'articolo non ero stata lì a ripetere le argomentazioni, ben note ai miei lettori, sulle implicazioni del nuovo corso inesorabilmente impresso dall'ennesimo processo rivoluzionario innescato da Bergoglio(1). Del resto le implicazioni della drammatica deriva e le relative riflessioni per ripareggiare la verità sono state su questo sito ampiamente esposte e dibattute in diretta fin dalle prime avvisaglie di quanto ora è andato consolidandosi e avevo inserito, per gli approfondimenti, tutti i numerosi link di riferimento.