martedì 18 gennaio 2022

Italia prega - Preghiera pubblica del Rosario per l'Italia

La preghiera, specialmente quella del Santo Rosario, è l’arma prediletta dalla Beata Vergine Maria per combattere contro i mali temporali e spirituali di ogni epoca della Chiesa: non perdiamo coraggio ed affidiamoci alla sua materna protezione per uscire dalla crisi presente.
Rammentiamo l'invito assolutamente attuale di Pio XII [qui]: «non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l’aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico», mai così scatenato su tutti i fronti come oggi.
Segnaliamo dunque questa iniziativa di preghiera da diffondere in tutta Italia, sorta su impulso di alcuni laici desiderosi di invocare il Signore per ottenere aiuto e protezione soprannaturale in questa spaventosa crisi sociale e politica che devasta il nostro Paese da ormai due anni:
Gli amministratori dell’iniziativa “Italia prega” non organizzano per voi il Rosario pubblico nel vostro paese.
Aggregatevi ad un focolaio di preghiera vicino a voi, oppure siate voi la scintilla che accende il focolaio di preghiera nel vostro paese.
Informazioni e aggiornamenti sul canale Telegram: https://t.me/italiaprega
Perché:
Per affidare l’Italia alla Beata Vergine affinché assista tutti gli Italiani in difficoltà a causa di questa crisi che sta attraversando il nostro Paese, tra le più gravi della sua storia
Quando:
Ogni mercoledì alle ore 19:00
Dove:
In un luogo pubblico. Vogliamo pregare in ogni città, paesino e quartiere d‘Italia
Chi:
Chiunque abbia a cuore il futuro del nostro paese e le sofferenze dei connazionali in difficoltà. Diffondete l’iniziativa ed invitate parenti, amici, conoscenti … 
Come:
In piedi, in ginocchio o camminando. Anche cantando (canti religiosi). Assai benvenuti sacerdoti ed i religiosi anche con un fervorino, purché rispettosi dei discernimenti di tutti. Senza microfoni, per favore
Durata:
Finché l‘attuale crisi nella Società non si sia risolta in modo pacifico, e torni a regnare pace e libertà
Info:
Invitiamo CHIUNQUE ad accendere un focolaio di preghiera in un luogo pubblico.
Fatelo senza attendere altri, perché troveremo sempre delle scuse per rimandare, se non facciamo noi il primo passo... 
 https://fsspx.it/it/news-events/news/italia-prega-71060

Rinneghiamo il dio Stato - Don Elia

Vedi indice articoli sulla Chiesa in tempo di pandemia. Qui indice articoli sulla realtà distopica.
Il pensiero liberale, con il pretesto di restituire ai popoli una presunta sovranità, li ha resi schiavi di Stati che, in nome di una pretesa assoluta, sciolta da qualsiasi fondamento o legittimazione superiore, funzionano come moderni Moloch che non solo ne divorano i figli, ma son pure giunti a sterminare i propri stessi cittadini con armi biologiche dagli effetti devastanti. Le democrazie rappresentative si giustificano come espressione di una fantomatica volontà popolare che esiste soltanto come concetto astratto. Dal punto di vista speculativo, in realtà, ogni popolo è un insieme di individui dotati ognuno di una volontà libera, che di fatto è quasi sempre in conflitto con quella di altri; dal punto di vista pratico, data l’impossibilità di ottenere un consenso generalizzato su qualcosa, ci si deve per forza di cose accontentare del parere espresso da una maggioranza relativa, che non è necessariamente buono né giovevole a tutti. Esso, oltretutto, può esser facilmente orientato, mediante le tecniche di manipolazione collettiva e di persuasione occulta, verso obiettivi prestabiliti.

lunedì 17 gennaio 2022

Jihad sessuale: a Milano non è stato "solo" uno stupro

Per giorni e giorni articoli e trasmissioni TV per dare addosso a un toscano che ha palpeggiato una giornalista in diretta tv, che ha ricevuto vagonate di solidarietà da politici e opinionisti di regime. Qui invece si tratta di qualcosa di ancora più grave, qualcosa che ha a che fare con la “religione di pace” dei nostri nuovi colonizzatori. E da parte di media e politici renitenza e minimizzazioni a non finire.
A Milano, in piazza Duomo, nella notte di San Silvestro, nove ragazze hanno subito violenze sessuali di gruppo ad opera di branchi di ragazzi immigrati, prevalentemente nordafricani. Sono le stesse scene viste anche a Colonia. Come i femminicidi o i tanti stupri italiani? No, secondo Souad Sbai, sono violenze diverse, organizzate e con una precisa regia.
A Milano, in piazza Duomo, nella notte di San Silvestro, nove ragazze hanno subito violenze sessuali di gruppo ad opera di branchi di ragazzi immigrati, prevalentemente nordafricani. Sono le stesse scene viste anche a Colonia, nel capodanno del 2015 e prima ancora in piazza Tahrir, al Cairo, durante la rivoluzione contro Moubarak, dove vittima è stata una giornalista della Cbs. Esattamente come a Colonia, la realtà è emersa molto lentamente, un pezzo alla volta. Prima di tutto perché le vittime hanno dovuto trovare il coraggio di denunciare. Poi perché, come sempre quando la vicenda riguarda immigrati (anche di seconda generazione) la stampa reagisce con una certa reticenza, sempre nel timore dell’accusa di razzismo.

Esattamente come a Colonia, nessuno nega l’esistenza dei fatti, ma l’atteggiamento prevalente è quello di relativizzarli. Un “tutto il mondo è Paese” in cui si sottolinea che anche gli italiani stuprano, anzi sono peggiori. Che i fatti di Piazza Duomo sono gravissimi, ma i femminicidi sono molto più frequenti. Le femministe sono convinte che la colpa, a prescindere dalla cultura, sia il “maschio” e la sua tendenza alla prevaricazione sul corpo della donna. In alcuni casi viene addirittura equiparata la violenza di gruppo a Milano con la pacca incassata in diretta da una cronista sportiva ad opera di un tifoso della Fiorentina. Ma sono paragonabili le due tipologie di crimine?

Cardinale Joseph Zen. Il modello cinese nelle relazioni tra Stato e religioni

In occasione del 90mo compleanno del Cardinale Joseph Zen, arcivescovo emerito di Hong Kong, in suo onore e come atto di riconoscenza nei suoi confronti, d'intesa con l'Osservatorio Cardinale Van Thuân, pubblichiamo per intero il suo intervento scritto per il 12mo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dal titolo “Il Modello cinese: capital-socialismo del controllo sociale” (Cantagalli, Siena 2021). Per acquistare il Rapporto (16 euro) scrivere a
abbonamenti_acquisti@vanthuanobservatory.org.
Qui l'indice ai precedenti sulla questione sino/vaticana.

Cardinale Joseph Zen
Il modello cinese nelle relazioni tra Stato e religioni

Ci sono due documenti dalle Autorità Centrali del Partito Comunista Cinese che possono aiutare a capire la presente politica religiosa del governo cinese: Il Documento 19 del 1982 ed il Documento 9 del 2013. Per gli amici della Cina che non hanno la possibilità di esaminare questi documenti cerco di prendervi spunto e indicare sommariamente il costante ed il presente della politica religiosa in Cina.

Il Documento 19 del 1982
Il Documento 19 del 1982 si presenta come “La visione basilare della questione religiosa durante il periodo socialista del nostro Paese”. La religione ha la sua origine dal senso di paura e di impotenza della gente primitiva davanti a terrificanti fenomeni della natura. Quando poi la società si evolve e la classe dominante opprime l’impotente proletariato, la religione è l’oppio di cui quella si serve per tenerlo soggetto. Con l’avvento della società socialista la religione dovrebbe sparire, essendo eliminata la causa della sua esistenza. Ma la costruzione di una civiltà socialista non si realizza in un giorno, incontra tanti ostacoli: persistente superstizione popolare, disastri naturali, errori umani e situazione internazionale. La religione sparirà naturalmente con il progresso del socialismo e del comunismo. Però, pensare di eliminarla con decreti amministrativi o altri mezzi coercitivi non è la visione basilare del marxismo. Ci sono stati lunghi anni di controllo della società da parte dei signori feudali, della classe capitalista, delle forze coloniali ed imperialistiche a loro volta controllate dalla Chiesa cattolica e da quelle protestanti. Dopo il ‘49 c’è stato un grande cambiamento e una grande riforma, le contraddizioni della questione religiosa sono ormai primariamente contraddizioni tra il popolo. Ma la questione religiosa continuerà ad essere un fatto di massa, sovente collegata con la questione etnica e con fattori internazionali. Non possiamo ignorare la complessità del problema. Dobbiamo tenere presenti tutti gli obiettivi da raggiungere: stabilità e unità etnica della nazione; allacciare buone relazioni internazionali e, nello stesso tempo, resistere ad infiltrazioni di forze ostili estere, costruire la civiltà socialista con i suoi valori materiali e spirituali. Lenin ci esorta a “stare pronti”, pensare le cose seriamente; spaventarsi davanti alla complessità della questione oppure ignorare la complessità ed andare avanti alla buona sarebbe egualmente sbagliato.

domenica 16 gennaio 2022

Il ritorno a Dio e alla tradizione italiana: unica soluzione per la Rinascita d’Italia

Il tempo stringe. Aggiornamenti sulla testimonianza di Rosario Del Vecchio ripresa qui - qui - qui. Nella convinzione che ogni crisi o problema politico abbia sempre la sua causa d'origine in un problema teologico. Da oltre 50 giorni Rosario digiuna. Di seguito, una nuova  dichiarazione d'intenti, che ci coinvolge tutti, ognuno nella sua situazione. 

Il ritorno a Dio e alla tradizione italiana:
unica soluzione per la Rinascita d’Italia

Una Italia che ritorni al suo fondamento cristiano, non solo non esclude il giusto principio di laicità, ma lo implica. Laicità significa usare il mondo secondo l’ordine naturale voluto da Dio. Laicità e fede cristiana, infatti, sono due facce della stessa medaglia. 

Proprio la presenza della verità implica la libertà. La libertà, unita alla grazia, non è altri che quel bene personale che compie il Bene increato nella creatura. Proprio la rivelazione divina apre e realizza l'autentica libertà e dignità umana. Da sempre i veri cristiani e gli uomini di buona volontà - guidati misteriosamente dal vero Dio - hanno camminato assieme nella città, nelle famiglie, nelle accademie, per costruire una comunità secondo la volontà di Dio. 

L'attuale crisi apocalittica, che abbraccia il mondo moderno nato alcuni secoli fa, ci dice che solo uniti alla Spirito di Dio, e fedeli alla Tradizione classica dei padri, potremo salvarci in eterno e vivere una vita dignitosa sulla terra. Mettere Gesù Cristo a fondamento della Costituzione civile dello Stato, - soprattutto nella Patria nata dalla Roma eterna, e in sintonia con la tradizione greco-romano-cristiana italiana, nella convergenza tra Atene Gerusalemme e Roma, - è l'unica soluzione per raddrizzare e salvare una società profondamente malata e a un passo dal suo suicido storico.

sabato 15 gennaio 2022

Messaggio di Mons. Viganò per il 15 Gennaio 2022

Qui l'indice dei precedenti interventi dell'Arcivescovo Viganò.

La Civiltà Cattolica e male minore: apre sul fine vita. 60 associazioni rispondono

La barbarie anti-cattolica. Diplomazia di un imperativo morale morente
Dalle segnalazioni dei lettori. L'uomo che sussurra a Bergoglio - Antonio Spadaro - tifa per la legge horror del suicidio facile scegliendo il male minore.
Il contributo di padre Carlo Casalone, ex provinciale d’Italia della Compagnia di Gesù, oggi membro della Pontificia Accademia per la Vita e docente di Teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana, non sorprende. La Civiltà Cattolica e un certo insegnamento morale della Gregoriana han da tempo falsificato la dottrina del bene possibile e del minore dei mali inevitabili (quest'ultimo che non ha applicazioni politiche nelle democrazie rappresentative), si traduce nell'adesione al male più conveniente. Dove la convenienza si misura ovviamente nel sangue dei fragili indotti ad abbandonare la vita, una volta fatti sentire opportunamente un peso insostenibile per la società. La confusione nei criteri qui richiamati è evidente perché ad esempio non ci si dovrebbe impegnare per far arenare la PdL perché sarebbe «un ulteriore colpo alla credibilità delle istituzioni» e «Nell’attuale situazione culturale e sociale, sembra a chi scrive da non escludersi che il sostegno a questa PdL non contrasti con un responsabile perseguimento del bene comune possibile». Il che mostra una tale predilezione per le sintonie mondane, anziché per le leggi naturali e divine, che non si può che rimanere agghiacciati dalla dissonanza cognitiva a fronte della precisione con cui il tema legislativo e procedurale dell'introduzione normativa delle «morti medicalmente assistite» viene dispiegato. La lucidità del discorso è così affilata che, arrivati alla conclusione, si intuisce come tutto l'impianto sia asservito alla logica della soppressione on demand. Ma, sia chiaro, con la moderazione di chi ti avvelena con un ingrediente incolore a piccoli sorsi, che si rivela solo nel lieve retrogusto dopo aver inghiottito. È questa un'impronta sempre più spiccata nella “nuova” PAV, ahinoi.
Di seguito la nota diffusa da 60 associazioni in risposta all'articolo de La Civiltà cattolica ripresa da Il Timone