domenica 4 dicembre 2022

Dominica Secunda Adventus e La pratica dell'Avvento - dom Prosper Guéranger

Continuiamo a proporre i testi che appartengono alla vena aurea dei tesori che La Catholica ci ha tramandato e che noi disseppelliamo per rimeditarli e perché non siano consegnati all'oblìo e possano nutrire anche questa generazione e quelle che verranno. Di seguito trovate La Pratica dell'Avvento. Vi ricordo: Prima Adventus con La Mistica dell'avvento.

Intróitus
Is. 30, 30 - Pópulus Sion, ecce Dóminus véniet ad salvándas géntes: et audítam fáciet Dóminus glóriam vocis suæ in lætítia cordis vestri. Ps. 79, 2 - Qui regis Israël, inténde:qui dedúcis, velut ovem, Ioseph. Glória Patri…Is. 30, 30 - Pópulus Sion, ecce Dóminus… Popolo di Sion, ecco il Signore verrà a salvare tutte le genti: il Signore farà udire la gloria della sua voce inondando di letizia i vostri cuori. Ascolta, tu che reggi Israele, tu che guidi Giuseppe come un gregge. Gloria al Padre… Popolo di Sion, ecco il Signore…

L'Ufficio di questa Domenica è tutto pieno dei sentimenti di speranza e di gaudio che dà all'anima fedele il lieto annunzio del prossimo arrivo di colui che è il Salvatore e lo Sposo. La Venuta interiore, quella che si opera nelle anime, è l'oggetto quasi esclusivo delle preghiere della Chiesa in questo giorno: apriamo dunque i nostri cuori, prepariamo le nostre lampade, aspettiamo nella letizia quel grido che si farà sentire nel mezzo della notte: Gloria a Dio! Pace agli uomini!

La Chiesa Romana fa in questo giorno Stazione alla Basilica di S. Croce in Gerusalemme. In questa venerabile Chiesa, Costantino depose una parte considerevole della vera Croce, e il titolo che vi fu affisso per ordine di Pilato, e che proclamava la regalità del Salvatore degli uomini. Vi si conservano ancora quelle preziose reliquie; e, arricchita di sì glorioso deposito, la Basilica di S. Croce in Gerusalemme è considerata dalla Liturgia Romana, come Gerusalemme stessa, come si può vedere dalle allusioni che presentano le diverse Messe delle Stazioni che vi si celebrano. Nel linguaggio delle sacre Scritture e della Chiesa, Gerusalemme è il tipo dell'anima fedele; questo è anche il pensiero fondamentale che ha presieduto alla composizione dell'Ufficio e della Messa di questa Domenica. Ci dispiace di non poter svolgere qui tutto il magnifico argomento, e ci affrettiamo ad aprire il Profeta Isaia,e a leggervi, con la Chiesa, il passo da cui essa attinge oggi il motivo delle proprie speranze nel regno dolce e pacifico del Messia.

sabato 3 dicembre 2022

I vescovi italiani aprono alla teoria del “genere”

Indice degli articoli sulla realtà distopica.
I vescovi italiani aprono alla teoria del “genere”

Il 20 novembre 2022, Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, ha dedicato una pagina alla famosa «teoria del genere», accogliendo sia il resoconto di una conferenza sull’argomento promossa dalla Fondazione Veronesi, sia un articolo di un “teologo” intitolato: «Gender, no ai vecchi paradigmi, si alla comunione delle differenze».
Il giornale dei vescovi italiani prende spunto dal caso di una studentessa transessuale di Venezia, gonfiato dalla stampa, presentando la studentessa come “discriminata” perché un professore si era rifiutato di chiamarla col nome maschile da lei scelto.
Per Avvenire si è trattato di una «triste vicenda» da prendere come spunto di riflessione: «non una minaccia, ma l’occasione per riformulare il significato di maschile e femminile, così che nessuno sia escluso».

Intervista a P. Pasqualucci sul Vaticano II - 'Radici Cristiane', n. 177, ottobre 2022.

INTERVISTA a Paolo Pasqualucci sul Vaticano II, apparsa su ‘RADICI CRISTIANE’ N. 177 ottobre 2022 – Mensile on line e cartaceo diretto dal prof. Roberto De Mattei.
P. Pasqualucci : Il 13 ottobre 1962, sessant'anni fa, l'inizio del Concilio all'insegna dell'illegalità e della rivoluzione.

1. Lei parla di un Concilio “parallelo”. Perché “parallelo”?
Il titolo originale del mio libro era : Il Concilio parallelo di Giovanni XXIII. L’inizio anomalo del Vaticano II. Il titolo, modificato su richiesta dell’editore, faceva capire che Giovanni XXIII aveva impostato un “concilio parallelo” implicato nello “inizio anomalo” del Vaticano II. “Parallelo” il suo Concilio a quello ufficiale preparato sotto la direzione della Commissione dottrinale centrale presieduta dal Papa ma diretta dal cardinale Ottaviani, Prefetto della Congregazione del Sant’Uffizio, custode della purezza dottrinale. La fase preparatoria durò tre anni, nel primo dei quali si raccolsero in diecimila pagine le opinioni (vota) di tutti i vescovi, delle Facoltà di Teologia, delle Congregazioni della Curia e le analisi dei vota (i quali in gran maggioranza volevano la condanna dei mali del secolo, del comunismo, il dogma di Maria Mediatrice – De Mattei). All’apertura del Concilio erano pronti ben venti schemi di costituzioni e decreti, incluse quattro costituzioni dogmatiche. Un lavoro gigantesco, serissimo, fatto da dieci Commissioni preparatorie, nelle quali i Novatori erano in netta minoranza, tranne che in quella sulla liturgia. Ma l’impostazione ortodossa data dalla Curia, riaffermante le verità di fede tradizionali, censurante le tendenze ereticali serpeggianti nell’esegesi e nella teologia, denunciante la grave decadenza dei costumi che stava iniziando in Occidente con l’edonismo di massa, non piaceva ai Novatori, influenzati dalla neo-modernistica Nouvelle théologie, cioè dai vari de Lubac, Karl Rahner, Congar, Chenu etc. Nella fase preparatoria, i Novatori si erano raggruppati soprattutto nel Segretariato per l’unità dei cristiani, organo “tecnico” in apparenza dedito solo ad organizzare incontri ecumenici, guidato da Agostino Bea SI, potente prelato d’apparato e uomo di fiducia di Giovanni XXIII, che lo fece subito cardinale. In questa fase, si verificarono già ripetuti scontri tra Bea e Ottaviani (uno durissimo sulla libertà religiosa). Bea accusava Ottaviani di non collaborare con il suo Segretariato nell’elaborazione degli schemi, di non voler fare commissioni miste (teologicamente non rigorose), di non attuare le direttive del Papa per il Concilio, improntate alla “pastoralità”, alle “aperture ecumeniche”, al rifiuto di esposizioni dai Novatori (e dal Papa) ritenute ingiustamente “intellettualistiche”, “scolastiche”, “con il tono dei decreti del Vaticano I”. Si delineava quindi un indirizzo conciliare “parallelo” a quello ufficiale, che metteva lo spirito e il fine del Concilio, come auspicati dal Papa, c o n t r o lo spirito e la lettera degli schemi dottrinalmente ortodossi elaborati dai teologi ligi al dogma, sotto la guida di Ottaviani e di mons. Tromp SI.

venerdì 2 dicembre 2022

Consulta, Obbligo. Pilato è tornato. Qui custodiet Custodes?

“Non c'è tirannia peggiore di quella esercitata all'ombra della legge e sotto il calore della giustizia.” (Montesquieu)
Riprendo da Stilum Curiae un articolo di Paolo Deotto sulla sentenza della Corte Costituzionale in tema di obbligo vaccinale. Nessuna sorpresa da parte dell'organo massimo di una magistratura che si presenta come uno dei settori più corrotti - vedi la questione Palamara, ma non solo - degli organi di questo Stato; ma anche come uno dei più organici al sistema di potere e di Poteri che amministra questo disgraziato Paese. I Padri della Costituzione si rivoltano nella tomba. Buona triste lettura. Qui l'indice degli articoli su Covid, vaccini, dittatura sanitaria.

Consulta, Obbligo. Pilato è tornato.
Qui custodiet Custodes?


E così, come era prevedibile, la Corte Costituzionale, supremo organo di garanzia, ha respinto le questioni di illegittimità costituzionale sui decreti del governo Draghi, che imponevano la “vaccinazione” obbligatoria al personale sanitario, pena la sospensione dalle mansioni e dallo stipendio, e che erano state proposte da otto procedimenti avviati da altrettanti tribunali.
Perché era prevedibile? Lo spiegava con molta chiarezza il magistrato Paolo Sceusa (vedi), evidenziando la finta indipendenza della Corte Costituzionale, i cui membri sono per due terzi nominati dal potere politico (5 dal Parlamento e altrettanti dal Presidente della repubblica), mentre i restanti cinque sono nominati dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa, alle quali peraltro non si accede se si è sgraditi al “Palazzo”.
Quindi, consideriamo questo primo aspetto, davvero non trascurabile. La Corte deve pronunciarsi sulla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge, ma deve anche – se non soprattutto – difendere il sistema di cui è parte integrante.

Immaginare per la Chiesa un’uscita dalla crisi

Riprendiamo da Res Novae una sintesi di don Claude Barthe dei temi cruciali sulla crisi nella Chiesa. Son cose che abbiamo detto a più riprese. Repetita iuvant...
Immaginare per la Chiesa un’uscita dalla crisi

Grandi scadenze si avvicinano, ineluttabilmente. Il disgregarsi del cattolicesimo sta accelerando e non soltanto in Germania. Pertanto sta diventando sempre più evidente uno scisma di fatto tra un cattolicesimo di conservazione (nel senso in cui Yann Raison du Cleuziou parla dei cattolici, che hanno mantenuto una sorta di «linea conservativa») ed un cattolicesimo liberal-conciliare. Grandi sconvolgimenti possono offrire l’opportunità ai vescovi, che ne avranno la volontà suscitata dall’onnipotente Provvidenza, d’iniziare la dura lotta verso la rinascita. Si troveranno simili Successori degli Apostoli?

Una salvezza che non può essere gerarchica
La Chiesa, a seguito dell’evento Vaticano II, è precipitata in una crisi di genere totalmente atipico, in cui l’esercizio abituale del magistero è stato ostacolato. Ciò è dovuto alle innovazioni insegnate da questo concilio ed a questa sorta di rinuncia, costituita dall’uscita dal magistero infallibile, almeno come riferimento, e dalla sua sostituzione con l’insegnamento pastorale. Il segno più visibile di questa nuova era è una liturgia essa stessa pastorale, indebolita, talvolta in modo considerevole, dal punto di vista del proprio significato teologico.

mercoledì 30 novembre 2022

“Il vaso di Pandora”. Un articolo di Cristina Campo sulla riforma liturgica.

Precedente di Cristina Campo sulla Liturgia qui . Vedi l'indice sulla Traditionis custodes e successivi.
“Il vaso di Pandora”.
Un articolo di Cristina Campo sulla riforma liturgica.


Il 30 novembre 1969 entrava in vigore il nuovo messale “romano” di Paolo VI. Tra gli oppositori della prima ora alla distruzione dei riti della Chiesa Romana si deve necessariamente annoverare la scrittrice Vittoria Guerrini, in arte Cristina Campo. Ci pare giusto, in memoria di una così importante difenditrice della Messa Romana, riprendere alcuni brani del suo – peraltro attualissimo – articolo “Il vaso di Pandora” pubblicato su Vigilia Romana il 6 giugno 1974 con la pseudonimo di Michael.

Detta riforma liturgica è infatti la causa agente principale dell’ “autodemolizione della Chiesa”, cioè, per dirla con frasi sinonimiche postconciliari, di questa “primavera pentecostale”, o “irruzione di satana nella Chiesa di Dio”; riforma liturgica imposta in nome del Concilio; mentre di fatto i Padri conciliari non furono chiamati a esaminarla, e i Padri sinodali bocciarono, bocciando la neo-mini-Messa, presentata loro sotto forma di Missa normativa. Ma la causa agente non viene messa all’opera se non in vista di un fine. A che fine fu costruita pezzo per pezzo la macchina della riforma liturgica, e fu poi messa in movimento? … [1]

Prima domenica d’Avvento: il nostro Redentore desidera trovarci pronti

Siamo ancora nell'ottavario della Prima Domenica di Avvento su cui abbiamo meditato [qui] e giova riprendere, nella nostra traduzione da OnePeterFive, la bellissima meditazione di Padre John Zuhlsdorf del 25 novembre.

Prima domenica d’Avvento: il nostro Redentore desidera trovarci pronti
Padre John Zuhlsdorf

Nel 589 il diacono Aigulf tornò a casa a Tours con le reliquie che aveva reperito a Roma. Nella sua Historia Francorum San Gregorio di Tours racconta che Aigulf vide con i suoi occhi i disastri che avevano colpito Roma quell’anno. Il Tevere raggiunse una tale piena che interi edifici furono spazzati via, gli antichi templi furono distrutti e le scorte di cibo della Chiesa andarono perdute. Ci fu un’invasione di serpenti, alcuni delle dimensioni di tronchi, che furono gettati in mare. A novembre colpì una pestilenza chiamata “inguinaria” (dell’inguine), che uccise papa Pelagio I e moltissimi altri. Fu in questi giorni catastrofici che il popolo scelse un diacono romano, Gregorio, come nuovo vescovo.

Il diacono Gregorio proveniva da una famiglia senatoriale. Aveva fondato molti monasteri a Roma e dintorni. Aveva venduto la sua casa e tutti i suoi averi e li aveva dati ai poveri. Digiunava tanto che riusciva a malapena a stare in piedi. Gregorio pregò di non essere eletto ad alte cariche, ma alla fine prevalse la volontà degli elettori. Anche l’imperatore lo implorò di assumere l’incarico. In quel tempo, Gregorio ordinò al popolo di cantare salmi e implorare la misericordia di Dio per tre giorni. Come afferma la testimonianza oculare di Aigulf:

martedì 29 novembre 2022

Ma in Italia si può parlare di persecuzione anticattolica?

L'Italia è schiava di un'ideologia contro la vita, la famiglia e la fede Cattolica. Patrocini e spazi negati, regolamenti ignorati, manifesti strappati, eventi e film censurati, boicottaggi, aggressioni, relatori cancellati, organismi pubblici vietati contro qualsiasi regola, zero copertura massmediatica.

Ma in Italia si può parlare di persecuzione anticattolica?

Secondo l'art. 21 della Costituzione italiana, tutti avrebbero «diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione». Ma è proprio così? O anche in Italia serpeggia un «mainstream» sostanzialmente, magari subdolamente avverso alla cultura ed anche alla sola presenza cattolica nel sociale? O anche qui si cerca di mettere il bavaglio a chiunque non voglia uniformarsi al coro e preferisca ragionare con la propria testa, col proprio cuore e con la propria fede? Possibile che quelle censure, quei boicottaggi, quelle aggressioni, di cui tante volte diamo conto su Corrispondenza Romana, non avvengano soltanto all'estero, bensì anche qui, nella democraticissima, civilissima, "cattolicissima" Italia?
Quanto accaduto negli ultimi anni indurrebbe a risponder di sì a questa serie di interrogativi, inquietanti certo, ma corroborati dai fatti.

mercoledì 23 novembre 2022

Migliaia di “Poveri in spirito” mendicano alla porta del Vescovo di Novara, che vuole rubare la Santa Messa

Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successivi. Precedente qui.
Amarezza, sdegno, dolore, smarrimento, angoscia… sono questi i sentimenti che si affastellano in migliaia e migliaia di fedeli in questi giorni, sia direttamente interessati sia indirettamente, di fronte alla decisione del vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, di applicare in modo traumatico e cinico la lettera apostolica Traditionis Custodes del 16 luglio 2021, sospendendo il lecito e legittimo Rito tradizionale nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria di Vocogno e della cappella di San Biagio a Domodossola, entrambe nella Val d’Ossola, la bellissima valle dominata dal Monte Rosa, opera di Dio. Ed opera di Dio, miracolo quotidiano, è la Santa Messa, sublime mezzo d’Amore attraverso il quale Gesù Cristo ha scelto per stare con e in noi fino alla fine del mondo.
La questione della diocesi di Novara è diventata ormai un fatto mediatico, perché non si può rimanere in silenzio. Le catacombe dove si nascondevano i poveri e santi martiri sono finite da un pezzo, come pure le persecuzioni sovietiche ai danni della «Chiesa del silenzio»… e la circolazione delle informazioni oggi non è solo in tempo reale, ma è patrimonio del mondo intero, tenendo conto che la Chiesa (Sposa di Cristo e membra di Cristo) per prima è Universale, essendo cattolica fin dalla sua fondazione per volere del suo Capo, Cristo Re.

martedì 22 novembre 2022

Vescovo ortodosso processato per violazione norme anticovid da lui disapplicate per la celebrazione dei Divini Misteri

Qui l'indice degli articoli precedenti sull'argomento.
Il prossimo 22 novembre Serafino di Citera, vescovo, sarà giudicato dal Tribunale uninominale del Pireo per aver celebrato la Divina Liturgia della Santa Pasqua contro il divieto imposto tramite le restrizioni «anticovid» emanate dal governo greco e per aver somministrato normalmente l'Eucaristia con il cucchiaio condiviso tra i fedeli. 
Il mistero dell'Eucaristia è il corpo del Signore risorto e glorificato. Nel santo calice vi è la sede della vita, la presenza deificante di Dio. Qui non v'è spazio per la sofferenza, la morte e il decadimento che derivano dal peccato. La chiesa dove si celebrano i Divini Misteri è «porzione del Cielo», «presidio divino», varco d'accesso delle Divine Energie Increate. Riconoscere e testimoniare queste realtà è assolutamente necessario per ogni cristiano, fino all'effusione del sangue. 
ἄξιος!

lunedì 21 novembre 2022

Avvisi da Sant'Anna al Laterano per il tempo d'Avvento

Carissimi,
Con questa settimana si conclude l'anno liturgico. Domenica prossima sarà la prima domenica di Avvento con essa inizieremo un nuovo anno liturgico e ci prepareremo alla Festa del Santo Natale.
In queste domeniche ci siamo soffermati a riflettere sul Sacramento dell'Eucaristia e la nostra meditazione continuerà anche nelle domeniche di Avvento.
Nelle quattro domeniche di Avvento dopo la S. Messa faremo l'esposizione del Santissimo Sacramento, l'adorazione e impartiremo la Benedizione Eucaristica. Il Sacramento poi rimarrà sull'altare per dare la possibilità di continuare l'adorazione silenziosa. Potremo, quindi, lodevolmente prolungare la nostra preghiera innanzi a Gesù sacramentato chiedendo a lui la forza per questi tempi difficili. Ricordo che, quando il Sacramento è esposto, nell'entrare e nel lasciare la chiesa si fa la doppia genuflessione, ossia il gesto di adorazione con tutte due le ginocchia.
Anticipo che l'8 dicembre solennità dell'Immacolata Concezione la Messa delle 16 sarà solenne.
Ricordo inoltre che la chiesa è aperta a partire dalle ore 15 con possibilità di potersi confessare.
Avanti in Domino. d. Marco Agostini

La corruzione della realtà in quanto sistema coerente

Commento al libro: Stefano Fontana, Ateismo cattolico? Quando le idee sono fuorvianti per la fede, Fede & Cultura, Verona 2022. ( qui ). Il libro lo abbiamo presentato qui

La corruzione della realtà in quanto sistema coerente

Non c’è modo di uscirne: ragione e volontà, natura e sopra-natura o si tengono assieme o c’è il crollo di qualsiasi sistema, filosofico o religioso, fosse anche quello rivelato da Cristo. Il criterio di coerenza di un sistema non può prescindere dal dato della realtà; e questo dato può essere colto solo nella rivelazione, che fonda e dà conto della realtà. Ma rivelazione nel senso agostiniano, nel senso più largo possibile. Non solo un Dio che parla allo spirito, dal Sinai o mediante le Scritture, ma un Dio che coinvolge tutta la mente e tutte le sue potenze – ragione e volontà, logica e affetto, speculazione e illuminazione, ordinario e sublime.
Stefano Fontana scrive di questo. O Dio si rivela interamente a tutto l’uomo o non si rivela affatto. Oppure, se anche si rivela, viene frainteso e l’uomo si perde nelle sue costruzioni parziali: avviene così uno sbilanciamento tra il troppo e il troppo poco, per cui, nel pensiero umano, il mondo o la divinità si prendono tutto lo spazio, mediante visioni totalitarie.

domenica 20 novembre 2022

Dominica XXIV Post Pentecosten ("Dicit Dominus")

Dominica XXIV Post Pentecosten
("Dicit Dominus")
Intróitus
Ier. 29, 11, 12 et 10 - Dicit Dominus: Ego cogito cogitationes pacis, et non afflictionis: invocabitis me, et ego exaudiam vos: et reducam captivitatem vestram de cunctis locis.
(Ps. 84,2) Benedixisti, Domine, terram tuam: avertisti captivitatem Jacob.
V Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen. – Dicit Dominus ...

Orátio
Excita, quǽsumus, Dómine, tuórum fidélium voluntátes: ut divíni óperis fructum propénsius exsequéntes; pietátis tuæ remédia maióra percípiant.

Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen.
Introito
Ger. 29, 11, 12 e 10 -
Dice il Signore: Io ho pensieri di pace e non di afflizione: mi invocherete e io vi esaudirò: vi ricondurrò da tutti i luoghi in cui siete stati condotti.
Sal. 84, 2 - Hai benedetta la tua terra, o Signore: hai distrutta la schiavitù di Giacobbe. Gloria al Padre…
 - Dice il Signore:…

Colletta
 Éccita, o Signore, Te ne preghiamo, la volontà dei tuoi fedeli: affinché dedicandosi con maggiore ardore a far fruttare l’opera divina, partécipino maggiormente dei rimedi della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. – Amen.

Il compimento dell'anno Liturgico.

sabato 19 novembre 2022

Tradizione e cancellazione

Ho scattato questa foto domenica mattina scorsa. È tutto vero: non ci sono effetti speciali, la luce era quella, quest’immagine la stavano vedendo tutti i presenti con i loro occhi. Ora i fedeli se la stanno rimpallando su Whatsapp e Telegram.
Sembra una cartolina votiva dell’Ottocento, o un quadro barocco, sì. Invece è la realtà. Viene dalla Santa Messa che, nel mio piccolo, contribuisco ad organizzare (e aprire i portoni, lottare con le cimici cinesi, pulire, etc.) in una chiesetta vecchia di 800 e passa anni – confesso che talvolta, con una certa voluttà, arrotondo a mille quando ne parlo. È un oratorio che spunta da una collina, emergendo da un immensa rossa, da cui è cavato fuori, scolpito. Tutt’intorno, pareti di pietra e boschi, la dolcezza delle altre colline, la vastità della pianura che respira appena sotto.

venerdì 18 novembre 2022

Oggi inizia la Novena alla Vergine della medaglia miracolosa

La situazione generale dell'umanità (inclusa purtroppo quella ecclesiale) tende allo sfacelo. Ѐ forte la tentazione di indulgere alla polemica, quella di parlar male a proposito e a sproposito, quella di farsi travolgere passionalmente dallo sdegno, indulgendo purtroppo all'ira... L'ego rischia di finire al centro più dell'amor di Dio e della croce (la sapienza di Cristo, stoltezza per il mondo), che chiede piuttosto il rinnegamento di se stessi, abbandonandosi alla Provvidenza. E, al di là delle specifiche vocazioni di ognuno, siamo sempre soggetti al rischio del quietismo al pari di quello dell'azione velleitaria. Il Signore che conosce i nostri cuori saprà giudicare perfettamente la purezza di intenzione che ci anima e ognuno di noi risponderà in verità del proprio operato.

"O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te!" 
  
Le invocazioni che seguono vanno ripetute per nove giorni.

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta parte prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per stornare da noi i castighi di Dio e impetrarci le sue grazie, muoviti a pietà della presente nostra necessità; consola la nostra afflizione e concedici la grazia che ti domandiamo. 
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, quale rimedio a tanti mali spirituali che ci affliggono, ci hai portato la tua Medaglia, affinché fosse difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, tu hai promesso che grandi sarebbero state le grazie per i devoti della tua Medaglia che ti avessero invocata con la giaculatoria da te insegnata; ebbene, o Madre, ecco che noi, pieni di fiducia nella tua parola, ricorriamo a te e ti domandiamo, per la tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!
Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias
in necessitátibus;
sed a perículis cunctis
líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le nostre suppliche
nelle necessità,
ma liberaci sempre da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

mercoledì 16 novembre 2022

I critici anti-FSSPX non seguono la Santa Sede

OnePeterFive pubblica la risposta ad un testo, che che fa parte di una serie di dibattiti sulla FSSPX. Lo riprendiamo, nella nostra traduzione, per gli spunti interessanti che offre.

Per quarant'anni, i nemici della Tradizione hanno avanzato una pretesa canonica di scisma contro i Vescovi e Sacerdoti della Fraternità San Pio X e i fedeli che li sostengono.
Tuttavia, il pontificato di papa Francesco ha vanificato queste pretese canoniche; il Santo Padre ha concesso al Superiore Generale della Fraternità il permesso di ordinare sacerdoti, ha nominato il Vescovo Fellay ministro canonico di secondo grado, ha concesso facoltà globali per ascoltare le confessioni e ha ordinato ai vescovi del mondo di assistere ai matrimoni nelle cappelle della FSSPX (o altrimenti delegare facoltà, come hanno fatto la maggior parte).

Di conseguenza, la critica alla Fraternità si è spostata dal fondamento canonico a quello morale. Da un lato, gli amici della Tradizione ei sostenitori dell'opera del santo arcivescovo Lefebvre hanno motivo di rallegrarsi; le strategie mutevoli sembrano un implicito riconoscimento che la campagna lunga quattro decenni contro la FSSPX è stata definitivamente risolta.

lunedì 14 novembre 2022

Biforcazione nella complessità del conflitto non riducibile a Russia versus Ucraina

Indice degli articoli sulla guerra in Ucraina.
Biforcazione nella complessità del conflitto 
non riducibile a Russia versus Ucraina 

Con due post del 7 e 9 ottobre scorso [qui - qui], aggiornammo le analisi sul conflitto ucraino dicendo che si era arrivati ad un punto critico. Il “punto critico” è quel punto di una traiettoria in cui si propone una biforcazione tra catastrofe prolungata o repentina e risalita a forme di nuovo ordine ed equilibrio dinamico.
Seguivamo certo gli eventi ma, consapevoli che noi siamo esposti ad informazione manipolata e manipolante nelle notizie date nonché a molte notizie non date proprio, seguendo quindi con maggior confidenza nostre letture di logica del conflitto più generali. Tant’è che, nonostante nel frattempo si sia oscillati tra speranze di pace e timori dell’Armageddon atomico, siamo in effetti arrivati più di un mese dopo ad una situazione sul campo ed a bordocampo che sembra accettare quantomeno lo stallo operativo, presupposto per congelare il conflitto armato ed iniziare il confitto di trattativa.
La trattativa riguarda almeno cinque soggetti interessati.

Il cardinale Burke e il vescovo Schneider ribadiscono le preoccupazioni sulle restrizioni alla liturgia tradizionale

Nella nostra traduzione da NCRegister le preoccupazioni sulle restrizioni alla liturgia tradizionale del cardinale Burke e il vescovo Schneider ribadite attraverso i loro commenti per un discorso che Edward Pentin ha tenuto di recente a Londra. Precedenti dei due prelati sull'argomento qui - qui - quiqui. Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e successivi.

Il cardinale Burke e il vescovo Schneider ribadiscono
le preoccupazioni sulle restrizioni alla liturgia tradizionale


CITTÀ DEL VATICANO — Il cardinale Raymond Burke ha messo in dubbio le basi degli sforzi prodotti dal papa per limitare ed eventualmente eliminare la messa latina tradizionale, mentre il vescovo Athanasius Schneider ha affermato che il “tesoro millenario” non può essere distrutto, poiché è opera dello Spirito Santo.

Il cardinale e il vescovo hanno gentilmente condiviso i loro commenti nell'ambito di un discorso che ho tenuto alla Latin Mass Society a Londra il 21 ottobre.

Nella crescente preoccupazione per le nuove restrizioni di questo pontificato riguardo alla liturgia tradizionale, il cardinale Burke ha affermato che «nella misura in cui prevarranno la ragione e la sana teologia, continuerà la salvaguardia e la promozione dell'Usus Antiquior [l'antica liturgia in uso prima delle riforme del 1970].”

domenica 13 novembre 2022

Il sollevamento della Casula all'elevazione: toccare l'orlo della veste di Cristo

Non finiamo mai di scoprire i tesori della nostra Fede. Nell'articolo che segue, nella nostra traduzione da OnePeterFive, il prof. Kwasniewski ci offre un excursus edificante, oltre che commovente, che arricchisce la nostra partecipazione alla Messa Apostolica, soprattutto in questo momento di forte minaccia dopo Traditionis custodes e seguenti [vedi

Il sollevamento della Casula all'elevazione: 
toccare l'orlo della veste di Cristo

Tutti noi che abbiamo sofferenze da sopportare e fede in Gesù desideriamo in qualche modo essere guariti da Lui, a un certo livello. Vediamo nei Vangeli che il modo più ovvio per conseguirlo era cercare di toccare Gesù o farsi toccare da Lui. Tutti vedevano che Gesù era potente nel guarire, che la guarigione "usciva da Lui", e quindi si davano da fare a spinte e gomitate per cercar di attirare la sua attenzione e persino entrare in contatto con la sua mano o la sua veste o anche con la sua ombra.

Ricordiamo alcuni di questi momenti. Ci sono momenti in cui Gesù ha preso l'iniziativa di toccare qualcuno. “Gesù stendendo la sua mano, lo toccò, dicendo: Lo voglio, sii purificato. E subito fu purificato dalla lebbra» (Mt 8,3)1. Della suocera di Pietro: «Ed egli le toccò la mano, e la febbre l'abbandonò, ed ella si alzò e si mise a servirlo» (Mt 8,15). “Poi toccò i loro occhi, dicendo: Secondo la tua fede, ti sia fatto. E i loro occhi si aprirono» (Mt 9,29-30; cfr Mt 20,34). Alla Trasfigurazione: “I discepoli, udendo [la voce dal cielo], caddero con la faccia a terra, e li colse un grande spavento. E Gesù venne e li toccò: e disse loro: Alzatevi e non temete» (Mt 17,6-7). “E gli portano un sordo e muto; e lo pregarono che gli imponesse la mano. E prendendolo in disparte dalla moltitudine, gli mise le dita negli orecchi e, sputando, gli toccò la lingua. E alzando gli occhi al cielo, gemette e gli disse: Effeta, che è: "Sii aperto". E subito gli si aprirono le orecchie, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava distintamente» (Mc 7,32-35). «Gli portarono anche dei bambini, perché li toccasse» (Lc 18,15).

La persecuzione contro i fedeli cattolici. Il caso di Vocogno e Domodossola

Mentre Andrea Grillo, egemone negli uffici liturgici e nei seminari, non ha trovato di meglio che rimproverare al cardinale Zuppi la sua partecipazione al pellegrinaggio Summorum mettendo in guardia i vescovi dall’usare misericordia verso i fedeli attaccati al rito antico, riceviamo diverse segnalazioni sulla sorte della Messa apostolica a Vocogno e Domodossola in conseguenza della Traditionis Custodes e successivi ( vedi ). Si fa sempre più evidente la persecuzione contro i fedeli cattolici Riprendiamo di seguito un primo intervento seguito da altre due comunicazioni, assicurando la nostra solidarietà e la nostra preghiera.

La persecuzione contro i fedeli cattolici.
Il caso di Codogno e Domodossola


Da diversi anni, due sacerdoti della diocesi di Novara celebrano seguendo la liturgia tradizionale in due luoghi di Messa: nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, nella frazione di Vocogno del comune di Craveggia, nella Val Vigezzo, e nella cappella dell’ospedale San Biagio di Domodossola.
I due sacerdoti hanno iniziato queste celebrazioni dopo molte controversie col vescovo di allora, Mons. Renato Corti, che li autorizzò a continuare la celebrazione esclusiva secondo i libri liturgici del 1962, e seguendo quanto stabilito dal Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI, del 7 luglio 2007.

L’apostolato di questi sacerdoti cattolici può essere seguito sul sito Radicati nelle Fede

L’1 novembre 2022, l’attuale vescovo di Novara, Mons. Franco Giulio Brambilla, ha emanato un “comunicato sull’applicazione del Motu Proprio Traditionis custodes” di Papa Francesco! (qui)

La verginità di Maria forma della vita cristiana, rimedio all’“eresia dell’informe”

De Maria nunquam satis... Riprendo da Res Novae, ringraziando per la segnalazione. Questo articolo è ispirato a un libro già edito in italiano e in via di pubblicazione nella versione francese, intitolato Semper Virgo. La Verginità di Maria come forma, scritto da padre Serafino M. Lanzetta, teologo, professore alla facoltà di Teologia di Lugano e autore di numerose opere in ambito mariologico ed ecclesiologico.

La verginità di Maria forma della vita cristiana,
rimedio all’“eresia dell’informe”


La verginità di Maria è un filo rosso che tiene insieme tutte le maglie della Fede cristiana, e forma un tutt’uno con il dogma centrale della Fede, l’Incarnazione del Verbo, tanto che, se si nega la verginità di Maria, cade sotto la sferza anche l’Incarnazione. Nel quadro di una più generale inclinazione ad accantonare la sana dottrina insegnata da sempre dalla Chiesa, si avverte di recente – come del resto è già successo nell’antichità – una tendenza a parlare del mistero di Maria in una maniera nuova, o “aggiornata”, che finisce per trasformarsi in un affossamento del mistero stesso, accompagnato dalla perdita di valore della verginità e della castità.

Oggi viene rimesso in discussione il mistero del celibato ecclesiastico, con il pretesto che non si tratta di un dogma definito, bensì di un mero elemento disciplinare annesso al Sacerdozio. Questa richiesta, che ultimamente tenta di far leva sui gravi scandali di pedofilia, dimentica un dato essenziale: il celibato non nasce come divieto di sposarsi, ma quale mezzo di continenza perfetta atta al raggiungimento del Regno dei cieli. Manipolarne l’identità facendolo apparire come una pura intransigenza disciplinare di una Chiesa medioevale, non solo non risolve il problema della penuria di vocazioni, ma palesa un vuoto di senso che mina la Chiesa oggi – lo stesso vuoto che conduce peraltro agli abusi sessuali nel clero – prodotto dall’aver privato di valore la castità e la purezza, eco della verginità di Maria.

sabato 12 novembre 2022

«Io, ebreo convertito da Maria, il mio amore più bello»

Una storia edificante, che ci fa pensare al bene che non fa rumore, rispetto al male che sembra sovrastarci.

«Io, ebreo convertito da Maria, il mio amore più bello» 

«La Vergine Maria è il mio amore più bello». Leggi questa frase e immediatamente la mente va a qualche suora in convento o comunque a qualche eremita che, lontano dal mondo, ha trovato nella devozione mariana il pilastro della sua esistenza. E invece no: queste parole sono di un doppio insospettabile. Sì, anzitutto perché Gad Elmaleh, 51 anni, non solo è un affermato uomo di spettacolo – attore, comico e regista, così lo descrive Wikipedia -, ma non è neppure cristiano; o meglio, non lo era.

In secondo luogo, c’è infatti a da dire come questo comico marocchino naturalizzato canadese e molto amato in Francia, abbia detto le parole riportate in apertura nientemeno che Le Figaro segnalando come, lui ebreo, si sia convertito al cattolicesimo. In realtà, Elmaleh ha pure detto altro alla nota testata francese, evidenziano la sua sorpresa per come in terra francese oggi non solo i cattolici scarseggino, ma anche «la stragrande maggioranza» di quelli che tali sono «non vive apertamente la propria fede».

venerdì 11 novembre 2022

Francesco vede le “grandi religioni” al cuore dell'umanità

Usquequo Domine? Fino a quando, Signore? ... Già detto e ripetuto, ma giova ribadirlo. Siamo tutti "fratelli" in quanto siamo tutti creature di Dio, non figli. Si tratta, dunque, di una fratellanza solamente creaturale. Dio, infatti, ha UN SOLO FIGLIO, NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. Noi cristiani, innestati a Cristo mediante la fede e il battesimo, siamo figli adottivi di Dio e non solo sue creature. Chi non è cristiano, pertanto, non è figlio adottivo di Dio, ma solo creatura di Dio. Se, dunque, diciamo che "siamo tutti figli di Dio", cadiamo in errore per il fatto che neghiamo implicitamente che Gesù è l'Unigenito figlio di Dio e che noi cristiani, e solo noi cristiani, siamo "figli adottivi" di Dio grazie a Gesù. Vedi indici precedenti qui - qui.

Francesco vede le “grandi religioni” al cuore dell'umanità

Papa Francesco si è recato nel Regno del Bahrain, nel Golfo Persico, dal 3 al 6 novembre 2022, per partecipare a un forum di dialogo dal titolo: "Oriente e Occidente per la convivenza umana".

Il Papa ha risposto così all'invito delle autorità civili e religiose, del re Hamad del Bahrain e del Consiglio musulmano degli anziani.

Francesco ha pronunciato un discorso davanti a questo Consiglio, presso la moschea del palazzo reale Sakhir ad Awali, venerdì 4 novembre 2022. È stato accolto per la prima volta dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, con il quale ha firmato, il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, il Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune [qui].

giovedì 10 novembre 2022

Fratelli tutti non è letta nel mondo islamico, più importanti i gesti del Papa

In una conferenza al Seraphicum il 7 novembre, monsignor Pierbattista Pizaballa, Patriarca latino di Gerusalemme spiega come l’enciclica di Papa Francesco è stata ricevuta in Medio Oriente. Qui l'indice degli articoli su 'Fratelli tutti' e qui quello sulla Dichiarazione di Abi Dhabi. Quanto all'importanza dei gesti è direttamente proporzionale alla loro inquietante rivoluzionaria portata anticristica, al pari dei documenti.

Fratelli tutti non è letta nel mondo islamico, più importanti i gesti del Papa «Nel mondo Islamico non vi è alcuna recezione del documento Fratelli Tutti, perché non è conosciuto. Non è stato e non sarà letto nelle scuole, non sarà usato nelle moschee e nei centri di studio islamici. Non c’è alcun interesse a leggere e conoscere i documenti che provengono dalle Chiese cristiane, Santa Sede inclusa. Certo ci sono qua e là, studiosi e religiosi “specializzati” nel dialogo inter-religioso che hanno letto e forse anche commentato l’enciclica papale». Con la schiettezza e l’onestà intellettuale che gli è universalmente riconosciuta, monsignor Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, è intervenuto lunedì 7 novembre presso la biblioteca del Seraphicum a Roma per commentare appunto l’enciclica Fratelli tutti. Il Patriarca non nega il valore dell’enciclica e nemmeno che vi sono singole «persone o istituti, che costituiscono un interessante presenza culturale del territorio, aperta al dialogo e al confronto critico, ma che poca o nessuna influenza hanno sulla vita reale della popolazione». Si tratta, aggiunge, «per lo più di studiosi “laici” o comunque non appartenenti al sistema religioso ufficiale islamico e alle varie istituzioni religiose». E così la catena di recezione dell’enciclica non arriva a penetrare il popolo.

martedì 8 novembre 2022

Scambio epistolare fra una Monaca di Clausura e mons. Carlo Maria Viganò.

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Scambio Epistolare fra una Monaca di Clausura
e mons. Carlo Maria Viganò. 
Pacificus * vocabitur,
et thronus eius erit firmissimus in perpetuum
(I Ant., II Vespri, Solennità di Cristo Re).

19 Ottobre 2022
Eccellenza Reverendissima,
Le scrivo in occasione dell’approssimarsi della festa di Cristo Re e mi permetto di condividere con Lei qualche interrogativo fondamentale:

ha ancora senso celebrare e invocare la grazia che questa festa liturgica tanto aspirava quando venne istituita?
Se il Re dei re e Signore dei dominanti (cfr. 1 Tim 6,15; Apoc. 19,16) tornasse oggi nella Sua gloria, riconoscerebbe ancora la Sua sposa, la Chiesa?

Con queste domande le sembrerò irriverente e poco fiduciosa in quella promessa “le porte dell’inferno non prevarranno” (Matteo 16,19), in quella promessa che risuona come speranza a cui aggrapparsi da quei pochi sopravvissuti al vento di apostasia mortale che ha invaso la Chiesa. Ebbene, il tono di provocazione di tali interrogativi riassume il sentimento di confusione dei pochi fedeli rimasti, fedeli in cerca di qualche riferimento di Magistero, Sacramento valido e coerenza di vita dei pastori. Mi rivolgo a Lei, come alla “Voce nel deserto”, che tante volte ha illuminato tanti smarriti e sfiduciati.

lunedì 7 novembre 2022

Ahi serva Italia, di dolore ostello! Stazioni di polizia cinesi in Italia

Fa tutto parte dell'operazione “Overseas 110”, che serve a rinnovare le patenti ma anche a presentare denunce e, alle forze di sicurezza, a fare intelligence. Per questo fanno paura ai dissidenti, e un po’ anche a noi. Mentre all'estero le autorità governative hanno inviato un'inchiesta sulle attività di queste strutture, in Italia tutto tace (almeno finora). 
"Una stazione illegale e segreta di polizia cinese a Prato". È questa la scoperta di Fuori dal Coro che, in onda martedì 1 novembre su Rete 4, cita un'indagine internazionale. Le immagini mostrate da Mario Giordano riprenderebbero il dentro della stazione. Qui, tra le altre cose, si vede un libro politico di Xi Jinping. "Come potete vedere - spiega l'inviato - quella che dovrebbe essere un'associazione culturale sembra la sede di un partito o di una Questura". Non a caso viene inquadrato un maxi-schermo che si collega direttamente in Cina: "Sembra quello degli interrogatori." Ora c'è il nuovo governo; ma le pastoie incombono... Cerchiamo di capire di più.

Ahi serva Italia, di dolore ostello!
Stazioni di polizia cinesi in Italia


Duecentotrentamila. Tanti sono i cinesi residenti all'estero accusati di frode (anche online) che in 14 mesi, dall'aprile 2021 al luglio 2022, sono stati "persuasi" dal governo di Pechino a rientrare in Cina e consegnarsi alla giustizia cinese. Un'operazione portata a termine grazie alla presenza di stazioni di polizia cinesi che operano in tutti e cinque i continenti.
Il metodo del “persuadere a tornare” è stato ampiamente raccontato in passato dalla Ong spagnola Safeguard Defenders, che lo scorso settembre è tornata sul tema con un'inchiesta sulle tattiche della crescente repressione transnazionale del Partito comunista cinese attraverso le stazioni di polizia cinese all'estero: 110 OverseasChina’s Transnational Policing Gone Wild. Secondo la Ong spagnola, sarebbero 54 le stazioni di polizia che la Cina ha aperto fuori dai suoi confini nazionali, in 21 diversi Paesi. Senza mai chiedere l’autorizzazione ai governi locali.

Razzismo, fascismo, omofobia, novaxismo e "political correctness"

Indice degli articoli sulla realtà distopica.
Razzismo, fascismo, omofobia, novaxismo e "political correctness"

Già negli anni '50, si osservava come, da parte degli apparati statuali, si fosse dato sempre più luogo ad attività propagandistiche, intese a «… creare l’opinione pubblica…», ovvero, per altro verso, «…mediante la propaganda, e attraverso i mezzi che la scienza mette a […] disposizione, a togliere all’individuo la possibilità di un proprio pensiero…» (CAPOGRASSI, L’ambiguità del diritto contemporaneo, in A.A. V.V., La crisi del diritto, Padova, 1953, pp. 23 alla nota 7 e 30 s. ); il che, in termini obiettivi, stava ugualmente a significare una manipolazione dell' "opinione pubblica" medesima, condotta a seconda di uno schema dialettico conseguente all'utilizzo di «…una argomentazione formulata senza rispetto della verità, usando menzogne o esagerazioni, o nascondendo parte della verità, e appellandosi a quelle emozioni che da un punto di vista umanistico sono le meno lodevoli: cupidigia del potere, odio, paura, gelosia, viltà…»  (ROSS, Diritto e giustizia, trad. it., Torino, 1965, p. 299). 

Mons. Domenico Celada. “Agli illustri assassini della nostra Santa Liturgia”

Il prof. Kwasniewski ha rilanciato in questi giorni su New Liturgical Movement la lettera aperta scritta dal musicologo Monsignor Domenico Celada nei primi anni della rivoluzione liturgica montiniana (1969) indirizzata agli “assassini della nostra Santa Liturgia”. Si tratta di un documento che profetizzava ciò che sarebbe accaduto nella Chiesa; ancora oggi è attualissimo, specialmente dopo la Traditionis custodes, i Responsa ad Dubia e Desiderio desideravi [vedi] e visto il degrado liturgico che con la messa riformata di Paolo VI si è perpetrato e continua drammaticamente a perpetrarsi in questi nostri tempi di profonda crisi nella Chiesa cattolica. La lettera aperta di mons. Celada smascherava (e smaschera) lo spirito che animava (e anima) i sabotatori della Messa cattolica. La riprendiamo di seguito preceduta da un articolo dello stesso monsignore. Questa la fonte. Richiamo l'attenzione sulle mie note in calce.

Articolo di mons. Domenico Celada
Ricordo di aver scritto, nel numero dell’aprile-giugno 1966 di una rivista musicale, una nota sulla liturgia dopo il Concilio Vaticano II.

Erano quelli i mesi nei quali andava delineandosi, in tutta la sua tragica portata, il piano demolitore di certi « liturgisti », giunti a proporre quelle cosiddette «messe dei giovani» (accompagnate da orchestrine da balera) che rappresentano — pur prescindendo da qualsiasi considerazione di carattere religioso — il trionfo dell'ignoranza e della stupidità.

domenica 6 novembre 2022

Mons. Schneider. Il papa ha "piena autorità" ma non può "indebolire l'integrità della fede cattolica"

Il vescovo Athanasius Schneider ha fornito a LifeSiteNews un'analisi (vedi testo completo nella nostra traduzione) in cui discute la natura e i limiti dell'obbedienza al Papa. Citando san Tommaso d'Aquino e altre fonti, spiega che ogni autorità e ogni obbedienza hanno dei limiti. “L'obbedienza”, dice, “non è cieca o incondizionata, ma ha dei limiti. Dove c'è peccato, mortale o meno, non abbiamo semplicemente il diritto, ma il dovere di disobbedire». Qui l'indice dei precedenti. Sul tema delle "due forme" del rito vedi.

«L'autorità è definita dai suoi limiti, e anche l'obbedienza è definita dai suoi limiti. La consapevolezza di questi limiti porta alla perfezione nell'esercizio dell'autorità e alla perfezione nell'esercizio dell'obbedienza».
Il giusto significato dell'obbedienza al Papa

La santa Chiesa è innanzitutto e più radicalmente un'istituzione divina, ed nel suo significato soprannaturale  è un mistero. In secondo luogo, ha anche la realtà umana e visibile, i membri visibili e la gerarchia (papa, vescovo, sacerdote).

Quando la Madre Chiesa sta attraversando una delle crisi più profonde della sua storia, come è nel nostro tempo, dove la crisi tocca in misura spaventosa tutti i livelli della vita ecclesiale, la Divina Provvidenza ci chiama ad amare la nostra Madre Chiesa, umiliata e derisa non in primo luogo dai suoi nemici, ma dall'interno dai suoi pastori. Siamo chiamati ad aiutare la nostra Madre Chiesa, ciascuno al suo posto, ad aiutarla per un vero rinnovamento attraverso la nostra stessa fedeltà all'immutabile integrità della fede cattolica, attraverso la nostra fedeltà alla costante bellezza e sacralità della sua liturgia, la liturgia di tutti i tempi, attraverso la nostra intensa vita spirituale in unione con Cristo, e attraverso atti di amore e di carità.

Dominica XXII post Pentecosten

L'uomo è sacro perché appartiene solo a Colui di cui è immagine. Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Domenica XXII dopo Pentecoste

Intróito
Ps. 129, 3-4. Si iniquitátes observáveris, Dómine: Dómine, quis sustinébit? quia apud te propitiátio est, Deus Israël.
Ps. ibid., 1-2. De profúndis clamávi ad te, Dómine: Dómine, exáudi vocem meam. Glória Patri.

Orátio
Deus, refúgium nostrum et virtus: adésto piis Ecclésiæ tuæ précibus, auctor ipse pietátis, et præsta; ut, quod fidéliter pétimus, efficáciter consequámur. Per Dóminum.
Introito
Sl. 129, 3-4. Se tieni conto delle colpe, o Signore, Signore, chi mai potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele.
Dal fondo della mia angoscia a te, o Signore; Signore, ascolta la mia supplica! Gloria al Padre.

Colletta
Dio, nostro rifugio e nostra forza, ascolta le fervide preghiere della tua Chiesa, tu che sei la sorgente stessa della pietà, e concedici di ottenre realmente ciò che domandiamo con fede. Per il nostro Signore.

Messa 
Secondo Onorio di Autun la Messa di oggi richiama i tempi dell'Anticristo (Gemma animae, l. IV, 93). La Chiesa volgendo i suoi occhi nel futuro al regno di questo uomo del peccato (2Ts 2,3), e come se già provasse la persecuzione finale, prende l'Introito dal Salmo 129.
Se, insieme al senso profetico che hanno oggi le parole di questo salmo, noi vogliamo una applicazione presente e pratica, data la nostra miseria, richiamiamo il Vangelo della settimana precedente, che era una volta il Vangelo di questa Domenica. Ciascuno di noi si riconoscerà nel debitore che non può pagare e può sperare soltanto nella bontà del padrone e, nella confusione della nostra anima umiliata, grideremo: Se tu, o Signore, consideri le iniquità, chi può resistere davanti a te?

sabato 5 novembre 2022

Mortalium animos, un’enciclica profetica (1928)

Qui l'indice dei precedenti sul falso ecumenismo.
Come già aveva fatto capire bene la Pascendi di san Pio X, dietro ogni cattiva teologia c’è sempre una cattiva filosofia. La filosofia moderna nelle sue varie ramificazioni e correnti è sempre un posporre la verità ad altro (la libertà, la storia, la materia, l’economia, la società…). Questo avviene anche nell’ecumenismo già condannato da Pio XI nella Mortalium animos, che qui presentiamo a novant’anni da quando venne promulgata: con la scusa della fraternità e della pace dei popoli si vogliono annullare i diritti della Verità e della vera Religione.
Dall’enciclica Mortalium animos di papa Pio XI sono passati novant’anni (1928-1918), ma sembrano essere passati millenni. Perché? Perché tutto è cambiato. E, cosa ancor più significativa, oggi nella Chiesa si fa proprio il contrario di ciò che Pio XI condannò e profeticamente previde.

Un “no” chiaro all’ecumenismo
Nell’enciclica si condanna un certo tipo di ecumenismo, che finisce inevitabilmente per aprire le porte al relativismo religioso: «Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici [quei] tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni. I seguaci di siffatta teoria non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio».

venerdì 4 novembre 2022

L'alba dello Stato di diritto marziale

Qui l'indice degli articoli sulla società distopica.

L'alba dello Stato di diritto marziale

Spesso i meno accorti, tra cui spiccano i giornalisti mainstream, ritengono che la relativa sovrapponibilità tra chi ha criticato la gestione pandemica e chi critica la gestione bellica siano semplicemente indice di gente alla ricerca di un motivo purchessia per protestare. L’idea è che niente vi sia di comune, salvo la propensione a cercare occasioni per agitarsi da parte di alcuni. È ovviamente un miope fraintendimento; cerchiamo di capire perché.
La fase storica in cui siamo entrati con la pandemia rappresenta una svolta storica di cui bisogna comprendere il senso a prescindere dai molti, pur importanti, dettagli intorno alla gestione pandemica. La struttura di fondo di quella vicenda mostra come attraverso l’appello alla salute pubblica e il richiamo al contenimento del danno (il “contagio”) è possibile persuadere la quasi totalità della popolazione a qualunque restrizione e qualunque comportamento. 

4 Novembre, Giorno della Vittoria e dell'Unità Nazionale

Il 4 novembre l'Italia ricorda l'Armistizio di Villa Giusti - entrato in vigore il 4 novembre 1918 - che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale.
Il 4 novembre terminava la Prima Guerra Mondiale. Per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del "Milite Ignoto", nel Sacello dell'Altare della Patria a Roma. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu dichiarato Festa nazionale, celebrata come tale sino agli anni Settanta del secolo scorso.

Fine della I guerra mondiale sul nostro fronte. 
L'armistizio fu concesso dalla Commissione militare interalleata che risiedeva a Parigi-Versailles solo in cambio della resa incondizionata dell'esercito Austro-Ungarico, peraltro in via di dissoluzione, inizialmente per cause interne, successivamente soprattutto in seguito all'offensiva italiana, con il supporto di due divisioni britanniche, una francese, una cecoslovacca, un reggimento americano. L'offensiva, iniziatasi il 24 ottobre a un anno esatto dall'inizio della 12a battaglia dell'Isonzo (Caporetto), bloccata sul Grappa, provocò lo sfondamento irreparabile del fronte nemico sul Piave, in direzione di Vittorio Veneto. Il 29 ottobre, con lo sfondamento avvenuto il giorno prima, l'imperatore Carlo ordinò si iniziassero trattative con l'Intesa, che la Commissione militare interalleata ordinò dovessero aver luogo con l'Italia. Dopo cinque giorni di convulsi colloqui, con la dirigenza austro-ungherese sempre più in preda al caos, l'armistizio fu firmato il 3, in vigore a partire dal 4 successivo. La mentalità c.d. pacifista oggi dominante, diffusa ampiamente anche tra i cattolici, rinnega oggi questa vittoria. Si è anzi diffusa una vulgata bugiarda secondo la quale la I gm sarebbe finita per noi con la sconfitta di Caporetto. Una tesi sostenuta in perfetta malafede anche da ambienti austriaci e tedeschi, nonché italiani.

"Dio lo vuole ancora vivo...". La testimonianza su Ratzinger e la Chiesa

Indice degli articoli sulle occasioni in cui Joseph Ratzinger, uscendo dal silenzio prefigurato dal 'recinto di Pietro', non ha fatto mancare la sua voce in questo quasi decennio successivo alla sua storica rinuncia.

Il biografo Peter Seewald ha raccontato il recente incontro con il papa emerito in Vaticano. Ed ha svelato la sua sofferenza per la Chiesa
Più di nove anni fa, rinunciando all'esercizio del ministero petrino, Benedetto XVI aveva detto che le sue forze non erano più adatte per quel ruolo anche a causa dell'età avanzata. Oggi, novantacinquenne, il papa emerito è fisicamente debolissimo ma, come testimoniano tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di incontrarlo anche recentemente, continua ad avere una mente lucidissima. E continua ad interessarsi della vita della Chiesa perché, come specificò nell'ultima udienza del suo pontificato, con la scelta della rinuncia non ha abbandonato la croce.

«Tanti oggi restano colpiti dal mistero della fede nella liturgia»

Notizie che rinfrancano. E il risveglio della Tradizione attraverso la Santa Liturgia dei secoli è trasversale... Qui l'indice degli articoli sulla questione liturgica dopo Traditionis Custodes e successivi.

«Tanti oggi restano colpiti dal mistero della fede nella liturgia»

C’era una volta il Nord Europa laicissimo e secolarizzato…Chissà se un giorno si potrà raccontare così, quanto sta accadendo in Paesi dalla fama quasi atea eppure oggi, incredibile ma vero, testimoni di una rifioritura e di un rinnovato interesse verso la fede cattolica e verso la sua liturgia più tradizionale. Lo testimonia una lunga intervista rilasciata al National Catholic Register da monsignor Erik Varden, vescovo di grande interesse già per la sua storia: cistercense, convertito al cattolicesimo dal luteranesimo, è a capo della diocesi norvegese di Trodheim.

giovedì 3 novembre 2022

“Abbattete quella statua”. Ora la Francia fa la battaglia ai santi cristiani

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica, di cui la cancel culture è uno dei nefandi aspetti.
“Abbattete quella statua”.
Ora la Francia fa la battaglia ai santi cristiani


Prosegue la battaglia politica e giudiziaria per salvare la statua di Saint-Michel, il santo patrono dei paracadutisti. Era lo scorso dicembre quando l’associazione giacobina la Libre Pensée ottenne dal tribunale amministrativo di Nantes il benestare per abbattere entro sei mesi la statua di Saint-Michel (“San Michele e il drago”) inaugurata nell’ottobre 2018 nella piazza antistante la Chiesa di Saint-Michel del comune di Les Sables-d’Olonne, in Vandea, nella Francia occidentale. 
I giudici dettero ragione al’associazione sulla base della legge del 1905 sui rapporti fra Chiesa e Stato la quale “si oppone all’installazione, nello spazio pubblico, di un segno o di un emblema che esprima il riconoscimento di un culto o che indichi una preferenza religiosa” come ricorda la sentenza. Il 16 settembre scorso la Corte di appello di Nantes ha confermato la sentenza del Tribunale: il sindaco Moreau ha ora sei mesi di tempo per rimuovere dalla piazza del paese la statua di San Michele. Ma i cittadini protestano e vogliono andare fino in fondo per salvare la statua dalle barbarie della cancel culture laicista.