lunedì 16 maggio 2022

Parigi: Un altro sabato di manifestazione per la libertà della messa tradizionale

Sabato 14 maggio si è svolta dalle 12:00 alle 12:45 la tradizionale manifestazione per la libertà della messa tradizionale, davanti alla nunziatura apostolica, 14 bis avenue du President Wilson.
Gli organizzatori comunicano:
Mentre stavamo manifestando, sabato scorso, il papa ha ricevuto in udienza i professori e gli studenti del Pontificio Istituto Liturgico Saint-Anselme, dedicando alcuni brani del suo intervento ai praticanti della liturgia tradizionale, che ha accusato di sfruttare la vita liturgica come "una bandiera per creare divisione", che ha "l'odore del diavolo, il seduttore (qui). Tuttavia, questo discorso, a differenza della Traditionis custodes, sembra prendere atto dell'esistenza di questa liturgia tradizionale.
Pochi giorni prima, durante l'udienza generale del 4 maggio, il Papa aveva gentilmente salutato le "Madri dei Sacerdoti", queste madri di sacerdoti che celebravano la Messa tradizionale, che hanno percorso 1500 km, di cui buona parte a piedi, per venire a chiedere al papa che lasci la libertà di celebrare e assistere all'antica liturgia.
Siamo tanto più determinati a chiedere questo diritto e questa libertà, che assicureranno la pace liturgica. Perché protestiamo a gran voce: la divisione e la guerra non sono opera nostra; i nemici della pace sono coloro che vogliono impedirci di vivere serenamente la nostra fede cattolica secondo una lex orandi immemorabile, per ricevere grazie e consolazioni attraverso la Messa e i sacramenti che sono stati praticati da tanti santi, e che hanno generato tanta santità.
La nostra richiesta e la nostra preghiera sono sempre unite, settimanalmente, a quella dei fedeli di Saint-Georges de La Villette, di Saint-François-Xavier, di ND du Travail, e delle sentinelle davanti agli uffici dell'arcidiocesi.
Ci vediamo sabato prossimo. In unione di preghiera e di amicizia. - Fonte
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

Parma. Veglia diocesana presieduta dal Vescovo contro l'omotransfobia

Segnalazioni dei lettori. 
Una iniziativa della Diocesi di Parma, con la partecipazione dello stesso Vescovo, che presiederà una veglia di preghiera contro l’omotransfobia.
Non ci sono più parole...

Del resto, come meravigliarsi, quando è la prima sede che, rispondendo con una lettera autografa in spagnolo ad alcune domande poste dal padre gesuita James Martin impegnato nella pastorale con le persone Lgbt  [vedi], scrive: Dio è Padre e non rinnega nessuno dei suoi figli (qui).
È vero che Dio non rinnega i suoi figli; ma è morto in Croce per liberarli dal male, è risorto per rigenerarli e non fa mancare il suo perdono. Ma non senza  pentimento, grazie ai suoi insegnamenti e alla luce per distinguere il bene dal male e chiamare le cose col loro nome... 

Card. Gerhard Müller: le democrazie Occidentali stanno minando le loro stesse fondamenta.

Da Stilum Curiae, intervista di kath.net al card. Gerhard Ludwig Müller.

Vaticano (kath.net) La concezione ateo-evoluzionista dell’uomo vede l’essere umano non ancora nato come un “ammasso di cellule” e come un “tessuto di gravidanza”, il che significa che è classificato come una cosa, sulla quale si può anche disporre come su una cosa. Questa qualificazione giuridica come cosa ha conseguenze legali non solo per l’aborto, ma anche per la cosiddetta medicina riproduttiva. Se l’essere umano non ancora nato viene considerato come una cosa, si possono prendere decisioni su di lui in base al diritto di proprietà. Un soggetto giuridico diventa un oggetto giuridico soggetto alla libera disponibilità di terzi. Quando, da studente, scrissi una tesi di diritto romano sulla responsabilità per difetti materiali degli schiavi, partii dal presupposto che le prestazioni umane non potessero mai essere giudicate dal punto di vista della responsabilità per difetti materiali e del diritto di proprietà. Ma nel contesto della concezione ateo-evoluzionista dell’uomo, questa idea ritorna alla vita giuridica. Vogliamo discutere con il cardinale Gerhard Ludwig Müller in che misura questo ha cambiato la concezione cristiana dell’uomo, utilizzando come esempio la medicina riproduttiva.

Ordinazioni segrete a Brignoles

Nella nostra traduzione da Acción Litúrgica la dimostrazione di come comincino a farsi palpabili i gravi danni provocati dal motu proprio Traditionis Custodes [vedi indice articoli] non solo per la conservazione della liturgia tradizionale, ma anche per la pace liturgica e l'unità della Chiesa. Appare un caso speculare all'ordinazione dei vescovi della FSSPX in stato di necessità.

Ordinazioni segrete a Brignoles

Il Monastero di San Benedetto, a Brignoles, di fronte al rifiuto dell'Ordinario del luogo Monsignor Dominique Rey e alla possibilità di sradicamento del Rito Romano antiquior dal monastero stesso, ha dovuto ricorrere all'ordinazione segreta di un sacerdote, di un diacono e di un suddiacono, da parte di un Vescovo, di cui non si conosce l'identità, che ha consentito a realizzarle.
Nonostante i monaci di Brignoles abbiano cercato di attuare la loro decisione senza scandalo, e informandone il Vescovo diocesano, tutto è finito in un conflitto tra la diocesi e alcuni monaci che vogliono solo seguire la loro vocazione di adorare Dio con l'antica liturgia della Chiesa.

* * *
Comunicato del monastero [qui]
Mentre era ancora in corso il dialogo con il nostro Vescovo, mons. Dominique Rey - avrebbe dovuto tenersi un incontro entro dieci giorni ed era previsto un colloquio telefonico per questa settimana - il Cancelliere della nostra diocesi ha inviato oggi al clero un comunicato incendiario causa di confusione, se non di scandalo, a cui dobbiamo rispondere.

domenica 15 maggio 2022

Forza e tempo nella Guerra USA-Russia passando per l'Ucraina e il resto d'Europa e, in prospettiva, per il resto del mondo

Da aggiungere all'interessante analisi ripresa di seguito. In una guerra di lunga durata subentra ovviamente la capacità di resistenza che alla Russia non manca. Con un’Europa senza l’energia russa a basso costo dove le divisioni sono destinate ad inasprirsi, l’esito non sembra affatto scontato. Inoltre dall’analisi emerge un dato fondamentale di questa guerra, che non è tanto la decisione di armare gli ucraini fino ai denti ma la formazione di un fronte mondiale trasversale che include i BRICS che al prossimo vertice in Cina sembrano optare per un'infrastruttura finanziaria indipendente nei confronti dell'Occidente e posizioni comuni sulla politica mondiale.

Nel conflitto inteso nel senso più ampio, tra Occidente e Russia, giocano prevalentemente due variabili: la forza ed il tempo.

Sul piano della forza, gli ucraini sarebbero tra un terzo ed un quarto dei russi, ma giocando in difesa della loro terra, hanno dalla loro senz’altro più intenzionalità dei russi. La ragione dell’invasione russa in Ucraina non è facilmente spiegabile e condivisibile nel mondo russo. Tale ragione è ad un livello molto alto del discorso strategico (che è quello proprio dei rapporti tra Russia ed Occidente collettivo più che il Donbass ed i nazisti ucraini), livello a cui non accedono normalmente le opinioni pubbliche, ma neanche la maggioranza delle élite stratificate. Tutta la versione russa sulle ragioni del conflitto, a livello pubblico, ha mostrato per lungo tempo un buco di ragione piuttosto ampio solo in seguito riempito di un po’ di fatti e molta propaganda. Solo oggi, formatasi più chiaramente la situazione macro con tutto l’Occidente contro la Russia, diventano più percepibili e condivisibili le ragioni della guerra dal punto di vista interno. Non a caso, gli indici di gradimento interno di Putin, fatta salva la riserva su metodi ed effettivi risultati delle indagini, sono aumentati con costanza nelle settimane.

Mons. Viganò. Dichiarazione sull'arresto di Sua Eminenza il Card. Joseph Zen

Qui l'indice dei precedenti interventi di mons, Viganò e correlati. Qui l'indice degli articoli sulla questione Sino /Vaticana

Dichiarazione
sull'arresto di Sua Eminenza il Card. Joseph Zen

È stata diffusa ieri la notizia dell’arresto del Card. Joseph Zen da parte delle autorità di Hong Kong [qui - qui]. Responsabile delle indagini è la sezione di Polizia speciale costituita dal Governo di Pechino per vegliare sulla sicurezza nazionale cinese, ossia per reprimere qualsiasi forma di dissenso o di protesta per le violazioni dei diritti umani della dittatura comunista.

L’anziano Porporato – che in passato espresse forti critiche all’Accordo segreto stipulato tra il Regime cinese e la Santa Sede – è stato interrogato e poi rilasciato su cauzione, mentre gli è stato sequestrato il passaporto. Quanto accaduto costituisce una gravissima violazione delle libertà e dei diritti di cui gode ogni persona umana, tanto più deprecabile trattandosi di un Cardinale di Santa Romana Chiesa. La Sala Stampa vaticana, con evidente imbarazzo, si è limitata ad esprimere «preoccupazione», senza presentare formali proteste al Governo di Pechino. Solo pochi giorni prima altri dieci sacerdoti della comunità di Baoding, appartenenti alla Chiesa clandestina, sono stati prelevati e destinati alla “rieducazione” forzata dal Partito Comunista Cinese perché non disposti ad aderire alla setta patriottica, allungando la serie di soprusi e sopraffazioni contro i Cattolici fedeli della Chiesa sotterranea.

Quarta Domenica dopo Pasqua

Quarta Domenica dopo Pasqua 

L'istituzione dei Sacramenti.
Salve festa dies (1)
Abbiamo veduto Gesù costituire la sua Chiesa, affidare nelle mani degli Apostoli il deposito delle verità che formeranno l'oggetto della nostra fede. Ma vi è un'altra opera, non meno importante per il mondo, alla quale egli dedicherà le sue cure durante quest'ultimo periodo di soggiorno sulla terra. È l'istituzione dei Sacramenti. Non è sufficiente il credere: bisogna anche che noi diveniamo giusti, ossia conformi alla santità di Dio: bisogna che la grazia, frutto della redenzione, discenda in noi, si incorpori a noi, onde, divenuti membra viventi del nostro divin Capo, possiamo anche essere coeredi del suo Regno. Ora, è per mezzo dei Sacramenti che Gesù deve operare in noi questa meraviglia della giustificazione, applicandoci i meriti della sua Incarnazione e del suo Sacrificio, mediante i mezzi decretati dalla sua potenza e dalla sua sapienza.

Sorgenti e canali della grazia.
Sovrano padrone della grazia, egli è libero di determinare le sorgenti dalle quali la farà discendere in noi; a noi spetta di conformarci alla sua volontà.

sabato 14 maggio 2022

Gli "Stati Generali Natalità" appena svoltisi a Roma ci offrono l'occasione per una riflessione.

Al via all'Auditorium della Conciliazione di Roma gli Stati Generali della Natalità, la kermesse dedicata al futuro e alle nascite organizzata dalla Fondazione per la natalità, in corso oggi e domani. Due giornate per approfondire la sfida dell’inverno demografico a partire dall’utilizzo dei fondi del Pnrr, della nuova narrazione sulla natalità, favorire i temi dell’armonizzazione lavoro-famiglia nelle aziende e il lavoro femminile e promuovere un patto per la natalità. Con lo slogan “Si può fare...
Gli "Stati Generali Natalità" appena svoltisi a Roma ci offrono l'occasione per una riflessione.

Lo spaventoso calo di natalità, che porterebbe l'Italia nel 2050 ad avere 5 milioni di abitanti in meno, può essere attribuito a varie cause. All'individualismo, che porta il singolo a preferire forme di realizzazione personale a quelle comunitarie. All'edonismo, per cui si preferisce una vita di piacere e assenza di responsabilità all'impegno e alla progettualità a lungo termine. All'insicurezza per il futuro, dettata da una parte da relazioni umane sempre più fragili, e dall'altra dall'incertezza materiale di generazioni di precari. Oppure si può attribuire il tutto alle scarse politiche sociali. O alla distruzione dell'idea di famiglia, invisa ai centri alti del potere come tutte le istituzioni intermedie, viste come ostacoli al dominio diretto sul singolo. Possiamo anche chiamare in causa la dissoluzione dell'ordine religioso, che della famiglia faceva un valore primario. Ci possiamo spingere, infine, a teorizzare ossessioni elitarie neomalthusiane e prassi di sostituzione etnica, sulla linea di Kalergi, con il sostegno del neoliberismo all'immigrazionismo estremo e al multiculturalismo spinto, che altro non sono che il punto zero della cultura e dell'identità.

Sono tutte spiegazioni plausibili; tutte sicuramente parti di un fenomeno complesso, che comunque lasciano intatto il dato di fatto: una società terminale, come un individuo vivente, tanto meno si riproduce quanto è più prossima alla morte. L'Occidente è agonizzante. Il calo demografico è solo il sintomo della fine di una civiltà, non certo la causa. 

Non basta riprodursi, bisogna anche saper vivere. Voler vivere.

La gravidanza è un dono da preservare e tutelare

Tutto si inserisce nel piano mondiale di diminuzione della popolazione voluto dall'ossessione neo malthusiana del NWO.

Ma perché Amazon promette di versare fino a 4mila dollari alle dipendenti che vogliono abortire? Una scelta che la grande multinazionale ha preso in risposta alla decisione della Corte suprema americana di non considerare l’aborto un diritto costituzionale. Amazon non è isolata, la sua posizione è condivisa dai grandi poteri economici (e culturali) che trovano una sponda perfetta nel mondo liberal progressista. Dopo le accese contestazioni a tale decisione, Amazon ha precisato che oltre ai piani che garantiranno l’accesso all’aborto per le dipendenti i 4mila dollari (all’anno) serviranno per pagare le spese di viaggio per trattamenti medici non disponibili nelle vicinanze. 

Solidarietà e preghiere per il card. Zen e per i cristiani in Cina

Qui l'indice degli articoli sulla questione Sino/Vaticana.
Il cardinale Joseph Zen, come riportano le cronache, è stato arrestato [vedi] e, anche se poi rilasciato, rimane aperto un procedimento a suo carico. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà nei suoi confronti e i nostri ringraziamenti per la testimonianza e gli insegnamenti che ci ha dato in passato e che continua a darci. Sullo sfondo della vicenda è riconoscibile il “Modello Cinese”, un sistema ateo e irrispettoso del diritto e della giustizia che contraddice apertamente i principi della Dottrina sociale della Chiesa. Il Modello Cinese, che incombe anche su di noi, si è ormai completamente imposto anche ad Hong-Kong, dove la tradizione di libertà sta ormai per finire. 
L'Osservatorio Cardinale Van Thuân vi ha dedicato il suo ultimo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo (“Il Modello cinese. Capital-socialismo del controllo sociale”, Cantagalli, Siena 2021) [qui]. In quella occasione è stato pubblicato anche un ampio intervento del Cardinale Zen dal titolo “Il Modello cinese nelle relazioni tra Stato e religioni” (pp. 83-89) [da noi ripreso qui. Vi invito a leggerlo], nel quale egli esaminava due documenti delle Autorità centrali del Partito comunista cinese. Alla conclusione del suo studio, il Cardinale così si esprimeva: “Che cosa possiamo fare in questa situazione? Dialogare? Tacere? Diventare pappagalli? Il Signore ci illumini e ci dia forza”. 

Nella prima immagine. Il giovane cardinale Zen che celebra la sua prima Messa.
Nella seconda immagine ripresa da Mons. Athanasius Schneider su Facebook, con la scritta: L'arresto del cardinale novantenne Joseph Zen è assolutamente vergognoso e una sfida alla Chiesa di Dio. Spero che il Santo Padre faccia sentire fortemente la sua voce contro questo atto incredibile.

venerdì 13 maggio 2022

13 maggio 1917: nel giorno in cui la Vergine appare a Fatima Pio XII viene ordinato vescovo

Nella prima immagine. Il 13 maggio 1917, nello stesso giorno in cui a Fatima apparve ai tre pastorelli la Madonna del Rosario, Sua Santità Papa Benedetto XV° consacrava nella Cappella Sistina l’Arcivescovo eletto di Sardi "in partibus infidelium" Monsignor Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII°.

Nella seconda immagine. Proprio queste parole di Papa Pio XII. danno la conferma, che nell'anno 2000 non è stato rivelato l'intero terzo segreto di Fatima, come affermano tanti "fatimisti" noti, come Padre Grüner, Padre Kramer, Padre Amort, Padre Malachi... Manca la parte decisiva, che parla della grande apostasia all'interno della Chiesa Cattolica, partendo dal suo vertice!

Mons. Viganò: Riflessioni sulla Riforma della Settimana Santa del 1955.

Su richiesta di un sacerdote della Tradizione, The Remnant ha proposto all'Arcivescovo Carlo Maria Viganò di esprimere il suo pensiero sulla riforma della Settimana Santa promulgata sotto Pio XII il 16 novembre 1955 dal Decreto Maxima Redemptionis nostrae Mysteria (riforma già avviata in merito al Sabato Santo, ad experimentum, nel 1951). Qui l'indice degli interventi di Mons. Viganò
Ecco la risposta di Mons. Viganò:
Arciv. Viganò: Riflessioni sulla Riforma
della Settimana Santa del 1955


vi ringrazio per avermi sottoposto la domanda di don... a proposito della riforma della Settimana Santa.

Concordo con lui sul fatto che essa può effettivamente considerarsi una sorta di ballon d’essay con cui gli artefici della successiva riforma conciliare hanno introdotto tutta una serie di modifiche – a mio parere del tutto opinabili ed arbitrarie – all’Ordo Majoris Hebdomadæ fino ad allora in vigore.

Direi anzi che queste modifiche possono essere apparse quasi innocue, ancorché cervellotiche, perché la mens che le aveva partorite non si era ancora palesata né con la riforma di Giovanni XXIII né tantomeno con quella ben più devastante inaugurata dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium e poi ulteriormente esasperata dal Consilium ad exsequendam; ma ciò che per un parroco del 1956 poteva sembrare una semplificazione dettata dalle esigenze di adattare la complessità dei riti della Settimana Santa ai ritmi della modernità – e che probabilmente fu presentata per tale allo stesso Pio XII, tenendone nascosta la portata dirompente – acquisisce ai nostri occhi ben altro senso, poiché in essa vediamo anzitutto all’opera la disinvolta mentalità sfrondatrice dei modernisti e degli allievi del mai abbastanza deprecato rénouveau liturgique; e in secondo luogo perché riconosciamo nelle scelte di presunta semplificazione delle cerimonie la stessa impostazione ideologica delle più ardite innovazioni del Novus Ordo. Infine, tra i personaggi che fanno capolino in quella riforma compaiono i protagonisti della riforma conciliare, promossi a più alti incarichi proprio in virtù della loro notoria avversione alla solennità del culto: è difficile pensare che quanto essi avviarono tra il 1951 e il 1955 non fosse concepito come primo passo verso gli stravolgimenti portati a compimento meno di vent’anni dopo.

Fatima e la devozione al Cuore Immacolato di Maria

Per questo anniversario delle apparizioni di Fatima, ripropondo un testo sempre attuale da rammentare, meditare e applicare.
Si è parlato tanto di Fatima nel decennio passato, dopo che il Papa Giovanni Paolo II ha voluto rivelare ciò che è stato presentato come il terzo segreto. Si è parlato tanto di Fatima, nelle polemiche che sono seguite alla rivelazione del terzo segreto, che molti pensano non completa. Ricordiamo tutti il segretario di stato Tarcisio Bertone alla televisione nazionale, presentare i biglietti scritti da Lucia e le buste che li contenevano, per smentire chi sosteneva che il terzo segreto era stato rivelato solo in parte. Ricordiamo tutti almeno il documentato libro di Socci, “Il quarto segreto di Fatima”, e tutto il vivace dibattito che ne è seguito.

Insomma, si è parlato tanto di Fatima, ma che fine ha fatto la devozione al Cuore Immacolato di Maria?

Certo, è vivissima in alcuni circoli ristretti, ma è ancora predicata e praticata nel tessuto concreto delle nostre parrocchie? Ci sembra proprio di no.
La pratica dei primi 5 sabati del mese è praticamente scomparsa, quasi fosse una cosa per anime piccole, che non corrisponde più al modo che ha oggi la Chiesa di intendere la devozione alla Madonna. Ben inteso, nessuno negherà pubblicamente che si può essere devoti al Cuore Immacolato di Maria, ma presenteranno questa devozione come una pia pratica personale, che lascia il tempo che trova. Ma così non è!

Arciv. C.M. Viganò. Dichiarazione sul trapelato pronunciamento da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla sentenza Roe contro Wade

Qui l'indice dei precedenti interventi dell'Arcivescovo Viganò.
Dichiarazione
sul trapelato pronunciamento
da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti
a proposito della sentenza Roe contro Wade


IN QUESTI GIORNI i media hanno divulgato la notizia secondo cui, sulla base di un’indiscrezione trapelata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, i Giudici di quel Tribunale starebbero per dichiarare incostituzionale la sentenza Roe v. Wade del 22 Gennaio 1973.

Va anzitutto chiarito un equivoco: il pronunciamento della Corte Suprema non ha come oggetto la legittimità dell’aborto, bensì la conformità della sentenza del 1973 con la Costituzione federale e il suo rispetto della sovranità degli Stati federati. Non si tratta quindi di una questione etica o morale, relativa alla legittimità o meno dell’aborto, ma di una questione di giurisdizione della Corte Suprema.

Il vulnus che la sentenza Roe v. Wade ha arrecato alla sovranità degli Stati dell’Unione è di natura costituzionale, e come tale i Giudici dovranno giudicarlo.

Mons. Viganò: Riflessioni sulla Riforma della Settimana Santa del 1955.

Su richiesta di un sacerdote della Tradizione, The Remnant ha proposto all'Arcivescovo Carlo Maria Viganò di esprimere il suo pensiero sulla riforma della Settimana Santa promulgata sotto Pio XII il 16 novembre 1955 dal Decreto Maxima Redemptionis nostrae Mysteria (riforma già avviata in merito al Sabato Santo, ad experimentum, nel 1951). Qui l'indice degli interventi di Mons. Viganò

Ecco la risposta di Mons. Viganò:
Mons. Viganò: Riflessioni sulla
Riforma della Settimana Santa del 1955


vi ringrazio per avermi sottoposto la domanda di don... a proposito della riforma della Settimana Santa.

Concordo con lui sul fatto che essa può effettivamente considerarsi una sorta di ballon d’essay con cui gli artefici della successiva riforma conciliare hanno introdotto tutta una serie di modifiche – a mio parere del tutto opinabili ed arbitrarie – all’Ordo Majoris Hebdomadæ fino ad allora in vigore.

Direi anzi che queste modifiche possono essere apparse quasi innocue, ancorché cervellotiche, perché la mens che le aveva partorite non si era ancora palesata né con la riforma di Giovanni XXIII né tantomeno con quella ben più devastante inaugurata dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium e poi ulteriormente esasperata dal Consilium ad exsequendam; ma ciò che per un parroco del 1956 poteva sembrare una semplificazione dettata dalle esigenze di adattare la complessità dei riti della Settimana Santa ai ritmi della modernità – e che probabilmente fu presentata per tale allo stesso Pio XII, tenendone nascosta la portata dirompente – acquisisce ai nostri occhi ben altro senso, poiché in essa vediamo anzitutto all’opera la disinvolta mentalità sfrondatrice dei modernisti e degli allievi del mai abbastanza deprecato rénouveau liturgique; e in secondo luogo perché riconosciamo nelle scelte di presunta semplificazione delle cerimonie la stessa impostazione ideologica delle più ardite innovazioni del Novus Ordo. Infine, tra i personaggi che fanno capolino in quella riforma compaiono i protagonisti della riforma conciliare, promossi a più alti incarichi proprio in virtù della loro notoria avversione alla solennità del culto: è difficile pensare che quanto essi avviarono tra il 1951 e il 1955 non fosse concepito come primo passo verso gli stravolgimenti portati a compimento meno di vent’anni dopo.

giovedì 12 maggio 2022

Com'è andata realmente con Draghi a Washington? Si smarca da Macron che si smarca da Biden?

Quella che segue, ripresa da Atlantico quotidiano, è una lunga interessante disamina piena di distinguo che tuttavia ignora che i russi non hanno mai detto di voler invadere il pianeta ma solo di voler mettere in sicurezza le zone russofone e tenere a distanza la NATO (e smantellare i laboratori delle armi biologiche). Una volta ottenuto quel che volevano, per quanto li riguarda, attendibilmente la guerra finirà. Per quanto li riguarda... Di fatto, riferisce Gian Micalessin [qui], secondo Tsaryov, l’ex deputato ucraino filo-russo che doveva prendere il posto di Zelensky: “Dopo il ritiro russo dal nord Mosca e Kiev avevano un accordo per il cessate il fuoco, ma Bucha e gli inglesi hanno fatto saltare tutto”. E non rassicura il dichiarato intento di Biden di voler indebolire Putin (sulla pelle e sulla sorte dell'Europa). Tuttavia, quanto a Draghi e Biden, si tratta di due leader entrambi deboli ma ancora capaci di far danni in uno scacchiere di grande complessità; salvo elementi imponderabili.  Oltre a questo incipit, non ho potuto fare a meno di inserire alcune chiose. Altro spero scaturisca dalla discussione.

Com'è andata realmente con Draghi a Washington?
Si smarca da Macron che si smarca da Biden?


Per alcuni il presidente del Consiglio Mario Draghi, ieri a Washington, ha recapitato al presidente Usa Biden il messaggio di pace dell’Europa, sposando di fatto la linea Macron di compiere maggiori sforzi diplomatici per arrivare alla fine della guerra in Ucraina. Per altri – e diciamo subito che siamo più orientati verso questa seconda lettura – si è trattato piuttosto di un contentino al partito “pacifista” nostrano, che si sta allargando a macchia d’olio all’interno dei partiti di maggioranza e sta prendendo piede anche sui media mainstream e in settori dell’establishment economico. È il fronte dei contrari all’invio di armi a Kiev – il cui effetto, a loro avviso, è quello di prolungare il conflitto – che con sempre maggiore insistenza criticano le posizioni Usa e Nato e spingono per una soluzione diplomatica, ignari o disinteressati del fatto che ad oggi non potrebbe che consistere in una resa anticipata di Kiev.

Testimonianze / Il tesoro della Messa antica

Duc in altum pubblica interessanti testimonianze sul Rito romano antico e il suo impatto sulla fede viva come quella ripresa di seguito. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa

Caro Aldo Maria Valli, 
ho cinquantasette anni e sono stata atea per gran parte della mia vita, diciamo a esclusione degli ultimi due anni. Provengo da una famiglia di stretta osservanza socialista, e sebbene a suo tempo abbia ricevuto Comunione e Cresima (per non essere troppo diversa dai compagni di scuola), il catechismo non deve aver prodotto su di me un gran risultato dato che ho vissuto decenni di puro e mai annacquato convinto materialismo. Mi sono laureata, sposata, ho lavorato, e la mia vita fluiva senza scosse e senza dubbi.
Poi c’è stato il primo lockdown, marzo 2020, improvvisamente il mio mondo è stato messo in discussione e il mio solito materialismo anziché fonte di risposte ragionevoli e razionali mi sembrava un gran buco vuoto che mi tirava giù.

mercoledì 11 maggio 2022

Hong Kong, arrestato il card. Zen

Aggiornamento: il cardinal Zen è stato rilasciato su cauzione. Già quattro articoli del giornale Ta Kung Pao (qui) associavano il cardinale al movimento di protesta del 2019 e si temeva il giro di vite. Qui l'indice degli articoli sulla questione cinese.

Il fermo sarebbe avvenuto nell’ambito di una indagine sul Fondo 612, che aiutava i cittadini coinvolti nelle proteste del 2019. Fermati altri amministratori fiduciari dell’organizzazione benefica. L’accusa è quella di collusione con forze straniere, punita dalla legge sulla sicurezza nazionale.
Hong Kong (AsiaNews) – La polizia ha arrestato stasera il 90enne card. Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito della città e noto sostenitore del movimento democratico. Lo affermano fonti locali e diversi media cittadini, secondo cui il fermo è legato alla gestione del Fondo 612, che fino alla sua chiusura ha assistito migliaia di manifestanti pro-democrazia coinvolti nelle proteste del 2019.
Il card. Zen era uno degli amministratori fiduciari dell’organizzazione benefica, che ha smesso di operare nell’ottobre scorso. Le autorità lo hanno arrestato insieme ad altri promotori del Fondo, tra cui la nota avvocatessa Margaret Ng, l’accademico Hui Po-keung e la cantautrice Denise Ho. Da quanto si apprende, l'indagine delle Forze dell’ordine si concentra sull'eventuale “collusione” del Fondo 612 con forze straniere, in violazione della draconiana legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nell’estate 2020.

La Cina inventa una nuova legge per zittire i cristiani

Qui l'indice dei precedenti sulla situazione in Cina.
"Per ragioni note a tutti, d'ora in poi il nostro sito non potrà più servire fratelli e sorelle in Cristo. Grazie a tutti per la vostra compagnia e supporto negli ultimi 21 anni!", così recitava fino a poche ore fa, l'ultimo post di un popolare sito cristiano cinese, Jona Home, prima di sparire definitivamente nel nulla. Il regime cinese l'ha dichiarato illegale. Ma non è niente di strano, o meglio, è tutto in regola con la legge nuova di zecca che il comunismo di Xi Jinping ha sfornato da poche settimane nel contesto della repressione al cristianesimo nel cyberspazio. Senza autorizzazione governativa in Cina, infatti, dal primo marzo non è più possibile scrivere e pubblicare immagini, video o audio che afferiscano alla sfera religiosa. Lo aveva annunciato a dicembre scorso, l'Amministrazione statale degli affari religiosi. L'organo del Consiglio di Stato cinese - il governo centrale - aveva reso noto di aver approvato il 3 dicembre le " Misure amministrative per i servizi d'informazione religiosa su internet". Misure che seguono le denunce del presidente Xi Jinping secondo il quale i divieti di utilizzare internet per pubblicizzare la religione sono troppo facilmente elusi, e si dovrebbe fare di più per assicurarsi che internet e i social network non siano usati come strumenti per la "propaganda religiosa".

Chi in Europa riaccenderà la luce che può rischiarare le tenebre della guerra?

Mehr Licht!, implorava Wolfgang von Goethe sul letto di morte, e non perché gli si fossero consumate le candele. ‘Più luce!’ è ciò di cui ha bisogno l’Europa di oggi, e non perché sta finendo il gas russo. Come le vergini del tempio di Vesta, i Cristiani hanno il compito di portare la luce. Direi di più, poiché quella di Cristo è la luce vera. Come l’unità religiosa e culturale ha reso il nostro un “continente”, il progressivo allontanamento dalle sue radici cristiane ne ha provocato la divisione e il conflitto, e continua a farlo. L'articolo che segue è tratto da da Tempi mensile, maggio 2022. Qui l'indice degli articoli correlati.

Chi in Europa riaccenderà la luce 
che può rischiarare le tenebre della guerra?

Drogheda. A pochi chilometri da questa graziosa città irlandese sorge Newgrange, un monumento sepolcrale a forma di tronco di cono, con un diametro di circa 100 metri e un’altezza di 9 metri, realizzato fra il 3.000 e il 2.700 a.C., con materiale portato da centinaia di chilometri di distanza. Un passaggio lungo poco meno di 20 metri conduce alla camera sepolcrale, nella quale si aprono tre loculi disposti a croce rispetto al passaggio. Chi ha progettato Newgrange è stato così preciso che da 5.000 anni la luce del sole penetra in quella camera una sola volta all’anno, alle nove del mattino di ogni 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno.

Bergoglio incontra le mogli dei soldati del battaglione Azov

Anche il papa atlantista. Del resto il suo afflato globalista è confermato in più occasioni [vedi]... È stata solo una rapida parentesi, infatti, l'invito alla pace, con insoliti accenti oggettivi, con la dichiarazione che aveva fatto scalpore giorni fa; «l’abbaiare della Nato alla porta della Russia» ha indotto il capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto. «Un’ira che non so dire se sia stata provocata ma facilitata forse sì».... 
Del resto aveva già preso parte ostentando giorni fa la bandiera Ucraina... Qui l'indice degli articoli correlati.
Al termine dell'udienza generale in Piazza San Pietro, al momento del cosiddetto baciamano, Bergoglio incontra Kateryna Prokopenko e Yulya Fedosiuk, mogli di due ufficiali del Battaglione Azov, l'unità militare ucraina di notorie propensioni naziste,  i cui combattenti sono attualmente asserragliati nei cunicoli dell'acciaieria Azovstal di Mariupol, opponendo l'ultima irriducibile resistenza in una città ormai già in mano dei russi.
Le giovani mogli dei militari di Azov, hanno scritto nei giorni scorsi al Pontefice e a sorpresa è arrivato loro ieri l'invito per l'odierno incontro in udienza. 
Proseguendo le catechesi sugli anziani, Bergoglio cita il personaggio biblico di Giuditta che "col suo modo furbo di agire è capace di sgozzare il dittatore che veniva contro il Paese. Era coraggiosa questa donna"... (...)

martedì 10 maggio 2022

E l’Europa? Fotografia a più livelli della condizione europea.

Qui l'indice degli articoli correlati.
E l’Europa? Fotografia a più livelli della condizione europea. Macron, che ha ancora la presidenza europea fino a giugno, si è liberato del silenzio elettorale ed ha presentato diverse novità nel discorso di ieri sul futuro dell’Europa.

Poco tempo fa, segnalai l’uscita di Letta in favore di un allargamento delle convenzioni europee a paesi come la Georgia, l’Ucraina e la Moldova ed i balcanici occidentali, progetto già presentato da Michel poco tempo prima. Attualmente, l’adesione dell’Ucraina all’UE, superata la marmellata idealista buona per le conferenze stampa, dovrebbe fare i conti con procedure che semplicemente durano decenni. Altresì, pur essendoci la volontà espansiva di coinvolgere queste periferie per lo più orientali, non è affatto detto, anzi è certo il contrario, che questi candidati abbiamo semplicemente i requisiti minimi per equipararsi al plotone dei 27. Che fare? Ecco allora l’idea di associarli con uno statuto limitato, meno integrativo in senso ampio, ma idoneo per condividere alcuni interessi. 

lunedì 9 maggio 2022

Cos’è un’ideologia? Non c’è area nella Chiesa odierna che non sia influenzata dalle ideologie in modo altrettanto distruttivo come nella liturgia

Nella nostra traduzione un commento di Gregory Dipippo, pubblicato sul sito New Liturgical Movement, al discorso del 7 maggio di Bergoglio [qui - qui] ai docenti e agli studenti del Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo, il think-tank della Traditionis Custodes e di iniziative simili [qui]. I suoi attacchi alla tradizione sono, come sempre, superficiali, ipocriti e giudicanti, e il suo imperituro ottimismo per una riforma fallita porta tutti i segni degli stereotipi di facciata, ignorando tutte le realtà sul terreno e soprattutto la Grazia e dunque la gioia autentica che scaturisce dal Rito dei secoli... Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa.

Cos’è un’ideologia?

Uno dei contributi più importanti di Platone alla filosofia è la dottrina delle Idee, la nozione che le astrazioni non materiali, che lui chiamava «Idee», sono eterne e più reali delle cose del mondo materiale. Per fare un esempio specifico, l’astrazione «cavalleria» è, secondo questa dottrina, più reale dei cavalli materiali, ed esiste eternamente in un mondo di Idee; i cavalli reali in questo mondo semplicemente partecipano a questa astrazione. Platone direbbe che se un uomo che non avesse mai visto un cavallo e non sapesse nulla su di essi ne vedesse uno, e poi ne vedesse un altro in seguito, saprebbe immediatamente che sono lo stesso tipo di cosa, non a causa della loro somiglianza fisica (i cavalli possono, dopo tutto, variare notevolmente in dimensioni, forma e colore), ma perché entrambi partecipano della stessa Idea. (Il maggior punto di questa dottrina è che cose più importanti dei cavalli, come la Virtù e la Verità, esistono anche come Idee eterne, indipendentemente dal grado in cui sono praticate o conosciute).
Aristotele, tuttavia, rifiutò questa dottrina del suo maestro, una divergenza che diede origine al proverbio: «Platone è mio amico, ma la verità è un amico migliore»; il che è liberamente basato su un passaggio dell’Etica Nicomachea, 1096a, 11-15, e spesso citato in latino, «Amicus Plato, sed magis amica veritas.»  Per Aristotele, le idee, cioè le astrazioni, sono meno reali degli oggetti materiali da cui sono ricavate; esse esistono SOLO nella nostra mente, non in un mondo eterno di Idee e, se un certo tipo di oggetto fosse del tutto sconosciuto all'uomo, non ci sarebbe alcuna idea di esso. Per tornare all’esempio di cui sopra, la «cavalleria» è meno reale dei cavalli, ed esiste solo nella mente umana. Se non ci fossero cavalli, o se non ci fossero menti che li percepiscono, non ci sarebbe l’idea di un cavallo.

Quando qualcosa non risponde alle promesse, qualunque cosa si faccia, dovrebbe essere un segno che è un prodotto degli uomini e non di Dio

Una riflessione di Peter Kwasniewski sul recente discorso di Bergoglio [qui] da me tradotta da Defense of the Immemorial Roman Rite: Traditionis Custodes v. Summorum Pont. Quando qualcosa non risponde alle promesse, qualunque cosa si faccia, dovrebbe essere un segno che è un prodotto degli uomini e non di Dio. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa.

Riflettendo ancora sul discorso del Papa di ieri (7 maggio) [qui], ciò che più mi stupisce è la totale disconnessione tra la narrazione ufficiale e la realtà sul campo.
Da oltre 50 anni, gli artefici, i sostenitori e gli esecutori della riforma liturgica hanno avuto ogni opportunità, risorsa e vantaggio per promuovere le glorie dei loro nuovi riti. Hanno avuto alle spalle la forza più potente del mondo (il papato) e tutte le conferenze episcopali del globo; tutti i dipartimenti universitari, gli istituti, i seminari e le cancellerie; tutta la propaganda e i diritti di pubblicazione; e finanziamenti quasi illimitati.
Eppure il loro lavoro raramente ha generato un notevole entusiasmo tra i fedeli. Al massimo, è stato accolto come "ciò che le autorità richiedono”. Alcuni lo hanno accettato con rimpianti o dubbi. Alcuni l'hanno usato come scusa per concedersi il gioco di una "Liturgia fai da te” In molti hanno semplicemente lasciato la Chiesa e non sono più tornati. (Vero, le ragioni di quell'esodo erano diverse, ma non c'è dubbio che molti non potessero più riconoscere nella liturgia i segni della vera Chiesa: una, santa, cattolica, apostolica).

Bergoglio: 'Non si può adorare Dio facendo della liturgia un campo di battaglia'

Qui l'indice agli articoli su Traditionis Custodes e Responsa.
Appena salutate di sfuggita le madri dei sacerdoti di La Voix romaine, (qui) è stato un discorso molto più ideologico quello pronunciato ieri dal Papa, ricevendo in udienza i docenti e gli studenti del Pontificio Istituto Liturgico di Sant'Anselmo, in occasione del 60º anniversario della sua fondazione.
Il Papa ha fustigato « il pericolo, la tentazione del formalismo liturgico, di andare indietro a forme, alle formalità più che alla realtà, che oggi vediamo in questi movimenti un po’ che cercano di andare indietro e negano proprio il Concilio Vaticano II: la celebrazione è recitazione, è una cosa senza vita, senza gioia». Le liturgie dove c'è « qualcosa senza vita, senza gioia » sono davvero «liturgie preconciliari». Siamo avvertiti: appena un colpo alla destra con la dispensa concessa alla Fraternità San Pietro (qui) e la benevolenza verso le madri dei sacerdoti, il Papa si è sentito in dovere di tirare fuori una frecciata supplementare contro la Messa tradizionale e contro chi vuole riallacciarsi ad un certo “ordine” liturgico... E non manca di divenire pungente quando denuncia la volontà di costituire la liturgia come “campo di battaglia”...
Chiamare "recitazione", quella che è e noi viviamo come Actio di Cristo, alla quale ci uniamo secondo quanto ci è dato... non dico altro!

domenica 8 maggio 2022

Terza Domenica dopo Pasqua - la speranza del ritorno e la Presenza

Meditiamo i tesori della nostra fede. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi (Gv, 14).

Terza Domenica dopo Pasqua

La dignità del popolo Cristiano.
Niente di più grande, di più alto sulla terra che i Principi della Santa Chiesa, che i Pastori stabiliti dal Figlio di Dio, e di cui la successione durerà tanto quanto il mondo; ma non crediamo che i sudditi di questo immenso impero, che si chiama la Chiesa, non abbiano anche la loro magnanima dignità. Il popolo Cristiano, in seno al quale si confondono in completa uguaglianza, sia un Principe che un semplice privato, sovrasta in luce e valore morale tutto il resto dell'umanità. Ovunque esso si estende, penetra la vera civilizzazione; poiché ovunque porta l'esatta nozione di Dio e del fine soprannaturale dell'uomo. Avanti a Lui arretra la barbarie, si cancellano le istituzioni pagane, per quanto antiche possano essere; un giorno vide anche la civiltà Greca e Romana rendergli le armi; e il diritto cristiano, scaturito dal Vangelo, sostituirsi da se stesso a quello dei Gentili. Numerosi fatti hanno dimostrato la superiorità che il battesimo imprime alla stirpe Cristiana; poiché non sarebbe ragionevole pretendere di trovare altrove la ragione principale di questa superiorità nella nostra civiltà, la quale non è stata che la conseguenza del battesimo.

Supplica alla Beata Vergine del Rosario di Pompei

Supplica alla Madonna di Pompei recitata solennemente alle ore 12 dell'8 maggio e della prima Domenica d'ottobre

Nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo  Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie,
o Sovrana del Cielo e della Terra,
al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi,
o Regina gloriosa del Rosario,
noi devoti figli tuoi,
raccolti [spiritualmente] nel tuo Tempio di Pompei in questo giorno solenne,
effondiamo gli affetti del nostro cuore
e con confidenza di figli
ti esprimiamo le nostre miserie.

Aleksandr Dughin Un altro apostolo del nichilismo postmoderno?

Qui l'indice a precedenti correlati.
Aleksandr Dughin
Un altro apostolo del nichilismo postmoderno?


Dughin e la Postmodernità
Aleksandr Dughin è un pensatore russo, nato a Mosca il 7 gennaio 1962, di marca fortemente esoterica e gnostica1, con tendenze apertamente nichilistiche; cioè, propugnatore della “metafisica del non/essere”, che non ha nulla a che spartire con la metafisica greco/romana e tomistica, ossia, la “metafisica dell’essere” anzi, ne è la negazione diretta e per diametrum.
Purtroppo, alcuni cattolici - in questi tempi di confusione dottrinale e morale - si lasciano abbindolare dalle sirene dell’errore e del vizio, tra cui spicca Dughin, ma non solo.
Non mi sembra, perciò, esatto né corretto ascrivere al “Tradizionalismo” cattolico (vale a dire alla “Tradizione apostolico/patristico/scolastica”2 ) un legame con la filosofia dughiniana. Anzi, sarebbe più corretto mettere in luce il legame di certo falso Tradizionalismo fideistico di formazione demaistriana con l’esoterismo in genere, e specialmente con quello russo, avendo il conte Joseph de Maistre3 vissuto non poco tempo in Russia.
Certamente è lecito, lodevole e ottimo criticare Dughin, ma non bisognerebbe passare, poi, a infangare ancora una volta Monsignor Carlo Maria Viganò e con lui la reazione antimondialista.
Mi accingo, perciò, a mettere in luce i punti oscuri del pensiero di Dughin, valendomi di alcuni saggi molto ben fatti da padre Paolo Maria Siano (La metafisica del Caos e il Soggetto Radicale di Aleksandr Dughin, 14/19/24/29 luglio 2021, in “CR”).

sabato 7 maggio 2022

“Può il Papa tacere? … No!”. Un memorabile discorso di Papa Pio XII

Ieri ricorreva l'anniversario della morte del cardinale József Mindszenty, principe-primate d'Ungheria dal 1945 al 1973, avvenuta a Vienna il 6 maggio 1975. 
Poiché la carica di principe-primate d'Ungheria comportava funzioni ecclesiastiche ma anche compiti civili, egli venne avversato duramente dal regime comunista ungherese. Arrestato nel 1948, torturato e condannato all'ergastolo, trascorse 8 anni tra carcere duro e arresti domiciliari. Liberato dagli insorti nel 1956, appoggiò la rivolta. Con l'arrivo dei carri armati russi si rifugiò nell'ambasciata americana, dove rimase per 15 anni, rifiutando l'invito del Vaticano di trovare riparo a Roma. Non partecipò quindi ai Conclavi del 1958 e del 1963.
Fu assolutamente contrario alla Ostpolitik del pontificato montiniano e a qualsiasi compromesso con i regimi comunisti, per conservare la possibilità di denunciare abusi e violazioni dei diritti umani.
Nel 1971, per intervento del presidente americano Nixon, lasciò l'ambasciata e si stabilì a Vienna, visitando spesso le comunità ungheresi nel mondo e denunciando la realtà d'oltrecortina.
Nel 2012, ben 37 anni dopo la morte, gli è stata data piena riabilitazione legale, morale e politica, chiudendo ufficialmente la revisione del processo-farsa da lui subito nel 1949.
Dal 1991 il cardinale Mindszenty è sepolto nella cripta della cattedrale di Nostra Signora e di sant'Adalberto a Esztergom, città nella quale fu arcivescovo.
Le vibranti parole riprese di seguito sono state pronunciate da Papa Pio XII durante una Messa di espiazione (purtroppo oggi coram populo e ufficialmente non se ne celebrano più!) nel 1949 in occasione dell’arresto e del processo all'illustre porporato. Le prendiamo come insegnamento e conforto perenne in questa temperie oscura per la cattolicità, in cui il regime avverso alla nostra fede, proprio di stati dittatoriali, ha assunto dimensioni globali.

Romani! Diletti figli e figlie !
Ancora una volta, in un’ora grave e dolorosa, il popolo fedele della città eterna è accorso verso il suo Vescovo e Padre. Ancora una volta questo superbo colonnato sembra poter a stento stringere con le sue braccia gigantesche le folle che, come onde mosse da una forza irresistibile, sono affluite fin sulla soglia della Basilica Vaticana, per assistere alla Messa di espiazione nel punto centrale di tutto il mondo cattolico ed effondere i sentimenti di cui le loro anime traboccano.
La condanna inflitta, fra la unanime riprovazione del mondo civile, sulle rive del Danubio, ad un eminente Cardinale di Santa Romana Chiesa, ha suscitato sulle rive del Tevere un grido d’indignazione degno dell’Urbe. Ma il fatto che un regime avverso alla religione ha colpito questa volta un Principe della Chiesa, venerato dalla stragrande maggioranza del suo popolo, non è un caso isolato; esso è uno degli anelli della lunga catena di persecuzioni che alcuni Stati dittatoriali muovono contro la dottrina e la vita cristiana. Una nota caratteristica comune ai persecutori di tutti i tempi è che, non contenti di abbattere fisicamente le loro vittime, vogliono anche renderle spregevoli e odiose alla patria ed alla società.

venerdì 6 maggio 2022

“Emergenze” permanenti che alimentano la Rivoluzione permanente

Da mettere in relazione con gli articoli correlati qui.
“Emergenze” permanenti che
alimentano la Rivoluzione permanente

Emergenze” inquietantemente somiglianti
La storia dimostra che i movimenti sovversivi hanno spesso imposto ai popoli “salti di qualità” e “cambiamenti epocali” ricorrendo a emergenze che dovevano superare vere o dubbie o false crisi. Ciò è accaduto fin dalla Rivoluzione Francese, quando i massacri furono organizzati al grido di “la patria è in pericolo!” Lungo il XX secolo, l’accelerazione del processo rivoluzionario ha moltiplicato questi “stati di crisi”, i quali da locali o settoriali o momentanei sono diventati sempre più globali e duraturi.

Da almeno quarant’anni, siamo sottoposti a emergenze di lunga durata che si succedono o si accavallano quasi senza sosta e che, spesso, da provvisorie diventano definitive. Basti pensare a quelle avviate dalla crisi ecologica, dalla offensiva terroristica, dalla infiltrazione islamica, dalle migrazioni di massa, dalla crisi finanziaria.

giovedì 5 maggio 2022

Omelia di mons. Marco Agostini nel 450° anniversario della morte di san Pio V

Sia lodato Gesù Cristo! All’ora dei Vespri del I maggio 1572, 450 anni fa domani, rendeva l’anima a Dio Antonio Ghisleri, papa San Pio V. Ai cardinali al suo capezzale lasciò queste parole: «Vi raccomando la Santa Chiesa che ho tanto amata! Adoperatevi a eleggere un successore zelante, il quale non cerchi che la gloria del Salvatore e non abbia altro desiderio che il bene della Cristianità e l’onore della Sede Apostolica». Le parole vengono da molto lontano, da un tempo in cui alla vita eterna ci si credeva davvero e la vita terrena trascorreva con il frequente pensiero al punto d’arrivo finale dell’esistenza, momento nel quale ciascuno deve rendere conto a Dio di «pensieri, parole, opere ed omissioni1». Pur non essendo un grande assertore dell’immaginario artistico rinascimentale, San Pio V non fu insensibile al monito proveniente dal grandioso affresco del Giudizio Universale ultimato da Michelangelo una trentina d’anni prima nella Cappella Sistina del Vaticano. «La potestà delle Somme Chiavi2» non poteva mai essere separata da Colui che tale autorità aveva conferito: Cristo Signore giudice ultimo. Aveva coscienza che, in modo particolare, sull’esercizio di quella potestà, alla sera della vita, sarebbe stato chiamato a render conto. L’amore alla Chiesa, la gloria del Salvatore, l’onore della Sede Apostolica e il bene dei cristiani, ossia la gloria di Dio e la salvezza delle anime furono le preoccupazioni assolute di un pontificato, durato 6 anni e 114 giorni, tutto volto ad attuare fedelmente le risoluzioni dell’Assise Tridentina, da poco conclusa, e difendere la Cristianità dal pericolo ottomano.

5 Maggio - San Pio V, Papa e Confessore

Omelia di Mons. Marco Agostini (Cappella Palatina di Santa Maria Maggiore 30 aprile 2022). Precedenti su San Pio V, nel blog, qui - qui - qui - qui - qui: Il Papa di Lepanto.

5 Maggio - San Pio V, Papa e Confessore

Lotta contro l'eresia.

Tutta la vita di Pio V è stata una lotta. Nei tempi agitati in cui ebbe a reggere la Chiesa, l'errore aveva invaso una grande porzione della cristianità e ne minacciava il resto. Astuto e accomodante nei luoghi ove non poteva sviluppare la sua audacia, esso agognava all'Italia; la sua ambizione sacrilega era di rovesciare la cattedra apostolica, e di trascinare senza scampo tutto il mondo cristiano nelle tenebre dell'eresia. Pio difese tutta la penisola minacciata con una dedizione inviolabile. Anche prima di essere innalzato agli onori del supremo Pontificato, espose spesso la sua vita per strappare le città alla seduzione. Imitatore fedele di Pietro Martire, non lo si vide mai indietreggiare di fronte al pericolo; e gli emissari dell'eresia ovunque fuggirono al suo avvicinarsi.
Elevato alla cattedra di san Pietro, seppe infondere nei novatori un terrore salutare, risollevò il coraggio dei sovrani dell'Italia e, con moderato rigore, riuscì a rigettare al di là delle Alpi il flagello che avrebbe trascinato l'Europa alla distruzione del cristianesimo, se gli Stati del Mezzogiorno non vi avessero opposto una barriera invincibile. L'eresia si arrestò. Da allora il protestantesimo, ridotto a logorar se stesso, dette spettacolo di quella anarchia di dottrine che avrebbe portato alla desolazione il mondo intero, senza la vigilanza del Pastore che, sostenendo con indomabile zelo i difensori della verità in tutti gli stati ove essa regnava ancora, si oppose, come una parete di bronzo, al dilagarsi dell'errore nelle contrade ove comandava da padrone.

Celebrazione solenne nella Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore (dov'è la sua tomba):
Mons. Marco Agostini il 30 aprile scorso

La Grande Costante della Storia: stupidi furbi che dominano stupidi scemi

L'affresco storico degli ultimi 30 anni, sintetizzato mirabilmente in cinque minuti di lettura. Ma il finale sottintende una domanda (e una risposta) drammatica... A che serve sapere e capire se pare non ci siano margini di azione correttiva...??

MA…? Per trenta anni, noi occidentali, abbiamo vissuto dentro una credenza vastamente e profondamente condivisa per la quale il mondo doveva smetterla di frazionarsi in stati egoisti. Molto male proveniva dallo Stato. L’egoismo delle nazioni, i nazionalismi, i confini, la società non aperta, l’odio ideologico, il fascio-nazismo. Soprattutto, il frazionamento statuale impediva il venirsi a formare e liberamente funzionare dell’infrastruttura che unica ci avrebbe dato benessere, futuro, pace: il mercato.  Chi sapeva del mondo guardava con ironica compassione quelle frange di diseredati che cianciavano contro la “globalizzazione”, invidiosi dell’altrui competenza e merito nel sapersi destreggiare in un gioco che non sapevano giocare perché inetti. Eh sì, purtroppo è la dura legge della natura, la sopravvivenza del più abile e chi non aveva certe abilità era comprensibile provasse a lamentarsi del gioco invece che capire di non esser in grado di giocarlo accettando la propria minorità manifesta. 

Il nuovo statalismo climatico

"L’8 febbraio 2022, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge di riforma costituzionale che introduce importanti modifiche agli articoli 9 e 41 della nostra Carta fondamentale. L’ingresso dell’ideologia verde al livello più alto della legislazione italiana iscrive un’ipoteca molto pericolosa per il nostro futuro". Da collegare con articoli correlati qui.

Lo scorso 12 agosto, sulla Rivista “il Mulino” di Bologna è uscito un prezioso articolo, intitolato “Un nuovo statalismo climatico”, a firma di Paolo Gerbaudo, un sociologo esperto di comunicazione politica che dirige il Centro di Ricerca sulla Cultura Digitale al King’s College di Londra e si occupa di movimenti sociali, partiti, campagne elettorali e social media. L’interesse dipende dal fatto che l’autore, in modo molto trasparente, “svela” l’iniziativa di superare il modello di economia di mercato, nella direzione di un nuovo statalismo, definito, appunto «statalismo climatico»; al quale, dopo le recenti modifiche, sembra convergere anche la Costituzione italiana.
La tesi di fondo è che l’economia di mercato è finita: il cosiddetto neoliberismo di Reagan e della Thatcher non corrisponderebbe più alle esigenze del nuovo mondo, perché l’emergenza climatica, che è globale, richiede inevitabilmente risposte globali. La premessa, che viene presa per certa, è la teoria del «riscaldamento globale di origine antropica» (l’acronimo inglese è “AGW”: Anthropogenic Global Warming), insieme al più ampio concetto di «cambiamento climatico» che ne deriverebbe. Tali analisi sono al centro dell’attività dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), un’agenzia intergovernativa delle Nazioni Unite dedicata allo studio dell’impatto umano sul cambiamento del clima e sulle sue conseguenze.

mercoledì 4 maggio 2022

Madri di sacerdoti dalla Francia giunte a Roma a testimonianza dei cattolici feriti dal Motu Proprio Traditionis Custodes

Dell'iniziativa avevamo dato notizia qui - qui.
Diverse madri di sacerdoti francesi incontrano oggi Bergoglio a margine dell'udienza generale. L'Ottima notizia è che il papa le ammetterà al baciamano di fine udienza . Un'intervista tanto attesa, che hanno chiesto con combattività e che corona quasi due mesi di cammino da Parigi a Roma, orientata verso un unico obiettivo di chiedergli di revocare le restrizioni del motu proprio Traditionis Custodes sul rito tridentino.

Le madri marcianti sono arrivate a Roma il 30 aprile. Domenica alle 17 c'è stato il loro Rosario in piazza san Pietro per la libertà della Messa tradizionale, al quale ci siamo uniti spiritualmente. 

Sono partite da Parigi il 6 marzo. Tra le varie tappe, Bolsena, nella cui cattedrale ha avuto luogo il miracolo eucaristico nel 1264 (foto sotto). Cinque di loro hanno percorso 1.500 chilometri, seguite da altre su tratti di strada.

A questo cammino hanno preso parte in totale 80 marciatori, sostenuti dall'Associazione La voie Romaine che si è creata al loro seguito e da cattolici provenienti da vari angoli del pianeta che hanno condiviso la loro richiesta che il Rito Latino preconciliare sia liberamente celebrato in tutto il mondo. 
Presenteranno al papa uno scrigno contenente migliaia di lettere da tutto il mondo con la perorazione comune.
Queste sentinelle dell'invisibile — che hanno donato al mondo pastori così preziosi — sono qui a dimostrare erga omnes la gravità dei provvedimenti che minacciano il Rito Romano antico e l'amore per la Messa dei secoli come culto perfetto da rendere a Dio.