sabato 30 settembre 2023

Mons. Carlo Maria Viganò / Dedicazione di San Michele Arcangelo

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Dedicazione di San Michele Arcangelo
29 Settembre 2023

Die 29 Septembris. Tertio Calendas Octobris.
In monte Gargano venerabilis memoria beati Michaëlis Archangeli,
quando ipsius nomine ibi consecrata fuit Ecclesia,
vili quidem facta schemate, sed cælesti præstans virtute.
Mart. Rom.
La Celeste Basilica di San Michele Arcangelo sul monte Gargano, in Puglia, è un luogo di culto molto particolare: essa deve il suo nome al fatto che il 29 Settembre dell’anno 493 venne personalmente consacrata dall’Arcangelo, ed è in effetti l’unica chiesa di tutto l’Orbe cattolico che non sia stata dedicata durante una cerimonia officiata da un Vescovo. 

Dalla storia della Chiesa, Mater et Magistra / Esempi eloquenti

Dalle segnalazioni dei lettori.
La storia ci parla sempre

Il 28 settembre del 235 si dimette, dopo cinque anni di pontificato, san Ponziano.
Un Papa può dimettersi, non esistono cose come "sei Papa per sempre"; in certi casi anzi risulta necessario.
San Ponziano si dimise perché, essendo deportato in Sardegna, gli sarebbe stato difficile mantenere il controllo di tutta la Chiesa da oriente ad occidente e preferì fare spazio per permettere l'elezione del suo successore.
Questo comportamento è simile a quello di san Clemente I che, impossibilitato dall'esilio, si dimise a fine primo secolo o a quello di san Celestino V che, sentendosi inadeguato, ebbe la felice idea di lasciare il Papato, permettendo ad una figura energica come quella di Bonifacio VIII di difendere la Chiesa. Senza dimenticare Pio XII che aveva predisposto una lettera di dimissioni in quanto minacciato di esser catturato dai nazisti.
Vi è però un fatto; san Ponziano non si dimise perché si sentiva accerchiato e perseguitato.
San Ponziano si dimise, senza ambiguità, perché doveva far spazio al proprio successore. A conferma di ciò, egli morì martire.

Il Modernismo impenitente di Benedetto XVI

Il Modernismo impenitente
di Benedetto XVI

di don Curzio Nitoglia

Introduzione
Dopo aver annunciato le sue dimissioni, l’11 febbraio 2013, per mancanza di forze fisiche e morali che non gli avrebbe consentito di agire per il bene della Chiesa, Benedetto XVI ha incontrato il Clero di Roma, al quale - il 14 febbraio - ha proluso una “Lectio magistralis” sul Concilio Vaticano II, la sua retta interpretazione ed è tornato con la memoria ai ricordi storico/teologici della sua partecipazione da giovane teologo al Concilio, prima come teologo privato del cardinal Frings e poi come “Perito ufficiale” del Concilio.

Pertanto, mi vorrei soffermare su questo testo, che esprime la teologia modernistica di Ratzinger/Benedetto XVI dal 1959 al 2013, testo ufficialmente diffuso dalla “Radio Vaticana”, il lettore potrà leggerlo sul sito VATICAN NEWS, 14 febbraio 2013.

venerdì 29 settembre 2023

Mons. Schneider / Preghiera per il Sinodo: “Risveglia la tua potenza, o Signore, e vieni in aiuto della tua Chiesa”

Il vescovo Athanasius Schneider ci consegna questa sua preghiera notevole nell'imminenza del Sinodo. Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.

“Risveglia la tua potenza, o Signore, 
e vieni in aiuto della tua Chiesa”

Signore Gesù Cristo, nostro Dio e Salvatore, tu sei il capo della Chiesa, della tua Sposa immacolata e tuo Corpo mistico. Guarda con misericordia la profonda afflizione alla quale è stata sottoposta la nostra santa Madre Chiesa. La confusione dottrinale, l’abominio morale e gli abusi liturgici hanno raggiunto ai nostri giorni il loro culmine. «Nella tua eredità sono entrati i pagani, hanno profanato il tuo santo tempio, hanno ridotto in macerie Gerusalemme» (Sal 79,1). Uomini di Chiesa che hanno perso la vera fede e sono diventati promotori di un’agenda globalista mondana tentano di cambiare le tue verità e comandamenti, la costituzione divina della Chiesa e la tradizione apostolica.

O Signore, con spirito umile e cuore contrito ti supplichiamo: impedisci ai tuoi nemici di esultare per la vittoria sull’autentica Chiesa cattolica attraverso l’imposizione di una chiesa contraffatta, mascherata da “sinodalità”. Risveglia la tua potenza, o Signore, e vieni in aiuto della tua Chiesa con la tua forza onnipotente. Perché dove nella Chiesa abbondano il peccato e l’apostasia, sovrabbondi la vittoria della tua grazia.

Annullato il Requiem annuale della Latin Mass Society nella Cattedrale di Westminster

Nella nostra traduzione la notizia (qui) dell'ennesimo effetto delle restrizioni di Traditionis custodes e documenti successivi (vedi indice articoli).

La Latin Mass Society1 è stata informata che il Requiem annuale (Messa cantata del 1962) previsto per sabato 4 novembre alle 14:30 nella Cattedrale di Westminster non avrà luogo.
Il Messale del 1962 continuerà ad essere utilizzato in Cattedrale il Primo Sabato alle 16 (Messa bassa), compreso sabato 4 novembre. Una messa di requiem cantata per i membri defunti e i benefattori della società avrà luogo al Corpus Christi, Maiden Lane, il lunedì successivo, 6 novembre, alle 18:30, accompagnata dalla Southwell Consort.
Il Requiem annuale era stato concordato tra la Latin Mass Society e il cardinale Heenan al momento dell'indulto inglese nel 1971. Contemporaneamente furono istituite le serie delle Messe basse mensili. La Latin Mass Society depone ogni anno una corona sulla tomba del cardinale Heenan, in ringraziamento per il suo intervento, tradizione chde continuerà.
____________________
1. La Latin Mass Society è stata fondata nel 1965 per preservare l'antica liturgia latina della Chiesa cattolica.
Il Messale del 1962 (contenente la “Messa tradizionale latina”) era in uso prima del Concilio Vaticano II (1962-1965). La Messa secondo questo messale può essere celebrata a determinate condizioni accanto al Messale riformato utilizzato per la prima volta nel 1969.
L' indulto inglese è un permesso concesso da Papa Paolo VI ai vescovi di Inghilterra e Galles di consentire la celebrazione del Messale più antico. Questa possibilità è stata estesa ai vescovi di tutto il mondo da Papa Giovanni Paolo II nel 1984. Oggi, con la nuova legislazione di Papa Francesco nel 2021, la Messa antica è sempre più limitata.

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

A I U T A T E, anche con poco,
l'impegno di Chiesa e Post-concilio anche per le traduzioni
IBAN - Maria Guarini
IT66Z0200805134000103529621
Codice BIC SWIFT : UNCRITM1731

Si può insegnare l'etica?

Ripubblico. Non viola nessuna norma. Basta con la censura!
Nella nostra traduzione da The Catholic Thing, viene illustrato il problema dei nostri giorni di forte degrado socio-antropologico per la grave crisi spirituale e conseguentemente morale e civile che stiamo attraversando. La soluzione non sta nell'insegnare o cercar di diffondere comportamenti etici; ma nel far conoscere il Signore, l'Unico che rende capace l'uomo di vivere in pienezza la sua umanità di figlio di Dio; il che è possibile solo nel Figlio diletto nel quale il Padre trova il suo compiacimento. Perché funzione e ragion d'essere della Chiesa (attraverso il triplice munus docendi, regendi e sanctificandi) – oggi purtroppo oscurata ed è questa la vera causa del degrado – è farglielo conoscere, amare e accogliere e quindi essere vivificati dalla Sua Grazia... Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Si può insegnare l’etica?

Quando chiedo se l'etica può essere insegnata, penso a qualcuno che sta in piedi davanti a te e parla, come in una classe. Qualcuno parla ad esempio della virtù del coraggio. Definisce il coraggio. Sottolinea che il coraggio significa restare saldi in mezzo a paure che hanno ragion d'essere non in assenza di paura. Distingue il coraggio da aspetti che possono sembrare coraggio ma non lo sono. Dà esempi di coraggio.

Ha infuso coraggio a chi lo ascolta? Ovviamente no. I suoi ascoltatori non saranno per niente più coraggiosi per averlo ascoltato parlare. Eppure il coraggio è forse la virtù più decisiva. Nessuno fa la cosa giusta sotto pressione senza coraggio.

Qualcuno una volta definì l'Unitarianismo(1) come un letto di piume per catturare i cristiani che cadono. Mi sono chiesto se l'idea che l'etica possa essere insegnata in classe non sia la stessa. Alcuni ora dicono: “Gesù non era Dio ma piuttosto un grande insegnante di morale”. Ebbene, se l'etica non si può insegnare, Gesù con questo non ha nulla a che fare.

giovedì 28 settembre 2023

Il cardinale Sarah sulla teologia liturgica di Joseph Ratzinger e l'allontanamento da essa di Francesco

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement, un articolo del Porf. Peter Kwansiewski sulla posizione del card Sarah nei confronti degli evidenti contrasti tra la teologia liturgica di papa Ratzinger e quella di Bergoglio. Ineludibile il riferimento a Traditionis custodes (vedi indice articoli). La posizione del card. Sarah è notoriamente tra i 'conservatori'; ma in questo caso viene ripareggiata la verità.

Il cardinale Sarah sulla teologia liturgica di Joseph Ratzinger
e l'allontanamento da essa di Francesco

New Liturgical Movement ha più volte riportato il nome e gli scritti del cardinale Robert Sarah, che Benedetto XVI scelse come suo stretto collaboratore nella sacra liturgia, e che fu messo da parte nei primi anni dell'attuale pontificato.

Il cardinale Sarah non ha mai smesso di testimoniare con chiarezza la priorità della liturgia nella vita della Chiesa e l'urgente necessità di un ritorno a una sana prassi liturgica dopo il subbuglio del Concilio. Ne ha parlato con particolare chiarezza fin dall'uscita di Traditionis Custodes.

Confessioni di un cattolico radicalmente escluso

Indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.
Confessioni di un cattolico radicalmente escluso
di John Horvat

Un aspetto che caratterizza il prossimo Sinodo sulla Sinodalità è costituito dall'enfasi posta sulla necessità di ascoltare altre voci. Tutte le voci.

Ai cattolici viene detto che "lo spirito" parla attraverso tutti coloro che sono emarginati ed esclusi. È quindi necessario ascoltare la più ampia varietà di voci. Diventando una Chiesa che ascolta, il "popolo di Dio" può "camminare insieme" sul cammino sinodale verso una nuova evangelizzazione.

Gli organizzatori del Sinodo insistono su quella che chiamano "inclusione radicale". Nessuno è escluso. "Tutti, tutti, tutti" è il modo in cui, a Lisbona, Papa Francesco ha espresso il suo desiderio di vedere la Chiesa espandere lo spazio all'interno della sua tenda.

mercoledì 27 settembre 2023

Il vescovo Schneider risponde ai nuovi sedevacantisti: Francesco è il Papa

Nella nostra traduzione da Infovaticana.com il testo della lettera scritta da S.E. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Kazakistan, rivolta ai nuovi sedevacantisti per confermare che Francesco è il papa. Nulla di nuovo. Ma da una posizione autorevole.

Il vescovo Schneider risponde ai nuovi sedevacantisti: Francesco è il Papa

Negli ultimi giorni, e nell’imminenza di un sinodo che preannuncia cambiamenti nella dottrina, alcune figure di alto profilo hanno formulato l'ipotesi che Francesco non sia il Papa. Il vescovo conservatore Athanasius Schneider ha contrastato la tendenza con una lettera, riportata di seguito, che confuta questa posizione.

* * *
Non esiste alcuna autorità che possa dichiarare o considerare invalido un Papa eletto e generalmente accettato come tale. La pratica costante della Chiesa rende evidente che anche nel caso di un’elezione non valida, questa viene di fatto perfezionata dall’accettazione generale del nuovo eletto da parte della stragrande maggioranza dei cardinali e dei vescovi.

lunedì 25 settembre 2023

Novena per il sinodo - don Elia

Indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.
Novena per il sinodo

Ancora una volta – ma, com’è presumibile, ancora peggio delle altre volte – dal 4 al 29 Ottobre prossimi il Vaticano sarà teatro di un vano tentativo di pervertire la verità rivelata e di scardinare la costituzione divina della Chiesa. Per aumentare la pressione, sono stati invitati anche molti che non sono chierici e neppure cattolici e che, di conseguenza, non hanno nulla a che fare con quella che si definisce una riunione di vescovi. Dietro la cortina fumogena di discorsi inconsistenti e parole prive di contenuto reale, i manipolatori in abito ecclesiastico cercheranno di far accettare, sotto forma di richieste provenienti dalla “base”, la volontà di equiparare il sacerdozio a una qualunque funzione sociale, di riconoscere la sessualità come un bene di consumo, di sdoganare sodomia e pederastia (di cui non pochi di loro sono fervidi praticanti) e di consacrare dottrinalmente altre “conquiste” della moderna società di marca luciferina.

Vescovo del Kansas chiede il 'rinnovamento' della musica sacra e incoraggia il canto gregoriano con una lettera pastorale

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews la notizia che il vescovo del Kansas, in una lettera pastorale, chiede il 'rinnovamento' della musica sacra e incoraggia il canto gregoriano. 
Ottima iniziativa, ma non del tutto consapevole che i novatori postconciliari hanno fatto a brandelli una splendida preziosa veste d'alta sartoria, creata su misura e con arte sublime per un evento unico vissuto da una Domina di rango eccelso: la Messa dei secoli, con richiami e suggestioni riferite all'anno e tempi liturgici impossibili da ritrovare nello scempio che ne è stato fatto nel Novus Ordo, dove ne sono stati ripresi e adattati alla meglio, per la festa di una donzelletta campagnola (paragone inevitabile), solo dei brandelli. Così ne scrivevo qui, nella prefazione al libro di Mattia Rossi Le cetre e i salici. Riflessioni sull’eclissi del canto gregoriano nella Chiesa postconciliare: "Mattia Rossi non manca di mettere in risalto come, sostanzialmente, non vi sia musica che possa definirsi sacra in sé, perché nel culto cristiano, non è sacra la musica, “ma la viva voce dei battezzati che cantano in Cristo e uniti a lui”. La lex orandi espressa nella musica è costituita da quei brani per la celebrazione Liturgica che, attraverso gli espedienti retorici veicolati dalla notazione neumatica, si propongono di tramutare in esegesi sonora la Scrittura, attraverso valori ritmici convenienti ad una musica la cui essenza è far cantare le parole secondo le inflessioni molto libere della declamazione.
Tutto questo Mattia Rossi lo espone con sapiente maestrìa sia nell’excursus storico, che evidenzia luci ed ombre, che nelle interessanti e coinvolgenti dimostrazioni di fondamentali espressioni riferite al ciclico riproporsi dell’anno liturgico, con esempi affascinanti di un singolare itinerario, ch’è immersione e assorbimento – mostrato attraverso le sapienti sottolineature dei brani più significativi del ricco repertorio, delle loro peculiari caratteristiche e recondite ricchezze che introducono nei misteri che celebrano.
Ma l’aspetto più rimarchevole del suo lavoro è l’interrogarsi sul significato intrinseco della musica sacra e del canto gregoriano in particolare e di cosa ne fa il “canto della Chiesa” e svelarne le scaturigini e le ragioni per cui esso è realmente incarnazione sonora della Parola di Dio, suono dell’Invisibile, epifania sonora del Verbo”. E dunque “è Dio che parla a noi attraverso un canto plasmato dallo spirito”. L’Autore ci introduce dunque nelle più recondite e finissime ricchezze meditative, ai più coinvolgenti approfondimenti e alla vera intelligenza dell’autentico significato che consente di fissare “nei canoni musicali ed estetici gregoriani l’archetipo di musica liturgica”. Egli, però, non può non evidenziare la realtà della temperie ecclesiale odierna e l’iconoclastia che non ha risparmiato neppure la musica sacra e lo stesso gregoriano. E tutta questa feconda profondità che ci riempie di stupore, viene paragonata all’esilio babilonese «Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre» (Sl 136)".
Potete trovarne splendidi esempi consultando l'Indice degli articoli pubblicati sulla Musica sacra. Richiamo attenzione sulla nota 1, a proposito della Sacrosanctum Concilium. (M.G.)
Vescovo del Kansas chiede il 'rinnovamento' della musica sacra
e incoraggia il canto gregoriano con una lettera pastorale
"Dovremmo restare fedeli alla nostra tradizione e dare un posto d'onore agli strumenti musicali preferiti della Chiesa, che sono la voce umana e l'organo, e ai repertori musicali del canto gregoriano e della polifonia sacra", ha scritto mons. Carl Kemme.
WICHITA, Kansas – Un vescovo del Kansas ha recentemente pubblicato una lettera pastorale sottolineando l’importanza della musica sacra nella liturgia e incoraggiando l’uso del canto gregoriano, della polifonia e dell’organo nella Santa Messa piuttosto che nella musica secolare.
Il 13 settembre, il vescovo Carl Kemme della diocesi di Wichita ha pubblicato una lettera pastorale intitolata “Sulla musica sacra: cantiamo con il Signore”, in cui sottolineava il desiderio di “restaurare la musica sacra nella liturgia” e l’importanza della musica nel valorizzare la Messa.
Kemme ha aggiunto che lo scopo della lettera era “condividere la mia visione per la musica sacra nella diocesi di Wichita”, che ha descritto come “meno mia” e quella che “considera essere la visione della Chiesa per la musica sacra, ” e promuovere “la partecipazione pienamente consapevole ed effettiva al Santo Sacrificio della Messa”.

domenica 24 settembre 2023

XVII domenica dopo Pentecoste: è qui che accade il vero buio

Nella nostra traduzione da OnePeterFive Fr. John Zuhlsdorf sottolinea le similitudini col tempo presente e caldeggia l'unità innanzitutto.
XVII domenica dopo Pentecoste: è qui che accade il vero buio

La Lettura o Epistola per la Messa della XVII Domenica post Pentecoste [qui] nel Vetus Ordo è tratta da Efesini 4:1-6.
[Fratelli:] Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; 5 un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. 6 Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
Questa domenica nell’antica Chiesa Romana cadeva nel periodo del digiuno del “settimo mese”, che è durante il “Settembre”. Si chiama ancora “7 mesi” anche se è stato ridimensionato dall’introduzione dei mesi che prendono il nome da Giulio e Augusto Cesare. Il digiuno stagionale potrebbe essere stato istituito nella Chiesa antica per contrastare le feste pagane del raccolto che potevano portare ad eccessi. Durante quest'ultima settimana abbiamo osservato i Giorni delle Tempora d'autunno [vedi].

La misura è colma. Ladaria si tira fuori dal sinodo

Interessante, dell'ultim'ora. Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.
La misura è colma. Ladaria si tira fuori dal sinodo

A pochi giorni dall’inizio della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, il cardinale spagnolo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., prefetto emerito del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha comunicato che non prenderà parte all’assemblea. Il presule era stato nominato dallo stesso Pontefice a giugno 2023 e risultava nell’elenco come membro di nomina pontificia.

“La misura è colma”, ha sussurrato qualcuno nel Chiostro dell’ex Sant’Uffizio. La decisione del porporato arriva a poche ore dal ridicolo comunicato del Vicariato di Roma che rende nota solo una parte della relazione del reverendo Giacomo Incitti in merito al Centro Aletti. Violando qualunque norma canonica, il sacerdote ha emesso un giudizio anche sull’operato della Congregazione per la Dottrina della Fede per quanto riguarda il procedimento carico di Marko Ivan Rupnik.

Domenica XVII dopo la Pentecoste ("Iustus es")

Domenica XVII dopo la Pentecoste 
("Iustus es")

Messa
I decreti di Dio sono sempre giusti sia quando confonde gli orgogliosi sia quando nella sua misericordia esalta gli umili. Vedemmo la sua volontà sovrana all'opera otto giorni or sono nella distribuzione dei posti riservati ai santi al banchetto dell'unione divina e, ricordando le pretese e la sorte degli invitati alle nozze, chiediamo soltanto misericordia.

Intróitus
 Ps.118, 137 et 124 - Iustus es, Dómine, et rectum iudícium tuum; fac cum servo tuo secúndum misericórdiam tuam. 
Ps. 118, 1 - Beáti immaculáti in via: qui ámbulant in lege Dómini. Glória Patri… 
Ps.118, 137 et 124 - Iustus est, Dómine,…

Orátio
Da, quǽsumus, Dómine, pópulo tuo diabólica vitáre contágia: et te solum Deum pura mente sectári. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen. 
Introito
Sal. 118, 137 e 124 - Tu sei giusto, o Signore, e retto è il tuo giudizio; agisci col tuo servo secondo la tua misericordia.
Sal. 118, 1 - Beati gli uomini retti: che procedono secondo la legge del Signore. Gloria al Padre… Sal. 118, 137 e 124 - Tu sei giusto, o Signore,…

Colletta
O Signore, Te ne preghiamo, concedi al tuo popolo di evitare ogni diabolico contagio: e di seguire Te, unico Dio, con cuore puro. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. – Amen

sabato 23 settembre 2023

Domenica 24 settembre Messa antica a Pavia

Domani si terrà a Pavia una manifestazione sportiva che interesserà molte vie della città, non solo nel centro storico ma anche nelle zone adiacenti (qui l'avviso dal sito del Comune, con i percorsi e le vie interessate). È prevedibile che vi siano rallentamenti nella circolazione automobilistica e difficoltà a trovare parcheggio nelle immediate vicinanze della chiesa di San Luca. La Santa Messa verrà comunque regolarmente celebrata come di consueto alle ore 10,00. 
 Un cordiale saluto nel Signore, 
 don Fabio Besostri

Sancte Pie a Pietrelcina ora pro nobis !

Precedenti qui - qui - qui - qui - qui.
Pietrelcina è un paesello nel quale ogni pietra, ogni fiore e ogni cosa portano impressi la presenza di un uomo che Dio ha scelto per salire sulla Sua croce, per indossare le Sue piaghe, per subire gli assalti del maligno e delle persone da lui pilotate, per rinnovare il sacrificio della Santa Messa sull’altare del Golgotha, per confessare i nostri peccati sapendo in anticipo quali fossero...
Un santo che per 50 anni ha vissuto con le mani, i piedi e il costato trafitti dal lancinante dolore dell’amore. Una storia italiana e universale, un viaggio nel mistero della vita e della morte, un tesoro che mai cesserà di brillare per le anime.
Pagava lui.
Le grazie che otteneva le offriva di tasca propria perché i meriti suoi, uniti a quelli infiniti del Signore, sgorgavano come acqua dalla roccia, come sangue dalla carne, come sole dall’orizzonte all’alba.
Pietrelcina è un avamposto di tenue poesia evangelica dove senti che tutto è possibile e dove sai che nulla ha il marchio dell’impossibilità, visto a chi ha dato i natali un luogo tanto remoto e, all’epoca, sconosciuto. Una Nazareth campana sotto un cielo sovrabbondante di grazie e di sorprese.
Ci vado spesso per trovare riparo e ristoro oltre la cinta muraria invisibile posta a difesa di chi ha bisogno di uscire dal tempo per una passeggiata, in ginocchio, nell’eternità. RB

Cardinale Müller: è terribile quello che viene fatto a Strickland…

Nella nostra traduzione da Benoit et moi, anche il card. Müller, dopo mons, Schneider [qui] prende posizione a favore del vescovo Strickland [qui]. Precedenti qui e a partire da qui.

Cardinale Müller: è terribile quello che viene fatto a Strickland…

Bellissimo “sfogo” del cardinale Müller, che non usa mezzi termini e prende (con scalpore! è una voce autorevole, e che può supportare, nonostante non abbia praticamente risonanza mediatica) la difesa del suo coraggioso fratello nell'episcopato, bersaglio di una campagna diffamatoria accompagnata da minacce amministrative da parte del Vaticano. Potrebbe essere questo un assaggio del Sinodo? In ogni caso, sembra che i coltelli siano sguainati. 

Il cardinale Gerhard Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, ha risposto a una domanda di kath.net sulle vicende riguardanti mons. Joseph Strickland, della diocesi di Tyler (Stato del Texas, Stati Uniti).

“Mappa Mundi”: un programma unico di immersione nel latino al Wyoming Catholic College

Nella nostra traduzione da OnePeterFive un articolo che dimostra quanto oggi, a parte la riscoperta del latino, molti di coloro che assistono alla Messa tradizionale affermano che l’uso della lingua latina li aiuta a sperimentare la sacralità e il mistero del Santo Sacrificio. Indice degli articoli sul Latino: Lingua classica, sacra e vincolo di unità tra popoli e culture.

“Mappa Mundi”: un programma unico 
di immersione nel latino al Wyoming Catholic College
Julian Kwasniewksi

Una mappa del mondo ricopre l’intera parete dell’aula di un piccolo college cattolico dell’Ovest degli Stati Uniti. È un’aula di storia? O di geografia? Oppure un centro studi delle culture del mondo? No, è l’aula di latino del Wyoming Catholic College, e sia per gli studenti che per i professori quella non è una “mappa del mondo”, bensì la “mappa mundi”.

Utilizzata come supporto nei corsi immersivi di latino offerti dal Wyoming Catholic, la mappa mundi ricorda anche il fatto che la Chiesa chiama questa lingua, una lingua universale, “sua”. Sebbene il latino sia certamente cattolico anche in senso generale, esso è stato soprattutto la lingua del rito romano almeno dal IV secolo. Oggi, molti tra quanti assistono alla Messa tradizionale affermano che l’uso della lingua latina li aiuta a sperimentare la sacralità e il mistero del Santo Sacrificio.

venerdì 22 settembre 2023

Strickland: “Non posso dimettermi” ma…

Nella nostra traduzione da OnePeterFive novità sul 'caso Strickland'. Precedenti a partire da qui.

Strickland: “Non posso dimettermi” ma…

In una nuova dichiarazione del vescovo Strickland, Sua Eccellenza afferma quanto segue:
Ho detto pubblicamente che non posso dimettermi da vescovo di Tyler perché ciò significherebbe abbandonare il gregge che mi è stato affidato da Papa Benedetto XVI. Ho anche detto che rispetterò l’autorità di Papa Francesco se mi rimuoverà dall’incarico di vescovo di Tyler. Amo Gesù Cristo e la Chiesa cattolica da Lui fondata. Il mio unico desiderio è affermare la Sua Verità e vivere la Volontà di Dio al meglio delle mie capacità.
Ciò sembrerebbe indicare che Sua Eccellenza intende sottoporsi ad un ordine ingiusto e tirannico di dimissioni da parte del Papa Dittatore. Potrebbe anche significare che rifiuterà una richiesta di dimissioni, costringendo il regime vaticano a ordinare pubblicamente la sua rimozione.

Se le cose stanno così, è importante che i fedeli sostengano Sua Eccellenza qualunque cosa decida, se e quando venisse emanato l'ordine ingiusto.

giovedì 21 settembre 2023

Devozione al Santo Rosario

Eleison Comments DCCCXLIV, 16 settembre 2023. Commenti settimanali di S. Ecc. Mons. Richard Williamson, Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Precedenti sul Santo Rosario qui - qui - quiqui - qui - qui

Devozione al Santo Rosario

Il Rosario esiste da secoli.
Da allora nessun Santo lo ha mai disapprovato.

Ad Ottobre dello scorso anno questi “Commenti”, seguendo l’esempio di un sacerdote della FSSPX in Francia, hanno presentato una panoramica delle 13 Lettere Encicliche scritte da Papa Leone XIII (1878–1903) tra il 1883 e il 1898, come rimedio per una Chiesa e un mondo che si allontanavano da Dio verso il secolo delle due guerre mondiali. Ora siamo nel XXI secolo e le Encicliche di Leone possono essere più preziose che mai, se vi prestiamo attenzione. Riportiamo qui di seguito un breve riassunto della Laetitiae Sanctae del 1893, in cui Papa Leone mostra come i Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi del Rosario, successivamente, ci illuminano, ci consolano e ci sostengono contro le miserie della nostra epoca. Le considerazioni generali di Papa Leone possono aprirsi a molte applicazioni particolari nella preghiera del Rosario.

Il card. Burke: “assistiamo tristemente a un ritorno delle turbolenze postconciliari”

Un'analisi corretta, quella del cardinale, ma di carattere specificamente conservatore. Il problema, però, ripetutamente evidenziato e sviscerato con ampie argomentazioni non è tanto in un più volte ventilato "spirito del concilio", quanto in quello che Mons. Brunero Gherardini chiama gegen-Geist (contro-spirito), presente già prima del Concilio, affermatosi grazie ad esso. 
Il problema dei conservatori è che, se riprendono le parti accoglibili del concilio [quiqui], ma non riconoscono e chiamano col loro nome gli errori da cui scaturisce la crisi attuale, non arriveremo mai ad una conclusione sensata. Non basta riaffermare la verità, è necessario mettere in guardia dalle variazioni subdole e distorcenti disseminate nei documenti, che ci hanno portato alla rivoluzione apparentemente inarrestabile in atto. Trovate, di seguito, il nostro controcanto basato sulla posizione di mons. Gherardini, che riproduco per esteso per una maggiore immediatezza ed efficacia.

Disciplina e dottrina: il diritto
al servizio della verità e dell’amore
 
Nel periodo immediatamente precedente al Concilio Ecumenico Vaticano II e, ancor più, nel periodo postconciliare, la disciplina canonica della Chiesa è stata messa in discussione fin dalle sue fondamenta.

La crisi del diritto canonico ha avuto origine negli stessi presupposti filosofici che ispiravano una rivoluzione morale e culturale in cui il diritto naturale, l’ethos morale della vita individuale e sociale, veniva messo in discussione a favore di un approccio storico in cui la natura dell’uomo e della natura stessa non godeva più di alcuna identità sostanziale ma solo di un’identità mutevole, e talvolta ingenuamente considerata progressiva.

All’interno della Chiesa, la riforma del Codice di Diritto Canonico del 1917, annunciata da Papa San Giovanni XXIII, una riforma che iniziò seriamente solo circa 10 anni dopo e poi progredì lentamente durante gli ultimi anni del Pontificato di Papa San Paolo VI e i primi anni del Pontificato di Papa San Giovanni Paolo II, sembravano mettere in discussione la necessità della disciplina canonica e aprirono un forum per alcuni teologi e canonisti per mettere in discussione i fondamenti stessi del diritto nella Chiesa.

mercoledì 20 settembre 2023

Torna la Scuola nazionale di dottrina sociale, con i vescovi Suetta e Crepaldi

Segnalazione dell’Osservatorio cardinale Van Thuân.
Torna la Scuola nazionale di dottrina sociale, 
con i vescovi Suetta e Crepaldi
di Stefano Fontana

Torna la Scuola nazionale di dottrina sociale della Chiesa: verrà aperta il 6 ottobre prossimo dal vescovo Antonio Suetta e chiusa, il 15 dicembre, dal vescovo Giampaolo Crepaldi. Tra i due vescovi, le lezioni di Bellavite, Cascioli, Fontana, Magni, Pesci, Scandroglio, Strumia, Vitale. Titolo generale della Scuola di questo autunno 2023: “Vere e false emergenze, vere e false conversioni”. Vi invitiamo a vedere il programma e ad iscrivervi.

Ormai abbiamo capito che le emergenze sono un instrumentum regni, un modo per poter esercitare il potere, favorendo la paura che immobilizza l’intelligenza e chiede solo protezione. La paura indotta paralizza il cittadino, lo spinge ad atteggiamenti irriflessi e ritualisti, lo mobilita contro un ipotetico nemico, lo recluta nella guerra organizzata dal potere, spegne la sua capacità critica, colpevolizza il dissenso, induce alla delazione e divide il campo in due fazioni, perfino dentro le famiglie. Con la paura indotta, il cittadino è spinto ad aggregarsi ma rimane solo e isolato, perché la paura attanaglia i sentimenti. Con la mascherina ci si sente in tanti, ma sotto la mascherina ci si sente soli. La paura provocata dalle emergenze indotte genera il piacere di essere controllati, schedati, profilati, limitati nelle libertà e ci dispone ad accettare qualsiasi esito, purché l’emergenza finisca. Le false emergenze non vogliono solo cittadini obbedienti, ma anche cittadini convinti delle disposizioni per fronteggiarle. Vogliono cittadini devoti e credenti nel valore assoluto della Prevenzione-Ad-Ogni-Costo. Prevenzione che, come principio, può poi essere applicata a tutti i settori della vita sociale, dando vita alla “società palliativa”, necessaria per una società di “malati permanenti”. La società palliativa è quella che predispone fino al dettaglio come tu debba vivere per poter essere sano e felice, dato che ti presuppone cronicamente malato e infelice.

Operazioni di ingegneria sociale del globalismo in materia di immigrazione

Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.
L’invasione di immigrati clandestini è voluta dall’élite globalista con due scopi: il primo è la sostituzione etnica nelle nazioni al fine di cancellarne l’identità, le tradizioni e la fede. Il secondo è alimentare il raket dei negrieri e delle organizzazioni pseudoassistenziali che lucrano sul fenomeno migratorio (tanto laiche quanto ecclesiastiche).
La prova della strumentalità di questa invasione sta nel fatto che la maggioranza dei clandestini è di religione islamica o indù, e che provengono da regioni in cui non ci sono conflitti.
Viceversa, non vi è praticamente nessun corridoio umanitario(1) per accogliere i profughi di stati in cui vi è la guerra civile e in cui i Cristiani sono perseguitati. Se infatti l’Europa accogliesse rifugiati Cristiani, rafforzerebbe la loro presenza e non creerebbe alcun conflitto sociale, mentre vuole ottenere lo scopo diametralmente opposto.
Non stupiamoci quindi che Bergoglio si presti alle operazioni di ingegneria sociale del globalismo in materia di immigrazione, dopo aver fatto il testimonial per i sieri genici sperimentali ottenuti con feti abortivi. (Tweet Arciv. C.M. Viganò)
_________________________
1. Infatti esistono solo i corridoi umanitari della Sant'Egidio che privilegiano i musulmani [vedi].

martedì 19 settembre 2023

Siamo arrivati al 'Solum Magisterium'?

L'ho spostato in alto, per facilitarne la lettura ai nuovi visitatori. poiché lo trovo particolarmente interessante.
Nella nostra traduzione da Crisis Magazine una nuova trattazione sugli insegnamenti innovatori del nuovo corso di Bergoglio e sodali: "L'affermazione dell'arcivescovo Victor Fernández su una "dottrina del Santo Padre" rischia di far crollare ogni distinzione tra il magistero e le sue fonti normative, come la Scrittura e la Tradizione.".  Ci troviamo infatti di fronte al solum magisterium gestito da un'autorità assoluta dotata di un carisma unico... Mi pare una delle migliori affermazioni su come la Chiesa (e il suo munus docendi) sia al servizio di "coloro cui è stato fatto dono" della rivelazione divina, e non di una regola autogiustificante, come alcuni apologeti la presentano oggi. Il tutto persino al di là dei documenti conciliari abbondantemente citati nell'articolo... 
Sulla minaccia del primato delle fonti si conio conciliare vedi il mio testo: Fusione delle fonti della Rivelazione con l'assorbimento della Tradizione nella Sacra Scrittura. Ma ora, come già detto, siamo persino oltre...

Siamo arrivati al 'Solum Magisterium'?

Come può la Chiesa conciliare l'insegnamento secondo cui il magistero è servitore della Parola di Dio («Magisterium verbum Dei ministrant») e non al di sopra di essa («non supra verbum Dei»), come afferma Dei Verbum (§10), con la presunzione, espressa recentemente in un’intervista con Edward Pentin dal cardinale designato arcivescovo Victor Manuel Fernández, che Papa Francesco abbia un
carisma particolare... un carisma unico, ...un dono vivo e operante, che opera nella persona del Santo Padre...[non solo] per la custodia del deposito della fede... [ma anche per] la dottrina del Santo Padre.
L'affermazione di Fernández è sconcertante. Una cosa è affermare che il magistero ha un carisma attinente alla missione di custodire infallibilmente la Fede consegnata una volta per tutte alla Chiesa (Lettera di Giuda 1,3); altra cosa è affermare che il papa stesso ha un carisma che garantisce la propria dottrina.
Possiamo riassumere una descrizione della presunzione che il papa abbia un carisma unico che garantisce la propria dottrina con il seguente sillogismo: “Ciò che il magistero papale insegna con l'assistenza dello Spirito Santo deve essere vero; ma il magistero pontificio insegna X. Quindi X deve essere vero”. Questo è un argomento a priori che pretende di essere il fondamengto del confidare nella promessa di Cristo secondo cui lo Spirito di verità guiderà la Chiesa alla pienezza della verità (Giovanni 16:13).

Mons. Viganò / Domenica XVI dopo Pentecoste

Indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Viganò / Domenica XVI dopo Pentecoste
17 Settembre 2023

Domine, in auxilium meum respice:
confundantur et revereantur,
qui quærunt animam meam, ut auferant eam:
Domine, in auxilium meum respice.
Ant. ad Offert.
Il Santo Vangelo della Domenica XVI dopo Pentecoste propone alcuni spunti di meditazione per questi momenti di grande crisi e tribolazione, sia per quanto riguarda la vita del corpo ecclesiale e della società, sia per la vostra Comunità, sia infine per l’anima di ciascuno di noi.

Due sono i fatti riportati da San Luca: la guarigione dell’idropico e la parabola degli invitati alle nozze.

Il primo insegnamento che possiamo trarre è che il miracolo compiuto dal Signore ci mostra come la legge sia ordinata all’uomo e non viceversa, e che pertanto sbaglia chi, applicando la norma acriticamente e senza prudenza, ne fa un idolo e finisce con il contraddire lo spirito della legge, la mens che l’ha determinata. Per questo tirar fuori dal pozzo un asino o un bue – e a maggior ragione guarire miracolosamente un malato – non viola minimamente il precetto del riposo. Il bene non può essere intralciato dalla legge, che è nata per favorirlo e incoraggiare i buoni, e parallelamente per impedire il male e punire i malvagi.

Venerdì 29 settembre. San Michele Arcangelo. Messa solenne in San Pietro

Al tempo in cui le forze del male hanno enorme libertà di azione, fuorviando e rapendo anime, rivolgiamoci al celeste Patrono della Chiesa Universale per ottenere la Sua protezione per la Chiesa e per il mondo intero.

Venerdì 29 settembre 2023, Festa di San Michele Arcangelo, nella Cappella di S. Michele della Basilica Vaticana, sarà celebrata alle ore 7:00 la Santa Messa solenne.

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria.
Stetit Angelus iuxta aram templi, habens thuribulum aureum in manu sua, et data sunt ei incensa multa: et ascendit fumus aromatum in conspectu Dei".
Adesto itaque, Dux invictissime, populo Dei contra irrumpentes spiritales nequitias, et fac victoriam. Te custodem et patronum sancta veneratur Ecclesia; te gloriatur defensore adversus terrestrium et infernorum nefarias potestates; tibi tradidit Dominus animas redemptorum in superna felicitate locandas”.

lunedì 18 settembre 2023

Laetificat juventutem meam

Dalle segnalazioni dei lettori.
Laetificat juventutem meam

Il salmo 42 è quello del "Desiderio del Tempio di Dio"
Per questo, racconterà il papa Giovanni Paolo II negli ultimi anni della sua vita dove ogni cosa nel suo corpo si fece dolore, che tutto, "a quel punto", diviene canto, letizia, festa. Nell’originale ebraico infatti si parla del "Dio che è gioia del mio giubilo". E' un modo di dire semitico per esprimere il superlativo: il Salmista indica nel Signore la radice del gaudio supremo, la "fons" della gioia pura (e cioè senza stimoli mondani), che poi non è uno stato alterato, di eccitazione insensata: è precisamente la pienezza della pace. La traduzione greca dei Settanta si è forse ispirata all'equivalente aramaico che indica la giovinezza e probabilmente accomuna tacitamente la gioia con la giovinezza - la giovinezza essendo uno stato temporale che non è lambito dal pensiero della morte, è immemore della decadenza, forse per questo: e ha dunque tradotto "al Dio che rallegra la mia giovinezza", introducendo così l’idea della freschezza e dell’intensità della gioia che il Signore dona. Il salterio latino della Vulgata, che è una traduzione fatta sul greco, recita perciò: "ad Deum qui laetificat juventutem meam".
In questa forma il Salmo veniva recitato ai piedi dell’altare, nella precedente liturgia eucaristica, quale invocazione introduttoria all’incontro col Signore.
(nella foto un giovane sacerdote celebra secondo il rito antico ed eterno della Chiesa)

Appello al Papa e al Sinodo di molti fedeli cattolici riuniti ad Assisi

Mi segnalano l'ennesimo appello, uno dei tanti rimasti inascoltati, a partire dai Dubia dei 4 cardinali... qui - qui - qui - qui - qui - qui. In caso di espressione di dottrine contrarie al Depositum fidei si parla solo di sospensione dell'assenso (vedi nota 1). Diverso il discorso dell'eventuale deposizione di un papa eretico (nota 2)

Appello al Papa e al Sinodo
di molti fedeli cattolici riuniti ad Assisi


Guardiamo con preoccupazione e apprensione alla Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata a Roma per il prossimo mese di ottobre, sul tema della “Sinodalità”. Come figli della Chiesa e come cittadini di questa grande Nazione, ci rivolgiamo a Papa Francesco, chiedendo di avere il grande coraggio, che già ebbero i suoi venerati predecessori, di non permettere che ci si discosti mai e in nulla dalla dottrina cattolica, riaffermando la verità del Vangelo, capace di rivelare e restituire, all’uomo e ai popoli, la loro originaria e altissima Vocazione.
Non osi il Sinodo attentare alla natura della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Tale preoccupazione non nasce da alcuna ideologia, ma dai processi che Lei ha innestato e che incoraggia, come ebbe a confidare ad un vescovo italiano, in un precedente sinodo. La dottrina non è altro che l’insegnamento cattolico, che Paolo chiama la “potenza del Vangelo”. Non si riduce solo al Credo, ma si estende fino al Catechismo, che non è acqua distillata, ma condensato di vita e santità vissuta dalla Chiesa.

domenica 17 settembre 2023

Essere cristiani “adulti” significa demolire il cristianesimo?

La verità è che, percosso il pastore, le pecore sono disperse.
Essere cristiani “adulti” significa demolire il cristianesimo? 
Aurelio Porfiri 

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere il post di un sacerdote su Facebook. In questo post il sacerdote parlava di un libro di Fernando Bermejo-Rubio, dal titolo inequivocabile L’invenzione di Gesù di Nazareth: Storia e Finzione. Il libro viene così descritto: “L’invenzione di Gesù di Nazareth analizza con rigore la figura di Gesù e le vicende del primo cristianesimo a partire dalle fonti antiche, prosegue sottoponendo ad analisi critica la storiografia successiva e giunge fino al tempo presente. Nella sua dettagliata disamina Bermejo-Rubio dimostra come l’intero campo di studi sia stato spesso ingombro di pregiudizi e preconcetti, che ancora oggi pervadono la letteratura di settore. Consapevolmente o meno, il dato storico e quello mitologico si intersecano in maniera complessa, rendendo lo studio della figura di Gesù un compito arduo, ma tanto più necessario in un mondo che si dice secolarizzato”. Ora, tornando al post su Facebook del sacerdote, egli affermava che dopo la lettura di questo libro si poteva aspirare ad un “cristianesimo adulto”. Ma che significa “cristianesimo adulto”?

Domenica XVI dopo Pentecoste (“Miserere mihi”)

Domenica XVI dopo Pentecoste
(“Miserere mihi”)

Messa
La risurrezione del figlio della vedova di Naim ravvivò domenica scorsa la fiducia della Chiesa ed ora essa innalza più insistente la sua preghiera allo Sposo, che per qualche tempo la lascia su questa terra affinché il suo amore si tempri nella sofferenza e nel pianto.
In ordine alla salvezza la nostra impotenza è tale che, se la grazia non ci previene, non abbiamo neppure la preoccupazione di agire e, se essa non segue le sue ispirazioni per portarle a buon frutto, non sapremmo mai passare dal pensiero all'atto nei riguardi di una virtù qualsiasi. Se invece sappiamo essere fedeli alla grazia, la vita diventa una trama ininterrotta di opere buone.

sabato 16 settembre 2023

Ancora insinuazioni su Pio XII e gli ebrei

Segnalazioni dei lettori. Tra malafede e ignoranza ( è il livello del giornalista medio del Corriere e dei suoi lettori ). Basterebbe rileggere la vita di Eugenio Zolli [qui]. Credo stia proprio lì l'avversione per questo sant'uomo. Comunque non è un caso appaiano questi titoli alla viglia del Sinodo sulla sinodalità. Qui l'indice degli articoli su Pio XII

Ancora insinuazioni su Pio XII e gli ebrei
  
Incredibile e sconvolgente 'rivelazione' del Corriere... Va da sé che risulta davvero poco spiegabile come mai Pio XII si sia premurato di salvarne tantissimi di ebrei, pur non sapendo della Shoah... Lo avrà fatto, così, per sport... 
 * * * * 
A parte le battute, la titolazione è davvero il grimaldello che aziona nel lettore medio il riflesso che si vuole ottenere in questi casi: far vagare la mente a 'Il Vicario', al 'Papa di Hitler' e a tutto il propagandume analogo.
Molti non leggeranno, ma la narrativa sarà di nuovo 'rinfocolata'.
Nei cani di Pavlov, sia chiaro...

Mons. Carlo Maria Viganò / Festa dell'esaltazione della Santa Croce

Indice degli interventi precedenti e collegati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Festa dell'esaltazione della Santa Croce
14 Settembre 2023
Arbor decora et fulgida,
ornata Regis purpura,
electa digno stipite
tam sancta membra tangere.
Quello che Cicerone definì come «il supplizio più terribile e più infamante», la pena riservata agli schiavi e che i Romani guardavano con orrore, è divenuto per i Cristiani motivo di gloria: Mihi autem absit gloriari, nisi in cruce Domini nostri Jesu Christi: per quem mihi mundus crucifixus est, et ego mundo (Gal 6, 14) esclama San Paolo. L’Introito della Messa odierna ci ricorda che nella Croce risiede la nostra salvezza, la nostra vita, la risurrezione, e che tramite essa siamo stati salvati e liberati.

È dall’anno 335 dell’èra di Cristo che la Chiesa celebra solennemente la festa della Santa Croce, anticamente pari per dignità alla Pasqua e all’Epifania, quando il Sacro Legno venne ritrovato dall’Imperatrice Sant’Elena, madre di Costantino. La festa della ὕψωσις, la esaltazione della Croce fu adottata dall’Imperatore Eraclio nel 612, ma due anni dopo i Persiani misero a ferro e fuoco Costantinopoli e il loro re Cosroe II si impadronì della Croce e dal suo legno ricavò un faldistorio, in segno di spregio. Nel 628 Eraclio, vittorioso sui Persiani, riportò la Santa Croce prima a Costantinopoli e poi a Gerusalemme.

Monsignor Schneider esprime il suo sostegno al vescovo Strickland

Lettera di sostegno (datata 2 agosto scorso) di un vescovo coraggioso (alter Athanasius) a un altro vescovo coraggioso, mentre le autorità Vaticane, compreso il Papa, pensano di spingerlo a dimettersi [qui] .

Monsignor Schneider esprime il suo sostegno al vescovo Strickland

Eccellenza, vescovo Strickland, caro e stimato fratello nell’episcopato!

È per me un privilegio e una gioia esprimerle tutta la mia gratitudine e il mio apprezzamento per la sua intrepida dedizione nel custodire, trasmettere e difendere senza compromessi la fede cattolica, così come gli apostoli l’hanno consegnata alla Chiesa e con la quale tutte le generazioni di cattolici, in particolare i nostri antenati, i nostri padri e le nostre madri, i nostri sacerdoti e le nostre religiose-catechiste, si sono nutriti. In tutta verità possiamo applicare a lei, caro vescovo Strickland, ciò che san Basilio affermò a suo tempo: “L’unica accusa che ora è sicura di ottenere una severa punizione è l’attenta osservanza delle tradizioni dei Padri” (Ep. 243).

venerdì 15 settembre 2023

Omelia di mons. Marco Agostini nel 450° anniversario della morte di san Pio V

Testo edificante da non perdere!
Omelia di mons. Marco Agostini
nel 450° anniversario della morte di san Pio V


Sia lodato Gesù Cristo!
All’ora dei Vespri del I maggio 1572, 450 anni fa domani, rendeva l’anima a Dio Antonio Ghisleri, papa San Pio V. Ai cardinali al suo capezzale lasciò queste parole: «Vi raccomando la Santa Chiesa che ho tanto amata! Adoperatevi a eleggere un successore zelante, il quale non cerchi che la gloria del Salvatore e non abbia altro desiderio che il bene della Cristianità e l’onore della Sede Apostolica». Le parole vengono da molto lontano, da un tempo in cui alla vita eterna ci si credeva davvero e la vita terrena trascorreva con il frequente pensiero al punto d’arrivo finale dell’esistenza, momento nel quale ciascuno deve rendere conto a Dio di «pensieri, parole, opere ed omissioni1». Pur non essendo un grande assertore dell’immaginario artistico rinascimentale, San Pio V non fu insensibile al monito proveniente dal grandioso affresco del Giudizio Universale ultimato da Michelangelo una trentina d’anni prima nella Cappella Sistina del Vaticano. «La potestà delle Somme Chiavi2» non poteva mai essere separata da Colui che tale autorità aveva conferito: Cristo Signore giudice ultimo. Aveva coscienza che, in modo particolare, sull’esercizio di quella potestà, alla sera della vita, sarebbe stato chiamato a render conto. L’amore alla Chiesa, la gloria del Salvatore, l’onore della Sede Apostolica e il bene dei cristiani, ossia la gloria di Dio e la salvezza delle anime furono le preoccupazioni assolute di un pontificato, durato 6 anni e 114 giorni, tutto volto ad attuare fedelmente le risoluzioni dell’Assise Tridentina, da poco conclusa, e difendere la Cristianità dal pericolo ottomano.

Il Papa critica i conservatori americani

Anche la FSSPX dice la sua sulle recenti esternazioni di Bergoglio.
Il Papa critica i conservatori americani

“Reazionari”, “ideologi”, “arretrati”... Le orecchie dei cattolici conservatori americani e dei loro pastori fischiano da quando la Civiltà Cattolica ha pubblicato, il 28 agosto 2023, il colloquio che i gesuiti portoghesi hanno avuto con il Sommo Pontefice tre settimane prima. E questo a poche settimane dall’apertura del Sinodo del prossimo ottobre a Roma.

Il 5 agosto 2023, durante il viaggio apostolico in Portogallo in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, Papa Francesco ha incontrato i gesuiti presso il Colegio de Sao Joao de Brito, scuola gestita dalla Compagnia di Gesù: il colloquio, molto libero, è stato l’occasione per il Sommo Pontefice di rispondere alle critiche di alcuni conservatori americani.

giovedì 14 settembre 2023

Arciv. Viganò / Aborto: “Sacramento” di Satana

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.  Qui il video
Arcivescovo Carlo Maria Viganò
Aborto: “Sacramento” di Satana
11 Settembre 2023

Per l’aborto si può andare in prigione: è la pena prevista in alcuni Stati per chi sosta in silenziosa preghiera davanti a una clinica dove si uccidono i bambini. Ma non si va in prigione se si uccide una creatura innocente.

Per l’aborto si può essere discriminati: è lo stigma sociale che grava su chi pensa alla vita del bambino ucciso nel ventre materno, considerato “un grumo di cellule” fino a che non sta per venire alla luce, e per alcuni assassini nei governi anche dopo essere nato.

14 settembre - Esaltazione della Santa Croce

Il blog è un ottimo strumento; ma seppellisce in fretta i suoi contenuti. Dunque ripubblico per ritrovarne gli spunti di meditazione che nutrono la nostra fede e per chi ci leggesse solo ora. Ogni anno, il 14 settembre, ricordavamo l'entrata in vigore del Summorum Pontificum...

Questa festa, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega alla dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul Sepolcro di Cristo e in ricordo del ritrovamento della Croce di Gesù da parte di sant'Elena, madre dell’imperatore Costantino, avvenuto, secondo la tradizione, il 14 settembre del 320. Sant’Elena portò una parte della Santa Croce a Roma. La ripose nel Sessorium, il suo palazzo, parte del quale, dopo avervi sparso della terra del Calvario, aveva riadattato a cappella privata. Passata alla celeste gloria, suo figlio Costantino fece dono di tutto il palazzo alla Chiesa Romana nella persona di papa San Silvestro I. Sono le origini della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme che ancora custodisce le preziose reliquie.

Dal Commento al Vangelo di Giovanni 
di Sant’Agostino
Nessuno è salito in cielo, fuorché colui che dal cielo discese, il Figlio dell'uomo che è in cielo (Gv 3, 13). Egli dunque era qui ed era anche in cielo: era qui con la carne, era in cielo con la divinità; o meglio, con la divinità era dappertutto. Egli è nato dalla madre, senza allontanarsi dal Padre. Sappiamo che in Cristo vi sono due nascite, una divina [generazione ab aeterno], l'altra umana; una per mezzo della quale siamo stati creati, l'altra per mezzo della quale veniamo redenti. Ambedue mirabili: la prima senza madre, la seconda senza padre. Ma poiché aveva preso il corpo da Adamo, dato che Maria proviene da Adamo, e questo medesimo corpo avrebbe risuscitato, ecco la realtà terrena alla quale si riferiva, quando disse: Distruggete questo tempio, e in tre giorni io lo risusciterò (Gv 2, 19). Si riferiva invece a cose celesti, quando disse: Nessuno può vedere il regno di Dio, se non rinasce dall'acqua e dallo Spirito (Gv 3, 5). Sì, o fratelli, Dio ha voluto essere figlio dell'uomo, ed ha voluto che gli uomini siano figli di Dio. Egli è disceso per noi e noi ascendiamo per mezzo di lui. Solo infatti discende e ascende colui che ha detto: Nessuno ascende in cielo, se non colui che dal cielo discende. Non ascenderanno dunque in cielo coloro che egli fa figli di Dio? Certo che ascenderanno; ci è stato promesso in modo solenne: Saranno come gli angeli di Dio in cielo (Mt 22, 30). In che senso, allora, nessuno ascende al cielo se non chi ne è disceso?