domenica 4 giugno 2023

Per una formazione tradizionale dei sacerdoti diocesani

Ringrazio Rex Novae e riprendo l'interessante articolo di don Claude Barthe riguardante il problema della carente formazione sacerdotale dei seminari diocesani post-conciliari e delle diverse iniziative volte a superare il deficit ormai universalmente riconosciuto come concausa di una crisi non più eludibile. Problema nel problema è che nonostante il riconoscimento delle radici conciliari della crisi, si tende ad un superamento che rischia di arrivare a soluzioni ambigue per effetto di un conservatorismo ibrido di conio pur sempre conciliarista. a

Per una formazione tradizionale dei sacerdoti diocesani
Don Claude Barthe

Uno dei principali segni dell’attuale crisi è il crollo nel numero delle vocazioni sacerdotali nelle diocesi. In altri contesti, tradizionali o molto conservatori, continuano a sbocciare. Anche in questo caso, come in altri ambiti già esaminati in precedenza – catechismo, liturgia, predicazione sui fini ultimi – si tratterebbe di riportare al centro della Chiesa ciò ch’è stato ricacciato alla periferia, nella fattispecie la formazione dei sacerdoti secondo un modello tradizionale.

Vivere nella dinamica del provvisorio
Nei diversi articoli, che abbiamo pubblicato per prender parte ad una riflessione su di una vera riforma della Chiesa, abbiamo insistito sul fatto che convenga puntare ad una situazione futura, ancora non avviata, cioè ad un processo di transizione verso un ritorno all’ordine (magisteriale, liturgico), a partire da una situazione attuale, in cui coloro che sono consapevoli del disordine, in nome dell’istinto della fede (sensus fidei -ndr), sono stati costretti ad organizzarsi per salvare il salvabile (preservare il catechismo, la liturgia, le vocazioni).

sabato 3 giugno 2023

L’ottava settimana: la sapienza dell’ottava di Pentecoste tradizionale

Oggi si conclude l'Ottava di Pentecoste. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement acquistiamo sempre più consapevolezza delle profondità spirituali inesorabilmente perdute con l'abolizione della stessa nel Novus riformatore. Delle usanze dimenticate dell'Ascensione abbiamo già parlato qui, mentre qui abbiamo ricordato le Quattro tempora di Pentecoste, anch'esse tra le pratiche abbandonate col Novus Ordo ma ancora vive nella Tradizione. Sulle variegate manipolazioni subite dai testi latini liturgici tradizionali utilizzati dagli artefici della Messa riformata, interessante trattazione generale qui - qui.

L’ottava settimana:
la sapienza dell’ottava di Pentecoste tradizionale 
Gregory Dipippo

Siamo molto grati a un monaco benedettino per aver condiviso con noi queste sagge osservazioni sull’importanza di celebrare l’ottava di Pentecoste.

Quando il Consiglio per l’attuazione della Costituzione sulla Sacra Liturgia post-Vaticano II affrontò la questione del ciclo temporale, vale a dire la celebrazione annuale dei misteri della salvezza dall’Incarnazione all’invio dello Spirito Santo a Pentecoste, il suo principio fondamentale (come in tutti gli altri ambiti, secondo la prescrizione della Sacrosanctum Concilium) sembra essere stata la “semplificazione”, un processo che imporrebbe necessariamente una serie di soppressioni e accorciamenti. Se il cuore stesso dell’anno liturgico, la Settimana Santa e la Pasqua, è rimasto pressoché intatto all’interno del calendario, i tempi preparatori e conclusivi della celebrazione hanno registrato due significative perdite, vale a dire la Settuagesima e l’ottava di Pentecoste. Mentre il calendario tradizionale prepara la Quaresima con le due settimane e mezza di Settuagesima e chiude il periodo pasquale con un’ottava per la venuta dello Spirito Santo, i riformatori sembrano aver creduto di dover applicare alla lettera le parole di Sant’Agostino: “Celebriamo quaranta giorni di penitenza prima della Pasqua; con gioia però, avendo ricevuto la nostra ricompensa, cinquanta giorni dopo la Pasqua” (Tratto 17 su san Giovanni; questo testo si legge nel Breviario del venerdì di Quaresima).

venerdì 2 giugno 2023

I giovani amano la Messa tradizionale

Leggiamo su Paix Liturgique e Boulevard Voltaire:
Si sente dire che l'arcivescovo di Parigi e molti suoi coetanei confessano - sorpresi - che i giovani amano la messa tradizionale. Coloro che, forti della Traditionis custodes, hanno speculato sulla morte annunciata della liturgia tradizionale confessano: "Nei devoti della Messa tridentina, abbiamo pensato di vedere una casa di riposo per anziani, in realtà era un vivaio" 
Un numero crescente di giovani sembra essere attratto dalla cosiddetta liturgia tridentina, anche tra seminaristi e giovani sacerdoti. Mentre i genitori avevano lasciato la Chiesa, essi tornano a messa. Ma non alla messa in francese, ma alla messa tridentina in latino. Questo entusiasmo dei giovani per la messa in latino sta avvenendo proprio mentre papa Francesco pubblica un motu proprio (traditionis custodes) che limita le possibilità di celebrare la messa tridentina. Perché questi giovani sono attratti dai tradizionalisti? Molte sono le testimonianze di persone tornate alla Chiesa attraverso la porta della Messa tridentina.

Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste. La festa del Sacro Cuore di Gesù

Ripubblico, per rimeditare e per chi leggesse solo ora. Litanie del Sacro Cuore di Gesù [qui]. Vedi anche: Intronizzazione del Sacro Cuore di Gesù: la Sacra Scrittura [qui]; Leone XIII il Sacro Cuore e la Regalità sociale di Cristo [qui]: Leone XIII - Atto di Consacrazione del genere umano a Cristo Re [qui]; In festo SS.mi Corporis Christi. L’Eucaristia: rapporto di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio [qui]

Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste.
La festa del Sacro Cuore di Gesù

Oggi la Chiesa ci propone di onorare con un culto speciale il Cuore sacratissimo di Gesù di cui il sacramento ci ha già rivelato l'immensa tenerezza. E per stimolarci ad onorare quel Cuore divino con maggior rispetto e devozione, Pio XI ha elevato questa festa al rito di doppio di prima classe e messo la sua Ottava alla pari di quelle di Natale e dell'Ascensione [1]. Il culto del Sacro Cuore - scriveva egli ancora Cardinale - è la quintessenza stessa del cristianesimo, il compendio e il sommario di tutta la religione. Il cristianesimo, opera d'amore nel suo inizio, nei suoi progressi e nel suo compimento non potrebbe essere identificato assolutamente con nessuna altra devozione come con quella del Sacro Cuore [2].

Oggetto della devozione al Sacro Cuore.

L'oggetto della devozione al Sacro Cuore è lo stesso Cuore ardente d'amore per Dio e per gli uomini. Dall'Incarnazione infatti Nostro Signor Gesù Cristo è l'oggetto dell'adorazione e dell'amore di ogni creatura, non soltanto come Dio ma come Uomo-Dio. Essendo la divinità e l'umanità unite nell'unica persona del Verbo divino, Egli merita tanto come Uomo che come Dio tutti gli omaggi del nostro culto; e come in Dio tutte le perfezioni sono adorabili, così pure in Cristo tutto è adorabile: il suo corpo, il suo sangue, le sue piaghe, il suo cuore, e per questo la Chiesa ha voluto offrire alla nostra adorazione questi oggetti sacri.

giovedì 1 giugno 2023

Mese del Sacro Cuore di Gesù/ Primo giorno

Dalle Litanie del Sacro Cuore di Gesù
“Cor Jesu, maiestatis infinitae…”
“Cuore di Gesù, di maestà infinita…”
Caro pellegrino, considera quest’oggi come la sovranità dell’universo intero sia all’insegna di un Cuore, che è simbolo dell’amore. Il potere si traduce nell’Amore e questo Amore diventa la forza della Maestà. 
La Verità Cattolica ha anche questa bellezza: tutto l’universo è mosso da una forza che non è solo forza, ma è anche e soprattutto amore …l’amor che move il sole e l’altre stelle (Paradiso XXXIII). - Fonte

Le sfumanti sfumature di Benedetto XVI

Ne ho parlato qui con tutti gli approfondimenti; ma vale la pena riprendere l'ironico spumeggiante condensato segnalato su Letturine .
Le sfumanti sfumature di Benedetto XVI

Intelligenti pauca
, ma anche intelligentes pauci, per cui chi non avesse capito portata e contenuto dell'affermazione di Benedetto XVI citata da Disputationes, agevoliamo qui sotto suggerimenti per una traduzione in italiano.
Benedetto XVI:
«Nella concreta attuazione della riforma liturgica, letesi di Lutero hanno silenziosamente giocato un certo ruolo, cosicché in alcuni ambienti si è potuto sostenere che il decreto del Concilio di Trento sul sacrificio della Messa fosse stato tacitamente abrogato. La durezza dell’opposizione contro l’ammissibilità dell’antica liturgia in parte si basava certamente anche sul fatto che in essa si vedeva operare una concezione non più accettabile di sacrificio ed espiazione».
Agevolazioni filologico-contestuali:

Mons. Strickland: I cattolici dovrebbero correggere caritatevolmente gli errori, anche se provengono dal papa

Nella nostra traduzione da Lifesitenews registriamo dalla voce di un vescovo la conferma della opportunità di denunciare gli errori caritatevolmente, anche se e quando a diffonderli è il papa.

Mons. Strickland: I cattolici dovrebbero correggere caritatevolmente gli errori, anche se provengono da Papa Francesco

Nell’episodio di questa settimana del The Bishop Strickland Show, il vescovo Joseph Strickland illustra il contesto di un suo tweet [traduzione ripresa nel titolo -ndT] pubblicato all’inizio del mese sulla validità del papato di Francesco sostenendo che è dovere dei cattolici fedeli correggere gli errori per amore di carità.
Bp. Strickland: Catholics should charitably correct error, even if it comes from Pope Francis
Per contestualizzare il tweet, Sua Eccellenza ha detto di aver registrato un video per un’organizzazione il cui fondatore sostiene che Papa Francesco non è il Papa. Ed è questo che lo ha indotto a twittare che, sebbene Papa Francesco sia effettivamente Papa, “è tempo per me di dire che rifiuto il suo programma di minare il Deposito della Fede [sic]”.