lunedì 2 ottobre 2023

Nuovi Dubia presentati al papa da Cinque Cardinali

Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.
DUBIA
1 Dubium circa l’affermazione che si debba reinterpretare la Divina Rivelazione in base ai cambiamenti culturali e antropologici in voga.
Dopo le affermazioni di alcuni vescovi, che non sono state né corrette né ritrattate, si chiede se nella Chiesa la Divina Rivelazione debba essere reinterpretata secondo i cambiamenti culturali del nostro tempo e secondo la nuova visione antropologica che questi cambiamenti promuovono; oppure se la Divina Rivelazione sia vincolante per sempre, immutabile e quindi da non contraddire, secondo il dettato del Concilio Vaticano II, che a Dio che rivela è dovuta “l’obbedienza della fede” (Dei Verbum 5); che quanto è rivelato per la salvezza di tutti deve rimanere “per sempre integro” e vivo, e venire “trasmesso a tutte le generazioni” (7) e che il progresso della comprensione non implica alcun mutamento della verità delle cose e delle parole, perché la fede è stata “trasmessa una volta per sempre” (8), e il Magistero non è superiore alla parola di Dio, ma insegna solo ciò che è stato trasmesso (10).

Cinque Cardinali presentano al Papa nuovi Dubia

Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.
Comunicato Stampa

Le crescenti perplessità e interrogativi che hanno provocato le discussioni relative al “Sinodo sulla sinodalità” nelle sue diverse fasi e documenti preparatori, aggravate da alcune scandalose proposte del cammino sinodale tedesco (synodaler weg) e di alti prelati in diversi luoghi, hanno causato una grande preoccupazione in quanti vedono nell’attuazione di queste idee una profonda deviazione dal compito di evangelizzazione affidato da Nostro Signore alla sua Chiesa.

Il prossimo papa sarà “sinodale”?

Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità.
Il prossimo papa sarà “sinodale”?

Il clima di fine regno che domina Roma da diversi mesi ha fatto sì che tutti i vaticanisti si interrogassero sulla personalità di chi succederà a papa Francesco. Il prossimo sinodo sulla sinodalità (4-29 ottobre 2023) solleva una nuova domanda: il futuro papa sarà necessariamente "sinodale"?

Su Le Point del 28 luglio, Massimo Faggioli, professore al dipartimento di teologia e scienze religiose dell'Università Villanova di Filadelfia (Stati Uniti) afferma che "il prossimo papa non sarà necessariamente un Francesco II". Alla domanda: il prossimo papa sarà necessariamente di essenza bergogliana? l'accademico risponde: "Sì e no".

domenica 1 ottobre 2023

XVIII domenica dopo Pentecoste: “Meglio la morte che il peccato!”

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la meditazione per questa Domenica di Fr. John Zuhlsdorf è tra la fede compresa con l'intelletto e quella compresa ad un livello sapienziale, più profondo, che diventa vita vissuta. Ed è di questo che c'è bisogno!

XVIII domenica dopo Pentecoste:
“Meglio la morte che il peccato!”


Il nostro sguardo alla lettura dell'Epistola per la Santa Messa domenicale nel Vetus Ordo del Rito Romano continua per la prossima XVIII domenica dopo Pentecoste. Bl. Ildefonso Schuster, il grande liturgista e un tempo cardinale arcivescovo di Milano (+1954) ci informa che i nostri antenati romani identificavano questa domenica come la “terza dopo il 'compleanno' di san Cipriano”, essendo il compleanno, dies natalis, il giorno della sua morte, la sua nascita alla vita celeste.

Fonti antiche dicono per questa domenica “Dominica vacat… Questa domenica è vuota”, a causa del sabato sera, durante il quale si svolgeva una veglia notturna che si estendeva fino alla domenica mattina. Dove la veglia non veniva osservata, fuori Roma, non si poteva lasciare la gente senza la Messa della domenica, così si è evoluto questo formulario. Per questo motivo si interrompe il ciclo di letture degli Efesini. In questa domenica ascoltiamo la 1a Lettera ai Corinzi (1,4-8).

Supplica originale alla Regina del Santissimo Rosario di Pompei

Supplica originale alla Regina del Santissimo Rosario di Pompei 
 (come fu scritta dal Beato Bartolo Longo) 
Da recitare, a mezzogiorno, l’8 di Maggio e la Prima Domenica di Ottobre

✠ In Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.

I. - O Augusta Regina delle Vittorie, o Vergine Sovrana del Paradiso, al cui Nome potente si rallegrano i Cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina Gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli Vostri, che la bontà Vostra ha prescelti in questo secolo a innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai Vostri piedi, in questo giorno solennissimo della Festa dei novelli Vostri trionfi sulla Terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore e, con la confidenza di figli, Vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! Da quel Trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo Vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; Vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita.
Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono!
O Madre, trattenete il Braccio della Giustizia del Vostro Figliuolo sdegnato e vincete con la clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli Vostri, che costarono Sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al Vostro sensibilissimo Cuore.
Oggi mostratevi a tutti qual siete, Regina di Pace e di Perdono.

Vescovo Strickland: Dio non benedice e non può benedire il peccato

Riprendo volentieri la più recente Lettera pastorale del vescovo Strickland, su segnalazione dell'Osservatorio card. Van Thuân. Precedenti a partire da qui - qui.

Vescovo Strickland: Dio non benedice
e non può benedire il peccato

Di Mons. Joseph E. Strickland 
28 settembre, 2023

Miei cari figli e figlie in Cristo:
Vi scrivo oggi per approfondire la quarta verità fondamentale di cui ho parlato nella mia prima lettera pastorale pubblicata il 22 agosto 2023, e per chiederci di riflettere più profondamente su questa importante verità della nostra fede: «Ogni persona umana è creata a immagine e somiglianza di Dio, maschio o femmina, e tutte le persone dovrebbero essere aiutate a scoprire la loro vera identità di figli di Dio, e non sostenute in un tentativo disordinato di rifiutare la loro innegabile identità biologica e data da Dio”.
Il fatto che la comunità umana stia perdendo questo filo di verità è una delle tendenze più sorprendenti e devastanti del nostro tempo. La confusione e il danno che derivano dall’abbandonare la nostra identità biologica e dataci da Dio sono radicati nella tendenza moderna a negare la sovranità di Dio e, per molti, a negare persino la Sua stessa esistenza, trasformandoci così in “dei” nel nostro proprio mondo. Questa negazione del vero Dio è dimostrata in modo drammatico quando iniziamo a perdere il filo di chi siamo. Per rispondere alla domanda fondamentale sulla nostra identità, dobbiamo rivolgerci a Dio e alla verità che Egli ci ha rivelato. Quando proviamo a rispondere alla domanda su chi siamo senza prima cercare una risposta in Dio, troviamo noi stessi immersi nel caos che vediamo oggi intorno a noi. Per fortuna, Dio ha rivelato una bella immagine di chi siamo, e le Sacre Scritture e la Sacra Tradizione della nostra fede cattolica offrono molto per aiutarci a dipingere la meravigliosa immagine della persona umana. “Dunque Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò”. (Gen 1,27).

Domenica XVIII dopo la Pentecoste (Da pacem, Dómine, sustinéntibus)

La Liturgia di oggi è un'aspirazione al Cielo, dimora di Dio e dei suoi eletti. A questa accennano le invocazioni dell'Introito e del Graduale. L’Alleluia è quello delle Domeniche dopo l’Epifania, che annunziava l’ingresso dei Gentili nel regno dei cieli. Noi raggiungeremo la beata Casa di Dio se, corrispondendo ai suoi doni, vivremo nell'integrità della Fede e nella santità dei costumi finché giunga il tempo del premio (Epistola). Se lungo il nostro terreno cammino cadremo nella paralisi della colpa, Dio, Sempre misericordioso, è pronto a concederci il suo perdono (Vangelo) nel sacramento della Penitenza.

Domenica XVIII dopo la Pentecoste
(Da pacem, Dómine, sustinéntibus te)

Intróitus
Eccl. 36, 18 - Da pacem, Dómine, sustinéntibus te, ut prophǽtæ tui fidéles inveniántur: exáudi preces servi tui, et plebis tuæ Israël.
Ps. 121, 1 - Lætátus sum in his, quæ dicta sunt mihi: in domum Dómini íbimus. 
Glória Patri…

Eccl. 36, 18 - Da pacem, Dómine, sustinéntibus te...

Orátio
Dírigat corda nostra, quǽsumus, Dómine, tuæ miseratiónis oper operátio: quia tibi sine te placére non póssumus. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen.
Introito
Eccl. 36, 18 - O Signore, dà pace a coloro che sperano in Te, e i tuoi profeti siano riconosciuti fedeli: ascolta la preghiera del tuo servo e del popolo tuo Isræle.
Sal. 121, 1 - Mi rallegrai per ciò che mi fu detto: andremo alla casa del Signore. 
Gloria al Padre…
Eccl. 36, 18 - O Signore, dà pace a coloro che sperano in Te,…

Colletta
 Te ne preghiamo, o Signore, l’azione della tua misericordia diriga i nostri cuori: poiché senza di Te non possiamo piacerti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. - Amen.

Il Paralitico che porta il suo letto
è il soggetto del Vangelo di oggi e dà il nome alla decimaottava domenica dopo Pentecoste. Si è notato che l'ordine del Messale colloca questa domenica dopo le quattro Tempora di autunno. Non discuteremo coi liturgisti del Medio Evo, per sapere se ciò si deve al fatto di aver preso il posto della domenica che seguiva sempre l'ordinazione dei sacri ministri, nel modo che altrove abbiamo spiegato (Sabato delle quattro Tempora d'Avvento). Antichissimi manoscritti, Sacramentari e Lezionari la chiamano con questo nome, usando la formula ben nota: Dominica vacat [1].