mercoledì 2 aprile 2025

Regina Sanctorum omnium, intercede pro nobis!

Regina Sanctorum omnium, intercede pro nobis!

Come il rito è ripetizione, ma è sempre nuovo nel sacrificio di Cristo che è reso presente come fosse la prima, ultima, unica volta, così la 'santa routine' della ripetitività ci invita a solennizzare la Ricorrenza di oggi. I frutti maturano nella ripetizione e nell'abitudine. 
Buona Festa di Ognissanti a tutti!  -  Vedi precedente nel blog.

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
(Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)

Affrettiamoci verso i fratelli che ci aspettano

A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perché ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. Ѐ chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro. Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.
Il primo desiderio, che la memoria dei santi o suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all'assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.
Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi e ce ne mostreremo indifferenti? I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipiamo con i voti dell'anima la condizione di coloro che ci attendono. Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità. Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l'aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non è certo disdicevole, perché una tale fame di gloria è tutt'altro che pericolosa.
Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria. Frattanto il nostro capo si presenta a noi non come è ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle spine dei nostri peccati.
Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezza sotto un capo coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno onore, ma lo espongono al ridicolo.
Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la nostra vita è nascosta con lui in Dio.
Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le membra glorificate. Allora trasformerà il nostro corpo umiliato, rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.
Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni diritto. Ma perché la speranza di una felicità così incomparabile abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi. Sollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere.

Indice degli articoli riguardanti 'i due Papi', a partire dall'annuncio dell'abdicazione di Benedetto XVI

Abdicazione di Benedetto XVI e conseguenti
Vedi anche Indice degli Interventi di Joseph Ratzinger dal 'recinto di Pietro'


Riflessioni e risonanze, insieme alla cronaca in diretta degli eventi che coinvolgono 'i due Papi', succedutisi a partire dall'annuncio di Benedetto XVI alla cristianità (2013) e al mondo della sua abdicazione fino ad oggi, organizzate a partire dagli articoli più recenti. Come tutti gli altri indici, resi visibili sulla colonna di destra del blog, anche questo viene costantemente aggiornato. 
2023
.: Via il titolo di Papa e addio al Vaticano: il codice di Francesco per i futuri "emeriti"
.: Il card. Zen non è mancato alle esequie di Benedetto XVI
.: Il ratzingerismo mieloso che confonde conservatorismo con Tradizione
.: “Absolve, Domine”. Omelia dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò in morte Papæ          Benedicti XVI
.: Nota a margine alla morte del papa emerito Benedetto XVI
.: Gänswein: “Traditionis custodes ha spezzato il cuore di papa Benedetto”
.: Requiescat in pace, Benedetto XVI! Commemorazione del card. Burke
2022
.: Benedetto XVI ha concluso il suo cammino terreno questa mattina
.: Il vecchio e il nuovo
.: Papolatria
.: Roche riceve la berretta cardinalizia: compenso (anti)liturgico (e incontro dei neo-cardinali con Benedetto XVI)
.: Maria Guarini. Bergoglio e la riforma del titolo 'papa emerito'
.: Gerhard Card. Müller. “C’è legittimamente un solo Papa e si chiama Francesco”
.: Georg Gänswein conferma che Joseph Ratzinger si unirà alla consacrazione del 25 marzo
.: Lettera di Benedetto XVI, un testamento spirituale
2021
.: Perché Benedetto avrebbe organizzato dimissioni invalide?
.: Il magistrato Giorgianni: “Benedetto XVI non ha mai abdicato. Bergoglio è un cardinale vestito di bianco”
.: Cardinale Ratzinger scomunica papa Ratzinger (e con lui tutta la Chiesa)
.: Perché Benedetto avrebbe organizzato dimissioni invalide?
.: Intervista a Ratzinger: «Non ci sono due Papi. La rinuncia di 8 anni fa? Credo di aver fatto bene»
.: Viganò: BXVI Soffriva di Sindrome di Stoccolma verso Bertone e Gänswein
.: Mons. Ics: Viganò ci aiuti a scoprire che cosa portò BXVI a dimettersi
2020
.: Documentario su Benedetto XVI, Gänswein: «Mai pentito della rinuncia»
.: Benedetto XVI rompe il silenzio: «Non posso tacere». Sinodo Amazzonico e celibato sacerdotale
.: Giallo in Vaticano sulla firma di Ratzinger. Smentite documentate del card. Sarah
.: Sarah-Ratzinger sul celibato ecclesiastico. Una bomba dopo l'altra e la bagarre aumenta
.: Mons. Athanasius Schneider a sostegno del Card. Robert Sarah
.: Sarah-Ratzinger: polemiche e risposte. La firma in futuro: “Cardinale Sarah con il contributo di Benedetto XVI”.
.: Card. Müller, Avversari o Fratelli in Spirito? Il rapporto tra Papa Francesco e Benedetto XVI.
.: Libro Ratzinger-Sarah. Fraternità San Pio X: “Fallimentare difesa del celibato”
.: Il ritorno di Ratzinger: “Nozze gay e aborto segni dell’Anticristo”
.: J. Ratzinger elogia Giovanni Paolo II come il “restauratore liberatore” della Chiesa
.: Maria Guarini. Il 'papato emerito' e le conseguenti 'variazioni' che aprono la porta a un futuro diverso
.: Intervista di monsignor Georg Gänswein al settimanale Oggi
.: I 'due Papi' al termine del Concistoro 28 novembre 2020
.: In Vaticano si torna a discutere della figura del "papa emerito" - Maria Guarini
2019
.: Riportare la verità nella Chiesa militante. Benedetto XVI e la conversione degli ebrei.
.: Benedetto XVI al Corriere: «La Chiesa vincerà le divisioni». Ma non è chiaro come...
.: Vaticano e omoeresia. Che fine hanno fatto i risultati dell'inchiesta che Benedetto XVI ha consegnato al suo successore?
.: Che dire? Ancora Sua Santità Benedetto XVI....
.: Testo integrale documento di Benedetto XVI - La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali
.: Teologi senza teologia - Robert P. Imbelli
.: Gli appunti di Benedetto XVI "correggono" Amoris laetitia
.: Benedetto rompe il silenzio
.: Ratzinger ai nuovi cardinali: ricordate il valore della fedeltà al Papa
.: Esclusivo: La nuova preghiera di Benedetto XVI
.: Benedetto XVI: alla Commissione teologica internazionale, “voce ascoltata che indica l’orientamento di fondo”
2018
.: Vera, falsa, ironica, o altro? La lettera di Ratzinger conclude dicendo che non ha tempo da perdere
.: I 'due Papi' al termine del Concistoro 28 giugno 2018
2017
.: Francesco o Benedetto: chi è il Vero Papa?
.: Inedito: I veri rapporti tra 'i due Papi'
.: Un 'assist' del Papa emerito al Prefetto del Culto Divino: «Con il Card. Sarah la Liturgia è in buone mani»
.: Parole di saluto di Benedetto XVI per la Messa da requiem per il Cardinale Joachim Meisner nella cattedrale di Colonia
.: I veri rapporti tra 'i due Papi'
.: Ecco ancora i 'due Papi'
.: Bergoglio, un'elezione a nullità variabile? Guido Ferro Canale
2016
.: Così scrivevamo in quei giorni
.: Benedetto XVI, la fine del vecchio, l'inizio del nuovo, l'analisi di Georg Gänswein
.: Dichiarazione di mons. Gänswein sulla istituzione del «Papa emerito»
.: «La fine del vecchio, l’inizio del nuovo» - Considerazioni
.: Papato allargato? No, grazie.
.: La rinuncia di Benedetto e l'ombra di Carl Schmitt
.: Discorso di Benedetto XVI nel 65° della sua ordinazione sacerdotale
.: Ultime conversazioni di Benedetto XVI dopo le sue dimissioni. La creazione della figura del “Papa emerito”
.: Papa contemplativo versus Papa attivo
.: Walter Brandmüller. È necessaria una legge che definisca lo statuto dell'ex-papa
.: Due Papi come mai nella storia. Da vero "stato d'eccezione"
.: Card. Walter Brandmüller, Renuntiatio Papae. Alcune riflessioni storico-canonistiche
.: Robert Siscoe e JohnSalza, “Francesco o Benedetto: chi è il Vero Papa?” in “Catholic Family News”, Sept-Oct. 2016
.: Brandmüller: "La rinuncia del papa è possibile, ma è da sperare che non succeda mai più". Inoltre occorre ovviare alla "lacuna legis"
.: I due Papi benedicono i nuovi cardinali
.: Papato allargato? No grazie.
2015
.: Ancora «i due papi». Benedetto XVI al Concistoro su invito di Papa Francesco
.: Sua Santità Benedetto XVI insieme al Santo Padre Francesco
.: Benedetto XVI «Sono la fine del vecchio e l'inizio del nuovo»
.: Sinodalità, conciliarità. Come cambia la Chiesa?
.: Il primo giubileo dei 'due Papi'. Benedetto XVI sarà presente all'apertura della Porta Santa
2014
.: Dies nigro notanda lapillo
.: Sulla validità della rinunzia di Benedetto XVI
.: Messori, il Corriere e "i due papi"... o l'«eutanasia» del papato?
.: Benedetto XVI ha rinunciato solo al ministero di Romano Pontefice ma non alla legittima elezione?
.: La fine della "Riforma della Riforma" ha a che fare con la fine del Pontificato di Benedetto XVI?
.: Se crollano i segni. Se dopo un Papa si dimette il Papato
.: Antonio Socci. Non è Francesco
.: A. Socci, Forse non è canonicamente valida la rinuncia di Papa Benedetto
.: A prescindere dal fatto se è o non è Francesco
.: Nuova uscita pubblica - Benedetto XVI partecipa al Concistoro
.: «Anche il Papa emerito alla canonizzazione»
.: Benedetto scrive a Tornielli. Ma non è una cosa seria
.: Ora il mistero è ancora più fitto. Ratzinger e La Stampa. Mie domande senza risposta
.: I due Papi alla festa dei nonni
.: Una dichiarazione sconcertante, dai risvolti a dir poco dirompenti
.: Abbiamo davvero due papi?
.: Tornano alla ribalta i "due papi"...
.: L'ennesimo ritorno alla ribalta dei « due papi»
.: Il Grande Riformatore. Francesco e la creazione di un papa radicale
.: Enigmi da decriptare nell'araldica?
.: La spinosa questione del papa emerito
2013
.: Cardinale Ratzinger scomunica papa Ratzinger (e con lui tutta la Chiesa)
.: Benedetto XVI lascia il Pontificato il 28 gennaio
.: Servus servorum non nella potestà dell'« officio » di governo, ma nella preghiera e nella riflessione
.: Il congedo definitivo. La Sede per ora è vacante
.: Clamorosi errori di latino nella Declaratio di rinuncia
.: Si sgretola il muro granitico di consensi a favore di riflessioni più meditate?
.: Gianfranco Ghirlanda. Cessazione dall’ufficio di Romano Pontefice
.: Oltre al Concilio dei media abbiamo anche il Conclave dei media
.: Perché il Papa ha abdicato. Giovanni Cavalcoli OP
.: Una Chiesa con due Papi. Una ipotesi razionale. E la metafisica?
.: Tradizionale ed eccezionale, le due facce di rinuncia al papato
.: Don Mauro Tranquillo. Un tentativo di lettura del nuovo pontificato
.: La rinuncia del Papa. Una valutazione laica degli scenari e delle soluzioni
.: Rinuncia impossibile filosoficamente e teologicamente
.: “Fidem servavi”. Prima enciclica scritta da due papi: quello in carica, Francesco e l'emerito, Benedetto XVI
.: Che n'è del Primato di Pietro?
.: Uno sguardo all'orizzonte mediatico ed ecclesiale
.: Il «primato petrino» e i segni dei tempi
.: Il colpo di grazia alla cristianità occidentale?
.: Considerazioni sull'atto di rinuncia di Benedetto XVI
.: Don Mauro Tranquillo, Considerazioni su un'abdicazione
.: Con una mano invisibile... La Tiara o Triregno
.: Custos, quid de nocte?
.: Permanenza del papato, permanenza della Chiesa
.: Una misteriosa compresenza
.: Cosa rischia di diventare il Papato?
.: Papato e sinodalità e/o conciliarità
.: F. Colafemmina. Papato a tempo, apostasia ed autodistruzione
.: In diretta da San Pietro. Decisione cosciente, drammatica, che continua a stupire
.: Cosa vuol dirci il Signore con quanto accade nella Chiesa?
.: Una Chiesa con due papi: una ipotesi razionale. E la metafisica?
.: L'abdicazione di Benedetto XVI fa pensare ad un trono vuoto
.: Benedetto XVI manterrà il titolo di Sua Santità, sarà «Papa emerito»
.: Mons. Georg Gäenswein: le dimissioni Ratzinger sono come “un'amputazione”
.: La 'rinuncia' del Papa. Una valutazione laica degli scenari e delle soluzioni
.: Dubbi in quel giardino. La strana 'diarchia' in Vaticano
.: Vi pare normale? Ma tale lo stanno facendo diventare!
.: Un "aggiornamento" che merita qualche riflessione in più
.: L'eco recente di Fatima. Testimonianza dal Divino Amore e 'focus' sui due papi
.: Due papi viventi onorano due papi defunti nella cerimonia di canonizzazione

Vexilla Regis / Per l'Esaltazione della Santa Croce, e per tutta la Quaresima

Vexilla Regis è stato inserito tra diversi altri Preghiere, Inni e Litanie – tesori della nostra Fede da custodire – di cui trovate l'indice nella colonna di destra del blog (nella visualizzazione web).

Vexilla Regis / Per l'Esaltazione della Santa Croce, e per tutta la Quaresima.
(A I Vesperis Dominicae in Palmis in Passione Domini usque ad nonam feriae V Hebdomadae Sanctae inclusive)

Il Vexilla Regis è un inno (Carm. II, 6), le cui parole sono tratte dal poemetto in dimetri giambici composto da Venanzio Fortunato in occasione dell'arrivo della reliquia della Vera Croce a Poitiers (nel 568). Per ascoltarlo qui.
Esso prende titolo dalle parole iniziali della prima stanza. Viene principalmente cantato il Venerdì santo in onore della Santa Croce, nella ricorrenza della festa, ormai soppressa, della Invenzione della Croce (3 maggio), e nella celebrazione della Esaltazione della Santa Croce (14 settembre).

Testo originale (antico)
Vexilla regis prodeunt,
fulget crucis mysterium,
quo carne carnis conditor
suspensus est patibulo.

Confixa clavis viscera
tendens manus, vestigia
redemptionis gratia
hic inmolata est hostia.

Quo vulneratus insuper
mucrone diro lanceae,
ut nos lavaret crimine,
manavit unda et sanguine.

Inpleta sunt quae concinit
David fideli carmine,
dicendo nationibus:
regnavit a ligno deus.

Arbor decora et fulgida,
ornata regis purpura,
electa, digno stipite
tam sancta membra tangere!

Beata cuius brachiis
pretium pependit sæculi!
statera facta est corporis
praedam tulitque Tartari.

Fundis aroma cortice,
vincis sapore nectare,
iucunda fructu fertili
plaudis triumpho nobili.

Salve ara, salve victima
de passionis gloria,
qua vita mortem pertulit
et morte vitam reddidit.
Traduzione italiana
I vessilli del Re avanzano;
risplende il mistero della Croce,
al cui patibolo il creatore della carne
con la propria carne fu appeso.
Confitti con i chiodi le membra,
tendendo le mani, e i piedi,
per la [nostra] redenzione
qui è stata immolata la vittima.
Oltre a ciò, trafitto
da crudele punta di lancia,
per lavarci dalla colpa,
effuse acqua e sangue.
Si compì quel che cantò
Davide con veridica profezia,
quando disse ai popoli:
"Dio regnò dal legno".
Albero appropriato e splendente,
ornato di porpora regale,
scelto a toccare con il degno tronco
così sante membra!
[Albero] beato, ai cui bracci
fu appeso il prezzo del riscatto del mondo:
sei divenuto stadèra del corpo
e strappò via la preda dell'inferno.
Effondi un aroma dalla corteccia,
superi per profumo il nettare,
lieta per il ricco frutto,
lodi l'illustre trionfo.
Salute a te, o altare! Salute a te, o vittima,
a seguito della gloria della Passione,
per la quale la Vita sopportò la morte
e attraverso la morte restituì la vita.
Salve, o Croce, unica speranza!
In questo tempo di Passione
ai fedeli accresci la grazia
e ai peccatori cancella le colpe.
Te, Trinità, fonte di salvezza,
esalti ogni essere vivente:
coloro che salvi attraverso il mistero della croce,
proteggi per l'eternità.

 Protagonista dell’inno è la Croce, albero nobile e fulgido, e la celebrazione del suo Mistero. Tuttavia, esso riprende diversi contenuti già evidenziati da Venanzio in un altro celebre inno sacro, il Pange Lingua [qui testo in calce all'articolo]. Nella scena della Passione sono riproposti alcuni particolari presenti nel Pange lingua: i chiodi (v. 5) e la lancia (v. 10), nonché il sangue e l’acqua (v. 12). Diverse sono però le modalità con cui viene veicolato il contenuto: come evidenzia, infatti, Stefania Filosini “nel Pange lingua la serie asindetica di sostantivi fa leva sul potere evocativo della parola e i singoli termini sono funzionali a richiamare agli occhi del lettore una serie di episodi evangelici; nel Vexilla Regis Venanzio presenta in successione i momenti della crocifissione, zoomando su particolari rilevanti per le loro implicazioni teologiche”.
Nell'immagine a lato (da ingrandire) uno spartito musicale.

La fama dell’inno è testimoniata anche dal fatto che Dante Alighieri lo introdurrà nella Divina Commedia, in Inf. XXXIV [ «Vexilla regis prodeunt inferni / verso di noi; però dinanzi mira» / disse 'l maestro mio «se tu 'l discerni» (Inf. XXXIV, 1-3)], rovesciandone il senso, introducendo un significato parodico: se nell’inno latino i vexilla Regis indicano la Croce, qui rappresentano le sei ali di Lucifero (descritte successivamente ai vv. 46-52). Natalino Sapegno, invece, ci offre una chiave di lettura diversa: “il tono non ha nulla in sé, come si suol ripetere, di ironico o parodistico: la rappresentazione di Lucifero vuole essere paurosa, con quegli aspetti mostruosi e grotteschi che il poeta attinge alla leggenda popolare e alle invenzioni figurative dell’arte romanica e gotica […]; in essa si raccoglie il concetto e il simbolo di tutto il male del mondo.” 
L'inno è citato anche da James Joyce in A Portrait of the Artist as a Young Man, capitolo V, nell'omonima novella di Luigi Pirandello e da Reinhold Messner in Vite al Limite, la sua biografia. 
L'inno ha sempre avuto una grande importanza nella storia della musica. Veniva tradizionalmente cantato nelle processioni precedute dalla croce. Celebre l'esecuzione con coro a cappella, che accompagna la processione del Santo Legno e del Cristo Morto il venerdì santo a Mola di Bari, e del Cristo Morto e della Pietà a Molfetta, e a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), dietro la processione delle "varette". 
Successivamente è stato musicato da Anton Bruckner. Anche Giacomo Puccini ha composto un suo adattamento per coro di voci maschili ed organo. "Vexilla Regis" è stato anche l'inno dell'Esercito Reale e Cattolico che nel 1793 combatté i rivoluzionari in Vandea. 
Come la grande maggioranza degli inni, anche Vexilla Regis non scampò alla riforma di Urbano VIII che volle raddrizzare le gambe a tutti i testi che a lui parevano non abbastanza "classici" o elevati. Il gusto seicentesco purista del Papa che si reputava un poeta latinista portò, effettivamente, a migliorie formali di certi inni, ma certo a scapito del contenuto teologico di scritti redatti spesso da grandi santi del passato. Per questo motivo il latino medievale degli inni venne sottoposto ad una profonda revisione, con massicci interventi testuali per rendere più scorrevole o solamente più aulico il testo degli inni. Comunque già dai tempi di Pio X la tendenza è di tornare alla versione "antiqua" degli inni (che spesso appaiono in appendice ad alcune edizioni del breviario).
Il "Liber Hymnarius" di Solesmes, frutto della riforma liturgica post-conciliare, riabilita tutti i testi in forma antica che erano stati cambiati nel Breviarium Romanum.

martedì 1 aprile 2025

Praeconium Paschale - Per l'ascolto: Exsultet. Basilica Vaticana 23 Aprile 2011

Il termine Exultet corrisponde alla prima parola del canto liturgico, il praechonium paschale, che dall'alto del pulpito viene intonato dal diacono nella solenne veglia pasquale della notte del Sabato Santo.
L'immagine a lato riproduce una miniatura dell'anno 1000.

Nel Video, l'Exultet risuonato nella Basilica Vaticana il 23 aprile 2011, alla presenza di Benedetto XVI.
Inserisco di seguito il testo nell'originale latino e nella traduzione italiana perché, volendo, possiate seguirlo nell'ascolto.

Exultet iam angelica turba caelorum:
exultent divina mysteria:
et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris.
Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus:
et, aeterni Regis splendore illustrata,
totius orbis se sentiat amisisse caliginem.
Laetetur et mater Ecclesia,
tanti luminis adornata fulgoribus:
et magnis populorum vocibus haec aula resultet.
Quapropter astantes vos, fratres carissimi,
ad tam miram huius sancti luminis claritatem,
una mecum, quaeso,
Dei omnipotentis misericordiam invocate.
Ut, qui me non meis meritis
intra Levitarum numerum dignatus est aggregare,
luminis sui claritatem infundens,
cerei huius laudem implere perficiat.

Vers. Dominus vobiscum.
Resp. Et cum spiritu tuo.
Vers. Sursum corda.
Resp. Habemus ad Dominum.
Vers. Gratias agamus Domino Deo nostro.
Resp. Dignum et iustum est.

Vere dignum et iustum est,
invisibilem Deum Patrem omnipotentem
Filiumque eius unigenitum,
Dominum nostrum Iesum Christum,
toto cordis ac mentis affectu et vocis ministerio personare.
Qui pro nobis aeterno Patri Adae debitum solvit,
et veteris piaculi cautionem pio cruore detersit.

Haec sunt enim festa paschalia,
in quibus verus ille Agnus occiditur,
cuius sanguine postes fidelium consecrantur.
Haec nox est,
in qua primum patres nostros, filios Israel
eductos de Aegypto,
Mare Rubrum sicco vestigio transire fecisti.
Haec igitur nox est,
quae peccatorum tenebras columnae illuminatione purgavit.
Haec nox est,
quae hodie per universum mundum in Christo credentes,
a vitiis saeculi et caligine peccatorum segregatos,
reddit gratiae, sociat sanctitati.
Haec nox est,
in qua, destructis vinculis mortis,
Christus ab inferis victor ascendit.
Nihil enim nobis nasci profuit,
nisi redimi profuisset.
O mira circa nos tuae pietatis dignatio!
O inaestimabilis dilectio caritatis:
ut servum redimeres, Filium tradidisti!
O certe necessarium Adae peccatum,
quod Christi morte deletum est!
O felix culpa,
quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem!
O vere beata nox,
quae sola meruit scire tempus et horam,
in qua Christus ab inferis resurrexit!
Haec nox est, de qua scriptum est:
Et nox sicut dies illuminabitur:
et nox illuminatio mea in deliciis meis.
Huius igitur sanctificatio noctis fugat scelera, culpas lavat: et reddit innocentiam lapsis
et maestis laetitiam.
Fugat odia, concordiam parat
et curvat imperia.
In huius igitur noctis gratia, suscipe, sancte Pater,
laudis huius sacrificium vespertinum,
quod tibi in hac cerei oblatione sollemni,
per ministrorum manus
de operibus apum, sacrosancta reddit Ecclesia.
Sed iam columnae huius praeconia novimus,
quam in honorem Dei rutilans ignis accendit.
Qui, licet sit divisus in partes,
mutuati tamen luminis detrimenta non novit.
Alitur enim liquantibus ceris,
quas in substantiam pretiosae huius lampadis
apis mater eduxit.
O vere beata nox,
in qua terrenis caelestia, humanis divina iunguntur!
Oramus ergo te, Domine,
ut cereus iste in honorem tui nominis consecratus,
ad noctis huius caliginem destruendam,
indeficiens perseveret.
Et in odorem suavitatis acceptus,
supernis luminaribus misceatur.
Flammas eius lucifer matutinus inveniat:
Ille, inquam, lucifer, qui nescit occasum:
Christus Filius tuus,
qui, regressus ab inferis, humano generi serenus illuxit,
et tecum vivit et regnat in saecula saeculorum.
Resp. Amen.
Esulti il coro degli angeli,
esulti l'assemblea celeste:
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.
Gioisca la terra inondata da così grande splendore;
la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo.
Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore,
e questo tempio tutto risuoni
per le acclamazioni del popolo in festa.
E voi, fratelli carissimi,
qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce,
invocate con me la misericordia di Dio onnipotente.
Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito,
nel numero dei suoi ministri, irradi il suo mirabile fulgore,
perché sia piena e perfetta la lode di questo cero.

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta
esprimere con il canto l'esultanza dello spirito,
e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.
Egli ha pagato per noi all'eterno Padre il debito di Adamo,
e con il sangue sparso per la nostra salvezza
ha cancellato la condanna della colpa antica.
Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello,
che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.
Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell'Egitto,
e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.
Questa è la notte che ha vinto le tenebre del peccato
con lo splendore della colonna di fuoco.
Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti in Cristo
imprigionati dall'oscurità dei peccati e dalla corruzione del mondo,
li consacra all'amore del Padre
e li unisce nella comunione dei santi.
Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte,
risorge vincitore dagli inferi.
Nessun vantaggio per noi essere nati,
se lui non ci avesse redenti.
O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il Figlio!
Davvero era necessario il peccato di Adamo,
che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa,
che meritò di avere un così grande redentore!

O notte beata,
tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l'ora
in cui Cristo è risorto dagli inferi.
Questa è la notte di cui è stato scritto:
la notte splenderà come il giorno,
e sarà fonte di luce per le mie delizie.
Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori,
la gioia agli afflitti.
Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti,
promuove la concordia e la pace.

In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce.
Riconosciamo nella colonna dell'Esodo
gli antichi presagi di questo lume pasquale
che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore,
ma si accresce nel consumarsi della cera
che l'ape madre ha prodotto
per alimentare questa preziosa lampada.

O notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo creatore!
Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,
offerto in onore del tuo nome
per illuminare l'oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.
Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
questa stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e con te vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

Litanie dei Santi (Messale Romano Antico) - Regina Sanctorum omnium, intercede pro nobis

 Litanie dei Santi (Messale Romano Antico) - Regina Sanctorum omnium, intercede pro nobis

La chiesa cattolica l’1 novembre fa memoria di tutti i santi. Come il rito è ripetizione, ma è sempre nuovo nel sacrificio di Cristo che è reso presente come fosse la prima ultima unica volta, così la 'santa routine' della ripetitività ci invita a solennizzare la Ricorrenza di oggi. I frutti maturano nella ripetizione e nell'abitudine. Una volta ancora estraiamo dai tesori della Chiesa quelle ricchezze spirituali che rischierebbero di cadere nell'oblìo se non le custodissimo, continuando a praticarle. Tra l'altro è di tutta evidenza come la pratica devozionale sia anche foriera di insegnamenti perché, oltre ai nomi dei Santi consegnati alla nostra memoria e a cui chiedere l'intercessione, ad ogni invocazione corrispondono verità di fede che la prassi consente di interiorizzare, anche ora che troppo si sorvola e spesso si taglia selvaggiamente.
Buona Festa di Ognissanti a tutti! 
Vedi precedenti nel blog [qui - qui]

Le Litanie proposte alla nostra devozione sono accompagnate da un commento storico-teologico (ripreso qui) rielaborato a partire dalle informazioni contenute nel Liber Sacramentorum del beato Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano. Per aiutare la fluidità della recita ve ne ripropongo in calce il testo latino.
Litanie dei Santi
(dal Messale Romano Vetus Ordo)

Anticamente, ogni diocesi e ogni monastero aveva le proprie litanie dei Santi, con i nomi dei loro patroni e dei loro beati, che venivano recitate al termine dell'Ufficio Mattutino e durante le processioni. Quello Romano, compostosi attorno al III secolo, inizialmente con gli stessi nomi dei Santi ricordati nel Canone Eucaristico, presto prevalse sugli altri, assumendo diffusione pressoché universale nel rito latino, con poche aggiunte esplicitamente concesse.
La preghiera inizia con delle invocazioni direttamente alla SS. Trinità, secondo l'uso delle antiche ektenie: i Kyrie eleison vengono ripetuti due volte, giusta le prescrizioni antecedenti a S. Gregorio, e non tre come alla Messa.
Kyrie, eleison.
Christe, eleison.
Kyrie, eleison.
Christe, audi nos.
Christe, exaudi nos.
Pater de caelis, Deus, miserere nobis.
Fili, Redemptor mundi, Deus,
Spiritus Sancte, Deus,
Sancta Trinitas, unus Deus,
Signore, abbi misericordia.
Cristo, abbi misericordia.
Signore, abbi misericordia.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici
Padre del cielo, Dio, abbi pietà di noi.
Figlio, Redentore del mondo, Dio,
Spirito Santo, Dio,
Santa Trinità, unico Dio,

La prima ad essere onorata è ovviamente la beatissima e sempre vergine Genitrice di Dio, la quale è invocata ben tre volte con tre differenti titoli (che poi saranno i primi tre delle Litanie Lauretane): col nome di Maria, coll'attributo di Deipara e coll'attributo di Vergine, i quali sono i titoli spettanti alla Madre di Dio in tutte le preghiere antiche. Seguono le preghiere ai Santi Angeli e Arcangeli: seppure i padri della Chiesa, tanto orientali quanto occidentali, ci tramandano i nomi di altri Arcangeli, tratti dalle tradizioni giudaiche, quali Uriele, Gemaliele etc., la Chiesa Romana ha sempre considerato soltanto i tre di cui parla la Scrittura.
Si aggiungono poi il precursore del Messia, il Battista, il padre putativo di Gesù, San Giuseppe, e genericamente i patriarchi e i profeti d'Israele
Sancta Maria, ora pro nobis.
Sancta Dei Genetrix,
Sancta Virgo virginum,
Sancte Michael,
Sancte Gabriel,
Sancte Raphael,
Omnes sancti Angeli et Archangeli,
Omnes sancti beatorum Spirituum ordines,
Sancte Ioannes Baptista,
Sancte Ioseph,
Omnes sancti Patriarchae et Prophetae
Santa Maria, prega per noi.
Santa Genitrice di Dio,
Santa Vergine tra le vergini,
San Michele,
San Gabriele,
San Raffaele,
Santi Angeli ed Arcangeli tutti,
Sante schiere tutte degli spiriti beati,
San Giovanni Battista,
San Giuseppe,
Santi Patriarchi e Profeti tutti

Seguono poi i dittici dei Santi Apostoli, nel medesimo ordine in cui sono invocati nel Canone Romano. Lo Schuster nota come Barnaba, per via del suo stretto legame con San Paolo, preceda i due Evangelisti non discepoli in tutti gli elenchi pervenutici.
Sancte Petre,
Sancte Paule,
Sancte Andrea,
Sancte Iacobe,
Sancte Ioannes,
Sancte Thoma,
Sancte Iacobe,
Sancte Philippe,
Sancte Bartolomaee,
Sancte Matthaee,
Sancte Simon,
Sancte Thaddaee,
Sancte Matthia,
Sancte Barnaba,
Sancte Luca,
Sancte Marce,
Omnes sancti Apostoli et Evangelistae,
Omnes sancti discipuli Domini,
San Pietro,
San Paolo,
Sant’Andrea,
San Giacomo,
San Giovanni,
San Tommaso,
San Giacomo,
San Filippo,
San Bartolomeo,
San Matteo,
San Simone,
San Giuda Taddeo,
San Mattia,
San Barnaba,
San Luca,
San Marco,
Santi Apostoli ed Evangelisti tutti,
Santi discepoli tutti del Signore,

Seguono poi i nomi dei Martiri di Cristo: dopo i Santi Innocenti e il protomartire Stefano, compaiono alcuni dei martiri più celebrati a Roma, tra cui Fabiano e Sebastiano. Più tardiva è probabilmente l'introduzione dei Santi Gervasio e Protasio, i cui corpi furono rinvenuti da S. Ambrogio a Milano.
Omnes sancti Innocentes,
Sancte Stephane,
Sancte Laurenti,
Sancte Vincenti,
Sancti Fabiane et Sebastiane,
Sancti Iohannes et Paule,
Sancti Cosma et Damiane,
Sancti Gervasi et Protasi,
Omnes sancti martyres,
Santi Innocenti tutti,
Santo Stefano,
San Lorenzo,
San Vincenzo,
Santi Fabiano e Sebastiano,
Santi Giovanni e Paolo,
Santi Cosma e Damiano,
Santi Gervasio e Protasio,
Santi Martiri tutti

Seguono poi i Santi Confessori, il cui culto è decisamente successivo a quello dei martiri. Essi, inizialmente visti come quelli che avevano patito esili, prigionie e tormenti ma non il martirio, sono generalmente coloro che hanno testimoniato con ardore la vera fede, senza però versare il proprio sangue per Cristo. I primi Santi non martiri a ricevere culto pubblico e memoria liturgica furono S. Silvestro Papa e S. Martino, ivi citati. Oggi, pur essendo i Confessori la grande maggioranza dei Santi della Chiesa, essi hanno solo un breve spazio nelle Litanie, perché a cagione della loro antichità sono mantenuti solo i primi Confessori: S. Gregorio Papa, S. Agostino d'Ippona, S. Ambrogio di Milano, e l'autore della Vulgata S. Girolamo. S. Nicola fu aggiunto nel Medioevo per via della grande devozione popolare sviluppatasi attorno al X secolo, ed è l'unico Santo Orientale (eccettuati ovviamente gli Apostoli) che ha il privilegio della memoria nelle litanie romane.
Sancte Sylvester,
Sancte Gregori,
Sancte Ambrosi,
Sancte Augustine,
Sancte Hieronyme,
Sancte Martine,
Sancte Nicolae,
Omnes sancti Pontifices et Confessores,
Omnes sancti Doctores,
San Silvestro,
San Gregorio,
Sant’Ambrogio,
Sant’Agostino,
San Girolamo,
San Martino,
San Nicola,
Santi Vescovi e Confessori tutti,
Santi Dottori tutti della Chiesa,

Una breve sezione, aggiunta nel tardo Medioevo, è riservata ai fondatori dei maggiori ordini religiosi della Chiesa Cattolica. Altri ordini religiosi, i cui fondatori ivi non son ricordati, ottennero privilegio di citare il proprio (i Certosini possono nominare S. Bruno, etc.). Infine, si fa una memoria collettiva di tutti i Santi che sono stati religiosi a qualche titolo.
Sancte Antoni,
Sancte Benedicte,
Sancte Bernarde,
Sancte Dominice,
Sancte Francisce,
Omnes sancti Sacerdotes et Levitae,
Omnes sancti Monachi et Eremitae,
Sant’Antonio,
San Benedetto,
San Bernardo,
San Domenico,
San Francesco,
Santi Sacerdoti e Diaconi tutti,
Santi Monaci ed Eremiti tutti,

Infine, secondo l'ordine né cronologico né logico delle litanie della Vigilia Pasquale nonché del Canone Romano, sono citate le Sante, e in particolare le Vergini Martiri, romane e non, dei primi secoli. La locuzione "Vedove" nell'invocazione generale alla fine fu introdotta per tutte quelle Sante che sono state canonizzate pur non morte vergini né subendo il martirio.
Sancta Maria Magdalena,
Sancta Agatha,
Sancta Lucia,
Sancta Agnes,
Sancta Caecilia,
Sancta Catharina,
Sancta Anastasia,
Omnes sanctae Virgines et Viduae
Santa Maria Maddalena,
Sant’Agata,
Santa Lucia,
Sant’Agnese,
Santa Cecilia,
Santa Caterina,
Sant’Anastasia,
Sante Vergini e Vedove tutte,

Dopo l'invocazione riassuntiva ai Santi e due brevi acclamazioni a Iddio, iniziano le suppliche di liberazione, nelle quali si chiede che il Signore buono e filantropo storni da noi ogni disgrazia umana, diabolica e naturale. Questa parte delle litanie è particolarmente importante nella processione delle Rogazioni, specie per le richieste inerenti al clima e alle calamità naturali, e si recita subito prima della benedizione dei campi.
Lo Schuster precisa che per "morte sempiterna" s'intende la morte dell'impenitente, sicuramente destinato alla dannazione perpetua.
Omnes Sancti et Sanctae Dei, intercedite pro nobis.
Propitius esto, parce nos, Domine.
 Propitius esto, exaudi nos, Domine.
Ab omni malo, libera nos, Domine.
Ab omni peccato,
Ab ira tua,
A subitanea et improvisa morte,
Ab insidiis diaboli,
Ab ira et odio et omni mala voluntate,
A spiritu fornicationis,
A fulgure et tempestate,
A flagello terraemotus,
A peste, fame et bello,
A morte perpetua,
Santi e Sante tutti di Dio, intercedete per noi.
Sii indulgente, risparmiaci, o Signore.
 Sii indulgente, ascoltaci, o Signore.
Da ogni malvagità, liberaci, o Signore.
Da ogni peccato,
Dalla tua ira,
Dalla morte improvvisa e inaspettata,
Dalle insidie del demonio,
Dall’ira, dall’odio e da ogni desiderio cattivo, Dallo spirito d’immondezza,
Dal fulmine e dalla tempesta,
Dal flagello del terremoto,
Dalla pestilenza, dalla carestia e dalla guerra, Dalla morte sempiterna,

In seguito, si chiede ancora l'aiuto di Dio, invocandolo in virtù dei misteri della Redenzione, secondo l'ordine e l'elenco proposto dall'antica anamnesi Romana della Consacrazione.
Per mysterium sanctae Incarnationis tuae,
Per adventum tuum,
Per nativitatem tuam,
Per baptismum et sanctum ieiunium tuum,
Per crucem et passionem tuam,
Per mortem et sepulturam tuam,
Per sanctam resurrectionem tuam,
Per admirabilem ascensionem tuam,
Per adventum Spiritus Sancti Paracliti,
In die iudicii,
Per il mistero della tua santa Incarnazione,
Per il tuo Avvento,
Per il tuo Natale,
Per il tuo Battesimo e il tuo santo digiuno,
Per la tua Croce e la tua Passione,
Per la tua Morte e la tua Sepoltura,
Per la tua santa Risurrezione,
Per la tua mirabile Ascensione,
Per la discesa dello Spirito Santo Paraclito,
Nel giorno del giudizio,

Segue l'ektenia, secondo il modello che ancor oggi è contenuto nelle liturgie greche, e che tradisce l'origine antichissima di queste litanie; in queste orazioni si prega anzitutto per le nostre necessità, in secondo luogo per il Papa e per tutti gli Ordini Religiosi (intesi non già come congregazioni monastiche o conventuali, che non esistevano al tempo in cui fu scritta questa preghiera, ma bensì come vescovi, sacerdoti, monaci, diaconi e suddiaconi; si noti che in questo punto non si fa menzione del vescovo locale, a cagione del carattere prettamente romano di questa liturgia, per cui non occorreva nominare altri vescovi oltre al Papa), per l'umiliazione dei nemici di Dio (intesa come la loro conversione alla retta fede), per lα Santa Liturgia (chiamate col nome di servitium, calco del greco λειτουργία), etc.
Si conclude nuovamente colle invocazioni a Nostro Signore, comprese dell'Agnus Dei, e col Padre Nostro.
Peccatores, te rogamus, audi nos.
Ut nobis parcas,
Ut nobis indulgeas,
Ut ad veram paenitentiam nos perducere digneris,
Ut Ecclesiam tuam sanctam regere et conservare digneris,
Ut domum Apostolicum et omnes ecclesiasticos ordines in sancta religione conservare digneris,
Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris,
Ut regibus et principibus christianis pacem et veram concordiam donare digneris,
Ut cuncto populo christiano pacem et unitatem largiri digneris,
Ut omnes errantes ad unitatem Ecclesiae revocare, et infideles universos ad Evangelii lumen perducere digneris,
Ut nosmetipsos in tuo sancto servitio confortare et conservare digneris,
Ut mentes nostras ad caelestia desideria erigas,
Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas,
Ut animas nostras, fratrum, propinquorum et benefactorum nostrorum ab aeterna damnatione eripias,
Ut fructus terrae dare et conservare digneris,
Ut omnibus fidelibus defunctis requiem aeternam donare digneris,
Ut nos exaudire digneris,
Fili Dei,

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
parce nobis, Domine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
exaudi nos, Domine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
miserere nobis.

Christe, audi nos.
Christe, exaudi nos.
Kyrie, eleison.
Christe, eleison.
Kyrie, eleison.

Pater Noster …
Et ne nos inducas in tentationem.
Sed libera nos a malo.
Pur peccatori, ti preghiamo, ascoltaci.
Perché tu ci risparmi,
Perché tu ci perdoni,
Perché tu ti degni di condurci a vera penitenza,
Perché tu ti degni di preservare e governare la tua santa Chiesa,
Perché tu ti degni di preservare l’Apostolico Signore il Papa e tutti gli Ordini Religiosi nel santo zelo religioso,
Perché tu ti degni di umiliare tutti i nemici della Santa Chiesa,
Perché tu ti degni di far dono di pace e di vera concordia ai sovrani e ai principi cristiani,
Perché tu ti degni di donare pace ed unità a tutto il popolo cristiano,
Perché tu ti degni di ricondurre all’unità della Chiesa tutti gli erranti, e di portare tutti gli infedeli alla luce del Vangelo,
Perché tu ti degni di supportarci e preservarci nel tuo santo servizio liturgico,
Perché elevi le nostre menti ai desideri celesti,
Perché ricompensi coi beni eterni i nostri benefattori,
Perché salvi dalla dannazione eterna le anime nostre, dei nostri fratelli, parenti e dei nostri benefattori,
Perché tu ti degni di concedere e conservare i frutti della terra,
Perché tu ti degni di donare a tutti i fedeli defunti l’eterno riposo,
Perché tu ti degni d’esaudirci,
O Figlio di Dio,


Agnello di Dio, che porti su di te i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.
Agnello di Dio, che porti su di te i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore.
Agnello di Dio, che porti su di te i peccati del mondo, abbi misericordia di noi.

Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici
Signore, abbi misericordia.
Cristo, abbi misericordia.
Signore, abbi misericordia.

Padre Nostro …
E non c’indurre in tentazione.
Ma liberaci dal Maligno.

La recita del salmo LXIX in questo punto fu introduzione medievale, ma lo Schuster nota che il tono di questo salmo ben si adattava al clima nel quale la provvidenza volle che S. Mamerto istituisse per il bene del suo popolo le Rogazioni.
Deus, in adjutórium meum inténde: * Dómine ad adjuvándum me festína.
Confundántur et revereántur, qui quærunt ánimam meam. * Avertántur retrórsum, et erubéscant, qui volunt mihi mala.
Avertántur statim erubescéntes, * qui dicunt mihi: Euge, euge.
Exsúltent et læténtur in te omnes qui quærunt te, * et dicant semper : Magnificétur Dóminus: qui díligunt salutáre tuum.
Ego vero egénus et pauper sum:* Deus ádjuva me.
Adjútor meus, et liberátor meus es tu: * Dómine, ne moréris.
Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculórum. Amen
O Dio, vieni in mio aiuto: * Signore, affrettati ad aiutarmi.
Siano confusi e presi da timore quei che perseguitano l’anima mia. * Arretrino e arrossiscano quelli che mi voglion male.
Arretrino subito, rossi in volto, * quelli che mi dicono: Bene, bene.
Esultino e gioiscano in te tutti quei che ti cerano, * e sempre dicano: Sia esaltato il Signore, coloro che amano la tua salvezza.
Io invece son povero, e indigente: * Iddio, aiutami!
Mio aiuto e mio liberatore sei tu: * O Signore, non tardare.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Com’era nel principio e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Seguono infine una serie di versetti d'invocazione, derivati dalle antiche litanie diaconali del rito romano, conservatesi sino al VII secolo almeno (mentre nei riti greci sopravvivono ancor oggi, in quelli latini restano solo nelle preci feriali dell'Ufficio Divino); particolarmente importante è la preghiera per gli assenti, raccomandata pure da S. Benedetto.
V. Salvos fac servos tuos.
R. Deus meus, sperantes in te.
V. Esto nobis, Domine, turris fortitudinis.
R. A facie inimici.
V. Nihil proficiat inimicus in nobis.
R. Et filius iniquitatis non apponat nocere nobis.
V. Domine, non secundum peccata nostra facias nobis.
R. Neque secundum iniquitates nostras retribuas nobis.

V. Oremus pro Pontifice nostro N.
R. Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.

V. Oremus pro benefactoribus nostris.
R. Retribuere dignare, Domine, omnibus nobis bona facientibus propter nomen tuum, vitam aeternam. Amen.
V. Oremus pro fidelibus defunctis.
R. Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.
V. Requiescant in pace.
R. Amen.

V. Pro fratribus nostris absentibus.
R. Salvos fac servos tuos, Deus meus, sperantes in te.
V. Mitte eis, Domine, auxilium de sancto.
R. Et de Sion tuere eos.
V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.
V. Dominus vobiscum.
R. Et cum spiritu tuo.
V. Salva i tuoi servi.
R. O Dio mio, quelli che in te sperano.
V. Sii per noi, o Signore, una torre di fortezza.
R. Contro il nemico.
V. Il nemico non prevalga per nulla su di noi.
R. E il figlio dell’iniquità non s’appresti a farci del male.
V. Signore, non renderci conto dei nostri peccati.
R. E non darci ricompensa secondo le nostre iniquità.

V. Preghiamo per il nostro Papa N.
R. Il Signore lo preservi, gli dia forza e lo renda beato su tutta la terra, e non lo faccia cadere nelle mani dei suoi nemici.

V. Preghiamo per i nostri benefattori.
R. Degnati, o Signore, di ricompensare con la vita eterna tutti quelli che ci fanno del bene a motivo del tuo nome. Amen.
V. Preghiamo per i fedeli defunti.
R. L’eterno riposo donagli, o Signore, e la luce perpetua gli risplenda.
V. Riposino nella pace.
R. Amen.

V. Per i nostri fratelli assenti.
R. Salva i tuoi servi, o Dio mio, che sperano in te.
V. Mandagli aiuto, o Signore, dal tuo santuario.
R. E da Sion proteggili.
V. Signore, ascolta la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga a te.
V. Il Signore sia con voi.
R. E collo spirito tuo.

 Infine, si riportano le Collette Sacerdotali di conclusione, con la nota necessaria che, pur parte del rito delle Litanie dei Santi quando esse sono celebrate singolarmente, esse si omettono alle Rogazioni, essendo supplite dalla Colletta della Messa.
Oremus:
Deus, cui proprium est misereri semper et parcere: suscipe deprecationem nostram; ut nos, et omnes famulos tuos, quos delictorum catena constringit, miseratio tuae pietatis clementer absolvat


Exaudi, quaesumus, Domine, supplicum preces, et confitentium tibi parce peccatis: ut pariter nobis indulgentiam tribuas benignus et pacem.

Ineffabilem nobis, Domine, misericordiam tuam clementer ostende: ut simul nos et a peccatis omnibus exuas, et a poenis quas pro his meremur, eripias.

Deus, qui culpa offenderis, paenitentia placaris: preces populi tui supplicantis propitius respice; et flagella tuae iracundiae, quae pro peccatis nostris meremur, averte.

Omnipotens sempiterne Deus, miserere famulo tuo Pontifici nostro N., et dirige eum secundum tuam clementiam in viam salutis aeternae: ut, te donante, tibi placita cupiat, et tota virtute perficiat.

Deus, a quo sancta desideria, recta consilia, et iusta sunt opera: da servis tuis illam, quam mundus dare non potest, pacem; ut et corda nostra mandatis tuis dedita, et, hostium sublata formidine, tempora sint tua protectione tranquilla.

Ure igne Sancti Spiritus renes nostros et cor nostrum, Domine: ut tibi casto corpore serviamus, et mundo corde placeamus.

Fidelium, Deus omnium Conditor et Redemptor, animabus famulorum famularumque tuarum remissionem cunctorum tribue peccatorum: ut indulgentiam, quam semper optaverunt, piis supplicationibus consequantur

Actiones nostras, quaesumus, Domine, aspirando praeveni et adiuvando prosequere: ut cuncta oratio et operatio a te semper incipiat et per te coepta finiatur.

Omnipotens sempiterne Deus, qui vivorum dominaris simul et mortuorum, omniumque misereris, quos tuos fide et opere futuros esse praenoscis: te supplices exoramus; ut pro quibus effundere preces decrevimus, quosque vel praesens saeculum adhuc in carne retinet vel futurum iam exutos corpore suscepit, intercedentibus omnibus Sanctis tuis, pietatis tuae clementia, omnium delictorum suorum veniam consequantur. Per Dominum nostrum Iesum Christum.


V. Dominus vobiscum.
R. Et cum spiritu tuo.
V. Exaudiat nos omnipotens et misericors Dominus.
R. Amen.
V. Et fidelium animae per misericordiam Dei requiescant in pace.
R. Amen.
Preghiamo:
O Dio, a cui si addice aver sempre misericordia e risparmiarci: accetta la nostra preghiera; acciocché noi e tutti i tuoi servi che son presi dai vincoli del peccato siamo assolti con clemenza dalla tua misericordia.

Ascolta, o Signore, te ne preghiamo, le preghiere dei supplici, e risparmia i peccati di chi ti loda; e donaci, benigno, pace e perdono.

O Signore, mostraci con clemenza la tua ineffabile misericordia, affinché tu ci mondi da tutti i nostri peccati e ci liberi dalle pene che a loro cagione abbiamo meritato.

O Dio, che sei offeso dalla colpa e placato dalla penitenza: guarda benigno alle preghiere del popolo che ti supplica, e storna da noi i flagelli della tua ira, che abbiamo meritato coi nostri peccati.

Dio onnipotente ed eterno, abbi misericordia del tuo servo, il nostro Pontefice N., e guidalo secondo la tua clemenza alla via dell’eterna salvezza, affinché, per tuo dono, desideri ciò che a te e gradito e sia perfetto nella virtù.

O Dio, da cui vengono i desideri santi, le idee buone e le opere oneste: dà ai tuoi servi quella pace che il mondo non è in grado di dare; affinché i nostri cuori sian dediti ai tuoi comandamenti, e, stornata la paura dei nemici, ogni tempo sia tranquillo per tua protezione.

Infiamma col fuoco del Santo Spirito le nostre viscere e il nostro cuore, o Signore, affinché ti serviamo con corpo casto, e ti siamo graditi con cuore puro. O Dio di tutti Creatore e Redentore, concedi la remissione dei peccati alle anime dei tuoi servi e delle tue serve tutte, perché con le loro devote preghiere ottengono il perdono che sempre hanno sperato.


 Signore, guida le nostre azioni col tuo spirito, te ne preghiamo, e falle proseguire col tuo aiuto: affinché ogni azione e preghiera abbia in te il suo inizio e, una volta iniziata, il suo fine.

Dio onnipotente ed eterno, che hai egualmente potere sui vivi e sui morti, abbi pietà di tutti coloro che sai che saranno tuoi per fede e per opera: te ne preghiamo supplici, affinché coloro per cui abbiamo voluto innalzare orazioni, sia quelli che ancora il mondo presente trattiene nella carne, sia quelli che il mondo futuro ha già ricevuto, usciti dal corpo, per l’intercessione di tutti i tuoi Santi e per la tua clemenza, ottengano il perdono di tutti i loro peccati.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.



V. Il Signore sia con voi.
R. E collo spirito tuo.
V. Ci esaudisca il Signore Onnipotente e misericordioso.
R. Amen.
V. E le anime dei fedeli, per la misericordia di Dio, riposino nella pace.
R. Amen.

* * *
Il testo delle Litanie per la recita fluida e concentrata.
Kyrie, eléison. Kyrie, eléison.
Christe, eléison. Christe, eléison.
Kyrie, eléison. Kyrie, eléison.
Pater de cælis Deus, miserére nobis.
Fili, Redemptor mundi, Deus, miserére nobis Spiritus Sancte, Deus, miserére nobis
Sancta Trinitas, unus Deus, miserére nobis.
Sancta Maria, ora pro nobis.
Sancta Dei Genetrix, ora pro nobis.
Sancta Virgo virginum, ora pro nobis.
Sancte Michael, ora pro nobis.
Sancte Gabriel, ora pro nobis.
Sancte Raphael, ora pro nobis.
Omnes sancti Angeli et Archangeli, orate pro nobis.
Omnes sancti beatorum Spirituum ordines, orate pro nobis.
Sancte Ioannes Baptista, ora pro nobis.
Sancte Ioseph, ora pro nobis.
Omnes sancti Patriarchae et Prophetae, orate pro nobis.
Sancte Petre, ora pro nobis.
Sancte Paule, R. Sancte Andrea, ora pro nobis.
Sancte Iacobe (maior), ora pro nobis.
Sancte Ioannes, ora pro nobis.
Sancte Thoma, ora pro nobis.
Sancte Iacobe (minor), ora pro nobis.
Sancte Philippe, ora pro nobis.
Sancte Bartolomaee, ora pro nobis.
Sancte Matthaee, ora pro nobis.
Sancte Simon, ora pro nobis.
Sancte Thaddaee, ora pro nobis.
Sancte Matthia, ora pro nobis.
Sancte Barnaba, ora pro nobis.
Sancte Luca, ora pro nobis.
Sancte Marce, ora pro nobis.
Omnes sancti Apostoli et Evangelistae, orate pro nobis.
Omnes sancti discipuli Domini, orate pro nobis.
Omnes sancti Innocentes, orate pro nobis.
Sancte Stephane, ora pro nobis.
Sancte Laurenti, ora pro nobis.
Sancte Vincenti, ora pro nobis.
Sancti Fabiane et Sebastiane, ora pro nobis.
Sancti Ioannes et Paule, ora pro nobis.
Sancti Cosma et Damiane, ora pro nobis.
Sancti Gervasi et Protasi, ora pro nobis.
Omnes sancti martyres, orate pro nobis.
Sancte Sylvester, ora pro nobis.
Sancte Gregori, ora pro nobis..
Sancte Ambrosi, ora pro nobis.
Sancte Augustine, ora pro nobis.
Sancte Hieronyme, ora pro nobis.
Omnes sancti Pontifices et Confessores, orate pro nobis.
Omnes sancti Doctores, orate pro nobis.
Sancte Antoni, ora pro nobis.
Sancte Benedicte, ora pro nobis.
Sancte Bernarde, ora pro nobis.
Sancte Dominice, ora pro nobis.
Sancte Francisce, ora pro nobis.
Omnes sancti Sacerdotes et Levitae orate pro nobis.
Omnes sancti Monachi et Eremitae, orate pro nobis.
Sancta Anna, ora pro nobis.
Sancta Maria Magdalena, ora pro nobis.
Sancta Agatha, ora pro nobis.
Sancta Lucia, ora pro nobis.
Sancta Agnes, ora pro nobis.
Sancta Caecilia, ora pro nobis.
Sancta Catharina, ora pro nobis.
Sancta Anastasia, ora pro nobis.
Omnes sanctae Virgines et Viduae, orate pro nobis.
Omnes Sancti et Sanctae Dei, intercedite pro nobis.
Propitius esto parce nos, Domine.
Propitius esto, exaudi nos, Domine.
Ab omni malo, libera nos, Domine.
Ab omni peccato, libera nos, Domine.
Ab ira tua, libera nos, Domine.
A subitanea et improvisa morte, libera nos, Domine.
Ab insidiis diaboli, libera nos, Domine.
Ab ira et odio et omni mala voluntate, libera nos, Domine.
A spiritu fornicationis, libera nos, Domine.
A fulgure et tempestate, libera nos, Domine.
A flagello terraemotus, libera nos, Domine.
A peste, fame et bello, libera nos, Domine.
A morte perpetua, libera nos, Domine.
Per mysterium sanctae Incarnationis tuae, libera nos, Domine.
Per adventum tuum, libera nos, Domine.
Per nativitatem tuam, libera nos, Domine.
Per baptismum et sanctum ieiunium tuum, libera nos, Domine.
Per crucem et passionem tuam, libera nos, Domine..
Per mortem et sepulturam tuam, libera nos, Domine.
Per sanctam resurrectionem tuam, libera nos, Domine.
Per admirabilem ascensionem tuam, libera nos, Domine.
Per adventum Spiritus Sancti Paracliti, libera nos, Domine.
In die iudicii, libera nos, Domine.
Peccatores, te rogamus, audi nos.
Ut nobis parcas, te rogamus, audi nos..
Ut nobis indulgeas, te rogamus, audi nos.
Ut ad veram paenitentiam nos perducere digneris, te rogamus, audi nos.
Ut Ecclesiam tuam sanctam regere et conservare digneris, te rogamus, audi nos.
Ut domum Apostolicum et omnes ecclesiasticos ordines in sancta religione conservare digneris, te rogamus, audi nos.
Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris, te rogamus, audi nos.
Ut regibus et principibus christianis pacem et veram concordiam donare digneris, te rogamus, audi nos.
Ut cuncto populo christiano pacem et unitatem largiri digneris, te rogamus, audi nos.
Ut omnes errantes ad unitatem Ecclesiae revocare, et infideles universos ad Evangelii lumen perducere digneris, te rogamus, audi nos.
Ut nosmetipsos in tuo sancto servitio confortare et conservare digneris, te rogamus, audi nos.
Ut mentes nostras ad caelestia desideria erigas, te rogamus, audi nos..
Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas, te rogamus, audi nos.
Ut animas nostras, fratrum, propinquorum et benefactorum nostrorum ab aeterna damnatione eripias, te rogamus, audi nos.
Ut fructus terrae dare et conservare digneris, te rogamus, audi nos.
Ut omnibus fidelibus defunctis requiem aeternam donare digneris, te rogamus, audi nos.
Ut nos exaudire digneris, te rogamus, audi nos.
Fili Dei, te rogamus, audi nos.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, Domine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis.