domenica 11 giugno 2023

Domenica seconda dopo la Pentecoste

Mentre nelle parrocchie NO si celebra il Corpus Domini, la Tradizione lo ha celebrato regolarmente lo scorso giovedì [vedi]. Chi non può partecipare alla Messa Antica, può seguire il proprio della Santa Messa di oggi, Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini ripreso [qui], mentre di seguito meditiamo gli insegnamenti di dom Guéranger. L'ordinario della Messa Antica può essere scaricato qui. Ovviamente nulla può sostituire la celebrazione in presenza; ma le formule antiche possono essere spunti appropriati di meditazione ma anche di interiorizzazione delle verità perenni che veicolano.

Domenica seconda dopo la Pentecoste

Intróitus Ps 17:19-20.- Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me. ~ Ps 17:2-3.- Díligam te. Dómine, virtus mea: Dóminus firmaméntum meum et refúgium meum et liberátor meus. ~ Glória ~ Factus est Dóminus protéctor meus... Introito
Ps 17:19-20.- Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene. ~ Ps 17:2-3.- Amerò Te, o Signore, mia forza: o Signore, mio sostegno, mio rifugio e mio liberatore. ~ Gloria ~ Il Signore si è fatto mio protettore ...

L'Eucaristia Sacrificio perfetto

La nozione del sacrificio.
L'Eucaristia ha per fine principale l'applicazione incessante quaggiù del Sacrificio del Calvario. Bisogna dunque che consideriamo questo Sacrificio dell'Uomo-Dio in se stesso, onde meglio ammirare la mirabile continuazione che se ne fa nella Chiesa. A questo riguardo è opportuno precisare innanzitutto la nozione generale di Sacrificio.
Dio ha diritto all'omaggio della sua creatura. Se i re e i potenti della terra erano in diritto di esigere dai loro vassalli il solenne riconoscimento della loro sovranità, a maggior ragione il dominio supremo del primo Essere, causa prima e fine ultimo di tutte le cose, lo impone agli esseri chiamati dal nulla dalla sua onnipotente bontà. E come, mediante il tributo che lo accompagnava, l'omaggio dei servi e dei vassalli implicava, insieme con la confessione della loro sudditanza, la dichiarazione effettiva dei beni e dei diritti che essi riconoscevano di avere dal loro signore, così l'atto con il quale la creatura si umilia dinanzi al suo Creatore dovrà manifestare a sufficienza, per se stesso, che essa lo riconosce come Signore di tutte le cose e autore della vita.
Ma può accadere che la creatura abbia, di sua iniziativa, conferito contro se stessa alla giustizia di Dio dei diritti ben più terribili che quelli della sua onnipotenza e della sua bontà. La misericordia infinita può allora, in verità, sospendere o commutare l'esecuzione delle vendette del sommo Signore; ma l'atto di omaggio dell'essere creato divenuto peccatore non sarà completo se non a patto di esprimere d'ora in poi, con la sua dipendenza di creatura, la confessione della propria colpa e la giustizia del castigo incorso con la trasgressione dei divini precetti; la supplice oblazione dello schiavo ribelle dovrà mostrare, per la sua stessa natura, che Dio non è più soltanto per lui l'autore della vita, ma l'arbitro della morte.

sabato 10 giugno 2023

Guerra in Ucraina. Qual è la posta in gioco culturale?

Indice degli articoli sulla guerra din ucraina.
Guerra in Ucraina.
Qual è la posta in gioco culturale?
in 50 punti

1. Qual è la posta in gioco culturale (spirituale, ideale, ideologica) del conflitto in Ucraina? Semplificando al massimo, cerco di rispondere alla domanda.

2. Se la Russia vince – se la Russia ottiene gli obiettivi politici limitati per conseguire i quali sta conducendo, con mezzi limitati, una guerra limitata, “vestfaliana” – segna l’inizio della fine dell’ordine internazionale unipolare liberal-democratico a guida USA.

3. L’ordine internazionale unipolare liberal-democratico a guida USA s’è inaugurato con la disgregazione dell’URSS. Trent’anni fa, sconfitta l’URSS, gli USA restano l’unica grande potenza al mondo: non hanno più nemici che possano minacciarne la sicurezza.

venerdì 9 giugno 2023

Riparazione al gay pride che si terrà a Reggio Emilia

Pubblichiamo, insieme alla locandina, il Comunicato del Comitato Beata Giovanna Scopelli a proposito della annuale riparazione al gay pride che si terrà a Reggio Emilia. È importante che partecipino in molti affinché poi possano nascere, come le scorse edizioni, altri moti sparsi per l’Italia.
Riparazione al gay pride
che si terrà a Reggio Emilia / Comunicato


Il prossimo 24 giugno si terrà a Reggio Emilia il solenne atto di riparazione al cosiddetto gay-pride cittadino. 
Come ha annunciato Cristiano Lugli il 1° maggio scorso, in occasione della giornata culturale di Radio Spada, l’atto di riparazione è previsto dalle ore 16 nella Sala del Capitano dell’Hotel Posta di Reggio Emilia (piazza del Monte, 2). 
L’evento sarà suddiviso in due parti: prima un seminario di formazione, poi la Santa Messa di riparazione. 
Al seminario – intitolato Negare Dio, negare l’uomo – prenderanno parte, oltre a Cristiano Lugli e Alessandro Corsini, il magistrato della Suprema Corte di Cassazione Giacomo Rocchi, la giornalista Cristina Gauri e il reverendo don Gabriele D’Avino della Fraternità sacerdotale San Pio X. 
La Messa di riparazione è prevista per le 18:30. 
Comitato Beata Giovanna Scopelli
comitatobeatascopelli@gmail.com

giovedì 8 giugno 2023

Una mostra in onore di Pio XII: Defensor civitatis

Qui l'indice degli articoli su Pio XII.
Una mostra in onore di Pio XII: Defensor civitatis

È in corso dal 28 aprile e si concluderà il 28 giugno la mostra "PIO XII - Defensor Civitatis" visitabile gratuitamente dal lunedì al venerdì, di mattina (dalle 9 alle 13) e nel pomeriggio (dalle 14 alle 18). La mostra espone oggetti, paramenti, documenti e fotografie originali dedicati alla vita del Pastor Angelicus ed in particolare al bombardamento di Roma del 1943 di cui quest'anno ricorre l'80° anniversario. L'evento è in Borgo VIttorio 88 a Roma, presso la Galleria Arte Poli: progetto Museo dei Papi con la collaborazione di tutti i patrocinatori, a partire dall'assessore alla cultura del Comune di Roma, prof. Miguel Gotor, al Pontificio Comitato di Scienze Storiche e al Dicastero per le Cause dei Santi.
Apprendiamo da Corrispondenza Romana [qui] che l’esposizione è stata inaugurata dal cardinale tedesco Walter Kasper e dal presidente del Pontificio Comitato padre Bernard Ardura, i quali hanno la rievocato, con la moderazione del responsabile della comunicazione istituzionale e dell’ufficio stampa della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI Luca Caruso, la vicenda storica ed ecclesiale dell’ultimo Pontefice romano per nascita, nato il 2 marzo 1876 tra il rione Ponte e il rione Parione, accorso a rischio dell’incolumità personale nelle strade e nelle piazze della città sconvolta dall’attacco angloamericano. D’allora da quella gente del quartiere-simbolo della Seconda guerra mondiale che lo implorò abbracciandolo e sporcando di sangue la sua talare bianca, Papa Pacelli è stato considerato per sempre il “Defensor Civitatis”.

I tragici frangenti in cui Pio XII guidò la Chiesa, soprattutto fra il 1940 e la fine del conflitto mondiale (1945), sono stati presi in esame nell’intervento del cardinale, già presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (2001-2010), nel suo intervento di apertura dell’esposizione, ricordando anche che Pacelli è stato «il primo Papa che ho conosciuto di persona e sotto il cui pontificato, nel 1957, fui ordinato prete».
La vicenda biografica di Pacelli – la formazione umana e intellettuale, la vocazione sacerdotale, l’intensa attività diplomatica come nunzio a Monaco e a Berlino e poi come segretario di Stato e, infine, la sua azione pastorale da vescovo di Roma – è stata quindi delineata da padre Ardura, che ha dato anche conto delle ostilità e delle polemiche storiografiche di cui è ancora vittima Pio XII, rievocate anche da Kasper nel suo intervento.

Illustrando il periodo «difficilissimo e complessissimo» in cui Papa Pacelli esercitò il ministero petrino, il cardinale tedesco ha ricordato come l’avversione nei suoi confronti abbia avuto inizio soprattutto a partire dal 1963, anno in cui fu pubblicata l’opera teatrale dello scrittore, drammaturgo e sceneggiatore tedesco Rolf Hochhuth (1931-2020) Il Vicario. «Quell’evento», ha spiegato il teologo, «rappresentò uno spartiacque. Prima di allora Pio XII era apprezzato come grande uomo di pace, anche grazie a quanto sotto il suo pontificato fu concretamente posto in atto da parte della Chiesa nella difesa degli ebrei perseguitati e degli oppositori del nazifascismo. Poi, per motivi soprattutto politico-ideologici legati al nuovo assetto mondiale postbellico, la sua immagine fu strumentalmente messa in discussione. E probabilmente lo sarà, purtroppo, fino all’“ultimo giorno”».
L’evento si è concluso con l’esibizione della soprano statunitense Courtney A. Mills e con un significativo messaggio di pace per il martoriato popolo dell’Ucraina.

Festa del Corpus Domini

Il Giovedì della I settimana dopo Pentecoste è tradizionalmente dedicato alla solennità del Corpus Domini, nella quale si onora specialmente il Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo dataci qual cibo salutare, pane vivo e vivificante, durante l'Ultima Cena. Purtroppo in Italia, la ricorrenza è stata spostata alla domenica successiva. Ma approfitto per aggiornarvi sull'avviso da Sant'Anna al Laterano: "Giovedì 8 giugno. Anche se in Italia non è giorno festivo, quest'anno il Signore ci farà la grazia di poter celebrare questa grande Festa di adorazione al Santissimo Corpo e Sangue del Salvatore, anche con la solenne Processione. Alle ore 15,00 la Chiesa sarà aperta per le Confessioni. Alle ore 16 verrà celebrata la Messa solenne e al termine avrà luogo la Processione che, partendo dalla Chiesa, percorrendo il giardino interno della Casa Generalizia delle Figlie di Sant'Anna, rientrerà in Chiesa dalla porta principale. Canto delle antifone e Solenne Benedizione Eucaristica."
Precedenti: Tornare al Sacrificio per salvare il Sacramento qui; In festo SS.mi Corporis Christi. L’Eucaristia: rapporto di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio qui; Processione secolarizzata quiFormulazioni eretiche nell'omelia del Corpus Domini qui.

Festa del Corpus Domini
Intróitus
Ps 17:19-20.-Ps 80:17. - Cibávit eos ex ádipe fruménti, allelúja: et de petra, melle saturávit eos, allelúja, allelúja, allelúja. ~
Ps 80:2 - Exsultáte Deo, adjutóri nostro: jubiláte Deo Jacob. ~ Glória ~
Cibávit eos ex ádipe fruménti... 
Introito
Ps 80:17. - Li ha nutriti col fiore del frumento, alleluia: e li ha saziati col miele scaturito dalla roccia, alleluia, alleluia, alleluia. ~ Ps 80:2 - Esultate in Dio nostro aiuto: rallegratevi nel Dio di Giacobbe. ~ Gloria ~ Li ha nutriti col fiore del frumento

Il Ss. Sacramento al centro della Liturgia.
Il lume dello Spirito Santo che è venuto ad accrescere nella Chiesa l'intelligenza sempre più viva del mistero dell'augusta Trinità la porta a contemplare in seguito quell'altra meraviglia che racchiude per se stessa tutte le operazioni del Verbo incarnato, e ci conduce fin da questa vita all'unione divina. Il mistero della Santissima Eucaristia sta per apparire in tutto il suo splendore, ed è necessario disporre gli occhi della nostra anima a ricevere in modo salutare l'irradiazione che ci attende. Come non siano stati mai senza la nozione del mistero della Santissima Trinità e i nostri omaggi si sono sempre rivolti ad essa, così pure la Santissima Eucaristia non ha mai cessato di accompagnarci lungo tutto il corso di questo Anno liturgico sia come mezzo per rendere i nostri omaggi alla suprema Maestà, sia come alimento della vita soprannaturale. Possiamo dire che questi due ineffabili misteri ci sono noti, che li amiamo; ma le grazie della Pentecoste ci hanno aperto un nuovo ingresso in quello che hanno di più intimo, e se il primo ci è apparso ieri circonfuso dai raggi d'una luce più viva, il secondo risplenderà presto per noi d'una chiarezza che l'occhio della nostra anima non aveva ancora percepita.
Essendo la Santissima Trinità, come abbiamo mostrato, l'oggetto essenziale di tutta la religione, il centro a cui convergono tutti i nostri omaggi anche quando sembra che non ne abbiamo una intenzione immediata, si può anche dire che la divina Eucaristia è il mezzo più potente di rendere a Dio il culto che gli è dovuto, ed è per essa che la terra si unisce al cielo. È dunque facile comprendere la ragione del ritardo che la santa Chiesa ha avuto nell'istituire le due solennità che succedono immediatamente a quella della Pentecoste. Tutti i misteri che abbiamo celebrati finora erano contenuti nell'augusto Sacramento che è il memoriale e come il compendio delle meraviglie che il Signore ha operate per noi (Sal 110,4). La realtà della presenza di Cristo sotto le specie sacramentali faceva sì che nell'Ostia noi riconoscessimo nel tempo di Natale il Bambino che ci era nato, nel tempo della Passione la vittima che ci riscattava, nel tempo Pasquale il trionfatore della morte. Non potevamo celebrare tutti quei misteri senza chiamare in nostro aiuto l'immortale Sacrificio, ed esso non poteva essere offerto senza rinnovarli e riprodurli.

mercoledì 7 giugno 2023

ll potere episcopale come gestirà la realtà di questa “minoranza creativa” in ascesa?

Nella nostra traduzione da Riposte Catholique gli echi, ripresi anche dalla stampa, del pellegrinaggio da Notre-Dame de Paris a Notre-Dame de Chartes, per la Pentecoste 2023. Precedenti qui - qui. Il discorso si collega con la Traditionis custodes e successivi (Indice generale qui).
ll potere episcopale come gestirà 
la realtà di questa “minoranza creativa” in ascesa?

Su La Croix, Christophe Dickès pubblica una rubrica sul pellegrinaggio di Chartres e un editoriale di Isabelle de Gaulmyn affermando che “la messa in latino non salverà la Chiesa” (che fa eco alle parole di Benedetto XVI, riprese nell'omelia della messa a Chartres: “ Niente potrà mai sostituire una messa per la Salvezza del mondo”):

Nell'estate del 2021, nei giorni successivi alla pubblicazione della Traditionis Custodes che riduce drasticamente l'uso del cosiddetto rito di san Pio V, alcune decine di giovani si sono rivolti al papa e ai vescovi in ​​un video trasmesso sui social. Questo cortometraggio di meno di due minuti in inglese ha innanzitutto preso atto del fatto che potrebbero esserci fraintendimenti tra la generazione più giovane e quella più anziana. Poi, questi giovani di tutti i continenti hanno testimoniato la loro fedeltà al papa e ai vescovi specificando che non mettevano in discussione la validità della nuova liturgia.
Essi non si sentivano scontrosi o antiquati, figuriamoci separatisti. Infine hanno sviluppato il motivo del loro attaccamento al rito straordinario: la trascendenza che abita questo rito, la sua verticalità e il suo orientamento verso l'Oriente. Nessuna ideologia in questa gioventù, nessuna voglia di discordanza: "Noi siamo le tue pecore" hanno detto rivolgendosi al papa.

martedì 6 giugno 2023

Ringraziamento delle Monache Benedettine di Pienza agli amici e benefattori

Le Monache Benedettine di Pienza hanno chiesto a Mons, Viganò (ricordiamo i suoi interventi sul loro caso in tre parti: qui - qui - qui) di diffondere questa loro Lettera Aperta. Ed eccola di seguito. Qui l'indice generale degli interventi di mons. Viganò.

Ringraziamento delle Monache
agli amici e benefattori


Carissimi amici e benefattori,
dopo gli interventi di Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Carlo Maria Viganò sulla vicenda che ha coinvolto il nostro Monastero, abbiamo ricevuto da molti di voi aiuto materiale e parole di conforto. In tanti ci chiedete quale sia la nostra situazione attuale.

La notizia più importante è che siamo ancora a Pienza – con buona pace del Sindaco – nell’ambitissimo ex-Seminario affacciato sulla Val d’Orcia, e che il tentativo di seminare divisioni e dissidi tra di noi è andato a vuoto: grazie a Dio, queste prove ci hanno strette attorno alla nostra Badessa Madre Diletta e alla Priora Madre Margherita.