mercoledì 19 ottobre 2022

Pfizer sapeva che i vaccini non fermano il contagio

Proprio un anno fa il professor Paolo Bellavite in un'audizione al Senato della Repubblica [vedi] mostrava che il vaccino non interrompe la trasmissione del virus. Dunque anche i senatori sapevano; ciononostante approvarono gli obblighi. Dopo l'ammissione di Pfizer sui vaccini testati in fretta di cui si parla di seguito, nessuno ora può fare finta di niente. Qui l'indice degli articoli precedenti.

Pfizer sapeva che i vaccini non fermano il contagio 

La responsabile commerciale del colosso farmaceutico ammette che il siero non ferma la diffusione del virus. Eppure, su questo falso dogma sono stati giustificati Green pass e obbligo vaccinale privando i cittadini delle loro libertà essenziali

Per mesi ci hanno detto che i vaccini immessi sul mercato per contrastare la diffusione del Covid-19 erano «perfettamente sicuri ed efficaci». E guai a dire il contrario, pena l’essere tacciato come “pericoloso no-vax”. Ma adesso, nel silenzio di molti media, ecco arrivare l’ammissione davanti al Parlamento europeo della responsabile commerciale di Pfizer, Janine Small: «Il vaccino anti-Covid non è stato testato per prevenire l’infezione».

19 ottobre. Beato Jerzy (Giorgio) Popieluszko Sacerdote e martire

Onore a Jerzy Popieluszko, pur nel silenzio dei media,  dei catto-sinistri e del soglio di Pietro. Che il beato martire interceda per noi e per il nostro tempo.

19 ottobre Beato Jerzy Popieluszko  Sacerdote e martire
(Okopy 14 settembre 1947 - Wloclawek 19 ottobre 1984)

Era nato il 23 settembre 1947, a Okopy, un piccolo villaggio tra le città di Augustow e Bialystok, lungo 

la strada che attraversava i prati acquitrinosi dell’ampia vallata del Narew, in Polonia ai confini con l’allora Unione Sovietica. Il suo nome “Okopy”, significa trincea. Era abitato da famiglie di umili contadini, dalle mani ruvide e dal cuore ardente. In una di queste famiglie, quella di Vladislaw e di Marianna, quel giorno nasceva Jerzy Popielusko, un bambino fragile, dagli occhi dolci.

Il servo di Cristo
Papà e mamma danno a Jerzy e agli altri tre figli una forte educazione cristiana: Gesù da amare come Maria Santissima, sua e nostra Madre, lo ha amato; ogni scelta di vita come un sì a Dio, totale; lo spirito di sacrificio nelle asprezze della vita che non mancano mai, sostenuto dal Rosario alla Madonna.

È legittimo definire ‘Novus Ordo [Missae]’ un’invenzione di Paolo VI?

Un nuovo articolo del prof. Peter Kwasniewski nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Qui l'indice degli articoli sulla questione liturgica in seguito a Traditionis custodes, Responsa ad Dubia e Desiderio desideravi.

È legittimo definire ‘Novus Ordo [Missae]’
un’invenzione di Paolo VI ?


Chi si imbatte in discussioni liturgiche può a un certo punto trovarsi di fronte alla seguente obiezione: “Non si dovrebbe parlare di ‘Novus Ordo’ o della ‘Messa Novus Ordo’. Non si chiama così. È un’etichetta tradizionalista: una strategia per attaccare il messale riformato di Papa San Paolo VI”, etc.

Questa questione merita di essere osservata più da vicino.

L’espressione “Novus Ordo [Missae]”, pur non essendo il modo usuale in cui il Vaticano, a partire dal 1969, ha preferito definire l’Ordine della Messa creato dal Consilium e promulgato da Paolo VI il 3 aprile 1969, si trova in un paio di documenti ufficiali e sembra aver acquisito un valore percepito come dispregiativo solo più tardi.

martedì 18 ottobre 2022

Perché l’intrattenimento di sinistra intriso di cultura 'woke' è così divisivo e privo di immaginazione?

Una interessante carrellata da Oltreoceano sulle forme di manipolazione veicolate anche attraverso l'intrattenimento. Ne abbiamo esempi sempre più diffusi anche da noi, attraverso le Fiction e le scenette pubblicitarie. Ne vien fuori che la “giustizia sociale” è un sistema di credenze che utilizza la condizione di vittima come valore supremo. Dice ai suoi aderenti che ognuno di loro è così speciale e unico che il mondo ruota attorno a loro e alla loro identità, che la loro “verità personale” è più importante della verità oggettiva. Il pubblico è in calo, ma i danni orami sono endemici e occorrerà un cambio netto di rotta perché siano reversibili ... Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Perché l’intrattenimento di sinistra intriso di cultura 'woke'
è così divisivo e privo di immaginazione?
11 ottobre 2022, alt-market
di Brandon Smith

Quando è stata l’ultima volta che avete visto un film di Hollywood che vi è sembrato originale e che valeva la pena guardare (senza contare Top Gun: Maverick)? Quando è stata l’ultima volta che vi siete gustati una trama creativa che non prevedeva la riadozione e la rivisitazione di un’opera precedente? Quando è stata l’ultima volta che avete visto un protagonista chiaramente riconoscibile, interessante e accattivante? Perbacco, quando è stata l'ultima volta che siete stati davvero entusiasti di andare al cinema o di rilassarvi davanti alla televisione per guardare qualcosa di nuovo? Trasformazioni totali o parziali dei personaggi, rifacimenti, rielaborazioni ottenute mescolando personaggi umani e cartoni animati, stravolgimenti degli scenari, scambi di genere, scambi di razza, “risciacquo arcobaleno” (far diventare gay i classici personaggi etero per ottenere l’approvazione dell’inquisizione politicamente corretta): questo è un elenco dei nuovi tropi mediatici che hanno invaso l’intrattenimento negli ultimi sei anni. Tutti sono stati utilizzati così frequentemente che oggi, con un trailer di soli due minuti, si può identificare rapidamente la propaganda woke. La cosa affascinante è che quasi tutte queste produzioni falliscono miseramente. Proprio in queste ultime settimane abbiamo assistito al tentativo woke di riscrivere la storia con The Woman King, che dopo la settimana di apertura non ha riscosso quasi nulla al botteghino e non ha guadagnato nemmeno abbastanza soldi per coprire i costi di produzione e pubblicità.

lunedì 17 ottobre 2022

Strasburgo. Il mercatino di Natale è troppo cristiano, via i Crocifissi

Strasburgo. Il mercatino di Natale 
è troppo cristiano, via i Crocifissi
La giunta ecologista della città francese fa una lista dei prodotti che non si potranno vendere al tradizionale "mercato di Gesù Bambino": niente prodotti tipici, poco multiculturali, "croci di JC" ammesse solo "ad alcune condizioni".
Parigi. Robert Schuman concepì il progetto di un’Unione europea meditando fra le vetrate della cattedrale di Strasburgo, epicentro della cristianità in Francia e gioiello dell’arte gotica, tanto da essere definita da Victor Hugo «un prodigio di grandezza e leggiadria». Nei pressi dalla cattedrale e a Place Kleber si svolge ogni anno il “Christkindelsmärik”, ossia “il mercatino di Gesù Bambino”, uno dei più importanti mercatini di Natale d’Europa (quest’anno festeggia il suo 452esimo anniversario). Da sempre si respira una gioiosa atmosfera cristiana: è un momento speciale per tutti gli abitanti di Strasburgo, ma anche per i milioni di turisti che si recano nella città alsaziana. Niente piatti della tradizione né crocifissi in vendita§§ Per l’edizione 2022, tuttavia, il comune guidato dalla giunta ecologista di Jeanne Barseghian vuole a quanto pare rovinare la festa: mettendo da parte le tradizioni “troppo” franco-francesi, e dunque non abbastanza multiculturali, e sgonfiando il più possibile la dimensione cristiana dell’evento. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Dernières Nouvelles d’Alsace (Dna), i commercianti di Strasburgo che parteciperanno al mercatino hanno ricevuto una mail da parte del Comune che vieta loro la vendita di un certo numero di prodotti. La lista è stata diffusa su Twitter da Dna.

Monsignor Viganò / Torniamo a Lepanto

Qui l'indice degli interventi precedenti.
Torniamo a Lepanto
 
Videomessaggio di monsignor Carlo Maria Viganò
per la “Disrupting the Culture with TruthConference
Virginia Beach - USA

Sono molto felice di poter intervenire a questa conferenza, organizzata da Regan Long, Craig Hudgins e Christine Bacon: sapete bene quale grande ammirazione io nutra nei confronti dei Cattolici Americani, e quale fiducia io abbia nel buon esito del vostro impegno per un Great Awakening che ridia dignità e prosperità al vostro grande Paese: One Nation under God. Ringrazio quindi gli organizzatori di Disrupting the Culture with Truth e tutti coloro che con la propria presenza sostengono questa importante iniziativa.

Quattrocentocinquantuno anni fa, il 7 ottobre 1571, nel Golfo di Patrasso, si combatté una battaglia epocale tra la flotta della Lega Santa e quella ottomana. Vi presero parte, sotto le insegne pontificie, la Repubblica di Venezia, l’Impero spagnolo, lo Stato della Chiesa, la Repubblica di Genova, i Cavalieri di Malta, il Ducato di Savoia, il Granducato di Toscana, il Ducato di Urbino, la Repubblica di Lucca, il Ducato di Ferrara, il Ducato di Mantova, per un totale di 40.000 marinai e rematori e 20.000 truppe da combattimento. La Francia era invece alleata dei Turchi, come lo fu poi con la Battaglia di Vienna del 1683: quello sfregio all’unità dell’Europa Cattolica le valse gli orrori della Rivoluzione francese e del Terrore, e con essi la caduta della Monarchia capetingia. La Lega Santa, guidata da Don Giovanni d’Austria, riportò una vittoria schiacciante e fu grazie ad essa se l’Europa non cadde nelle mani dei Maomettani. San Pio V – il Papa del Concilio di Trento che codificò la Messa romana – proclamò la Vergine Santissima Regina delle Vittorie, e istituì la festa del Santissimo Rosario il 7 Ottobre proprio per onorare Colei che aveva impetrato dal Cielo la vittoria dell’armata cristiana.

Il punto di fusione tra sinistra e capitale

Interessante questa lettura di Veneziani. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Il muro con cui si scontrerà il nuovo governo sarà il connubio tra sinistra e potere economico, asse cruciale del sistema. Chissà se avrà il coraggio, l’intelligenza e la forza per affrontarlo ma è decisivo se vuol governare davvero.

Quando è avvenuto il passaggio della sinistra da contropotere a potere, da Piazza a Palazzo? Cosa è successo che ha trasformato una forza antagonista del Capitale a guardia rossa del Capitale e parte integrante del ceto dominante? Lo diciamo tante volte ma ci sfugge il passaggio chiave. Gli indizi di superficie sono molteplici e fin troppo noti: a est il fallimento delle esperienze comuniste, a ovest il collasso dello statalismo assistenziale; sul piano intellettuale il tramonto di Marx e dell’idea di Rivoluzione e sul piano sociale l’inclusione di militanti, agenti e funzionari della sinistra nell’apparato pubblico, nel settore privato e nella magistratura, nella scuola, nell’università, nell’editoria, nello spettacolo. Inclusione che oltre gli effetti politici e ideologici ben noti, ha comportato anche l’inevitabile “imborghesimento” del ceto progressista e l’ upgrade nell’establishment.