sabato 12 dicembre 2020

Mons. Schneider: La blogosfera cattolica, strumento della Divina Provvidenza

«L’establishment ecclesiastico progressista adesso accusa i laici di interferenza, dicendo: “Non è compito vostro, tacete!”»
Christus Vincit, il trionfo di Cristo sulle tenebre del nostro tempo

Mons. Athanasius Schneider
Vescovo ausiliare della Diocesi di Astana, Kazakistan
(estratti dalle pp. 155-156; 332-333 dell’edizione italiana)

Internet costituisce un mezzo importante per la difesa della fede da parte dei laici?

Sì, certamente. Vedo internet e i social media come strumenti provvidenziali che offrono ai laici desiderosi di difendere la fede una possibilità unica di aggregazione. Non sarebbe stato possibile 30 anni fa. Adesso vedo dei laici, uomini e donne, che hanno il coraggio di dire al parroco o al vescovo o persino alla Santa Sede: “Vi preghiamo, certe cose ci preoccupano, non corrispondono alla fede dei nostri antenati. Noi vogliamo difendere la fede della Chiesa, nostra Madre”. Tuttavia, l’establishment ecclesiastico progressista – che io definisco la nomenklatura – adesso accusa i laici di interferenza, dicendo: “Non è compito vostro, tacete!”. 

venerdì 11 dicembre 2020

In Vaticano si torna a discutere della figura del "papa emerito" - Maria Guarini

Qui tutti gli articoli sui 'due papi' a partire dall'abdicazione di Benedetto XVI nel 2013. Potete consultare molti degli interventi e riflessioni sulla controversa figura del 'papa emerito'. Qui tutti i suoi interventi dal 'recinto di Pietro'. Di seguito alcune osservazioni essenziali sul riproporsi della questione.

In Vaticano si torna a discutere della figura del "papa emerito"

In questi giorni gli organi di stampa [qui] hanno dato rilievo ad uno scritto del card. Pell che, in un libro di memorie in cui ripercorre anche le sue recenti vicende giudiziarie terminate con la piena assoluzione, ha riflettuto su alcune anomalie che il caso Ratzinger ha fatto affiorare, visto che contrariamente a Celestino V egli continua a indossare l'abito bianco, a firmare come "Benedictus XVI Papa emeritus", ad abitare "nel recinto di san Pietro", e a farsi chiamare "Santità e Santo Padre"... Per l'ex prefetto della Segreteria per l'Economia, l'emerito dovrebbe svestirsi della veste bianca, essere escluso dall'assemblea cardinalizia e "non insegnare". Invece Benedetto XVI in questi sette anni e mezzo ha rotto il silenzio in molte occasioni [vedi]. Una delle più clamorose quando, ad esempio, ha ribadito il suo fermo "no" all'abolizione del celibato sacerdotale [qui - qui - qui].  Anche in questa circostanza si sottolineava la necessità di "nuove regole per il papato emerito". Il punto è che non viene messo in discussione il "papato emerito"; ma lo si vuole silenziare... Anche perché, nel caso di Ratzinger, i suoi interventi non sono stati sempre all'unisono col suo successore [ad esempio qui - qui]. Ed è questa la pecca intollerabile dalla Curia attuale.

giovedì 10 dicembre 2020

L’ambientalismo è una (falsa) religione. Don Mauro Gagliardi

Sui vincoli tra religioni pagane (e occultismo) e scientismo leggi anche: A. Marcantonio, Le oscure convergenze tra lo scientismo prometeico e il paganesimo occultista [qui].
Pubblichiamo un breve brano dell’ampio saggio del Prof. Don Mauro Gagliardi “L’ecologismo alla luce dalla corretta teologia della creazione” contenuto nel XII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân dal titolo “Ambientalismo e globalismo, nuove ideologie politiche” (Cantagalli, Siena 2020). 
Il Prof. Gagliardi è Professore ordinario di Teologia Dogmatica presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ed Invitato presso la Pontificia Università di san Tommaso d’Aquino (Angelicum). È stato Visiting Professor in Spagna e negli Stati Uniti. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui l’ampio manuale sistematico “La Verità è sintetica. Teologia dogmatica cattolica”. 
Per acquistare il Rapporto dell’Osservatorio che contiene per intero il saggio di Don Gagliardi ed altri insigni contributi, scrivere a info@vanthuanobservatory.org

Il nuovo dio di molti occidentali contemporanei è la Madre Terra e l’ecologismo è la loro nuova religione. Non è un’esagerazione: oggi esistono leader ambientalisti che assumono il ruolo che un tempo era del sacerdote e del profeta, anche del profeta apocalittico. E ci sono riti che vengono celebrati, come ad esempio un vero e proprio funerale, organizzato in Islanda per la “morte” di un ghiacciaio. Non mancano neppure i nuovi comandamenti, quali “non utilizzerai l’auto” o “separerai sempre l’immondizia”. Per i “peccatori” che feriscono l’ambiente, sono previste pubbliche reprensioni e penitenze commisurate. Ironizzando su una situazione che in realtà è drammatica, il famoso scrittore Michael Crichton, in un discorso del 2003 al Commonwealth Club di San Francisco, intitolato L’ambientalismo è una religione, disse: «Oggi, una delle religioni più potenti del mondo occidentale è l’ambientalismo. È la religione degli atei urbanizzati. C’è un Eden iniziale, un paradiso, uno stato di grazia e unità con la natura, c’è la caduta dalla grazia in uno stato di inquinamento risultato dell’aver mangiato dall’albero della conoscenza e c’è un giorno del giudizio che verrà per tutti noi. Siamo tutti peccatori di energia, destinati a morire, a meno che non cerchiamo la salvezza, che ora si chiama “sostenibilità”. La sostenibilità è la salvezza nella chiesa dell’ambiente. Proprio come il cibo biologico è la sua comunione». 

mercoledì 9 dicembre 2020

La 'traditio' antichissima del Gloria e la nuova traduzione manipolata elevata a dignità di testo liturgico - Gian Pietro Caliari

Vide, o homo, quid pro te factus est Deus: 
doctrinam tantae humilitatis agnosce.

In un Natale di molti secoli fa, il Vescovo d’Ippona, Sant’Agostino così esortava i suoi fedeli, ma non solo: “Vide, o homo, quid pro te factus est Deus: doctrinam tantae humilitatis agnosce”. 

“Osserva, uomo, che cosa è diventato per te Dio: sappi accogliere l’insegnamento di tanta umiltà” (Sermo 188, In Natali Domini, III, 3). E si chiedeva ancora: “Quali lodi potremo dunque cantare all’amore di Dio, quali grazie potremo rendere? (Ibidem, I, 2). Non c’è alcun dubbio che ogni volta che, nelle liturgie cattoliche, risuona il Gloria in excelsis Deo non sia evocato il Mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, dove la Maestà Divina si svela nell’Agnello immolato che “è degno di ricevere la gloria, l'onore e la potenza” (Apocalisse 4, 11). 

martedì 8 dicembre 2020

Sta in iustitia et timore et praepara animam tuam ad tentationem - Gian Pietro Caliari

Precedenti sul Pater [qui - qui- qui - qui - qui - qui].
La scelta compiuta da Vescovi italiani di alterare anche il testo liturgico della Oratio Dominica, dunque, non corrisponde ad alcuna logica né esegetica né teologica. È frutto, invece, di un relativismo materialista e mondano applicato alla stessa liturgia cattolica che, invece, “è essenzialmente actio Dei, che ci coinvolge in Gesù per mezzo dello Spirito 
L’Oratio Dominica è un testo di Gian Battista Bodoni, pubblicato nel 1806 a Parma, per celebrare il viaggio di Papa Pio VII a Parigi in occasione dell’incoronazione imperiale di Napoleone Bonaparte. 
Quest’opera racchiude, per la prima volta in stampa, il testo evangelico del Padre Nostro in 155 lingue. 
In realtà, per la necessità di usare quasi duecento diversi tipi di caratteri, il testo della preghiera appare riprodotto ben 215 volte. 
Un buon numero di queste traduzioni è servito per realizzare le pregevoli maioliche che ancor oggi adornano il chiostro della Chiesa del Pater, sul Monte degli Ulivi, a Gerusalemme. 
Nel Vangelo di San Matteo, Gesù introduce la preghiera con un vero e proprio comando: Οὕτως οὖν προσεύχεσθε ὑμεῖς (oùtos oùn proseùkesfe umeìs), “Voi dunque pregate così!” (Matteo 6, 9). 
Nel testo secondo San Luca, invece, la preghiera è insegnata dal Maestro ai discepoli a seguito di una precisa richiesta: Κύριε, δίδαξον ἡμᾶς προσεύχεσθαι (Kùrye, dìdazon emàs proseùkesfai), “Signore, insegnaci a pregare” (Luca 11, 1). 

lunedì 7 dicembre 2020

Annullato l'omaggio all'Immacolata: il discusso magistero mariano di Francesco

Liberoquotidiano, partendo dalla diserzione dell'omaggio all'Immacolata, fa un'excursus sulle fallacie mariane di Bergoglio, seguito da un intervento sollecitato a Mons. Viganò per l'occasione. Riprendo dunque il tutto, inserendo i link di riferimento nelle enunciazioni da noi già vissute sofferte e commentate in diretta.

Causa Covid, per l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, Francesco farà saltare il tradizionale omaggio alla Madonna in piazza di Spagna compiendo, al suo posto, “un atto di devozione privata” come riferisce il Vaticano. Non si è voluto organizzare una celebrazione “senza concorso di popolo”, come pure avvenuto per altre occasioni. 
I malumori non sono mancati ed era prevedibile: in ambito cattolico, il rapporto fra la “nuova amministrazione” e i dogmi mariani è spesso causa di aspre contestazioni. [qui]
Tutto partì nel 2014, quando, per l’Immacolata, su San Pietro furono proiettate non immagini sacre, bensì scimmie e altre bestie, facendo parlare di profanazione [qui]. Secondo Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana fu ”un successo per la lobby ecologista e anti-natalista che sta piegando la Santa Sede”. 
Ma soprattutto negli ultimi anni è emerso il particolarissimo magistero mariano di Bergoglio, il cui teologo di riferimento, Enzo Bianchi [qui], da poco silurato (ma non per le sue “innovazioni teologiche”) sosteneva che Maria non fosse affatto vergine. E Bianchi, nel 2018, ha presieduto il ritiro spirituale mondiale dei preti ad Ars. 

venerdì 4 dicembre 2020

Una meditazione dell'Arcivescovo Viganò sulla libertà umana in questo momento di crisi

Ricevo da Mons. Carlo Maria Viganò, e volentieri pubblico di seguito dopo la premessa di Robert Mohinan su Inside the Vatican, il testo italiano di una Meditazione sulla libertà umana in questo momento di crisi, promossa da Mohinan e con noi condivisa. Qui indice precedenti
La Sacra Famiglia ispiri e accompagni
la nostra offerta e la nostra preghiera
"Trovo la situazione per molti versi sconcertante: l'attuale pandemia globale, le misure adottate per combatterla, le conseguenze economiche, sociali e politiche di queste misure. Non so se le conseguenze a cui stiamo assistendo siano qualcosa che dovremmo accettare con serenità, o se, piuttosto, dovremmo mettere in discussione decisioni che sembrano reali minacce alle nostre libertà civili e religiose. In una conversazione con l'Arcivescovo Carlo Maria Viganò, gli ho detto: “Sento che dovrei scrivere qualcosa sul nostro diritto alla libertà religiosa. Vorrei ricordare a me stesso e agli altri che, indipendentemente dal tipo di crisi che affrontiamo, non dobbiamo mai dimenticare il valore della nostra libertà. Come discepoli di Cristo, siamo liberi, non schiavi di un Sovrano crudele, ma fratelli e sorelle del Figlio, il Verbo incarnato. Potrebbe dedicare un momento a riflettere su questo tema della libertà e inviarmi qualcosa che io possa usare in una futura Lettera?". Il giorno dopo, l'Arcivescovo mi ha inviato la seguente meditazione che ho tradotto dal testo italiano. La condivido con voi in questo inizio d'Avvento come possibile punto di partenza per una riflessione più generale sulla libertà umana e sulla libertà religiosa in questi tempi anomali. Roberto"

Meditazione dell'Arcivescovo Viganò sulla libertà umana in questo momento di crisi     

O Dio, tu sei tremendo dal tuo santuario;
il Dio d’Israele dà forza e potenza al suo popolo.

Sal 68, 35

Il 19 Novembre 2020 il fondatore del World Economic Forum, Klaus Schwab, ha dichiarato che «Il Covid è l’occasione per un reset mondiale». In realtà Schwab ripete pedissequamente ciò che il 3 Maggio 2009, sul settimanale francese L’Express, disse Jacques Attali: «La storia ci insegna che l’umanità evolve significativamente soltanto quando ha realmente paura: allora essa inizialmente sviluppa meccanismi di difesa; a volte intollerabili (dei capri espiatori e dei totalitarismi); a volte inutili (della distrazione); a volte efficaci (delle terapeutiche, che allontanano se necessario tutti i principi morali precedenti). Poi, una volta passata la crisi, la paura trasforma questi meccanismi per renderli compatibili con la libertà individuale ed iscriverli in una politica di salute democratica». Allora si trattava della febbre suina, che secondo i media avrebbe dovuto causare milioni di vittime e per la quale gli Stati acquistarono da BigPharma milioni di dosi di vaccini mai utilizzati perché rivelatisi inutili. Inutili per tutti, fuorché per coloro che li hanno venduti con enormi profitti.