mercoledì 10 marzo 2021

Gruppo cattolico in Francia citato in giudizio per aver pubblicato l’insegnamento della Chiesa sulle unioni civili omosessuali

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews riprendiamo il caso di Renaissance catholique, un’associazione laica francese di cattolici, incriminata per reato di odio omofobico.
La causa: aver riportato in una sua pubblicazione una sintesi di una nota del 2003 della Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta all’epoca dal cardinale Joseph Ratzinger/poi Benedetto XVI. Tale reato è incluso nell'elenco dei crimini "razzisti" nel diritto penale francese che si occupa di reati mediatici. Renaissance catholique, nella Chiesa, ha ricevuto solidarietà solo da alcuni sacerdoti e da mons. Schneider. 
Sulla questione di carattere generale ricordiamo diverse prese di posizioni del Card. Burke, di Mons. Schneider ed altri; ma voglio richiamare una solenne dichiarazione comprendente temi ancor più ampi: “La Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità” (1 Tim 3, 15) Dichiarazione sulle verità riguardanti alcuni degli errori più comuni nella vita della Chiesa nel nostro tempo [qui]. Mentre, sul tema specifico: Professione delle verità immutabili sul matrimonio sacramentale [qui - qui - qui] 

Gruppo cattolico in Francia citato in giudizio per aver pubblicato l’insegnamento della Chiesa sulle unioni civili omosessuali

Renaissance catholique, un’associazione laica francese di cattolici, è stata incriminata per reato di odio omofobico per aver riportato in una sua pubblicazione una sintesi di una nota del 2003 della Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta all’epoca dal cardinale Joseph Ratzinger, diventato poi papa Benedetto XVI.
Il fondatore e direttore, Jean-Pierre Maugendre, parla di questa amara esperienza nella seguente intervista rilasciata a Jeanne Smits, corrispondente da Parigi di Lifesitenews.

Meditazione sulla Quaresima

“Diversamente da Gerusalemme, ove in segno di penitenza e di lutto, durante la settimana quaresimale non si celebrava il divin Sacrificio, Roma non considerò come aliturgici che i soli due ultimi giorni di quaresima; tutti gli altri avevano i loro riti particolari, le loro processioni, i propri canti, cosicché, in armonia col carattere delle anafore eucaristiche latine, sembra che gli Occidentali, e Roma soprattutto, collo splendore della liturgia quaresimale abbiano voluto ubbidire fedelmente al comando del Salvatore, che ci esorta a dissimulare con modi festevoli il rigore della nostra penitenza.”

Esposizione del “Commento dogmatico” del tempo di Quaresima del P. D.C. Lefebvre O.S.B., tratto dal “Messale Romano”, rito dell’Ordo Vetus, edizione aggiornata al 1962 
(stampato da : Edizioni S. Francesco di Sales, Priorato S. Carlo, Via Mazzini, 19, Montalenghe (TO); pp. 295-297.)

“Il tempo della Settuagesima [qui - qui] ci ricorda la necessità di unirci collo spirito di penitenza, all’opera redentrice del Messia. Il Tempo di Quaresima, col digiuno e le pratiche di penitenza, ci dà modo di associarsi ancor più strettamente ad essa. Ribelle a Dio, l’anima nostra è infatti diventata schiava del demonio, della carne e del mondo. In questo santo Tempo la Chiesa ci mostra Gesù nel deserto (1a Domenica di Quaresima) e nella sua vita pubblica, che combatte per liberarci dalla triplice catena dell’orgoglio, della lussuria e dell’avarizia che si attacca alle creature. E allorché Cristo ci avrà, con la sua dottrina e le sue sofferenze, strappati alla nostra cattività e resi alla libertà di figli di Dio, ci darà, a Pasqua, la vita divina che avevamo perduta. Perciò la liturgia quaresimale, così ricca degli insegnamenti del Maestro e dello spirito di penitenza del Redentore, serviva anticamente per istruire i Catecumeni e per suscitare la compunzione nei pubblici penitenti che aspiravano a risuscitare con Gesù, ricevendo, il Sabato Santo, i Sacramenti del Battesimo e della Penitenza. Sono questi i due pensieri che la Chiesa svilupperà durante tutta la Quaresima, mostrandoci nei Giudei infedeli, i peccati che non possono ritornare a Dio, se non associandosi al digiuno di Gesù (Vang. della 1a Dom.), e nei Gentili, chiamati in loro vece, gli effetti del Sacramento di rigenerazione (Vang. della 2a e 3a Dom.) e dell’Eucaristia nelle anime nostre (Vang. della 4a Domenica).

martedì 9 marzo 2021

Niente Gesù all'evento "Abramitico" del papa

Niente ebrei, niente Gesù all'evento "Abramitico" del papa

Il viaggio del papa in Iraq che si è concluso ieri viene enfatizzato in chiave interreligiosa come “nel segno di Abramo” e ciò ci richiama al fraintendimento sui monoteismi e sull'unico Dio, di cui ci siamo già occupati qui - qui - qui. Orami Bergoglio è a ruota libera, inarrestabile e senza freni in una china rovinosa per la Chiesa e per le anime. Gli incontri con importanti leader religiosi si sono svolti sull'ormai consolidato nefasto letmotiv della Fratelli tutti [qui] e della Dichiarazione di Abu Dhabi [qui]. Abbiamo analizzato e commentato qui un precedente interessante su Il viaggio in Iraq del Papa più filo-islamico di tutti i tempi. 
Di seguito la traduzione di un estratto dell'articolo di Church Militant qui sull'accaduto: un indicibile pasticcio.
"L'incontro interreligioso a Ur emargina la minoranza iraqena più perseguitata mentre Gesù scompare dal discorso di Francesco...
Gesù e gli ebrei [il terzo polo dei monoteismi oltre a cristiani e islamici: vedi supra i link di approfondimento. In ogni caso la presenza degli ebrei sarebbe stata problematica] erano entrambi vistosamente assenti dal servizio interreligioso del sabato di Papa Francesco nella Piana di Ur - pubblicizzato dall'evento vaticano come il luogo di nascita di Abramo. Nel suo lungo discorso, Francesco non ha menzionato "Gesù" nemmeno una volta, e la preghiera che concludeva l'evento non ha usato la formula trinitaria standard né terminava con "il nome di Gesù"... Il famoso storico islamico Robert Spencer ha detto a Church Militant che "Gesù non è stato menzionato, perché come sempre il dialogo interreligioso che coinvolge musulmani e cristiani richiede che i cristiani si avvicinino alla posizione islamica, non a un vero e proprio dare e avere o reciprocità".
"Il papa nel suo discorso ha evitato di citare il profeta ebreo "Isaia" quando parla delle nazioni che trasformano "le loro spade in vomeri e le loro lance in falci".  [...] " Fonte

Ma noi non dimentichiamo l'insegnamento perenne della Chiesa. Insieme agli approfondimenti richiamati dai link, che vi invito a consultare:
"Orbene, i cattolici non possono in nessuna maniera appoggiare tentativi come questi, i quali suppongono essere tutte le religioni più o meno buone e lodevoli... Teoria questa, che non è soltanto una falsità vera e propria, ma che ripudia la vera religione falsandone il concetto, e così spiana la via al naturalismo e all'ateismo". (Pio XI, Enciclica Mortalium Animos 1928)

lunedì 8 marzo 2021

Arciv. Viganò. Grande responsabilità dei cattolici di fronte alle prove generali di dittatura, per ottenere le grazie che possono mutare le sorti dell’umanità

Ricevo dall'Arcivescovo C.M. Viganò il testo italiano di una recente intervista nella quale illustra ad una testata tedesca la sua visione degli attuali sviluppi politici e sociali che vedono convergere gli obbiettivi del deep state e della deep church. Un excursus tanto coraggioso quanto esplicito. 
Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Intervista
rilasciata da S.E. Mons. Carlo Maria Viganò
al “Deutsche Wirtschaftsnachrichten” 
[1]

Deutsche Wirtschaftsnachrichten: Eccellenza, come vive personalmente la crisi del virus Corona?

Arcivescovo Viganò: La mia età, il mio stato di Arcivescovo e la mia abitudine a una vita ritirata non sono forse rappresentativi di ciò che deve subire la maggioranza delle persone; nondimeno, io stesso mi trovo da un anno impossibilitato a spostarmi, a visitare persone che hanno bisogno di una parola di conforto. In presenza di una vera pandemia non avrei avuto problemi ad accettare di buon grado le decisioni dell’autorità civile e di quella ecclesiastica, perché avrei riconosciuto in esse la volontà di proteggere le persone dal contagio. Ma perché vi sia una pandemia, occorre anzitutto che il virus sia isolato; che esso sia grave e che non sia possibile curarlo tempestivamente; che le vittime del virus rappresentino una larga fascia della popolazione. Sappiamo invece che il SARS-CoV-2 non è mai stato isolato ma solo sequenziato[2]; che avrebbe potuto essere curato per tempo, ricorrendo alle terapie disponibili e che invece l’OMS e le sanità locali hanno boicottato imponendo protocolli assurdi e vaccini sperimentali; che il numero dei decessi del 2020 è assolutamente in linea con la media degli anni precedenti[3]. Questi sono dati ormai ammessi dalla comunità scientifica, nel silenzio omertoso dei media.

Vaccini, troppe perplessità: chiesto il ritiro 

L'articolo che segue ha una valenza particolare perché ha trovato spazio su uno dei quotidiani che vanno per la maggiore [qui]. 
Una voce - speriamo non resti rara avis - fuori dal coro rispetto alla  persistente e ossessiva campagna di terrorismo mediatico intorno alla pandemia del covid-19 che, lungi dal fare informazione corretta, fa leva sul nostro istinto di sopravvivenza che induce ad evitare i rischi quando si avverte un pericolo.  Prescindendo dagli scopi manipolatori di una instauranda tirannide sanitaria - riconoscibili a livello sovranazionale ed anzi planetario -, constatiamo che lo stato di allarme rosso è ammissibile nel caso di un pericolo immediato, come il rischio di un incidente stradale, ma che non sempre è utile e giustificato nel caso di situazioni che perdurano nel tempo. 
Il punto è che non dobbiamo né vogliamo sopravvivere; ma vivere, riempiendo la nostra esistenza di esperienze e di relazioni che rendano la vita degna di essere vissuta. 
E non è ragionevole né più credibile, nonostante la grancassa mediatica in loop a senso unico, enfatizzare come unico irrinunciabile rimedio i cosiddetti vaccini - che tali non sono perché non iniettano il virus attenuato che fa produrre anticorpi ma sono vere e proprie terapie geniche -, quando l'esperienza ha ormai mostrato l'efficacia di cure precoci che evitano gli esiziali aggravamenti, scontati per effetto degli attuali protocolli sulle cure domiciliari. Tant'è che il TAR del Lazio, ha accolto l’istanza cautelare promossa dai medici del ‘Comitato Cura Domiciliare Covid-19‘, annullando la nota AIFA secondo cui per le cure a domicilio ci si doveva accontentare di Tachipirina e “vigile attesa”. Un’assurdità, considerato che i farmaci a disposizione ci sono e la malattia nella stragrande maggioranza dei casi si può curare.
Ora finalmente si potrà pretendere dal governo un protocollo idoneo per far fronte alle necessità di coloro che mostrano già i primi sintomi. In questo modo si potranno evitare almeno il 90% dei ricoveri e tornare finalmente alla normalità sapendo di affrontare una malattia che si può curare e con la quale si dovrà imparare a convivere, come accade per altre non meno serie e che sembrano scomparse dall'orizzonte, senza che le libertà personali vadano a ramengo. (M.G.)

Vaccini, troppe perplessità: chiesto il ritiro 

Tre notizie su cui riflettere. La prima riguarda il video che trovate a questo link.  Il filmato ritrae alcuni medici e farmacisti del Trentino Alto Adige che informano la popolazione sulle vaccinazioni in corso. Sono una decina, in rappresentanza di un centinaio di colleghi (perlopiù impegnati nel privato) e invitano alla prudenza verso la nuovissima terapia genica propria di questi primi vaccini in commercio poiché, essendo innovativi, è più quello che si ignora di ciò che si conosce.
Il video ha avuto migliaia di visualizzazioni in pochi giorni. Per la precisione: 120mila in 24 ore solo dalla pagina Facebook.

domenica 7 marzo 2021

Bilancio settimanale di un'Italia in caduta libera. Proposta di riparazione delle blasfemie che ne sono lo specchio

Aggiornamento: riporto in calce il Comunicato del Vescovo di Sanremo: "Non in mio nome". Ora vi si aggiunge il Comunicato dell’Associazione Internazionale Esorcisti: "Ci uniamo a quanto ufficialmente comunicato dal Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-San Remo Mons. Antonio Suetta su ciò che è avvenuto nel corso della 71ͣ edizione del Festival della Canzone Italiana."

Vengono chiuse le scuole, i parchi bimbi e gli adolescenti vengono perseguitati come fossero dei delinquenti. Mentre le palestre e lo sport in generale continuano ad essere ignorati, quello professionistico dei miliardari procede indisturbato.
Buffonate varie si susseguono come la Liguria in zona gialla per il disgustoso Sanremo, mentre il mondo dei teatri e della cultura viene lasciato morire.
Il CTS chiede altre chiusure ma dice di non sapere "dove ci si contagia". Dopo un anno di misure antiscientifiche, i lockdown e il coprifuoco vengono riproposti senza uno straccio di prova della loro efficacia.
Il bello è che questi personaggi impongono idiozie da un anno, come le maschere all' aperto ad esempio o sui banchi a scuola, ottenendo i risultati peggiori del mondo, senza che nessuno li contesti.
Ovviamente in tutto questo impazza il circo vaccinale (ne parlerò a parte). Mentre il Tar tira fuori sentenze sulle cure domiciliari, si continua a far credere alla gente che l'intruglio sperimentale sia l'unica via di salvezza possibile. Nel frattempo la vessazione psicologica al popolo continua, i danni sui minori sono ormai incalcolabili e la stampa non sa fare altro che elogiare dei dementi all'Ariston che "distruggono gli stereotipi di genere" in nome della libertà.
Lo strano concetto di libertà del nuovo mondo che avanza: ipercontrollati, sanitarizzati, mascherati ma genderizzati.
Viva l'Italia e il mondo postmoderno in rovina. 

La confusione di Biden: l'incoerenza di un sedicente cattolico.

Nella nostra traduzione da pillarcatholic.com. Una situazione grave di renitenza, ma soprattutto di diluizione della dottrina attraverso una pastorale di comodo, che purtroppo non è limitata al caso di specie.

Nelle settimane successive alle elezioni di novembre, il presidente dell’USCCB, l’arcivescovo Jose Gomez, ha sottolineato la sfida unica rappresentata da Biden, in quanto capo di un governo con cui i vescovi devono collaborare, e anche in quanto cattolico pubblicamente in contrasto con la Chiesa su una serie di questioni fondamentali, in particolare la “priorità preminente” dell’aborto.

Gomez, e altri vescovi, hanno evidenziato la “confusione” che la situazione di Biden potrebbe causare quando un giorno egli abroga la Politica di Città del Messico (blocco dei fondi alle istituzioni che praticano e fanno consulenza per l’aborto) e il giorno dopo si presenta a ricevere la Comunione.
In realtà, sembra esserci poco spazio per la confusione sulla situazione di Biden.