domenica 31 gennaio 2021

I 'Guerrieri del Rosario'. Continua l'Operazione Assalto al Cielo del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Domani 1 febbraio, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa alle ore 7:00am (ora locale) a Roma e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera.
Per ricevere il link per collegarsi in streaming qui. Per guardarla in differita qui.
Poiché spesso il Cardinale celebra la Santa Messa nel rito Antico, una buona edizione dell'Ordinario della Messa (parti invariabili) può essere scaricata QUI
Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre due anni, ricordando Padre Pio: « Il Santo Rosario è l'arma per questi tempi ».
Alle intenzioni sotto elencate, aggiungiamo la richiesta di protezione dalle forze oscure - ed anche dalla recente pandemia e dalle gravi ripercussioni spirituali,  antropologiche nonché geopolitiche - che, oltre alla Chiesa, minacciano il nostro Paese, l'Europa e il mondo intero. Anche in questo mese rinnoviamo il nostro fervore e preghiamo più che mai. Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Migliaia di Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.

I cattolici e la crisi dell'autorità. L'arcivescovo Viganò risponde ad un sacerdote

Nella risposta ad un  sacerdote pubblicata di seguito sulla crisi dell'autorità, acuitasi in riferimento all'emergenza pandemica, l'Arcivescovo Viganò, sostanzialmente risponde anche alla esternazione di Bergoglio nel corso dell’udienza all’ufficio catechistico della Cei (ieri, 30 gennaio). Cito : “O tu stai con la Chiesa e pertanto segui il Concilio”, “o se lo interpreti a tuo modo non sei nella Chiesa, il Concilio non va negoziato”. Ha quindi invitato la Chiesa italiana ad avviare il processo per un Sinodo nazionale, menzionando il Convegno di Firenze. 
In realtà stiamo subendo gli effetti di un infausto aggiornamento rivelatosi sovversione che vede il suo culmine in questo post concilio bergogliano e pachamamiano posto in essere dall'attuale pontificato... Qui l'indice di interventi precedenti e correlati.

Reverendo e Caro Sacerdote di Cristo,
ho ricevuto la Sua lettera, nella quale Ella mi sottopone alcune gravi questioni sulla crisi dell’autorità nella Chiesa, crisi che va acuendosi in questi ultimi anni ed in particolare durante “l’emergenza pandemica”, in occasione della quale la gloria di Dio e la salvezza delle anime sono state messe da parte a vantaggio di una presunta salute del corpo. Se intendo rendere pubblica questa mia articolata risposta alla Sua lettera, è perché essa risponde ai numerosissimi fedeli e sacerdoti che mi scrivono da ogni dove, esponendomi interrogativi e tormenti di coscienza su queste stesse gravi questioni.

Il problema di un’autorità pervertita – ossia che non agisca nei limiti che le sono propri o che si sia data autonomamente un fine opposto a quello che la legittima – viene affrontato dalle Sacre Scritture per ricordarci che omnis potestas a Deo (Rom 13, 1) e che qui resistit potestati, Dei ordinationi resistit (ibidem., 2). E se San Paolo ci intima di obbedire all’autorità civile, a maggior ragione noi siamo tenuti ad obbedire all’autorità ecclesiastica, in ragione del primato che le questioni spirituali hanno su quelle temporali.

"Spiritus Domini"? Il Manifesto delle donne cattoliche per far riconoscere la bellezza della loro specifica vocazione

Propongo, nella nostra traduzione dal francese, il Manifesto che segue, un Appello di donne cattoliche, che risponde all'ufficializzazione di donne "lettrici" e donne "accolite" nel Novus Ordo per effetto del Motu proprio 10 gennaio 2021 Spiritus Domini [qui - qui, con attenzione anche alla nostra nota]. L'iniziativa - lanciata da Gabrielle Vialla, autrice di Recevoir le féminin, Bien vivre le cycle féminin, La Chasteté, curatrice del blog fecondite.org e da Constance Prazel, dottore in storia, cronista ed editorialista - è una "chiamata ad approfondire la vocazione della donna", che non ha nulla da guadagnare nel voler esercitare funzioni liturgiche maschili perché il genio femminile si esprime al meglio nel "privilegio mariano". Il Manifesto è sottoscrivibile da qui. Io l'ho sottoscritto.

In occasione della pubblicazione del Motu proprio Spiritus Domini, noi donne cattoliche desideriamo che la bellezza della nostra specifica vocazione sia riconosciuta e amata.

La questione della presenza della donna nel santuario, in alcuni l'ostinazione per il matrimonio dei sacerdoti o il sacerdozio della donna sono, per noi, i sintomi di una grave crisi liturgica radicata in una crisi antropologica ancor più profonda sulla complementarietà di uomo e donna. Ogni cattolico, qualunque sia il suo stato di vita o la sua fedeltà alla liturgia, dovrebbe essere preoccupato da questo profondo disagio.

È proprio ora che si prende coscienza del pericolo del clericalismo, che paradossalmente dimentica che la donna è divinamente esclusa dalla gerarchia ecclesiale per il bene di tutta la Chiesa. Mai prima d'ora la vocazione della donna era stata rappresentata in modo così caricaturale e impoverito.

sabato 30 gennaio 2021

“Non ci indurre in tentazione”: se i vescovi leggessero la Commedia … (Dante, Purgatorio, canto XI, vv. 4-24)

Il bellissimo “Padre Nostro pregato” di Dante prosegue, dopo l’iniziale contemplazione di Dio che sta nel cielo Pater noster, qui es in coelis,
O Padre nostro, che ne’ cieli stai, / non circunscritto, ma per più amore / ch’ai primi effetti di là sù tu hai,
sempre sulla stessa falsariga di una dizione poetica che è pura meditazione del testo evangelico e va dentro, non oltre la lettera del testo sacro.

Santificetur nomen tuum fiorisce in
«laudato sia ‘l tuo nome e ‘l tuo valore / da ogne creatura, com’è degno / di render grazie al tuo dolce vapore» (vv. 4-6),
una terzina in cui il riconoscimento dell’impronta trinitaria nel volto del Padre (nome – valore – vapore, che richiamano il Figlio, il Padre stesso e lo Spirito Santo) apre alla gratitudine perché Egli si é rivelato a noi: «com’è degno / di render grazie al tuo dolce vapore». E come si è rivelato? Come un dolce soffio di vento che ci accarezza il volto: così è il dono dello Spirito.

venerdì 29 gennaio 2021

I (pochi) vescovi e cardinali coraggiosi dovrebbero chiamare in causa il papa, ampliando il fronte tenuto sinora dai soli Viganò e Schneider

Anche il cardinale Raymond Burke ha condannato il tentativo del presidente Biden di "codificare come legge" la decisione del 1973 "Roe contro Wade" della Corte Suprema che ha "legalizzato" l'aborto. Durante un'omelia nel Santuario della Madonna di Guadalupe a La Crosse, Wisconsin (24 gennaio), Burke ha definito questa decisione "totalmente ingiusta" criticando Biden per il suo tentativo di imporre alle scuole la "iniqua teoria di genere". Burke ha puntualizzato che il governo Biden minaccia di negare la "libertà religiosa" che il cardinale definisce come la libertà di seguire il piano di Dio per il mondo e per l'uomo, "inscritto nella natura stessa" e "scritto nel cuore di ogni uomo".
Ma se Mons. Barron [qui] et alii e ora anche il cardinale Burke condannano giustamente l'abortismo e l'omosessualismo di Biden, costui però se la ride, a mio modesto avviso E perché, se la ride? Perché il papa è dalla sua parte! Incredibile dictu. 
Ma come, dalla sua parte!? Non ha anche di recente Bergoglio sferzato duramente la pratica dell'aborto? Certo, ma allora perché non ha sostenuto Trump, apertamente e fortemente pro-life? Già, come si spiega? Si spiega così: condanna a parole, perché non può fare altrimenti, ma poi contraddice questa condanna con le sue azioni. 
Le sue azioni in politica vanno nel senso di appoggiare gli abortisti al potere, come Biden e non solo.

giovedì 28 gennaio 2021

Pio XII vide l’onda neomodernista e lanciò l’allarme

A breve tornerò su Pio XII per affrontare alcuni accenni di modernismo presenti, secondo un sacerdote nostro lettore, in alcuni suoi documenti; il che mi ha interpellata non poco, pur nella consapevolezza che i germi dell'attuale crisi vengono da lontano e hanno attraversato anche il suo pontificato. Sono molto legata alla sua figura che ho sempre ammirato e ai suoi insegnamenti, anche perché è il Papa della mia giovinezza dal quale ho ricevuto le prime benedizioni apostoliche... Sto cercando di approfondire e credo che sarò in grado di aggiustare il tiro. Il che sarà, spero, fruttuoso per tutti.

Non è un mistero che la figura di Pio XII piace poco ai cattolici progressisti e bergogliosi, e infatti ne parlano il minimo indispensabile, quando proprio vi sono costretti. Il bello è che il processo di canonizzazione, aperto nel lontano 1967, è affidato ai gesuiti: si può bene immaginare che costoro non abbiano alcuna fretta di portarlo avanti, dal momento che Pio XII rappresenta esattamente l’opposto della Chiesa che essi hanno in mente e che stanno realizzando a grandi tappe.
Non che avessero, o abbiano, alcuna ragione valida per ritardare un atto ormai dovuto; ma tant’è, come nel caso di padre Léon Dehon, che doveva essere proclamato santo nel 2005 e invece è rimasto “sospeso” a tempo indeterminato, ragioni valide, di questi tempi, non ne occorrono più: basta un sospetto, basta un bisbiglio, specie se arriva dagli onnipresenti e onnipotenti fratelli maggiori, e le pratiche si arrestano, le lingue si trattengono, i discorsi cadono come per magia.

I geni della C.E.I. e il segno della pace nella Liturgia post-Covid

Estrapolo alcune segnalazioni dei lettori sul segno della pace ripristinato dalla C.E.I. da domenica 14 febbraio.

"Augurarsi"?!?!? Cioè, la pace è un augurio?! Ma da dove vengono?La pace, quella per cui Cristo ha versato il sangue, noi ce la "auguriamo"? Ma si rendono conto di come parlano? di quel che dicono? 
Poi dice che uno è fissato col Vetus Ordo. Certamente! Nella Messa antica il rituale della pace rende chiaro che è una pace che viene da Cristo (il sacerdote bacia l'altare e poi la dà al diacono, che la dà al suddiacono ecc.; perché Gesù dice: «Non come la dà il mondo, io la do a voi» - Gv 14,27). 
Invece nella Messa nuova ci si augura la pace. Auguri... e figli maschi (ah no, scusate, è politicamente scorretto). Auguri e basta. E magari Arigatò. 
Tra l'altro è il gesto più inutile e per di più facoltativo della liturgia riformata.... incomprensibile questa ostentazione nel riproporlo!
E si preoccupano del "segno di pace", loro che hanno vuotato le chiese, hanno lasciato il popolo di Dio senza la Santa Messa per mesi, addirittura senza la Messa di Pasqua. Col loro indebito assoggettarsi alle restrizioni del governo hanno insegnato che era più importante salvare il corpo, anzichè l'anima. Ed ora... sono preoccupati di lasciare senza il "segno di pace" coloro a cui hanno negato la Santa Messa. Ma arriverà il "redde rationem!" Grazie a Dio viene per tutti.