sabato 18 settembre 2021

Una Chiesa in ritirata anziché in uscita

Sullo slogan 'Chiesa in uscita' e implicazioni vedi qui e anche qui.  Qui l'indice degli articoli sulla Chiesa in tempo di pandemia.

Ecco cosa manca alla Chiesa in uscita
È singolare constatare come, nel corso della sua storia bimillenaria, l’atteggiamento della Chiesa cattolica di fronte a epidemie e pandemie sia sempre stato improntato dal coraggio e alla carità. Al di là dell’episodio arcinoto di san Francesco che bacia il lebbroso, sono decine i santi che hanno rischiato e anche dato la vita durante pestilenze, epidemie e guerre, per soccorre i poveri, gli ultimi, i più colpiti.
È paradossale, al contrario, che proprio nell’era della retorica bergogliana della “Chiesa in uscita”, e della “Chiesa ospedale da campo”, questo “ospedale” aperto a tutti da millenni sia stato improvvisamente chiuso. Chiuso per profilassi igienico-sanitaria. La sospensione delle Messe, voluto dai vari governi e accettato senza esitazione dai vari episcopati, è un fatto che non si era mai verificato, nemmeno durante le due Guerre mondiali, nemmeno nelle ore più terribili della storia, in occasione di disastri, inondazioni, terremoti.
La “Chiesa in uscita” è divenuta infine la “Chiesa in ritirata”, anzi in “fuga precipitosa”. Una Chiesa che sembra non aver fiducia nella preghiera, che preferisce l’amuchina all’acqua benedetta, accondiscendente e rispettosa verso tutte le regole della burocrazia sanitaria, ma con poca fiducia nella potenza salvifica della Grazia, che accoglie un Vaccino sperimentale di dubbia utilità e discretamente pericoloso come un Messia ma che non sa più dire una parola sull’anima e il suo destino.
Una Chiesa che, nel bel mezzo del terrore panico, è riuscita a chiudere persino le piscine di Lourdes: quella Lourdes che da 150 anni è stata una sfida continua alle norme igienico-profilattiche senza mai divenire un ricettacolo di infezioni, anzi, manifestando eventi straordinari che persino medici atei hanno dovuto riconoscere. (Gianluca Marletta)

Traditionis custodes: le ultime cartucce conciliari?

Riprendo dal sito francese Res novae una interessante puntualizzazione di don Claude Barthe su Traditionis custodes. Qui un suo precedente. Qui l'indice degli articoli precedenti e correlati.

La non-accoglienza del Concilio Vaticano II si è concentrata concretamente nel rifiuto della riforma liturgica, benché un certo numero di fedeli praticanti della messa antica affermi la propria adesione alle intuizioni conciliari «ben interpretate». In ogni caso, l’esistenza della liturgia tradizionale è un fenomeno persistente ed anzi crescente di mancata accettazione. Marginale? Papa Bergoglio, che vuole essere il papa della piena realizzazione del Vaticano II, alla fine si è convinto che il fenomeno fosse sufficientemente importante da doversi adoperare per sradicarlo. Con questa conseguenza, che ciò ch’era potenzialmente marginale è divenuto sicuramente centrale: la messa tridentina viene consacrata come il male da abbattere; i seminari, che formano i preti per dirla, come dei cancri da eliminare. E ciò, senza alcun indugio.

venerdì 17 settembre 2021

Green pass. Se guardiamo agli altri paesi l'Italia è il lager d'Europa

Non avrei voluto insistere ancora oggi su un'altra faccia della realtà distopica che ci si va imponendo; ma la cronaca ineludibile purtroppo è questa. Il nostro sguardo è realisticamente costernato e impotente; umanamente parlando... Intanto sappiamo da che parte schierarci e continuiamo a denunciare, pregare offrire e sperare. A chi sarà dato anche agire, troverà il come e con chi. 
L'articolo ripreso di seguito è preceduto da un commento calzante di Andrea Sandri.

Il golpe social: È talmente evidente la discontinuità tra l'adozione quasi generalizzata del green-pass e un efficace arginamento del contagio (ormai minimo) che è difficile non pensare a una sovversione capillare dell'ordine sociale e costituzionale. Non devono nemmeno occupare le redazioni di giornali, radio e televisioni che sono già quasi tutte loro. Né convincere le forze armate.
Art. 13 Cost. : «La libertà personale è inviolabile».(1) Può essere limitata soltanto in materia penale e con doppia riserva, di legge e di giurisdizione: in base a una fattispecie (penale) stabilita dalla legge e «per atto motivato dell'autorità giudiziaria». Evidentemente l'obbligo di lasciapassare (green-pass) riformula alla radice lo status dell'uomo libero (habeas corpus: una libertà "del corpo", dagli arresti, concreta). Quando ripetono che "il green-pass" è uno "strumento di libertà", spiegano, dissimulando, il passaggio dalla libertà naturale, storica e giuridica, ancora fissata dall'art. 13 della Costituzione italiana, a una libertà tecnica, normata e posta artificialmente. Il passaggio dalla natura a una nuova natura, da una "Lebenswelt" a una nuova "Lebenswelt". La nuova normalità. E il Creatore messo in un angolo a guardare.
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Ecco i green pass degli altri Paesi. Ma il vero lager siamo noi

L’Italia ha varato alcune tra le misure più stringenti al mondo in fatto di green pass. Col voto al Senato di ieri il green pass è stato esteso a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. Le misure italiane, anche prima di questo passo estremo, erano tra le più pesanti in Europa assieme a quelle francesi. Ma stiamo forse arrivando al punto di essere lo Stato in cui il totalitarismo sanitario sta marciando a falcate più larghe perché si sta arrivando al paradosso della “patente per vivere” per usare le parole di Carlo Freccero, e non a caso le agenzie di stampa europee stanno parlando di “incubo italiano”.

Dalla gioventù bruciata alla gioventù sedata, a rischio psicosi

La proposta di legge consente “a persone maggiorenni la coltivazione e la detenzione per uso personale di non oltre quattro femmine di cannabis, idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente e del prodotto da esse ottenuto”. Hanno votato a favore M5s, Pd, Leu e Radicali. Contrari i partiti centrodestra, mentre Italia Viva si è astenuta. Dopo la votazione, bisognerà attendere la presentazione e la discussione in commissione degli emendamenti prima che il testo possa arrivare in aula. Se l'iter andrà in porto secondo queste premesse, conseguenza inevitabile sarà l'incremento dei consumi già notevoli, La Cannabis, dunque, tra le strategie di indebolimento e corruzione delle popolazioni. Non c'è abbastanza alienazione? E cui prodest una popolazione di zombie in sedazione perenne? Quale impatto sui giovani e la loro formazione?

Approvato il testo base del dl Cannabis:
sì alla depenalizzazione per chi coltiva in casa

È stato votato il testo base che depenalizza la coltivazione di Cannabis in casa fino a 4 piante femmine. Secondo il Presidente della commissione giustizia della Camera, il 5Stelle Perantoni, si tratta di un testo importante ottenuto grazie alla capacità dei gruppi parlamentari di confrontarsi e trovare una sintesi.
Sul tema interviene Valerio Arenare del Movimento Nazionale - La Rete dei Patrioti: 

Un'altra decisione scellerata del Governo Draghi! È palese la volontà di portare il nostro Paese verso una pericolosa deriva antiproibizionista. Hanno giustificato questo testo - completamente privo di un appurato studio delle conseguenze future(1) - adducendo la necessità di venire incontro alle esigenze dei malati sottoposti a terapie specifiche e contrastare lo spaccio.

giovedì 16 settembre 2021

Quale delicato e ineguagliabile 'Esprit de Finesse'...

Durante le sue recentissime, sublimi esternazioni aeree di ritorno dal viaggio in Slovacchia e Ungheria, Bergoglio ha fatto vergognosa ironia sul Card. Burke, definito dal mainstream suo storico avversario ma che non si considera tale perché un cardinale ha il dovere di denunciare gli errori e riaffermare l'insegnamento costante della Chiesa. 
Etichettandolo arbitrariamente come negazionista, ha dichiarato che, vedi un po' "ironia della vita", proprio lui si trova in terapia intensiva per covid.
Mi chiedo come mai nessuno lo abbia correttamente informato sulle reali condizioni di salute del cardinale che ormai da giorni è, grazie a Dio, fuori pericolo essendo stato dimesso dalla terapia intensiva: lo stesso Burke ha voluto ringraziare pubblicamente quanti lo abbiamo sostenuto con le nostre preghiere [qui]. 
Dov'è la tanto sbandierata misericordia? Un papa inedito e anomalo, oltre che idolatra.

mercoledì 15 settembre 2021

15 settembre: Festa dei sette dolori della Beata Vergine

Nella ricorrenza dell'Addolorata, ripropongo. Vedi anche qui - qui

Dall'Anno Liturgico di Dom Guéranger
15 settembre: Festa dei sette dolori della Beata Vergine

Due feste della Madonna: Natività e Addolorata.
Dopo il ricordo dell'infanzia di Maria, ecco che la Chiesa subito ci invita a meditare sui dolori, che segnarono la vita della Madre del Messia, Corredentrice [qui - qui] del genere umano. 
Mentre il giorno della nascita consideravamo la grazia, la bellezza della bambina che era nata, non ci si presentava il pensiero del dolore, ma se ci fossimo posta la domanda: "Che cosa sarà mai di questa bambina?", avremmo veduto che se tutte le nazioni dovevano un giorno proclamarla beata, Maria doveva prima soffrire con il Figlio per la salvezza del mondo. 

La sofferenza di Maria. 
Maria stessa ci invita, con la voce della Liturgia, a considerare il suo dolore: "Voi tutti che passate per la strada guardate e vedete e dite se vi è dolore simile al mio... Dio mi ha posta e come stabilita nella desolazione" (Geremia, Lamentazioni, 1,12-13). Il dolore della Santa Vergine è opera di Dio. Predestinandola ad essere Madre del Figlio suo, l'ha unita in modo indissolubile alla persona, alla vita, ai misteri, alla sofferenza di Gesù, perché fosse cooperatrice fedele nell'opera della redenzione, e tra il Figlio e la Madre doveva esservi comunità perfetta di sofferenze. Quando una madre vede che il figlio soffre, soffre con lui e sente, per riverbero, ciò che egli prova e Maria ha sentito nel suo cuore tutto ciò che Gesù ha sofferto nel suo corpo per gli stessi fini, con la stessa fede e con lo stesso amore. "Il Padre e il Figlio, disse Bossuet, dividono per l'eternità la stessa gloria e la Madre e il Figlio dividono nel tempo le stesse sofferenze; il Padre e il Figlio una stessa sorgente di gioia, la Madre e il Figlio uno stesso torrente di amarezza; il Padre e il Figlio lo stesso trono, la Madre e il Figlio la stessa croce. Se si crivella di colpi il corpo di Gesù, Maria ne sente tutte le ferite, se si trafigge la sua testa con le spine, Maria è straziata da tutti quegli aculei, se gli presentano il fiele e aceto, Maria ne beve tutta l'amarezza, se si stende il corpo sulla croce, Maria ne soffre tutto il tormento" (Discorso per la Compassione. Opere oratorie, II, p. 472). 

Deriva autoritaria, delegittimazione delle voci scomode. Convegno senato. Opposizione fantasmatica

Abbiamo già parlato della psichiatrizzazione del dissenso [qui]. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. Di seguito alcune riflessioni dalla cronaca attuale.

La dittatura non è altro che l'accentramento di poteri in un unico soggetto politico e la sua definizione prescinde da eventuali derive autoritarie, che in genere sono successive al suo affermarsi. I dittatori del passato sono spesso stati accolti in patria come dei salvatori perché, guarda caso, il copione tipico è appunto quello di uno stato emergenziale che, per essere affrontato, necessita della sospensione delle normali prassi di governo, dell'accentramento di poteri e della sospensione del diritto. Una dittatura può godere, e in genere gode, di un ampio margine di consenso, perché di solito si sostituisce a un vuoto di autorità o di competenza.
La deriva autoritaria si presenta invece quando appare ovvio che lo stato emergenziale è venuto meno, e chi si è arrogato il potere non intende restituirlo, ma normalizzare e rendere permanente la crisi.
A definire la dittatura non è la quantità di libertà che vengono lasciate ai cittadini, ma il metodo di governo e il modo in cui si acquisisce il potere.